Marianna Madia, meravigliosa parlamentare stagista

– La meravigliosa inesperienza di Marianna Madia s’è rivelata, nel tempo, tale. Peccato. In due anni e mezzo di Parlamento, da bionda deputata bon ton – maglioncino girocollo color carne e orecchini della nonna dorati – ha dimostrato uno stupendo low profile corredato da bellissime assenze mediatiche e da strepitosi silenzi. È una perla rara, la Marianna, capace di splendere nel panorama politico italiano perché priva di quella impellente necessità di ribalta, sempre lontana da ogni luce; perché, come forse scriveva nel suo diario d’adolescente elegante e liceale “le stelle brillano di luce propria” (firmato: Jim Morrison).

L’assenza della leggiadra creatura, colta e meritevole ed elegante e un filino snob, fa sorgere un dubbio: davvero Marianna è stata capace, come solo pochi sanno fare, di mantenere la promessa elettorale? Davvero ha portato tra i banchi della Camera quella meravigliosa inesperienza per la quale Walter l’ha scelta, e che per non modificarla e non disattendere alle attese degli elettori, la dolce ragazza della Roma-bene ha deciso di votarsi all’inutilità?

Nello sforzo tutto intellettuale ed estetico di restare in disparte è diventata in poco tempo il monumento vivente dell’assenza: di idee, di incisività, di fantasia. Marianna ha deciso così di abbandonare la provocazione in ogni senso, politico e fisico. Se da un lato è infatti difficile ricordarla per una qualche proposta, per una seppur secondaria attività, un convegnuccio, una tavola rotonda tra giovani e promettenti deputati, d’altro canto è pur vero che l’elegante Marianna ha rinunciato anche all’originalità estetica. Appare vestita solo di giacche nere e lupetti di cachemire, pantaloni dal taglio classico, abitini di Prada per la stagione più calda, di seta azzurra magari, adatti ad abbinarsi all’incarnato pallido.

Per marcare una differenza con le colleghe del Pdl ha scelto, allora, di intraprendere una battaglia sul piano del fashion, dato che quello dei contenuti pare così banale e distante dalla promessa elettorale cui s’è votata. Eccola allora volteggiare con i riccioli raccolti a coda di cavallo su ballerine sobrie, niente tacco dodici, niente volgarità, una femminilità sussurrata come le proposte che nessuno ha udito. Forse la dolce Marianna, elegante prototipo della Roma radical chic, tra un brunch e una puntatina alla LUISS, per ricordare i bei tempi, sta solo compiendo il classico percorso cui sono destinati tutti gli intraprendenti giovani dotati della volontà di diventare classe dirigente.

Marianna, insomma, sta semplicemente facendo uno stage in Parlamento, così come altri coetanei lo compiono in un ufficio stampa, in un’agenzia di comunicazione, nella redazione di un giornaletto di provincia. L’unico elemento di distinzione dalla massa (volgare) di stagisti italiani consiste nel pagamento: il progetto formativo di Marianna Madia è a carico non di una sola famiglia, la sua, ma di tutte le famiglie italiane, dei contribuenti, lei riceve solamente  un cospicuo rimborso spese, nulla di più.

La bella fidanzatina dell’Italia del Pd-bene è solo l’emblema del nulla carico di meravigliose aspettative, è il giovanilismo diventato persona, il nuovismo dotato di gambe affusolate ma sempre nascoste – diamine, non si dica che sia stata una certa avvenenza ad averne favorito il successo politico. Eppure qualcosa nella bionda assenza di Marianna pare segnare una certa difficoltà, un’intima sofferenza forse: lo stile Madia assomiglia in modo sorprendente a quello firmato Rosi Bindi, come se la giovane fosse stanca dell’etichetta di novità e volesse, già da oggi, sfuggire alle grinfie estetiche dell’estatica inesperienza e somigliare alla donna coraggio del proprio partito, simbolo di un lungo percorso e di una certa destrezza politica.

Dopotutto Marianna è solo una fanciulla votata ad una promessa, come le ragazze d’altri tempi, solo che la sua è di natura elettorale e non amorosa, ma il peso da sopportare per tale voto è comunque grave, eccessivo persino. Dimostrarsi priva d’esperienza e di specifiche competenze per molto tempo, negare una certa dimestichezza con le spregiudicate prassi politiche e di partito, con i numeri e le correnti, è un compito che lo spirito da prima della classe, come dimostra la votazione di laurea di cui va molto fiera, potrebbe non sostenere.

Può darsi che un giorno Marianna sorprenderà i suoi impavidi sostenitori, abituati alle sue espressioni stupite, da neofita della vita politica, e lascerà il segno in qualche modo. Ecco, facciamo così: la sfidiamo, la invitiamo a smentirci. O almeno a provarci.


Autore: Federica Colonna

Nata a Viterbo nel 1979, dopo la maturità classica si laurea in Scienze della Comunicazione e lavora come consulente politico per Running, gruppo Reti. Da libera professionista realizza più di dieci campagne elettorali, tra cui quella per l’attuale sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni. Collabora con "La Lettura" del Corriere della Sera, ha un blog su Il Fatto Quotidiano e uno sull'Unità.

10 Responses to “Marianna Madia, meravigliosa parlamentare stagista”

  1. quoto, anzi di più straquoto. Madia inoltre era uno dei parlamentari assenti il giorno delle votazioni sulle pregiudiziali allo scudo fiscale. E questo è uno dei tanti motivi per cui alla fine, da elettore di centrosinistra, ne ho veramente le…bip…piene di questo PD !

  2. Nino Barletta scrive:

    Federica, comunque il silenzio è da apprezzare più dello sproloquio. O no?

  3. dipende, se è troppo prolungato emergono dubbi di vitalità!

  4. @Nino Barletta
    non se vieni pagata profumatamente dai contribuenti per “parlare”

  5. Dani scrive:

    chiedete, per favore, ai lavoratori di Eutelia se Marianna Madia è rimasta in silenzio in questi mesi….o Nortel o Electrolux o Herla italia…le conoscete queste aziende?

  6. Pippo scrive:

    Acidina, la Federica… Qualche conto da regolare con Mariana ?

  7. Daniele scrive:

    Per Eutelia hanno portato a casa ottimi risultati .
    In fondo, quello che conta è essere fotogenici e ben avvolti nella propria sciarpa di pashmina.

  8. Dani scrive:

    Che diavolo vuol dire questo commento Daniele? Che sei dalla parte di Massa e Liori?

  9. klrgi scrive:

    ahahahaha bellissimo. il bue che chiama cornuto l’asino…certo soltanto in un paese drogato di politica come l’ italia lo spin doctor/lobbista (per giunta aspirante) può trovare la tracotanza per scadere nel più becero moralismo. ma tornatene a studiare shienzze della comunicazzzione!

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  1. […] la ricordate la veltronian piddina Madia? ecco un velenoso articolo su di lei. tagliente questa Federica […]