– Fa quasi tenerezza il ministro Gelmini, soddisfatta per le risorse aggiuntive che Tremonti ha deciso di concedere all’università (e concederle) con il maxi-emendamento alla Finanziaria. La ministra rivendica, in particolare, la disponibilità di fondi per i concorsi da associati e le borse di studio per gli studenti. Peccato che questi interventi siano magicamente ‘apparsi’ – con conseguente riduzione di altre spese, molto poco produttive – solo quando Futuro e Libertà ha puntato i piedi in terra.

Nel disegno di legge di stabilità, nella versione licenziata dal Consiglio dei Ministri, Maria Stella Gelmini non aveva mosso un dito di fronte alle scelte tremontiane. Anzi, aveva contribuito con il suo voto ad approvare il ddl governativo, no? Del futuro di questo governo non c’è certezza, per tante ragioni. Certo è che – per la prima volta in tre anni – nella maggioranza di governo c’è chi prova e riesce a incidere sulle scelte di Tremonti.

Ricapitolando: borse di studio, fondi per concorsi, credito d’imposta per le imprese che fanno ricerca, maggiori fondi alla ricerca di base (sottraendoli ai rivoli assistenzialisti delle ‘politiche giovanili’). E’ triste pensare che ci vogliano le crisi di governo perché la Finanziaria possa finalmente prevedere interventi di questo tipo.