Il fantastico Nichi quale futuro immagina? Questo è il problema

– Nichi Vendola è l’uomo delle intuizioni. “Voglio essere il leader di una sinistra senza aggettivi” è, senza dubbio, un modo per mettere il punto e chiarire il percorso. La sinistra senza aggettivi è un contenitore ampio, uno spazio politico che suggerisce un modo di pensare alla società senza chiuderla dentro una retorica stantia e, in un certo senso, novecentesca.

Infatti nell’affermazione di Vendola scompaiono le sinistra antagonista e quella radicale, cui gli avversari di area vorrebbero incatenarlo, e svanisce anche il centro-sinistra, quello che per tanto tempo, e attraverso altrettante stancanti elucubrazioni, non si sapeva se andasse scritto col trattino, senza trattino, magari andando a capo, per dare il senso della moderazione e della contiguità all’area centrista.

No, stavolta Nichi ha il coraggio non solo estetico di indossare l’orecchino ma anche politico di superare i balbettii di chi non ne auspica la candidatura alle primarie di coalizione, senza contestarla direttamente. Dopotutto Vendola è capace di intuizioni narrative originali che, almeno in Puglia, si sono declinate in una attività di governo. Concreta e comunque concretamente vincente.

In un certo senso si potrebbe dire che il Nichi nazionale sa coniugare due mondi che per gli altri leader del centrosinistra rappresentano alternative inconciliabili, se non al prezzo di una debolezza identitaria punitiva sul piano elettorale. Si tratta del mondo moderno, cui è tuttora fortemente ancorata una certa cultura di sinistra, e quello post-moderno, liquido per dirla con le parole di Bauman. È per questa ragione che, se da un lato Vendola non è del tutto innovativo perché si inserisce in un immaginario tipicamente cigiellino, legato alle icone tradizionali del mondo del lavoro – delle Fabbriche a cui s’appella – d’altro canto è l’unico in grado di narrare l’Italia conciliata, inglobante.

Ad esempio il linguaggio utilizzato nella video-lettera a Berlusconi è un totem, un “capitolo del romanzo vendoliano” in grado di metterne in luce punti di forza e di debolezza. Intanto Nichi sceglie di rivolgersi al premier dandogli del tu: in questo modo tenta di rompere quel meccanismo che pare tanto caro a Berlusconi, il quale, nel tentativo di distinguersi dal mondo dei politici, preferisce l’appellativo più amichevole “Silvio”, se a chiamarlo sono i cittadini, e un rispettoso “Lei” se a nominarlo sono candidati ed eletti. L’appello del Governatore al decoro e alla sobrietà raccontano, inoltre, una disciplina diversa da quella classicamente intesa, perché ad evocarla è lo stesso candidato che alle Regionali del 2005 si è presentato come provocatorio, estremista (per amore), diverso.

La più recente campagna elettorale attraverso il claim “la poesia nei fatti” ha sintetizzato proprio la coniugazione tra concretezza, intesa quasi in senso produttivo, e competenza narrativa. Però, per completare un percorso avviato all’insegna del più classico dei cambiamenti dolci, c’è un ultimo passo da compiere e consiste nel declinare più chiaramente l’idea di Italia futura e possibile di cui Nichi si fa portavoce.

La strada avviata sembra ispirarsi all’umanesimo sociale di Adriano Olivetti – oltre che allo stile e all’insegnamento di don Tonino Bello– e ha di certo un punto qualificante: la capacità di superare il mondo delle fratture per approdare a quello delle coniugazioni. Il “ma anche” di veltroniana memoria torna, stavolta con la forza di una contraddizione esplicitamente esibita, e non consumata nell’indistinzione.

Però tutto questo deve essere arricchito da qualcosa in più, l’invenzione futuristica, la visione concreta dell’Italia di domani. Solo così Vendola sarà un candidato e un leader in grado di immaginare il futuro e non di rinnovare la stanca continuazione del presentismo italico.


Autore: Federica Colonna

Nata a Viterbo nel 1979, dopo la maturità classica si laurea in Scienze della Comunicazione e lavora come consulente politico per Running, gruppo Reti. Da libera professionista realizza più di dieci campagne elettorali, tra cui quella per l’attuale sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni. Collabora con "La Lettura" del Corriere della Sera, ha un blog su Il Fatto Quotidiano e uno sull'Unità.

Comments are closed.