La Lex Tremontiana vieta di ridurre le tasse e blocca la cedolare secca

Se uno volesse abbassare le tasse, a vietarglielo sarebbero Tremonti e la ‘sua’ legge di stabilità finanziaria. E dove non arrivano Tremonti e i ‘tremontismi’, arrivano i “tremontiani’ come il Presidente della Commissione Bilancio della Camera, il leghista Giorgetti, che ha dichiarato inammissibile l’emendamento di FLI per introdurre, nell’anno 2011, la cosiddetta cedolare secca al 20 per cento sui redditi da locazione. Se fosse stato approvato, i cittadini avrebbero pagato e lo Stato avrebbe speso 400 milioni in meno. E che dice Giorgetti? Che così si introduce una ‘nuova imposta’.

Prima di commentare l’accaduto, facciamo un passo indietro. Molti sono convinti – e ieri Silvio Berlusconi se n’è gloriato, durante la direzione del PdL – che la popolarissima ‘cedolare secca’ sugli affitti sia già stata approvata dal Governo. Pochi si sono resi conto che nel caso di specie il fumo supera abbondantemente l’arrosto: la cedolare, prevista da uno dei decreti attuativi del federalismo fiscale, sta naufragando in un mare di polemiche tra governo e amministrazioni comunali. E questa volta i sindaci hanno ragione. Si dice loro, infatti, che gli introiti dell’imposta sostitutiva sugli affitti sostituiranno una parte dei trasferimenti statali, ma è chiaro a tutti che lo ‘scambio’ tra trasferimenti e cedolare non sarà neutrale: di fianco a comuni il cui patrimonio abitativo concesso in locazione (o disponibile) è cospicuo e di valore, ve ne sono molti nei quali di locato o locabile c’è poco e di scarso pregio. Questi ultimi saranno ricompensati in altro modo? E come? Insomma, la partita è complessa e difficilmente si troverà un accordo entro la fine dell’anno: rebus sic stantibus, per il 2011 inquilini e proprietari non beneficeranno di una minore tassazione sui redditi da locazione, che continueranno ad essere inseriti nella dichiarazione Irpef, e si cumuleranno ad altri redditi, a partire da quelli da lavoro. E se non caleranno le tasse sugli affitti, non caleranno gli affitti, né emergerà il nero.

E allora, aspettando Godot, Futuro e Libertà ha immaginato una soluzione-ponte, proprio per  ‘salvare’ l’anno venturo: subito la cedolare per i nuovi contratti di locazione stipulati nel 2011, senza riferimento alcuno alle entrate comunali, e copertura delle minori entrate per le casse dell’erario con un taglio di circa 400 milioni di spese improduttive. Potrebbe la maggioranza e l’esecutivo dire no ad una sua stessa proposta? In teoria no. E allora, per non dire no, ha fatto in modo di non doversi pronunciare. E ovviamente il gran rifiuto è avvenuto con i.un’interpretazione forsennatamente restrittiva delle nuove norme sulla contabilità nazionale volute da Tremonti.

Nel dicembre scorso il Parlamento, quasi all’unanimità e con poca attenzione, ha trasformato in legge il modus operandi tremontiano rispetto alla Finanziaria: il Parlamento discute quanto vuole, ma poi non può far altro che approvare ciò che il Governo ha previsto, senza modifiche. Certo, era esigenza condivisa che la Finanziaria non fosse più un carrozzone da caricare di spese pazze, leggine micro-settoriali e ‘marchette’ territoriali. Il debito pubblico italiano è lievitato nei decenni anche per questo. Ed era giusto che la manovra annuale diventasse principalmente un provvedimento per correggere e stabilizzare i conti pubblici. Ma nessuno avrebbe auspicato (e nemmeno immaginato) che le nuove norme di contabilità avrebbero di fatto sancito l’esclusione del Parlamento dalla definizione della politica economica e dalle scelte di finanza pubblica del Paese. Se è corretto che la Finanziaria non possa più accogliere misure che di ‘finanziario’ non hanno nulla (ed in passato questo accadeva) ed è accettabile che le proposte di modifica parlamentare al disegno di legge governativo non debbano peggiorare il saldo (la differenza tra entrate e spese), appare insensato il divieto di istituire ‘nuove spese’ e ‘nuove imposte’, anche se sia le ‘nuove’ spese che le ‘nuove’ imposte sono minori di quelle ‘vecchie’.

Si può obbligare il Parlamento ad un obiettivo di saldo, non costringerlo ad accettare la composizione della spesa stabilita dal governo. Se il Parlamento nella legge di stabilità volesse istituire un nuovo fondo per la ricerca scientifica che costa 100, tagliando per 200 gli sprechi della pubblica amministrazione, non lo potrebbe fare. Dovrebbe chiedere a Tremonti di farlo, se ne ha voglia. Nel caso della proposta di FLI sulla cedolare secca l’applicazione dei nuovi principi da parte di Giorgetti ha sfiorato il ridicolo: una evidente riduzione di carico fiscale, accompagnata dal contestuale taglio di spesa, sarebbe una ‘nuova imposta’, mentre le norme di dettaglio (come e quando pagare la cedolare, chi ne beneficia e così via) presenterebbero ‘profili ordinamentali’, di carattere non finanziario. E’ questa la politica del rigore?

Versione estesa di un articolo apparso su Il Secolo d’Italia di venerdì 5 novembre 2010, con il titolo: “Cedolare secca: la maggioranza fa melina”-


Autore: Carmelo Palma e Piercamillo Falasca

Carmelo Palma - 42 anni, torinese, pubblicista. E' stato dirigente politico radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Tra i fondatori dei Riformatori Liberali. Direttore dell’Associazione Libertiamo. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Piercamillo Falasca - Nato a Sarno nel 1980, laureato in Economia alla Bocconi, è fellow dell’Istituto Bruno Leoni, per il quale si occupa di fisco, politiche di apertura del mercato e di Mezzogiorno. È stato tra gli ideatori di Epistemes.org. E’ vicepresidente dell’associazione Libertiamo.

6 Responses to “La Lex Tremontiana vieta di ridurre le tasse e blocca la cedolare secca”

  1. Sveglia, ragazzi! scrive:

    400 Milioni di minori entrate nel 2011?!
    Tanto ci costerebbe dunque questa legalizazione dell’evasione fiscale dei proprietari immobiliari?! Ma state scherzando o cosa?
    SR

  2. Sveglia, ragazzi! scrive:

    E c’è chi stima anche in 2 o 3 miliardi di euro il costo di questo regalo ai proprietari immobiliari!
    Assurdo!!
    SR

  3. simone scrive:

    Ma cosa avete capito? La manovra non costa nulla visto che è solo una legge atta a far emergere gli affitti in nero che “impazzano” sulla Penisola. Andate a vedere le sanzioni previste e poi riparlate…
    Se passa la cedolare secca lo Stato incassa più soldi…

  4. Lion scrive:

    Il simpatico SVEGLIA, RAGAZZI (alias “INQUILINI MARXISTI-LENINISTI PER LA RIVOLUZIONE”) – che non sarebbe neppure il caso di commentare; ma vabbè, oggi è venerdì, rilassiamoci – definisce “legalizzazione dell’evasione fiscale dei proprietari immobiliari” l’ipotesi (contenuta nei programmi elettorali di PDL, PD e UDC, e ora messa in atto dal Governo) di una tassazione in misura proporzionale, anziché progressiva, dei redditi da locazione.
    Con lo stesso metro di giudizio, la tassazione al 12,5% degli investimenti finanziari dovrebbe essere definita “legalizzazione dell’evasione fiscale dei proprietari di azioni e obbligazioni”, la tassazione al 27% dei depositi bancari e postali dovrebbe essere definita “legalizzazione dell’evasione fiscale dei titolari di conti correnti”, e così via.
    Ma siamo nel 2010, non nel 1970. Per fortuna.

  5. oloap scrive:

    BERLUSCONI FAI PENA.. COSA STATE A FARE AL GOVERNO .. NON SIETE IN GRADO DI PROMULGARE UNA LEGGE NEMMENO PROPOSTA A SUO TEMPO DA PRODI… SIETE PUSILLANIMI… FIFONI E TERRORIZZATI DAL PD E COMPAGNI DI MERENDE… ALTRO CHE VOTO.. SE ANDREMO ALLE URNE IL CETO MEDIO .. SI RIVOLGERA’ IN PIENO CONRTRO QUESTO GOVERNO.. CHE SI FA METTERE SOTTO I PEDI DA TUTTI E NOI PICCOLI PROPRIETARI SIAMO ALLA MERCE DI CONTRATTI ANCORA IN VIGORE CON LA l. 393 DEL FAMIGERATO 78.. VEDI CONTRATTI COMMERCIALI.. PER I QUALI I COMMERCIANTI SONO COME PADRONI NON PUOI SCACCIARLI PERCHE DEVI DARE LORO 18 MENSILITA’ VERGOGNATI.. INSIEME AL COMUNISTA FINI E FINIANI…

  6. Sveglia, ragazzi! scrive:

    Caro Lion, non ha molto senso comparare la tassazione del risparmio (conti correnti) con la tassazione della rendita (affitti e rendite finanziarie), non ti pare?
    SR
    ps Come vedi anch’io perdo tempo a commentare cose che non meriterebbero neppure di essere prese in considerazione, ma tant’è, visto che ci ritroviamo da quasi vent’anni nella surreale condizione di un Berlusconi al governo purtroppo tocca discutere tutti i giorni di cose surreali…

Trackbacks/Pingbacks