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Cosa ha detto di ‘sconvolgente’ Fini?

– Quante titolazioni ad effetto e commenti estremistici! Fini ha semplicemente detto: il programma votato dagli elettori ci sta bene, occorre realizzarlo al più presto. Ma va aggiornato, perché né l’Italia, né il mondo, né la maggioranza di governo sono quelle di due anni fa. Quindi: troviamoci, definiamo insieme i dettagli e realizziamolo. Cosa ci sia di così sconvolgente faccio fatica a capirlo.

Fini ha anche aggiunto: se facciamo il federalismo e ammoderniamo le istituzioni, dobbiamo fare un Senato federale e dobbiamo cambiare la legge elettorale, che non consente agli elettori di selezionare i candidati, né di scegliere gli eletti (il che non è un’accusa, ma un fatto ammesso anche dalla Lega e dalla maggioranza degli elettori e delle forze politiche).

C’è qualcosa di non condivisibile in quanto Fini chiede? Cosa? Visto che qualcuno nel PdL vuole altro, e non aggiornare il patto di legislatura, cerca di distorcere il senso di quanto Fini ha detto, che non solo è vero, ma necessario all’Italia.

Per far ciò Fini ritiene che la strada di più alto profilo politico passi attraverso le dimissioni del premier, per rifondare il patto di legislatura e migliorare la composizione del governo con qualche ministro più credibile. I cambi di governo, degli uomini e delle politiche, è una prassi di tutte le democrazie avanzate, non una “cosa da Prima Repubblica”. In nessun paese del mondo si pensa che la “stabilità” sia non toccare nulla per cinque anni.

L’importante è accordarsi su quando e come aggiornare e realizzare il programma. Mi auguro che i parlamentari di buona volontà lo capiscano e lo facciano. Se non se ne sono accorti, l’Italia dell’economia, della politica, dell’informazione, ma soprattutto quella del lavoro, di quanti devono tirare fine mese, sta affondando anche moralmente.


Autore: Adriano Teso

Adriano Teso (Bergamo, 1945), imprenditore, presidente di IVM (una tra i principali produttori mondiali di vernici per legno e di ricerca applicata nel settore), già sottosegretario al lavoro ed alla previdenza sociale nel primo Governo Berlusconi. Fin da giovane ha ricoperto importanti cariche in Confindustria, Federchimica, Assolombarda, dirigendone anche il Centro Studi, e, successivamente, nel Consiglio direttivo della Camera di commercio Italo-Cinese. Liberale appassionato, è stato tra i fondatori dell'Istituto Bruno Leoni e del centro di Studi Liberali. Ha collaborato alla fondazione di Libertiamo, è associato della Fondazione Fare Futuro ed è stato Delegato Nazionale per la fondazione del PDL. Partecipa ad attività benefiche anche attraverso il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

23 Responses to “Cosa ha detto di ‘sconvolgente’ Fini?”

  1. Filippo Santore scrive:

    Sig. Teso,

    Glielo spiego io cosa c’è di non condivisibile: l’unico sistema elettorale capace di ovviare ai difetti dell’attuale senza passare dalla padella nella brace è l’uninominale secco all’americana con elezioni primarie.

    Infatti il collegio uninominale di per sé non permette agli elettori di scegliere il candidato (infatti con il mattarellum elettori finiani si trovavano a dover votare un leghista e viceversa).

    Il voto di preferenza poi farebbe aumentare i costi delle campagne elettorali, e darebbe luogo ai noti fenomeni di controllo del voto al sud. Non a caso Mario Segni si era battuto per farlo abolire. Ora vogliamo tornare a quella situazione?

    Le risulta che Fini proponga l’uninominale secca con le primarie? A me no. Mi risulta anzi che si stia accordando per tornare alla proporzionale (se fa click sul mio nome vedrà i riferimenti).

    Senato federale: perché per dare un po’ di autonomia fiscale alle regioni dovremmo avere bisogno di fare una riforma costituzionale che stabilisca una camera in cui Lombardia e Valle d’Aosta hanno lo stesso peso?

  2. vittorio scrive:

    Titolazioni ad effetto e commenti estremistici? A me pare che il messaggio di Fini sia stato diverso: mi è parso che chiedesse una capitolazione di Berlusconi e un nuovo governo con chi ci sta per cambiare essenzialmente la legge elettorale togliendo il premio di maggioranza e chiudere col bipolarismo. E adesso ci si dice che in realtà chiede solo un rimpasto di governo per ottenere qualche ministro? Questo giochino delle colombe e dei falchi per alzare la posta in gioco ha stufato, francamente. Adesso basta con le buffonate. Se volete far cadere il governo fatelo e basta.
    Quanto poi alla rimodulazione del programma bisogna poi vedere cosa si intende. A mio parere per cambiare governo e programma c’è un unica via, il voto. Quello che è certo è che Bocchino si lamenta del premio di maggioranza e Fini pensa di arruolare Casini che sogna il proporzionale. Fini chiede di alzare le tasse sul risparmio per finanziare la spesa pubblica. Il FLI rimbrotta a Berlusconi di non fare niente per i diritti civili richiesti dai gay e poi Fini chiede di imbarcare Buttiglione. Granata fa il tifo per Spatuzza ma è ben contento di sostenere Lombardo (e su questo ho il forte sospetto che non ci sia neppure contraddizione).
    Ricontrattare un programma di governo con dei pagliacci non ha alcun senso. Rischia solo di essere una presa in giro degli elettori di centro destra. Molto meglio andare all’opposizione e vedere la farsa di Fini col PD e con estrema probabilità andare subito dopo al voto.
    Una forza di liberali e liberisti potrebbe essere forza motrice del centro destra. Ma questa cosa chiamata FLI con Bocchino, Granata e Fini di liberale non ha niente. E’ solo un coacervo di malcelata ipocrisia.

  3. Adriano Teso scrive:

    si tende a parlare di dietrologie, giornalisti compresi, e non di quanto uno dice e cosa l’altro risponde, con coerenza. Non sarebbe tutto più semplice ?

    Filippo Santore
    a me non risulta per ora alcuna proposta ferma di Fini o del FlI. Al contrario , Della Vedova e noi liberali abbiamo addirittura pubblicato un libro “ Maledetta Proporzionale “ di Dario Fertilio, con nostri interventi e di una grande area Parlamentare, del PDL compresi, che dicono : uninominale di collegio, turno unico, primarie, etc , vedi http://www.libertates.com/commenti/440-la-legge-elettorale-che-noi-chiediamo.html.

    vittorio
    E’ da oltre un anno , come hanno fatto tanti , fra i quali anche io ( da anni e direttamente al Presidente e ai vertici del partito , e continuo ad essere nel PDL ) che chiede che gli organi di partito e le decisioni collegiali funzionino. Tutto qui, fino alla famosa rottura.
    Nessuno vuol far cadere il Governo o Berlusconi. Per quel che so di Fini ( non sono il suo portaparola, ma ci parlo ) vuole, come vogliamo tutti, che si realizzi il programma. Se lei non se ne è accorto, la disoccupazione continua a crescere.
    Circa la Forza Liberale, vera, è anni che ci provo a dare un contributo in questa direzione. C’è il voto liberale, ci sono tantissimi liberali ovunque, ma non sono una forza politica, con un numero sufficiente di Parlamentari e di Ministri. Biondi se ne è andato , Musso anche, Ministri Liberali o che fanno cose liberali dove ? chi ?
    Il PDL ha uno statuto ed un programma liberali, come era per Forza Italia. Speriamo che prima o poi qualcuno se ne ricordi. Così come attendiamo un programma economico e liberale dal FLI.

  4. Piccolapatria scrive:

    Perchè non comincia Fini con le proprie dimissioni? La Costituzione non lo prevede, dicono. Ma l’igiene comportamentale vorrebbe che un capo partito, se si muove in agitazione quotidiana pro domo sua, non fosse adatto a svolgere l’alto compito di essere super-partes come, infatti, questo novello salvatore della patria non è. Come vi chiamate? Futuro e Libertà – FLI- mi astengo dal decrittare questo acronimo con altre parole che mi sono venute in mente e che sarebbero molto più realistiche e rappresentative del reale intendimento che vi sottende. L’unica cosa certa è che FINI sta scritto a grandi lettere nel logo. Mi vien che ridere, a proposito del partito del capo… Neanche un piccolo fastidio intellettuale davanti a simile prosopopea menzognera? Evidentemente no. I poveri stupidi, ciechi e illusi, stanno dalla parte di B. dite voi e voi gratis fate opera di “sveglia baucchi”, quali eroi della nuova era. Graziato senza merito dalla sorte, animato da uno smisurato desiderio di diventare il numero uno costi quel che costi all’Italia che tanto declama e supportato, se non ispirato, in altrettanto afflato dalla nuova giovane famiglia, il Fini risorge quale araba fenice e osannato come nessuno mai, intravede il sol dell’avvenire con un futuro che guarda al passato e ci vuol riportare alla partitocrazia più bieca e maleodorante, alle convergenze parallele, ai giochi di palazzo, all’imbroglio delle alleanze di comodo dopo aver carpito i voti, ai governi di stagione, alla politica del tassa e spendi più che puoi per favorire i propri clientes votanti. La mia età è incamminata nel solco di quel che resta del giorno e da tempo mi astenevo dal voto ma, di fronte a queste vicende oblique, uscirò dalla tana e andrò a votare e, per la prima volta nella mia vita, mi turerò il naso se necessario.

  5. Adriano Teso scrive:

    Caro Piccolapatria,
    mi tocca apparire come difensore di Fini, dopo che ho scritto qui che non sono un Finiano ( ma neanche Berlusconiano o Einaudiano ) ma semplicemente sono un liberale e, come ho detto, sono nel PDL.

    E chi dice che nella ricomposizione del tutto non ci possa essere anche un nuovo ruolo di Fini. E’ un pacchetto da rivedere completamente e contemporaneamente, per i prossimi tre anni di legislatura.
    Per il nome nel marchio anche io non sono d’accordo. I compiti di un partito, o di un Governo, sono così complessi e multiculturali che non possono e non devono essere identificati con una sola persona, dato il necessario apporto di molti. Chapeau al PDL. Ma certo Fini è solo l’ultimo di questa strana moda da Lider Maximo. Mi pare che però lo abbiano già fatto Berlusconi, Casini, Pannella, Bonino, e credo non pochi altri.

    Amici,
    la politica è fatta di accordi con gli altri, di chiarezza, di lealtà e non di scontri o invettive. Se tutti provassero a lavorarci lealmente senza interessi non raccontabili non sarebbe tutto più costruttivo e facile ?
    Ah, e se le persone che commentano si firmassero con nome e cognome ?

  6. vittorio scrive:

    Dottor Teso, lei può essere benissimo in perfetta buona fede. Però il problema non è lei. E’ Fini. Io sono d’accordo che nel PdL dovrebbe essere dato maggior spazio ai liberali in economia e nelle politiche fiscali. Sono favorevole o benevolmente indifferente alle questioni etiche e dei diritti civili che stanno tanto a cuore a libertiamo. Sono anche d’accordo che all’interno del Pdl sia auspicabile la democrazia interna. Ma lei non mi convince quando dice che per portare avanti questi temi c’era bisogno di arrivare a questo punto. Non capisco come la nascita di un soggetto politico guidato da Fini, Bocchino e Granata possa essere un modo per ribadire le istanze liberiste e liberali. Non lo capisco perchè fra l’altro questi citati uomini chiave del FLI tutto sono fuorchè liberisti e liberali. E detto francamente non sono neppure granchè presentabili.
    Se si trattava soltanto di ricontrattare l’azione di governo, magari chiedendo nuovi ministri in rappresentanza del FLI, non si capisce perchè Fini non abbia colto l’offerta di Berlusconi per un nuovo patto di legislatura. Invece ecco che Fini propone la capitolazione umiliante di Berlusconi e l’allargamento della maggioranza a Casini (che di liberale non vedo cosa abbia).
    Nella sostanza l’impressione che il FLI sta dando è quello di un coacervo di persone che non hanno trovato abbastanza spazio nel PdL e che sperano di ottenerlo in altra maniera e cioè col ricatto politico e col logoramento. Ma la cosa che rende il FLI completamente non credibile è la leadership di Fini e del suo vice Bocchino che ogni volta sembrano puntare allo sfascio. Il giochino fra falchi e colombe ormai è diventato stucchevole. Da elettore di centro destra sono stufo. Adesso basta.
    Le ripeto: lei può essere benissimo in buona fede. Può benissimo credere in tutta onestà nelle buone intenzioni di Fini. Ma se così è, mi scusi tanto, però allora si è bevuto il cervello.

  7. Adriano Teso scrive:

    Caro vittorio…chi ?
    lei ha detto la sua opinione, permette di riflettere.
    Nella compagine del FLI c’è anche il presidente di Libertiamo, Benedetto Della Vedova, che, stando ai suoi ragionamenti, è associato ai ” neppure granchè presentabili”.
    Peccato il suo scivolone sul ” si è bevuto il cervello”. Potrei chiedere la cancellazione per frasi offensive. Ma lascio tutto volentieri. Ha rovinato con questa firma il suo intervento.

  8. luigi zoppoli scrive:

    Se non suscito scandalo, ho votato PD per il semplice motivo che lo reputo o forse lo reputavo meno impermeabile del PdL ad istanze liberali. Ma alle prossime elezioni non andrò a votare. Credo che la vicenda in corso tra PdL e Fini debba essere guardata come il frutto di un lungo periodo poltico iniziato nel 1994. Non credo si possa dire che i risultati raggiunti dal PdL nel governare siano neppure lontanamente accettabili in ottica liberale né credo che si possa continuare a governare nei termini e con le modalità ed i risultati degli ultimi due anni. Se, come credo sarebbe intellettualmente oesto, si riconoscesse che FLI nasce da un errore grave di Berlusconi e dei suoi consiglieri, forse si potrebbe analizzare il merito di quanto dice di voler fare. Non dimentichiamo che cambiare idea, lasciar evolvere il proprio pensiero è del tutto legittimo ed anzi auspicabile in tempi in cui cambia tutto rapidamente. La critica, ovviamente, è legittima ma vivere la vicenda in termini di Tradimento o di pregiudiziale sospetto, forse non è il miglior modo di analizzare.

  9. Mi soffermerei di più su cosa NON ha detto, Fini. Ho letto l’intervento e mi sarei aspettata un più incisivo richiamo alla laicità dello Stato. Invece riscontro solo questo passaggio parecchio pilatesco: “E lasciatemi laicamente, con la laicità positiva della coscienza del “date a Cesare quel che è di Cesare” ma anche del ruolo fondamentale che ha nella società occidentale la religiosità e in quella italiana l’insegnamento di Santa romana chiesa, lasciatemi laicamente citare l’insegnamento del Papa che dice che la spazzatura non è solo nelle strade ma negli animi e nelle coscienze”. Cosa significa? Perché Fini non riesce ad affermare – a chiare lettere – che FLI è anche la volontà di costruire uno Stato laico, lontano dalle ingerenze di santa romana chiesa? Penserete che questo sia un aspetto assolutamente secondario, da non affrontare in un “Manifesto” politico. Sbagliato. Sino a che non ascolterò quelle paroline magiche, FLI dovrò considerarla – obtorto collo – una specie di (U)DC di poco rinnovata. Fategli trovare il coraggio di dirle, quelle parole! Altrimenti chi è laico (o laicista, se preferite) ed è di destra, continuerà a votare – con il naso turato – altre formazioni politiche che non gli appartengono. Come la sottoscritta.

  10. Filippo Santore scrive:

    Sig. Teso,

    Nemmeno a me risulta una ‘proposta ferma’ di Fini, tuttavia quest’articolo http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201011articoli/60136girata.asp racconta nei dettagli che ciò che sta bollendo in pentola è nei fatti il ritorno alla proporzionale.

    Oltre a ciò che Fini possa propendere per la proporzionale è nella logica delle cose: se andasse a elezioni col maggioritario, oltre a rischiare di non essere rieletto, perderebbe il potere ‘di ricatto’ che ha oggi sul governo.

    Poi, se invece dovesse chiedere l’uninominale secco, io sarò il primo a ricredermi e a votare per lui. Ma io non ci scommetterei un centesimo. E lei?

  11. vittorio scrive:

    Io non credo assolutamente che Fini possa dare un contributo al centro destra italiano, men che meno alla causa liberista. Mi sembra assurdo che persone dichiaratamente liberiste e apparentemente razionali possano dare credito a Fini. La mia espressione informale voleva rafforzare questo sentire. Non voleva suonare offensiva nei suoi confronti. Anche perchè avevo letto alcuni suoi interventi nel passato in tema fiscale ed economico che sostanzialmente approvavo. La mia opinione attuale sul FLI magari sarà sbagliata. Meglio che lo sia. Ma dubito.

  12. vittorio questo blog si chiama LIBERTIAMO.
    non CONSERVIAMO….un libertario guarda sia al liberismo economico che al liberalismo politico…quindi nn capisco xk il tema della discussione sia stato spostato solo su temi economici tralasciando quelli etico-sociali.
    Io tra un Fini liberale ma non liberista (anche se il suo pensiero e’ in evoluzione) e un Berlusconi illiberale e illiberista (qui il suo pensiero dal 94 e’ in devoluzione) preferisco Fini…cosi’ come ha fatto Della Vedova…
    non siete d’accordo?? va bene, ce ne faremo una ragione, potete sempre aprire la succursale di Libertiamo nel PDL….cambiategli anche il nome, COLBERTIAMO ci starebbe meglio

  13. Lucio Scudiero scrive:

    Webmagazine, non blog :)

  14. vittorio scrive:

    xCiabattoni
    Poco importa la tua accentuazione del liberalismo sul liberismo. Sia sull’uno che sull’altro Fini non è minimamente credibile. Fino a poco tempo fa Fini era il leader di una formazione neofascista inclusiva della componente forza nuova. La lista delle cose su cui Fini contraddice se stesso è così lunga che spero non mi sfiderai a fornire l’elenco. Certo la gente può cambiare idea. Ma quando questo accade troppo spesso e quando questi cambiamenti avvengono in concomitanza con una buona dose di opportunismo mi sembra che sia lecito avere dubbi. Anche la vicenda Montecarlo, Tulliani e tutto il resto fanno a pugni con la retorica di legalità e meritocrazia che Fini è uso propinarci. Se volevate veramente fare una formazione liberista e liberale, avete sbagliato leader nel modo più totale, a mio parere.

  15. Maralai scrive:

    siamo ad oggi le comiche! Fini che legge il manifesto per l’Italia di Veltroni! Scandaloso e ridicolo.
    mn

  16. @ vittorio (vorrei essere formale come te e usare il cognome ma non ne vedo…)
    si accetto la sfida, fallo
    ma non voglio cose come: nel 2006 ha detto frocio a grillini…
    voglio cambiamenti che vanno dal meglio in peggio.
    io la mia l’ho fatta col berlusca, eccola qua
    inizia a compilare la tua, vediamo qual’e’ piu’ lunga
    (non s se ti rendi conto dalle mie parole di quanto possa essere scaduto il dibattito politico, ma sembra che l’unico modo x trattare con voi giustizialisti* dell’ultima ora sia rimasto questo)
    *sts atteggiamento che Di Pietro ha con Berlusconi, voi l’avete con Fini
    http://www.libertiamo.it/2010/09/11/riflessioni-di-un-giovane-liberale/

  17. vittorio scrive:

    No amico Flavio. Non mi va proprio di mettermi ad elencare tutte le incoerenze e tutti i dietrofront di Fini. Sono sicuro che li conosci anche tu.
    Comunque voglio precisare che il mio non è giustizialismo nei confronti di Fini, come invece tu affermi. In sè la vicenda di Montecarlo dovrebbe fare un po’ schifo a una persona di senso comune. Oltre a questo la storia dei Tulliani sembra quella di una torbida saga alla beautiful. Ma in sè non sono queste le cose che danno fastidio su Fini. La cosa che infastidisce è l’ipocrisia di chi fa la predica e si attegggia a moralista quando invece è l’ultimo che dovrebbe aprir bocca. Ti ricordi cosa aveva detto Fini della moglie di Cesare: al di sopra di ogni sospetto. Davvero appropriato al caso, non trovi?
    Berlusconi non è uno stinco di santo. Come imprenditore avrà cercato di massimizzare i suoi profitti in modi magari non completamente cristallini. Nell’armadio di un imprenditore qualche scheletro lo si trova sempre. Ma almeno Berlusconi non è un moralista ipocrita.

  18. ah t vedevo tnt sicuro pensavo volessi farlo….
    cmq a prescindere che di moralismi berlusconi ne ha fatti, ti dice nnt il DDL anti-corruzione, e la sua frase: da oggi niente piu’ corrotti nel mio partito?
    ma poi se ci hai mai fatto caso, io nn ho mai attaccato berlusconi sul fronte giustizia, nn me ne e’ mai interessato. Non m frega di Montecarlo, nn mi frega di Mills, Mondadori, societa’ off-shore etc.
    Quelli sono problemi che ogni politico deve risolvere con la prp coscienza. (anche se mi rendo conto che non si possono nemmeno accostare le vicende giudiziare di Berlusconi cn quelle di Fini).
    Berlusconi non e’ un moralista ipocrita? i valori della famiglia, l’inasprimento delle pene contro la prostituzione, la lotta alle coppie di fatto, Eluana Englaro, la sua prostrazione alla CEI sono perfettamente in linea con la sua indola libertina, piu’ coerente non si puo’ essere.
    Per citare la Bonino: Vizi privati e Proibizionismo pubblico

  19. vittorio scrive:

    L’unica cosa che in effetti si può rimproverare a Berlusconi è l’appiattimento sulle posizioni della Chiesa. Politicamente mi sembra che l’appoggio del Vaticano non valga nulla. Il PdL dovrebbe essere più aperto nei confronti dei diritti civili. Su questo posso convenire.
    Sulla vicenda Montecarlo e sui Tulliani invece non sono affatto d’accordo che si possa ignorare e sorvolare. Fini ha procurato vantaggio economico per la sua famiglia usando la sua posizione di fiduciario dei beni del partito. E’ abbastanza evidente che un simile comportamento dovrebbe squalificare un uomo politico in modo definitivo. Se tu vuoi sorvolare, fallo pure. Io no.
    Questo non è giustizialismo. E’ semplicemente presa di coscienza di alcuni fatti. Non pretendo che per questo Fini venga mandato ai ceppi. Semplicemente auspico che non venga eletto a parlamentare.
    Poi ribadisco che scoprire che Fini è un piccolo furfante non è fastidioso. Fastidioso è sentirlo poi farci la predica sulla legalità come presidente della camera.

  20. no nn hai capito, io sorvolo sui fatti giudiziari di tutti.
    non faccio sconti a Fini, non li faccio a Berlusconi…il giustizialismo non fa parte del mio DNA, se Berlusconi ha corrotto Mills, fatti suoi, se Fini ha fatto manfrine con la casa di AN, Tulliani etc, fatti suoi (k poi io nn sono manco un elettore AN), questi fatti verranno giudicati dagli elettori nel momento appropriato.
    Io non vedo di buon occhio la faccenda di Fini, come quella di Berlusconi, non me ne sono mai interessato e quindi nn m pronuncio.
    Invece sui diritti civili e sull’appiattimento del PDL sulle tematicvhe ecclesiastiche mi pronuncio eccome, soprattutto se Berlusconi inizia a fare il libertino in privato, e il proibizionista in pubblico

  21. Giovanni scrive:

    Non penso ci sia un solo italiano che creda a un Fini amico delle libertà economiche. E quindi non si capisce (…o meglio si capisce bene) perchè della Vedova sia con lui
    Tra l’altro la comparsata con d’Alema a Asolo lascia davvero pochissimi dubbi: raddoppio della tassazione sul risparmio (una vera patrimoniale dati i tassi odierni), tasse di scopo sui redditi medio alti (quindi ulteriore impoverimento delle classi medie) , aliquota massima IRPEF al 50%
    Complimenti alla coerenza di Della Vedova!!!

  22. VittorioMoretti scrive:

    Questa sera ho visto l’on. Benedetto della Vedova su LA7 piuttosto imbaraazato.
    Probabilmente in cuor suo sente di avere spinto troppo sull’acceleratore, e sa perfettamente che l’on. Fini sia impresentabile come liberista e libertario, oltre che come riformatore. E’ triste vedere una persona in cui si è creduto così asservita al pensiero altrui. Ma per cosa?

  23. vittorio scrive:

    x Giovanni
    Una volta apprezzavo Della Vedova. Ma in questa avventura con Fini è diventato irriconoscibile. Ormai a sentirlo parlare mi cadono le braccia. Oggi da Telese lo ho sentito dire che Berlusconi in questi due anni non ha fatto nulla e che per questo motivo va cacciato. Una cosa che sicuramente Berlusconi non ha fatto è alzare le tasse. Se ci sarà un orrido governo tecnico questa lacuna sarà sicuramente colmata. Così Della Vedova avrà il suo governo del fare costituito da Casini, il Pd, Vendola e Fini: il club “liberale”. E con il proporzionale l’Italia farà un salto indietro di decenni, ai tempi del pentapartito.
    Della Vedova non è più comunque giustificabile come semplice liberale ingenuo che si fa irretire dal furbo Fini. Nessuno è così stupido. Si è semplicemente venduto per un qualcosa che a me pare molto aleatorio.

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