Se Sakineh arrivasse a Lampedusa, Frattini la rimanderebbe a Tripoli

di CARMELO PALMA – La pasionaria Mussolini e il cattolicissimo Farina, in un dibattito parlamentare che, fino a pochi anni fa, si sarebbe svolto a parti invertite, hanno ieri dato una straordinaria lezione di realpolitik, di cui il loro, si fa per dire, “nemico” D’Alema sarebbe andato, in altri tempi, fiero. Ma ieri ne è andato fiero – ed è pure meglio, cioè peggio – Cicchitto, che ha rispolverato per l’occasione il suo robusto spirito togliattiano, per accusare di frazionismo politico i mestatori che cianciavano di diritti umani.

La Mussolini, di cui le cronache raccontano a volte l’intemperante passione per i diritti, e Farina, le cui avventure politico-giornalistiche attestano, tra l’altro, un esibizionistico amore per i valori “non negoziabili”, hanno spiegato, in modo alquanto diretto, che una cosa è parlare di principi e un’altra ragionare di fatti, una cosa è predicare sulle donne e sui cattolici perseguitati nell’Africa cristianofoba, e tutt’altra è “sfuculiare” il tiranno di Tripoli sulla questione dei rifugiati, che sono, in teoria, gli stessi perseguitati, ma visti da vicino e non da lontano.

La strana coppia ha così offerto un’ambiziosa copertura teorica alla canea propagandistica che si è scatenata contro i reprobi della maggioranza (i parlamentari di Fli) tacciati di avventurismo e di complicità con i “mercanti di schiavi” per avere approvato un emendamento del radicale Mecacci alla mozione relativa ai rapporti con la Libia, con cui si impegnava il governo a  “sollecitare con forza le autorità libiche affinchè ratifichino la Convenzione Onu sui rifugiati e riaprano l’Ufficio dell’Unhcr a Tripoli”.

La questione, al di là del fumo demagogico, è seria. Troppo seria, forse, per finire masticata e digerita da un Parlamento terminale, in cui la maggioranza non c’è più, e di minoranze ce n’è troppe. Oltre ad essere seria, poi, la questione è anche maledettamente delicata, perché è dirimente sul piano civile e ingombrante sul piano politico, con beneficiari “invisibili” e non votanti – i rifugiati – e un pubblico pagante e votante – i cittadini e contribuenti italiani – che è relativamente facile, con un appropriato massaggio mediatico, convincere che queste anime belle del Parlamento vogliono riaprire la porta ai clandestini, con la scusa di porre in salvo le donne africane infibulate o i cristiani iraniani in fuga da un’accusa di apostasia.

Nondimeno la questione, se è difficile da affrontare, è semplice da capire. Se per miracolo Sakineh, Guillermo Fariñas o Liu Xiaobo arrivassero in vista delle coste italiane su di una carretta del mare, sarebbero respinti in Libia, insieme a tutti i compagni di viaggio e riconsegnati ai loro carnefici. E non potrebbero essere neppure teoricamente riconosciuti meritevoli del diritto d’asilo o di protezione umanitaria, perché a identificarli non provvederebbero gli italiani, ma i libici, per cui i rifugiatati politici, giuridicamente, non esistono neppure, visto che la Grande Jamayria non ha mai ratificato la Convenzione Onu sui rifugiati.

Ma questi, ci ha spiegato il Ministro Frattini, sono solo argomenti di chi vuole “aprire le porte, rompendo la collaborazione migratoria, a tutti coloro che vorranno entrare illegalmente. Di un ministro degli esteri così onesto e lungimirante, c’è da andare orgogliosi.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

11 Responses to “Se Sakineh arrivasse a Lampedusa, Frattini la rimanderebbe a Tripoli”

  1. Parnaso scrive:

    certo che mi fa impressione vedere associato il nome di una assassina con chi lotta per i diritti umani in Cina (come il recente premio nobel) e il dotor Farinas che lotta contro un altro regime. Sakineh è una donna che ha commesso 2 reati penali: 1) il primo è stato uccidere il marito; 2) adulterio (che secondo le leggi sovrane interne di quel paese è un reato penale).
    Quindi la pena di morte (di cui sono fautore, come molti ma che non lo dicono) è la conseguenza dei suoi atti: non è una martire della libertà, ma una a cui non darei nemmeno rifugio politico, perchè non è perseguitata dal regime ma deve scontare la sua pena. impiccaggione o lapidazione è solo una modalità della pena.

  2. Pippo scrive:

    E dài, piantala. Dopo aver assoldato Lele Mora e Fede come procacciatori di gnocca, il Nostro ha cooptato anche Putin. Adesso, per meglio “internazionalizzare” il mercato gnocchesco, ha concesso a Gheddafi di operare anche per lui la selezione. Solo che, dannazione, quelli che arrivano in Libia sono soprattutto maschi, “non riclabili”; giusto ogni tanto qualcuna passabile…
    I princìpi, i diritti umani? Pfui! Prova a comprarci il pane e vedi.

  3. parnaso ma che stai a di??
    cioe’ uno dei commenti piu’ assurdi mai visti in vita mia X_X

  4. roberto scrive:

    Bell’articolo, eppure oggi Il Giornale faceva proprio riferimento agli sbarchi dei clandestini.

  5. Carmelo Palma scrive:

    Certo che il Giornale faceva riferimento a quello, perchè è comodo liquidare così i problemi e accendere la “macchina della paura”. Ma è anche terribilmente sporco e disonesto.

  6. ale scrive:

    Costa meno fingere solidarietà da lontano che aiutare da vicino.

  7. Luca Di Risio scrive:

    Al di là della sovrabbondante ideologia perbenista, il problema è molto più facile da risolvere come ha fatto D’Alema con i gommoni dei disperati albanesi: s’è accordato con le autorità locali e gli ha garantito delle valvole di sfogo agli ingressi ad esempio nelle case dello studente romane, con annessa borsa di studio, portando via posti ai ragazzi italiani provenienti dalle fasce più deboli, in cambio di aiuti e controllo delle emigrazioni. E il governo albanese che ha fatto? Ha mantenuto fede agli accordi, non ha fatto più partire i gommoni di disperati (chissà come? forse con gli stessi metodi di Gheddafi?) e in compenso ha fatto arrivare tanti benestanti in maniera legale. E nessuno s’è sdegnato, toh manco Fini!

  8. roberto scrive:

    Grazie della risposta

  9. Maralai scrive:

    perchè, cari amici non andate oltre la cronaca? perchè non vi adoperate ad uscire d questo maledetto imbuto della politica che ha incastrato noi tutti anche a disprezzarsi, quando in realtà questo sentimento non lo proviamo? io credo che l’origine di questo sito fosse quello di accogliere il ns slancio che chiamerei (tanto per intenderci) liberale, e dare forza propulsiva al governo berlusconiano. ma anche per dare forza a persone come della vedova di far parte dell’esecutivo. questo non vi è stato ed in tanti siamo rimasti delusi nel vedere negate queste possibilità, queste aspettative. allora, spendiamoci per trovare una via d’uscita perchè diversamente l’opposizione tutta, e non quella finiana che opposizione non è, ha ragione e diritto di chiedere di togliere il disturbo. che, si badi bene, l’opposizione al momento opportuno darà anche il buon servito a Fini. allora dico che fa bene Benedetto della Vedova a smarcarsi da Bocchino; il primo (Della Vedova) propone la continuità di questa maggioranza con un programma rinnovato, concordato e mirato alla soluzione di punti specifici (così la penso anch’io), con il rispetto dell’intera legislatura, e l’amichevole previsione del pensionamento di Berlusconi, a fine legislatura, dopodichè avanti un altro; mentre Bocchino si dimostra essere politicamente un bambino dell’asilo infantile: “te lo chiedo per l’ennesima volta; Silvio, ti vuoi dimettere, ma quante volte te lo devo ripetere, capito mi hai, ti dimetti si o no? guarda che se non ti dimetti ti picchio” . Bocchino, così facendo, vuole obbligare il centro destra a consegnare il presidente Berlusconi alla guida del governo anche per la prossima legislatura. e questo, cioè di avere lo stesso presidente per altri cinque anni, non rientre nelle previsioni. almeno nelle mie.
    mn

  10. Maralai scrive:

    adesso adesso abbiamo appreso dalla tv che “il vero ideologo di futuro e libertà è italo bocchino”. sicchè i nuovi accordi dei finiani saranno stipulati con casini, rutelli, i lombardiani ed anche col pd; rosy bindi e franceschini hanno risposto positivamente. ho pensato a benedetto della vedova e alle tanto attese speranze ahimè deluse di un movimento dei liberali all’interno del pdl, con lui (della vedova) a capo con i guzzantiani, i martiniani, gli ex radicali i veri berlusconiani e tutti coloro che marcatamente hanno da sempre manifestato l’idea fissa di una rivoluzione liberale anche in Italia. ora della vedeva non appare neppure tra i “colonelli” di bocchino!
    mn

  11. Maralai scrive:

    finalmente! finalmente! finalmente si difende la democrazia e lo stato di diritto: FINI DIMETTITI! NON STUPRARE LE ISTITUZIONI E MENO CHE MAI IL DELIBERATO DEL POPOLO SOVRANO DALLO SCRANNO CHE OCCUPI! DEVI STARE SOPRA LE PARTI! vergogna!!!VIVA LA DEMOCRAZIA ITALIANA!
    MN
    ^^^
    Il Pdl attacca Fini: “Deve lasciare Montecitorio” Capezzone: “Salirà al Colle, per esprimere un parere, lo stesso che è stato causa e artefice della crisi facendo leva sulla sua funzione di terza carica dello Stato”. Lupi: “Parlando con Napolitano si muoverà da presidente della Camera o da leader politico?”.

Trackbacks/Pingbacks