– Un giorno di convulse trattative tra FLI e Tremonti, ma l’obiettivo grosso é stato raggiunto: far sí che nel maxi-emendamento governativo alla Finanziaria fossero incrementate le risorse per le borse di studio per gli studenti universitari, che nel testo originario della manovra erano state tagliate da 99 milioni (tanti erano nel 2010) a 26 milioni per il 2011.

Concedete a Libertiamo un pizzico di orgoglio: abbiamo sollevato la questione con l’articolo pubblicato ieri, a firma di Francesco La Medica, e abbiamo fatto lobbying con i deputati di FLI (Della Vedova, ma anche Moroni e Lo Presti) perché facessero propria la questione. Insomma, si tratta di un vero e proprio ‘emendamento Libertiamo‘, che il governo ha accettato. 

Ai nostri lettori giustamente interessati alla tenuta complessiva dei conti pubblici sottolineiamo che per finanziare le borse di studio non é aumentata la spesa pubblica. Ad esse é stata vincolata una quota del famoso miliardo di euro per l’università che Tremonti avrebbe reso disponibile con il maxi-emendamento. Ai trasferimenti ordinari agli atenei, insomma, andranno maggiori risorse ‘solo’ per 800 milioni, mentre 100 milioni copriranno i crediti d’imposta alle imprese che fanno ricerca con le università e 100 milioni andranno appunto a cofinanziare i programmi regionali per le borse di studio e i prestiti d’onore. A noi pare una migliore valorizzazione delle risorse, per evitare che esse finiscano nel calderone delle spese amministrative et similia.

Soddisfatti? Solo a metá, come é nel nostro dna da riformatori liberali. Se esiste una ‘buona’ spesa pubblica, lo é sicuramente quella per sostenere lo studio dei più meritevoli, ma meno abbienti. E in tal senso abbiamo fatto bene a sposare la causa. É tuttavia evidente che di ben altro avrebbe bisogno l’università italiana, anzitutto di una robusta liberalizzazione.