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Il dittatore costituzionale (e leader maximo) Ben Bernanke

 – Come evolvono i nostri sistemi costituzionali? Come è possibile garantire un efficace sistema di check and balances utile ad una qualsiasi funzione di controllo del potere? Gli studi di Jack Balkin e Sanford Levinson  forniscono a tal proposito importanti spunti di riflessioneLibertiamo offre ai suoi lettori una traduzione del recente intervento del Prof. Balkin in merito alle recenti misure decise della Federal Reserve americana all’indomani delle elezioni di mid-term che Mario Seminerio ha già ampiamente commentatoAd emergere, in questa analisi, sono le implicazioni pubblicistiche e costituzionalistiche degli interventi della FED.

Martedì scorso gli elettori americani, proprio perchè si erano opposti ai salvataggi delle banche ed alla politica economica del presidente Obama, hanno affidato ai repubblicani il controllo della House of Representative e di alcuni seggi del Senato. Di conseguenza, Barack Obama ha capito che non sarà possibile approvare un nuovo programma di sostegno pubblico all’economia. I rappresentati repubblicani appena eletti non lo voterebbero mai, ed i democratici avrebbero troppa paura delle eventuali reazioni dei cittadini.

Tuttavia, anche nel caso in cui Obama si fosse presentato subito dopo i risultati delle elezioni alla conferenza stampa ed avesse annunciato, senza tener conto dei risultati, un nuovo programma di sostegno pubblico all’economia da 600 miliardi di dollari, aspettandosi che il Congresso fosse disposto ad approvarlo immediatamente , i giornalisti avrebbero pensato di trovarsi davanti ad un illuso e a un dittatore.

Immaginate se il Presidente Obama avesse detto: “Se il Congresso non approverà immediatamente il piano di finanziamenti pubblici da 600 miliardi agirò di mia iniziativa ed il programma sarà ugualmente implementato”. I giornalisti avrebbero pensato di trovarsi davanti ad un illuso e a dittatore.

Provate a pensare se il presidente Obama avesse detto: “Il piano di salvataggio delle banche sarà strutturato in modo da preservare i bonus proprio per quelle banche che hanno goduto in precedenza dei piani di salvataggio”. Le teste dei repubblicani sarebbero esplose!

Quindi cosa ha fatto Ben Bernanke il giorno dopo? Ha ordinato alla Federal Reserve di acquistare 600 miliardi di dollari in bond. Chi è il proprietario di quei bond? Banche, fondi d’investimento, brokerage houses e tutte le altre istituzioni finanziarie che hanno beneficiato di quei piani di salvataggio così odiati dagli elettori. Comprando 600 miliardi in bond in un lasso così ristretto di tempo Bernanke sta effettivamente facendo salire il prezzo regalando dei veri e propri tesoretti inaspettati ai suoi proprietari . C’è di più: molti proprietari risiedono in stati esteri, quindi ci troviamo effettivamente davanti ad un bailout a favore delle banche estere! Gli elettori ne saranno sicuramente molto contenti.

Bernanke può fare tutto questo senza chiedere l’autorizzazione del Congresso. Perché? Perché lui è Ben Freaking Bernanke, il capo della Federal Reserve. Non deve curarsi dei sondaggi o dell’indignazione degli elettori per il salvataggio delle banche o dell’opposizione dei repubblicani ad ulteriori politiche di stimolo. Non ha bisogno di nessun puzzolente piano di stimolo. Bernanke è più potente del presidente degli Stati Uniti. Lui è il nostro leader maximo.

Infatti per esibire tutto il suo potere ha varato il suo piano sotto il naso dei repubblicani, immediatamente dopo le elezioni. Ed i repubblicani non sanno fare due più due. Non si rendono conto che Bernanke sta facendo esattamente quello che loro non avrebbero mai consentito ad Obama. Stanno zitti, non fanno alcun cenno. Anzi, scommetto che molti si sono congratulati con lui per la coraggiosa azione a favore dei ricchi dell’economia.

Non finisce qui. Bernanke è cosciente del fatto che il suo programma di stimolo potrebbe risultare insufficiente perché le stesse banche ed istituzioni finanziarie armate dei loro inaspettati tesoretti, potrebbero non prestare tutto il denaro che ricevono come contropartita dei bond. Potrebbero semplicemente limitarsi ad incassare i profitti e a distribuire successivamente bonus molto generosi. Tuttavia, secondo Bernanke, nelle condizioni attuali questo era il massimo che si poteva fare perché il Congresso è occupato da cocciuti ignoranti che non avrebbero mai pensato ad un decente programma di salvataggio con qualche speranza di salvare l’economia. E se non funzionerà ci proverà con ancora nuovo denaro fin quando il suo progetto non andrà in porto. Che il Congresso si freghi!

Ah, dimenticavo una cosa: tutti sono coscienti del fatto che le fortune di Obama e dei democratici sono legate ad un miglioramento sostanziale delle condizioni economiche nel più breve tempo possibile. Ora voi potreste pensare che essendo lontani dalle vicissitudini della politica i tecnocrati della FED faranno di tutto per migliorare la situazione nel minor lasso di tempo possibile senza tener conto di chi possa guadagnarne politicamente. Giusto? Sbagliato. Bernanke ed i suoi amici della FED hanno atteso fino alle fine delle elezioni di mid-term con la conseguente liquefazione dei democratici. Ottimo tempismo Ben. Ottimo.

Io e Sandy Levinson, nel recente saggio sulla dittatura costituzionale, consideriamo quello di Bernanke come un esempio importante e rappresentativo di una particolare caratteristica dell’odierno sistema di governo americano, ovvero quella che definiamo “distributed dictatorship”.

Bernanke e la FED non controllano tutte le politiche pubbliche americane. Ad esempio non possono ordinare alle truppe di andare in guerra. Ma, nella loro specifica area di autorità e competenza, (l’utilizzazione delle risorse della FED per le politiche economiche) non sono effettivamente responsabili nei confronti di nessuno. Proprio per questo motivo Bernanke, anche se potrebbe risultare non efficace, ha potuto fare quello che Obama e il Congresso non avrebbero mai potuto fare, ovvero ordinare un secondo intervento di stimolo.

Sintetizziamo. Lo scorso martedì gli elettori hanno parlato chiaro: nessun ulteriore salvataggio delle banche, nessun secondo stimolo, nessuna ulteriore spesa del governo federale. Il presidente Obama in conferenza stampa ha dichiarato di aver imparato dalla pesante sconfitta e che per questo avrebbe fatto meglio la prossima volta.

Ma Ben Bernanke non aveva promesso niente a nessuno.

Titolo originale: Constitutional Dictator (and Maximum Leader) Ben Bernanke Issues New Stimulus Plan Without Congressional Approval

Jack Balkin è Knight Professor of Constitutional Law and First Amendment presso la Yale Law School


Autore: Pasquale Annicchino

Nato a Maratea (PZ) il 13 Dicembre 1982, vive a Firenze. Fellow del Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell'European University Institute. Ha insegnato e tenuto seminari in numerose università italiane ed internazionali: Siena, Alessandria, Como, Salerno, Tallin, Berkeley Law School, Brigham Young University School of Law. E’ stato Editor in Chief della University College London Human Rights Law Review ed è membro della redazione dei Quaderni di diritto e politica ecclesiastica del Mulino. Ha pubblicato saggi scientifici su varie riviste fra cui: Ecclesiastical Law Journal, George Washington International Law Review, University College London Human Rights Law Review, Studi e Note di Economia, Droit et Religions.

4 Responses to “Il dittatore costituzionale (e leader maximo) Ben Bernanke”

  1. luigi scrive:

    In realtà il titolo doveva essere Dittatore Incostituzionale perchè la Federal reserve non è prevista dalla costituzione americana.
    I bail-out e i vari stimoli monetari sono stati fatti aggirando il dettato costituzionale.

  2. pasquale scrive:

    In linea teorica concordo Luigi. Però sarebbe stata una traduzione impropria perchè la teoria di Balkin è quella della “constitutional dictatorship”, come del resto è possibile evincere dal saggio che abbiamo linkato.

    Grazie però per il commento

  3. Francesco scrive:

    Qualcuno forse non sa o fa finta di non sapere che la FED ha il veto di Geithner (il Tremonti Americano)…è il ministro dell’economia a decidere in ultima istanza la politica monetaria della FED. Negli USA ancora oggi è il ministro dell’economia a decidere e ad avere la maggioranza nella FED!

  4. pasquale scrive:

    Non credo che il prof. Balkin lo ignori, ma che credo semplicemente che volesse semplicemente sottolineare i problemi di accountability della FED in generale e rispetto al procedimento politico nello specifico.

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