And the winner is… Gianfranco Fini (parola di Berlusconi)

di SIMONA BONFANTE – Alla fine ha vinto Fini. Il Pdl – annuncia un insolitamente grave Silvio Berlusconi all’Assemblea nazionale del Pdl, riunita a Roma giovedì – riconosce che il governo ha fatto, ma non abbastanza.
Governare – sembra convenire il Presidente – è più difficile che comandare.
“Tutti reclamano cambiamenti, ma poi – ammette – si scagliano quando quei cambiamenti li toccano da vicino.”
E aggiunge pure, il nostro Capo del governo, che il governo, da solo, non va lontano. Perché si può anche vestire i galloni e sedersi al timone, ma senza benzina è difficile riuscire a navigare. Ebbene, anche Berlusconi sembra finalmente essersi accorto che quella benzina al governo può darla solo un partito – un partito vero, forte, democratico. Lo stesso invocato invano, un’era politica fa, dal co-fondatore.
E cos’altro chiedeva allora Fini se non un Pdl pro-attivo capace di dare impulso e traiettoria all’azione dell’esecutivo?

Berlusconi, poi, ammette che il vestito buono del governo sono le riforme. I cinque punti già annunciati in Parlamento, certo, ma anche di più. E quel di più non saranno guasconate da predellino ma azioni concertate con le forze politiche della maggioranza. Tutte le forze politiche che si riconoscono nel centrodestra.
Già, perché Berlusconi ammette pure, nel suo tragicamente ragionevole intervento al consesso pidiellino, che Futuro e Libertà è una di quelle forze. Una forza autonoma, indipendente. Non una dépendance dell’opposizione, ma un muro portante del centrodestra.

Il paese – ha detto Berlusconi – ha bisogno di stabilità. Di un governo forte, che decida, che segua una rotta condivisa. Perché questo chiedono gli elettori, perché questo chiedono i produttori, perché questo è quello di cui hanno bisogno i lavoratori, i contribuenti, le istituzioni, la politica di un paese che ci si era impegnati a lasciare migliore, più moderno, più efficiente, più giusto, più serio, più libero di quello ereditato.

Se tutto questo fosse stato riconosciuto allora, ci saremmo risparmiati strappi, logoramenti, fango. Ci saremmo risparmiati la paralisi che ha tenuto governo e parlamento nel devastante bagnomaria di questi mesi.

Alla fine insomma ha vinto Fini. Ma ha vinto pure Berlusconi – e ce ne felicitiamo. Perché una maggioranza impegnata in un’agenda coerente, ambiziosa e soprattutto condivisa è un merito che gli italiani attendono da tempo di poter riconoscere al nostro longevissimo Premier.


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

21 Responses to “And the winner is… Gianfranco Fini (parola di Berlusconi)”

  1. Zamax scrive:

    Bene. Comunicatelo a Bocchino, a Briguglio, a Granata, a questo e a quello e a quegli esaltati di Generazione Italia.

  2. Angelo Fiorillo scrive:

    Secondo me, chi ha scritto questo post ha visto un altro film.

  3. Francesco Perdona' scrive:

    concordo con Zamax

  4. Misa Naka scrive:

    Concordo con Angelo Fiorillo –
    Simona Bonfante sarebbe interessante conoscere le ragioni dei frondisti perchè quelle che vanno dicendo sembrano pretestuose, mettere la mordacchia a Berlusconi, a parere mio, è un ricatto che non si può accettare e non lo accetto – se Fini fosse l’erede di Berlusconi, per uno strano caso della sorte, mi asterrei dal votare!

  5. Patrizia Franceschi scrive:

    Sono d’accordo con Misa Naka. Se non sono state fatte le riforme, a parte la questione economica, di chi è la colpa? Di Fini che da un anno a questa parte, fa ostruzionismo su qualsiasi cosa. Lui e la sua ciurma. Mi dispiace, ma è così e la gente se n’è accorta.

  6. e’ questo il fatto misa naka…per fortuna Fini non e’ l’erede di Berlusconi…o sarei io quello ad astenersi dal votare

  7. jan kantos scrive:

    Fini e l’accozzaglia pseudofuturista possono benissimo confluire nell’Italia dei Livori (pardon “Valori”….immobiliari)per il resto è inutile tirare a campare si vada al voto e niente pastrocchi “tecnici” paragolpisti

  8. Euro Perozzi scrive:

    si sarebbe un bel film se fosse vero… ma ho l’impressione che in cerchio si stia chiudendo e salvo possibilissimi rovesciamenti the winner Is NOT Mr. Fini….

  9. Non so cosa abbia assunto Simona Bonfante prima di scrivere questa articolessa, ma di una cosa sono sicuro: è in overdose. Un po’ più di compostezza non farebbe male. Fini è una nullità politica, tuttavia riconosco che è un bravo agente immobiliare. Quello è il suo futuro assieme alla sua nuova famiglia. Vadi (come diceva Fantozzi) vadi pure…

  10. Joe scrive:

    Simona scrive: “E cos’altro chiedeva allora Fini se non un Pdl pro-attivo capace di dare impulso e traiettoria all’azione dell’esecutivo?” Ecco, se poi quest’impulso lo portiamo nel concreto, quello che si è visto ieri in commissione Bilancio mi pare non un buon impulso, ma il solito e negativo: Tremonti, apri la borsa. Perdonami, ma non riesco a non vedere nella lunga rivolta finiana altro che la volontà di fare quello che fece nel 2001-2006. Ne riparleremo, e spero di non dover dire che l’avevo detto.

  11. Paolo Luchessa scrive:

    Ha vinto Fini “ma anche” Berlusconi…..Molto veltroniano, d’altra parte Veltroni si é iscritto al PCI ma voleva iscriversi al PLI, Fini al Fronte della Gioventú ma voleva iscriversi all’ANPI. Ci puó essere coerenza nell’incoerenza, “uccelli della stessa penna fanno stormo assieme”. Adesso atendiamo il compagno Fini alle primarie del PD in ticket con Vendola? Resta solo da decidere se con, senza, o “senza ma anche con” l’orecchino.

    Paolo Luchessa – Milano

  12. Metro2033 scrive:

    Tesi interessante quella di Simona. Il suo ragionamento è impeccabile come lo è d’altronde l’istantanea scattata che ci restituisce un quadro clinico chiaro del malato Italia.
    Con la sua lettura precisa e puntuale ha individuato le cause del malessere diagnosticato il male..adesso tocca a noi trovare tutti insieme la giusta terapia d’urto

  13. Andrea Verde scrive:

    Io non penso affatto che abbia vinto Fini come ha scritto Simona. Io penso che Berlusconi gli abbia lanciato, al contrario, una polpetta avvelenata; Fini a Perugia dovrà fare i conti con chi ha la bava alla bocca e vorrebbe cacciare Berlusconi e chi raccomanda prudenza perché Fli non é pronta alle elezioni e non puo’ avventurarsi in un governo tecnico. Un bel dilemma, sintomatico della confusione che vige in Fli. Finora Fini ha logorato Berlusconi, ora mi sa che le parti si invertono….

  14. Simona Bonfante scrive:

    misa naka, ti quoto

  15. Simona Bonfante scrive:

    caro paolo, hai ragione. il rischio è quello.

  16. vittorio scrive:

    In un certo senso è vero. Fini è riuscito a ricreare sulla carta un partito di cui è il dominus e a ricontrattare i termini dell’alleanza per tornare al vecchio quadro che esisteva nel 2001-2006. In questi termini è vincitore. Solo che il nuovo soggetto non ha il peso che aveva la vecchia AN. Dubito molto poi che sarà un partito democratico: dall’esterno sembra invece il solito partito personale. E’ un partito che per tatticismo ha fatto il pieno di antiberlusconiani con la bava alla bocca prontissimi ad allearsi con la sinistra. Ed è un partito ambiguo che a sentire i suoi esponenti spesso finisce con lo sposare le tesi decotte della sinistra, altro che liberismo. Fini vince perchè nella situazione attuale riesce ad imporsi col ricatto. Ma nello stesso tempo perde perchè l’immagine che fornisce di sè agli elettori di centro destra è pessima. Parlare di un Fini successore di Berlusconi è un’ipotesi lunare ed impossibile. Sarà già difficile alle prossime elezioni riproporre un’alleanza col centro destra. Inoltre ho l’impressione che il consenso per il FLI (peraltro non molto ben definito, vista la ampia varianza nei sondaggi) sia un consenso estremamente volatile.

  17. nicola scrive:

    Sgretolare il fronte dei grandi partiti a vocazione maggioritaria, significa ricominciare a spostare l’interesse e l’attenzione dagli amministrati alle caste chiuse di amministratori.
    Questo gli elettori lo avvertono a pelle e non saranno benevoli elettoralmente con chi, per avvantaggiare sé stesso, la propria fazione ma anche la propria suocera e il proprio cognato, ha compromesso un sogno di civiltà, quello d’essere finalmente nel solco dei Paesi più civili, dotati di una degna e rappresentativa classe politica.

  18. Baron scrive:

    Io ho la nettissima convinzione che Fini non sara’ il successore di nessuno. E sapete perche’? Perche’ il suo definitivo ” No a continuare in un PDL cosi’ ” e’ scoppiato esattamente quando ha visto che la detestata riforma federale dello Stato era partita davvvero, che quella della universita’ pure,che quella dell’altola’ alla immigrazione selvaggia ed al voto elettorale (a chi non sa nemmeno cosa sia l’Italia) idem, che la riforma della giustizia ormai e’ in dirittura d’arrivo etc.! CIOE’,IN UNA PAROLA, CHE LE RIFORME SI COMINCIAVA A FARLE DAVVERO si e’ preso una paura terribile perche’ e’ un consevatore vero ed un convinto statalista e centralista mentre non ha capito che due italiani su tre non ne possono piu’ di questo strapotere dello Stato centrale lontanissimo dalla vita e dalle esigenze pratiche del cittadino ! Questo e’ l’errore suo e dei suoi amici : e questo errore, per fortuna di noi che vogliamo un’ Italia mode , lo portera’ a risultati molto piu’ modesti di quanto lui si aspetti.

  19. vittorio scrive:

    Concordo con Baron. Anche secondo me Fini ha cominciato a ribollire quando ha visto il primo anno di governo Berlusconi che non solo era positivo ma stava anche macinando consensi. Allora ha iniziato a creare problemi su problemi. Probabilmente l’unico vero successo di Fini degno di nota sarà quello di avere rovinato questa legislatura e fatto perdere altro tempo all’Italia.

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