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Da Tortora a Calciopoli: innocenti ‘giustiziati’ per un sospetto

– La storia di Calciopoli è ad un nuovo capitolo, inaugurato da Andrea Agnelli durante l’assemblea degli azionisti della Juventus la scorsa settimana. La Juventus, infatti, chiederà la restituzione dei due titoli (di cui uno assegnato all’Inter) nel caso in cui il processo di Napoli si concludesse così come sembra essersi nitidamente delineato: niente cupola, niente arbitri comprati, niente di niente.

Sono passati quattro anni dal 2006, annozero del calcio italiano. Ed in questi quattro anni abbiamo scoperto nell’ordine che: Facchetti chiedeva ai designatori di bypassare i sorteggi e che inspiegabilmente il commissario Auricchio, che si è occupato di condurre la gran parte delle indagini sfociate poi nella nota informativa, ha considerato non rilevanti centinaia di intercettazioni che il giudice Casoria, guarda caso, considera rilevanti, eccome.

Sia chiaro, su Facchetti non possiamo non dirci innocentisti. Parlare con i designatori era una consuetudine piuttosto comune, e la sensazione è che Bergamo e Pairetto dovessero tenere a bada mandrie di dirigenti infuriati per ordinari errori arbitrali. Ma perché un’intercettazione di Moggi, in cui la richiesta di bypassare il sorteggio non è minimamente presa in considerazione, è considerata più rilevante di una di Facchetti? Perché Auricchio ha ignorato ogni via che allontanasse anche solo parzialmente le indagini da Luciano Moggi? Per quale ragione solo dopo 4 anni cominciamo a fare chiarezza e ad avere un quadro completo della situazione?

I teste dell’accusa, a Napoli, sono finiti da un pezzo e l’impianto accusatorio contro Moggi è prossimo alla totale demolizione. Così come i luoghi comuni che il Paolo Ziliani di turno continua indebitamente a propinare: niente Paparesta, chiuso nello spogliatoio, niente schede svizzere agli arbitri (almeno fino a prova contraria), nessuna cupola. È vero, c’è una sentenza che condanna Antonio Giraudo. È una sentenza di primo grado con rito abbreviato: ovvero senza la possibilità di aggiungere ulteriori elementi in sede processuale. Quegli stessi elementi che stanno erodendo pezzo dopo pezzo ogni accusa a carico di Moggi, dei designatori, degli arbitri coinvolti.

Di certo, se a Napoli tutto dovesse concludersi come sembra, il dibattito sull’operato della giustizia sportiva dovrà riaprirsi. E non basteranno gli alibi di una giustizia a cui ‘basta il sospetto’. A quale razza di giustizia potrà mai bastare il sospetto? A quella nazista, probabilmente.
Certi paragoni possono apparire grotteschi, e in un certo senso lo sono. Ma la sensazione che ho avuto ascoltando più di una volta la filastrocca della giustizia sportiva a cui basta il sospetto è che ci si sia assuefatti ad uno dei concetti più aberranti che la mente umana possa concepire.

Calciopoli probabilmente si rivelerà una farsa, ma nessuno ripagherà il dolore degli imputati sbattuti sui quotidiani alla stregua di camorristi. La giustizia a cui basta il sospetto è quella che ha ucciso Tortora, quella per cui le dichiarazioni di un pentito bastano a comminare una condanna, un trattamento che nessuno di noi auspicherebbe per sé stesso. Che sia sportiva o penale una sentenza produce delle conseguenze rilevanti sulla vita della gente. Che sia sportiva o penale, una giustizia a cui basta il sospetto non è una giustizia.


Autore: Carlo Ludovico Cordasco

PhD student in Political Theory all'università di Sheffield. Fondatore di European Students For Liberty, autore di articoli scientifici su diritto e ordine spontaneo. Ha in corso di pubblicazione un libro dal titolo "Hayek: ordine, istituzioni e regole".

3 Responses to “Da Tortora a Calciopoli: innocenti ‘giustiziati’ per un sospetto”

  1. miki foggia scrive:

    Ormai l’aborto giuridico di farsopoli 2006, la misera scusante dei perdenti e di chi non è Soprtivo, visto le notizie che giungono dal Processo Vero di Napoli è alla frutta

  2. Arashi scrive:

    Il castello di sabbia sta inesorabilemte crollando, piaccia o non piaccia.
    Il problema vero e’ che pero’ molti non vogliono ascoltare le notizie che giungono da Napoli, per loro e’ impossibile che Moggi & co siano non colpevoli. Nella testolina si chiedono per quale altro motivo, oltre alla inequivocabile truffa, la Juve e’ sempre stata tra le prime in classifica? forse perche’ la piu forte? non lo ammetteranno mai.

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