La mia povera e antiestetica quotidianità di precario gay (al di là del buon cuore del Cav.)

– Manca poco al Natale e, confidando nel suo buon cuore, quasi quasi gli scrivo. A chi se non a Silvio. A periodi alterni Papi o Caritas, libertino o padre di famiglia, donnaiolo e un po’ misogino (soprattutto con le brutte, principalmente con Rosy Bindi), generalmente omofobo.

Sono certo, però, che nonostante tutto, essendo egli un uomo di cuore, mi risponderà. Se lo farà prometto che quando me la passerò meglio farò realizzare per lui, anzi,per il suo giardino ad Arcore, a Porto Rotondo o ad Antigua, una bella statua di Babbo Natale con la sua faccia.

Vabbè, mi presento. Mi chiamo Daniele Priori, non ho ancora trent’anni, sono precario come molti, giornalista free lance. Sono abbastanza brutto, un bel po’ sovrappeso e soprattutto gay, come Signorini. Spero proprio non sia un problema…

Ora, non è che voglia impietosirlo o approfittare del suo buon cuore solo perché sono il solito omosessuale che si piange addosso. No, no.  Avrei proprio delle richieste tipo “letterina a Papi Natale”. Perché le esigenze sono tante, tutte drammaticamente vere, da non arrivare a fine mese e un aiutino davvero non ci starebbe male.

Anzitutto con i contributi all’Inpgi. Sì, perché nel famoso “popolo delle partite Iva” c’è un mucchio di gente come me, garantita da nessuno, senza ferie, permessi o malattia pagati a parità di tariffa con chi un contratto e tutte quelle garanzie ce le ha ma, in effetti, lavoratore autonomo. E i contributi, appunti, me li verso da solo ogni anno, tutto nell’ultimo trimestre. Un vero supplizio. Solo per un fortunato e condizionante particolare biologico, ovviamente, a parte uno splendido compagno, precario pure lui, non ho figli. 

Poi c’è l’affitto che grazie a Dio divido col mio compagno, senza nessuno sgravio né riconoscimento per le giovani coppie, solo perché siamo gay. Particolare che non conta nel momento in cui lo Stato si accorge che sulle mie spalle c’è anche mia sorella, che vive lì con noi, disoccupata e un po’ sbandata ma non bella come Ruby. In quel caso lo Stato mi riconosce tutti i doveri di fratello. Come è giusto che sia, forse…

Ne sento di tutti i colori in questo piccolo grande meretricio collettivo che è diventato il nostro Paese. Eppure ancora non mi rassegno. Non mi va di rassegnarmi nemmeno al buonissimo cuore del presidente.

Preferisco ancora alzare la testa per ottenere i miei diritti di persona, di cittadino, di lavoratore, di omosessuale. Uguali, né migliori né peggiori, di quelli di un eterosessuale. Senza vittimismi né eroismi ma con la speranza che il mio amore gay, autentico e quotidiano, persino noioso come quello di tante altre coppie etero o omosessuali, non necessiti di viagra a nessuna età e resista persino all’ebbrezza violenta del “bunga bunga”.

Questo sono io, nel mio piccolo e squattrinato presente, ad augurarlo anche a Lei e ai suoi tanti giorni a venire, caro presidente.


Autore: Daniele Priori

Nato a Marino (Rm) il 27 marzo 1982. Giornalista, è segretario politico dell’associazione GayLib. Tra i primi tesserati dei Riformatori Liberali dall’autunno 2005, è tra i soci fondatori di Libertiamo. Collabora col “Secolo d’Italia” e con riviste locali e nazionali. E’ direttore di collana presso l’editrice Anemone Purpurea di Roma per la quale ha pubblicato, insieme a Massimo Consoli, il libro “Diario di un mostro – Omaggio insolito a Dario Bellezza”

38 Responses to “La mia povera e antiestetica quotidianità di precario gay (al di là del buon cuore del Cav.)”

  1. Simona Bonfante scrive:

    Grandissimo Daniele. E poi sei molto più bello tu del Babbo Silvio Natale cui qui sì amorevolmente ti rivolgi!

  2. iulbrinner scrive:

    Una precisazione, se possibile, anzi due: quali sarebbero, in sostanza, le richieste a Papi Natale?
    Cosa c’entra con la sua condizione di “precario” la sua condizione di omosessuale? Dov’è il nesso, insomma?
    Grazie per le eventuali precisazioni.

  3. Parnaso scrive:

    “Solo per un fortunato e condizionante particolare biologico”.
    E’ le sembra poco? questo è il discrimine, la linea maginot, per cui sarebbe una violazione del principio di uguaglianza trattare alla stessa maniera situazioni differenti. Ma non si preoccupi può godere di tutti i miei medesimi diritti che si trovano nei 3000 articoli del codice civile (i diritti civili li può trovare nel codice civile e sono erga omnes, esclusi i musulmani), tranne quelli che la biologia le impedisce di avere. Se poi lei non si accetta è un problma suo e non c’è motivo di fare ricadere i suoi problemi sulla comunità.

  4. ma sai… io non sono d’accordo con gli sgravi alle coppie! nè etero nè omo.
    ho letto anche che Alemanno vuole aumentare le tasse per single e coppie con pochi figli (e pure ai gay chiaramente) per sostenere le famiglie con molti figli!
    io mi chiedo perchè pagare tasse per le scelte di vita altrui e semmai non sia il caso di sovvenziare l’educazione sessuale nelle scuole.
    bene il matrimonio gay ma non con le tasse dei cittadini (identica cosa per quello etero).

  5. vittorio scrive:

    Concordo in pieno con Maschile Individuale.

  6. Paolo scrive:

    I gay, coi loro contributi, finanziano anche la pensione di reversibilità ai vedovi e alle vedove di “noi normali”, ma loro non ne beneficieranno mai.

    Le tasse dei gay consentono di finanziare le detrazioni per coniuge a carico, ovviamente solo di “noi normali”.

    Il resto son chiacchiere.

  7. chivicapisce scrive:

    @iulbrinner, @parnaso: se vi levate le fette di prosciutto dagli occhi.
    Possiamo pure cominciare a parlarne… altrimenti le precisazioni sono tempo perso.

    Fate con comodo, eh.

    @parnaso:
    le neo-coppie etero di anziani biologicamente sono sterili ma sono giuridicamente tutelate e riconosciute le coppie omo no.
    le coppie etero giovani ma sterili (per scelta o non) sono giuridicamente tutelate e riconosciute le coppie omo no.

    La biologia è un campo sdrucciolevole… trovi migliori pezze d’appoggio ai suoi pregiudizi.

  8. Rorschach scrive:

    Bella l´idea di sgravi fiscali per le coppie di fatto omosessuali e non, che siccome pagano i contributi anche per le coppie regolarmente sposate, per le pensioni di reversibilitá delle vedove, ecc… necessitano di riconoscimento anche loro. Dopo di che restano soltanto i single a pagare le tasse per intero. Pensa te, oltre al fatto che non riescono a trovare la persona della propria vita molti di questi poveracci sono pure costretti a pagare per i matrimoni di serie A e B con il proprio lavoro. Finirá che qualche mente illuminata proporrá l´idea di sgravi fiscali anche per i single, finendo cosí a parlare del taglio delle tasse per tutti. Quello che bisognava fare sin dall`inizio, invece di perdere tempo intorno alle solite infantili questioni…

  9. Parnaso scrive:

    l’unica ideologia che conosco e che volete fare passare erga omnes è l’ideologia gender, che afferma la tesi secondo cui l’orientamento sessuale dell’uomo non dipende dalla natura (il fatto che nasca con il pene) ma dalla cultura, ossia dall’ambiaente circostante. Ipotizziamo che fosse vera l’affermazione (ma prescinde dall’istinto dell’uomo) sarebbe un motivo in più per ostacolare culturalmente l’omosessualità. l’unico pregiudizio qui è quello degli omodessuali che fanno passare per una battaglia di civiltà quella che è una battaglia ideologica che vuole svincolare la cultura dell’uomo dalla sua natura.
    I genitori mediante la procreazione dei figli lasciano, crescono nuovi cittadini per il futuro stato italiano. i gay a causa dell’impossibilità di procreare non sono di nessuna utilità ma sono perniciosi (dannosi) per la società. La natura li sconfiggerà.

  10. Gibbì Orsini scrive:

    @chivicapisce

    Chi ha stabilito, per tutti, che le fette di prosciutto siano in certi occhi e non nei suoi?
    Lo ha stabilito lei?
    E con quale titolo privilegiato?

    P.S. – vedo che le precisazioni richieste non arrivano o, forse, non possono proprio arrivare….

  11. Paolo scrive:

    don’t feed the troll…

  12. DanyLib scrive:

    Signor Parnaso, siccome spero vivamente che le sue ultime affermazioni siano solo battute di pessimo gusto, tipo quelle care a Mister B per capirci, le rispondo con la citazione di una celebre eurobattuta di mister B. Dedicata a lei.
    “In Italia prossimamente gireranno un film sui campi di concentramento…La proporrò nel ruolo di kapò”.
    O altrimenti, più seriamente, le consiglio la lettura del libro “Il mondo nuovo” di Huxley. Credo possa godere di certe distopiche prospettive. Poi, se le rimane un po’ di tempo, e se le sue frasi non siano ascrivibili all’elenco delle berlusconiane battute di pessimo gusto, allora trovi anche un po’ di tempo per vergognarsi. Ne ha biaogno.

  13. gianpaolo@liberista scrive:

    Si è tirato in ballo il discorso di omossessualità, quando in questo caso non c’entra un bel niente. Come se io dicessi che sono un precario juventino…..de gustibus non disputandum, ci mancherebbe. Rispetto la condizione di precarietà e il disagio che un precario può avere, ma l’omosessualità non c’entra un bel niente. Ma poi vi pare che le coppie eterosessuali abbiano agevolazioni,oggi come oggi? Per coppie etero sposate alcuni comuni hanno levato 50 euro solo dalla prima bolletta della luce , per il resto tutto come gli altri (non mi sembra che sia un privilegio ambitissimo). In sostanza, si fa sempre tanto baccano per nulla.
    Buona giornata a tutti!!

  14. diavolo, se su Libertiamo si leggono commenti del genere non posso immaginare cosa si legge sul blog di Avvenire, o di ForzaSilvio.it
    ….

  15. vittorio scrive:

    In effetti sulla questione dei diritti civili, Berlusconi a mio parere ha sbagliato. Il PdL poteva essere meno schierato con la Chiesa e disponibile ad arrivare un compromesso fra le parti. Anche guardando al problema da un’ottica puramente elettoralistica, mi sembra che il sostegno alla Chiesa sia poco remunerativo. Da un lato ci sono i vescovi che mantengono un profilo neutro per essere sempre amici di tutti i governi. Poi ci sono i cattocomunisti alla Don Sciortino che propagandano per il Pd nelle parrocchie. Invece dall’altra parte i gay statisticamente sono il 5% della popolazione. E non è poco elettoralmente. Credo che sia molto plausibile che buona parte dei consensi a Fini venga da questo mondo. Da questo punto di vista Berlusconi ha sbagliato. Però penso anche che i gay sostenendo Fini stiano producendo omofobia nel centro destra. Senza contare che i vantaggi nel supportare l’operazione finiana appaiono quanto mai dubbi. In altre parole il rischio di alimentare nuova omofobia rimanendo con un pugno di mosche è alto. Alla prova dei fatti dove Fini sta conducendo il fantomatico terzo polo? Nelle braccia di Buttiglione e della Binetti, no? Se Fini volesse imporre la questione gay, adesso potrebbe farlo. Ma invece preferisce far cadere il governo, cercando l’alleanza con Casini, in chiave antiberlusconiana.

  16. Signor Parnaso, lei è un illiberale. E’ un illiberale perché crede che “i genitori crescano futuri cittadini per lo STATO”. No, i genitori crescono futuri individui, lo Stato non c’entra. Nessuno di noi agisce per lo Stato: semmai, dovrebbe essero lo Stato ad agire per noi, non viceversa.
    Lei, signor Parnaso, è un illiberale perché vorrebbe, in base a sue convinzioni tanto personali quanto legittime, che lo Stato ostacoli le condizioni socio-culturali in cui si sviluppano identità culturali-sessuali-quelchevuole, differenti dalle sue. Questo vuol dire annichilire il pluralismo in nome delle proprie convinzioni, e andrebbe bene in uno stato orwelliano come l’URSS di una volta, non nell’occidente democratico e liberale.
    Lei, signor Parnaso, è anche un incolto. Se avesse studiato, saprebbe che nulla avviene “per natura”, ma che tutto è frutto dell’influenza che il mondo ha su di noi – o la Storia, per dirlo con Hegel.

    Infine, lei non ha capito qual è il problema. Nessuno le chiede di condividere l’omosessualità, di appoggiarla, di simpatizzare per gli omosessuali. Nessuno vuole imporglielo. Parimenti, lei non ha alcun diritto di ritenere che qualcuno, in quanto eterosessuale, possa agire nella sfera sessuale altrui.
    Ciò che conta, è che si estendano i diritti delle coppie eterosessuali a quelle omosessuali, mediante la creazione di nuovi e più moderni istituti giuridici. Questo non vuol dire sottrarre diritti agli eterosessuali, ma semplicemente agire in modo inclusivo.
    L’essere inclusivi è uno dei caratteri del vero liberale: furono i liberali, dopo l’unità d’Italia, ad agire inclusivamente nei confronti dei ceti popolari, estendendo il suffragio a tutti i cittadini maschi.

  17. Rorschach scrive:

    Gentile Francesco D’Amario, capisco la rabbia di fronte alle affermazioni del Sig. Parnaso, ma se la soluzione ad uno stato che discrimina alcuni cittadini per privilegiarne altri sarebbe quella di matrice contraria stiamo veramente freschi. Cioè, per capirci meglio, proporre una situazione in cui il diritto positivo venga centuplicato al fine di includere tutti porta necessariamente alla creazione di un mostro burocratico, un Super-Leviatano che in nome dell’uguaglianza sociale invade nuovamente la vita di tutti i cittadini. Ed ecco che siamo ancora una volta giunti ad Orwell, ma dalla direzione opposto: dire infatti che lo stato include tutti non è diverso dal dire che siamo tutti prigionieri dello stato.
    E’ il problema classico del liberalismo fasullo che abbiamo avuto in Italia: quello che, in pratica, invece di cacciare lo stato dalla vita dei cittadini ha sempre pensato di fare ricorso ad esso per risolvere i problemi.

  18. iulbrinner scrive:

    @Francesco D’Amario
    “…nulla avviene “per natura”, ma che tutto è frutto dell’influenza che il mondo ha su di noi – o la Storia, per dirlo con Hegel.”

    Chi lo dice questo?
    Dove sta scritto?

  19. chivicapisce scrive:

    “La natura li sconfiggerà.”
    Certo.. gli omosessuali hanno i millenni contati. Basta attendere.

    P.s.
    Ancora dubbi sulle spesse fette di prosciutto sugli occhi di alcuni qui dentro?
    Si parla ai muri (muri liberali, per carità).

  20. @Roschach: gentile amico, io non capisco quale mostro burocratico si venga a creare se, in virtù di una certa analogia giuridica, estendessimo i diritti che si sviluppano da un matrimonio anche alle coppie di fatto (ad es.). Non vedo quale burocrazia in più ne venga fuori.
    Né vedo l’ingerenza dello stato nella vita altrui: lo stato è ingerente quando pretende, quando chiede, quando impone regole in ambiti personali ed individuali. Qui io non la vedo l’ingerenza, si spieghi meglio.
    Per intenderci: il fatto che siamo tutti uguali (principio d’uguaglianza) quali squilibri genera? Quali ingerenze genera? Quali problemi burocratici genera? Certo, apre il dibattito sulla differenza fra eguaglianza sostanziale e formale, ma di per sé non porta problemi, li risolve.
    Idem si potrebbe dire delle unioni civili (sempre a guisa di esempio): non creano problemi burocratici né ingerenze statali – nessuno ti obbliga all’unione civile. Di contro, si apre un dibattito, che può essere ad es. quello sulla distinzione fra famiglia matrimoniale e famiglia extramatrimoniale.

    @iulbrinner: è scritto, oltre che nella dialettica hegeliana, anche nell’esperienza empirica: se ad esempio lei fosse nato in Cina, in una famiglia comunista, senza venire in contatto con mezzi di comunicazione occidentali e le fosse stato insegnato, sin da piccolo, che il paese in cui lei vive è il migliore del mondo e che tutte le altre nazioni ce l’hanno con lei per partito preso, senza dubbio sarebbe una persona poco democratica. E questo avviene non perché, in natura, i cinesi sono gente poco democratica, ma perché sono il risultato della loro storia – individuale e collettiva.
    Di natura, non succede un accidenti. Lo stesso evoluzionismo darwiniano ne è una prova.

  21. iulbrinner scrive:

    @Francesco D’Amario

    Mi auguro che lei sappia che la dialettica hegeliana – quella calata in politica – avrebbe come esito lo Stato etico; ossia la conformità generale ad un pensiero unico.
    Qui si sente spesso evocare lo stato etico a capocchia, fingendo di ignorare la differenza che passa tra etica e politica.
    Non è, inoltre, un caso che lei citi un altro indottrinamento – quello cinese – per “dimostrare” non si sa bene quale primato del “culturalismo” sulla natura; lei, insomma, fa il tifo per un indottrinamento alla cinese da estendersi anche al nostro mondo “libero” su un sito “libertario”.
    Da applausi…
    Culturalismo ed indottrinamento – ma non credo lei se ne sia accorto – sono la stessa cosa.
    Spero proprio che nessuno che la pensa come lei prenda mai più le leve politiche di questo Paese; avete fatto già troppi guasti, nella società, nella cultura e nelle coscienze individuali.

  22. chivicapisce scrive:

    @parnaso, iulbrinner & Co.
    ripetete con me,
    1) gay si nasce non si diventa. quindi voi due state tranquilli e continuate a divertirvi come piace a voi (vi divertite vero?) che non cambierete mai. neanche sotto tortura.
    2) finchè ci saranno gli etero ci saranno anche i gay e viceversa. Rassegnatevi e dormite tranquilli. devo fare l’elenco dei gay della storia? devo citarvi i soliti Michelangelo, Leonardo etc etc? e chi è iulbrinner o parnaso di fronte a Leonardo? ma mi faccia il favore…
    2a) i vostri figli potrebbero statisticamente essere gay. ai forni pure loro o facciamo un’eccezione?
    3) essere gay è come essere alto, nero, biondo. volete sterminare i biondi? e perchè? perchè siete bruni? mi sembra un pò pochino.
    4) che vi piaccia o no l’omosessualità è una realtà e bisogna fare i conti con essa. volete continuare a perseguitare questa minoranza? vi rovinerete la vita e rovinerete la vita a tanta gente. ne vale la pena?
    5) non esiste al mondo minoranza più pacifica e tranquilla degli omosessuali. Conoscete casi di eterossuali picchiati selvaggiamente da gay inferociti? (fa ridere solo a dirlo)
    6) non esiste al mondo minoranza più rabbiosamente violenta degli omofobi (devo citare i casi di maschi eterosessuali che ammazzano o sprangano gay? ).
    6a) l’omofobia è una patologia seria. Regolatevi.

    Domani ripassiamo le tabelline e ho importanti rivelazioni che riguardano le cicogne e i bambini. Rimarrete delusi.

  23. iulbrinner (vorrei chiamarla con nome e cognome per creare un’atmosfera piu’ amichevole ma evidentemente non e’ concesso) si potrebbe fare uno studio sui voli pindarici da lei fatti per far passare Francesco come un indottrinatore alla cinese.
    ci vorrebbe uno studio sui voli pindarici che i vari commentatori qui su Libertiamo fanno, per convincere il prossimo che si puo’ essere liberali/libertari/radicali pur non essendo a favore delle liberta’ sessuali, dell’eutanasia, delle coppie di fatto, della legalizzazione delle droghe leggere e della prostituzione, e temi associati.
    Concentrato di relativismo….paradossalmente gli stessi artifizi sofistici potrebbero essere usati da Gasparri, Buttiglione e Berlusconi per far credere agli italiani di essere liberali, e purtroppo la maggiorparte delle volte funziona.

  24. @iulbrinner: fammi capire bene, usare l’esempio estremo della Cina maoista – un mostro culturale e politico – per dimostrare che siamo il frutto di una sintesi continua, mi rende un indottrinatore? Altro che voli pindarici: queste sono farneticazioni alogiche.
    In ogni caso, da liberale, aborro lo stato etico: semplicemente, ammetto candidamente che vi sono delle istanze, nell’idealismo, che rappresentano autenticamente la realtà. Benedetto Croce era un filosofo idealista, oltre che uno dei massimi esponenti del liberalismo storico, in Italia. Ebbene, lei mi vuol far credere che Croce, in quanto idealista (e dunque epigone della tradizione hegeliana) fosse un individuo capace di concepire lo Stato Etico? Suvvia, farnetichi altrove.

  25. Gibbì Orsini scrive:

    @Flavio Ciabattoni

    L’accontento subito; mi basta entrare nel sito tramite facebook e vedrà – come d’incanto – il mio nome (Gibbì sta per Giovan Battista) ed il cognome originale, che non ho bisogno di nascondere (come le mie idee a lei così indigeste), tralasciando il nick che la spaventa tanto.
    Le suggerisco di non fare alcun volo pindarico; le basterà leggere quello che scrive il suo amico Francesco, dato che io commento quello che leggo e non la persona, per rimanere con i piedi ben saldi a terra.
    Potrebbe scoprire, così, che lei partecipa di una congrega che ritiene di avere tabelline da estendere al vulgo ignorante, teorie a cui educare (alla cinese) la plebe incolta e, insomma, verità rivelate da disvelare al popolo bue.
    In realtà, né lei, né il suo amico Francesco, né tantomeno “quello o quella che non capisce” avete nulla del genere in quanto – alla prova dei fatti leggibili – non siete né liberali (anzi,ne siete la negazione, alla prova dei fatti) e né libertari (in quanto confondete il permissivismo con il libertarismo); siete, però, radicali, questo sì ma sul versante sbagliato della barricata (un pò come fini e i suoi adepti dell’ultimissima ora).
    Fate, insomma, fazione per il vostro credo, confondendo il credo laicista – del tutto insensato – con altre forme di credo più nobili e fondate di senso.
    Detto da un cattolico non praticante ma, soprattutto, attento al significato delle parole, tutto questo dovrebbe farvi riflettere; a lei, al suo amico Francesco che sconvolge teorie sul culturalismo da far accapponare la pelle ed il resto di chi non capisce in forma, a quanto sembra, costituzionale.
    Dovrebbe ma non credo che succederà: malgrado le presentazioni formali.
    Ci pensi sopra…
    Giovan Battista Orsini

  26. Gibbì Orsini scrive:

    Analoghe considerazioni valgano per l’illuminato Francesco D’Amario…

  27. si, continui a confermare quello che ho esplicitato sopra. Ovvero che si puo’ avere la stessa concezione politica di un rappresentante dell’Opus Dei e continuare a dirsi liberale/libertario.
    Non c’e’ nessun problema, finche’ lei ne e’ convinto. Non si dovra’ nemmeno piu’ stupire quando trovera’ articoli troppo radicali su Libertiamo, magari anche in sintonia con le politiche Cameroniane e Ron Pauliane. Perche’ magari e’ anche il liberalismo/libertarismo all’infuori dell’Italia che e’ deviato, niente a che vedere con le concezioni politiche di un vero liberale/libertario come lei, vero e puro, nudo e crudo.
    Fortuna che ci siete voi colonne del liberalismo in Italia, grazie per averci regalato questa rivoluzione liberale, un sogno ad occhi aperti dlla durata di 16 anni. Come direste voi Berlusconiani ( per riprendere il suo motivetto del: al di la’/ al di qua della barricata) meno male che Giovan Battista c’e’.

  28. Rorschach scrive:

    Francesco D´Amario,

    cerco di spiegarmi meglio. Se ad oggi le coppie di fatto cercano di ottenere gli stessi diritti delle coppie sposate un motivo ci dovrá pur essere ed il motivo é che le coppie sposate hanno dei diritti “in piú” rispetto ai single. Il punto é´che questi diritti aggiuntivi non possono che essere diritti positivi, cioé attribuiti a tavolino dai politici ad un gruppo sociale di interesse strategico per l´elezione della propria poltrona (aka famiglia). Le politiche familiste non sono altro che questo: si assicurano privilegi ad alcune persone punendone altre elettoralmente meno importanti. Ecco dunque tutta la propaganda sugli sgravi fiscali alle famiglie (pagati dai single) e su altri privilegi di sorta. Inserendo anche le coppie di fatto in questo meccanismo non si puó che avere l´estensione del diritto positivo ad una piú larga fetta di persone. Si avrá dunque piú burocrazia per inserire costoro dentro il sistema e lo stato entrerá ancor piú a gamba tesa nella vita di chiunque non sia ascrivibile al familismo di serie A e B imperante.

    Spero di averti convinto ora.

  29. chivicapisce scrive:

    @Roschach:
    se stai proponendo di “togliere” diritti alla fantomatica e mitologica Famiglia Mulino Bianco (tipo per esempio la fam. Misseri) invece di “aggiungere” diritti alle famiglie di fatto con me sfondi una porta aperta.
    Odio il familismo italiano e i diritti per me sono sempre degli “individui” e non delle “Famiglie”.
    Quello che però è ingiusto è differenziare tra famiglie A e famiglie B con criteri medioevali.
    Sopratutto poi se a decidere chi è famiglia e chi no è un single in sottana bianca con strani parmenti addosso (carnevalate?) ubicato in Vaticano.
    Quindi decidiamoci: se siamo familisti allarghiamo il concetto di famiglia in maniera ragionevole, se non lo siamo buttiamo a mare tutti gli aiuti alla “Famiglia” e se c’è da dare una mano diamola alle Persone (gay, etero, bianchi,anziani,giovani, neri, gialli, bianchi, iulbrinner,titty,pluto e paperino).

  30. Rorschach scrive:

    @Chivicapisce:

    Con il livello di spesa pubblica che abbiamo, pensare di estendere diritti positivi mi sembra una mossa suicida. Ma a pensarci bene é anche immorale in linea di principio, nel senso che i single che magari vorrebbero farsi una famiglia, ma non riescono per questo o quel motivo, sono pure puniti dal governo. Una vera beffa.

    Alla fine credo che una linea davvero liberale non puó in nessun modo sposare politiche familiste, anche se la famiglia é la base portante della societá. Ma una linea radicalmente liberale si base sulla riduzione del potere politico non sul clientelismo. Ecco spiegato perché in Italia nessuno attacca seriamente i vari bonus famiglia.

  31. Gibbì Orsini scrive:

    @Ciabattoni
    “Ovvero che si puo’ avere la stessa concezione politica di un rappresentante dell’Opus Dei e continuare a dirsi liberale/libertario.”

    Io posso – a differenza sua e dei suoi amici – definirmi un liberale (libertario no, perché non mi interessa e non serve a nulla) per la semplice, elementare ragione che rispetto le opinioni altrui e non cerco di seppellirle sotto al fango degli insulti.
    Riconosco ed ammetto la libertà di pensiero e di parola come valore intangibile.
    Lei ed i suoi amici questo non potete dirlo in alcun modo e basta leggere il tenore dei vostri commenti e la supponenza delle vostre posizioni per rendersene conto; siete convinti di avere verità in tasca, mentre è solo la vostra parzialissima opinione.
    Per questa elementare, rudimentale ragione, voi potete sicuramente definirvi radicali, barricaderi, tifosi, faziosi e quanto altro dimostra il vostro atteggiamento comune; ma mai e poi mai vi potrete definire liberali, senza sconfinare in una inquietante comicità o in una pelosa ignoranza.
    Poi, allo specchio potete vedere quello che vi pare, questo è ovvio….

  32. chivicapisce scrive:

    L’argomento secondo cui i diritti valgono solo se ci sono i soldi sinceramente non mi attira molto.
    Togliamo il voto alle donne così risparmiamo un pò?

    oltretutto anche se molti diritti “costano” cari… altri sono gratis e non pesano sulla collettività.

    “Alla fine credo che una linea davvero liberale non puó in nessun modo sposare politiche familiste”
    Daccordissimo.
    Lo stato non deve indirizzare,incentivare, finanziare, auspicare stili di vita (più liberale di così non saprei proprio).
    Al limite si aiutino i singoli individui.

    e mò non parlo più (almeno qui)
    Saluti ai liberali di buon senso.

  33. @Rorschach: condivido l’idea che certi diritti siano funzionali a logiche politiche (cfr. quanto detto da Alemanno al forum famiglie). Condivido anche il discorso secondo cui sono gli individui ad avere diritti, non i gruppi sociali.
    Ciò che non condivido è l’idea, sostanziale, per cui +diritti=+costi&burocrazia&stato. Insomma, non mi sembra un’equazione automatica.

    @Gibbì: non ho parole. Non solo mi fai passare da lobotomizzatore orwelliano, ma mi dai anche dell’autoritario – come se avessi i mezzi e l’intenzione di metterti a tacere. Soprassiedo sulle tue posizioni “liberali”, infine: dimostrano la confusione politica italiana.
    Certo, nel liberalismo non ci sono eresie – perché non ci sono le ortodossie – ma, diamine, sostenere posizioni omofobe (come fai tu) certamente non lo è.

  34. gianpaolo@liberista scrive:

    Fate tutti i discorsi ke volete….ma un conto è il precariato , un conto è essere gay. non mi sembra che ci sia un nesso. Come se io dicessi che sono un precario e mi piace la pizza!!!e allora??
    Caro Flavio, ne leggerai di belle su vari blog di Fini dopo che avrà sancito l’alleanza col talebano Buttiglione e l’ex radicale,ora bigotto demoniocristriano Rutelli. Ne vedremo di belle….

  35. gianpaolo io infatti non sono felice di questa cosa, al contrario di molte persone qui su Libertiamo che con la bava alla bocca si FELICITANO, CELEBRANO E FESTEGGIANO per il fatto che FLI avra’ difficolta’ a portare avanti le istanze liberali insieme all’UDC.
    Un po’ come: meglio mandare a putt*ne le liberta’ personali, piuttosto che farle attuare da Fini.
    Questa mi sembra l’ottica di molti commentatori di Libertiamo

  36. Gibbì Orsini scrive:

    D’Amario
    “Certo, nel liberalismo non ci sono eresie – perché non ci sono le ortodossie – ma, diamine, sostenere posizioni omofobe (come fai tu) certamente non lo è.”

    Spettacoloso…
    Primo, si dovrebbe indicare in quale passaggio dei miei commenti ho fatto dell’omofobia; e non esiste perché il suo è un banalissimo e “liberalissimo” (si fa per dire…) processo alle intenzioni, stile sovietico o maccartista o come preferisce.
    Tra l’altro ho posto delle domande, sul senso dell’articolo, rimaste senza risposta alcuna; altro che omofobia.
    Secondo, il trucco è “non esiste l’ortodossia” ma, poi, tutto ciò che non corrisponde alla sua visione personale e parziale delle cose basta bollarlo con uno stereotipo – la presunta omofobia – e l’ortodossia ritorna come se nulla fosse.
    Esilarante definirsi “liberali” a queste condizioni.
    Lei ci riesce e c’è pure chi ci crede: complimenti…

  37. GIBBI
    si forse hai ragione, non potrei definirmi liberale, senza sconfinare in una inquietante comicità o in una pelosa ignoranza.
    Finalmente ho trovato qualcosa in comune con il mio presidente del consiglio….e poi dicono che noi giovani siamo lontani dalla nostra classe politica… roba da matti

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