– ‘Bella Ciao’ e ‘Giovinezza’ a Sanremo: la lottizzazione della RAI e dei suoi dintorni canterini viene spacciata – da destra e da sinistra – come pluralismo culturale. Tra antifascisti cui non par vero poter urlare ‘No pasaran’ ed esponenti della destra che fu pronti a tirar fuori il moschetto, assistiamo malinconici  al declino di un festival che un tempo esprimeva il meglio della canzone italiana, mentre oggi è un carrozzone di ferri vecchi, meteore artistiche e politici in passerella.

L’ennesima strumentalizzazione politica di Sanremo conferma, una volta di più, che la RAI è allo sbando, preda di opposte bande che farebbero a cazzotti per qualche minuto di trasmissione in più, sui Tg come al festival.

Ci vuole un passo indietro, di tutti. Ogni anno i telespettatori italiani pagano la bellezza di 1,6 miliardi di euro di canone televisivo: pensate che siano contenti che i loro soldi servano alle risse tra La Russa e Ferrero su Giovinezza e Bella Ciao? Prima che sia troppo tardi, privatizziamo la RAI.