I Tea Party li facciano i contribuenti, Berlusconi abbassi le tasse

– Ne abbiamo già scritto, sia Carmelo Palma che il sottoscritto, eppure non riusciamo a non stupirci ogni volta che Berlusconi tira fuori la questione dei Tea Party. Si legge oggi sulle agenzie di stampa che, nel nuovo/ennesimo libro di Bruno Vespa, Silvio Berlusconi avrebbe dichiarato il suo apprezzamento per l’iniziativa americana, al punto da voler replicare anche in Italia. “Noi pensiamo di procedere nella stessa direzione”, ha detto il premier.

Da Palazzo Chigi, insomma, il Cavaliere pensa di organizzare e capeggiare un movimento di piazza (fintamente spontaneo) contro l’eccessiva pressione fiscale. Insomma, anziché lavorare concretamente per tagliare le tasse, preferisce protestare perché esse sono troppo alte. E contro chi protesterebbe a quel punto, contro Tremonti? O magari contro l’opposizione di centrosinistra?

Se vuol ridurre la pressione fiscale, Berlusconi può iniziare dalla prossima settimana, accettando l’emendamento alla manovra finanziaria di Futuro e Libertà, con il quale si chiede l’introduzione dell’imposta sostitutiva al 20 per cento sui redditi da locazione per i nuovi contratti d’affitto. Lo ripeteremo fino alla noia: la cedolare secca fin dal 2011 (in attesa che la misura entri organicamente nella riforma del federalismo fiscale) fornirebbe una decisa spinta al ribasso dei prezzi degli affitti a vantaggio degli inquilini, amplierebbe l’offerta di case (molti proprietari non concedono i loro immobili in locazione per le troppe tasse) e consentirebbe l’emersione di molte locazioni in nero.

Caro Cavaliere, lasci che a organizzare i Tea Party siano i contribuenti italiani: pensi subito alle riforme fiscale, che sono leggi ad multas personas.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

11 Responses to “I Tea Party li facciano i contribuenti, Berlusconi abbassi le tasse”

  1. Marcello Mazzilli scrive:

    CONCORDO – Se non le abbassa lui le tasse chi le deve abbassare? LIbertiamo, Della Vedova e Fini però non aiutano in questo momento

  2. Piercamillo Falasca scrive:

    Perchè non staremmo aiutando, Marcello?

  3. luigi zoppoli scrive:

    Francamente continuo a chedermi quali speranze possano mai esserci di unq riforma qualsivoglia. Sono 17 anni che il paese è impiccato sull’impunità di Berlusconi il quale si occupa del paese nel modo che le ultime vicende raccontano.

  4. Marcello, ma hai letto? C’è giusto giusto un emendamento in proposito.

  5. vittorio scrive:

    Fini ha annunciato un emendamento che aumenti le tasse sul risparmio dei residenti italiani per coprire non meglio definite spese. I finiani sembrano andare nella direzione opposta al taglio delle tasse. Quindi mi sembra paradossale che si critichi Berlusconi perchè non le abbassa. Berlusconi fa benissimo ad armare i tea party. Non tanto per l’abbassamento delle tasse (che in questa situazione mi sembra abbastanza improbabile) quanto per contrastare le spinte sindacali, della sinistra e dei finiani verso l’aumento della spesa pubblica e di conseguenza dell’imposizione fiscale.

  6. Piercamillo Falasca scrive:

    @vittorio: l’emendamento di cui parli non si farà, all’interno di FLI pochi erano d’accordo con Fini sulla tassazione del risparmio.

  7. vittorio scrive:

    Meno male ma ho qualche dubbio. Mi concederai, Piercamillo, che il neonato FLI manda segnali inquietanti. Coltiva la relazione con l’mpa di Lombardo e incoraggia le pulsioni assistenzialiste del meridione, fa l’occhiolino a chi sostiene la spesa pubblica, cerca di trovare sponda nelle corporazioni sindacali e di confindustria. Molti nel FLI flirtano col PD per un governo “tecnico” che, scommetterei, la prima cosa che farà sarà alzare le tasse per dare un contentino alla Marcegaglia. Mi sembra che oggettivamente libertiamo sia in una posizione piuttosto scomoda per fare critiche a Berlusconi sul fatto che non abbassa le tasse. In questo contesto, anche escludendo questioni di simpatia politica, Berlusconi per un partito antitasse rimane il meno peggio. E’ evidente che il FLI sta cercando di darsi un’identità politica. Ma con questi segnali contradditori il FLI rischia di essere credibile quanto lo è il PD quando Bersani parla di taglio delle tasse. E poi francamente criticare il governo perchè non abbassa le imposte, quando dall’altra parte c’è un impressionante schieramento, dai sindacati alla sinistra alla stessa confindustria, che fa lobby per aumentare il peso fiscale sui cittadini, sui loro redditi o sui loro risparmi, mi sembra un po’ paradossale.

  8. Alberto Rota scrive:

    Sono d’accordo con Vittorio, Berlusconi è stato molto sfortunato, ha iniziato a governare proprio in concomitanza con l’inizio della crisi economica-finanziaria mondiale ( con la conseguente recessione); in questa situazione sarebbe stato molto difficile, se non impossibile, diminuire le tasse.
    Secondo me, “Libertiamo” ha fatto lo sbaglio di seguire, approvare la pericolosa avventura, promossa da Fini, di creare un nuovo gruppo politico; ( ho molti dubbi che voglia essere veramente la “III gamba” del PdL ); soprattutto perchè Fini è un personaggio inaffidabile, che sembra proprio mirare solo al proprio tornaconto personale, ( vedasi ciò che scrive su di lui Oriana Fallaci nel suo libro “La forza della Ragione”).
    Fini dovrebbe dimettersi dalla carica di Presidente della Camera, perchè ha dimostrato di non essere “super partes” ( addirittura durante la suddetta carica ha fondato un nuovo gruppo politico ).
    Inoltre dovrebbe mantenere la promessa quando ha dichiarato chiaramente che si sarebbe dimesso da Presidente della Camera qualora si fosse dimostrato che il fratello della sua compagna, un certo Tulliani sia effettivamente il proprietario del locale di Montecarlo ( ciò è stato dimostrato da documenti ufficiali ).
    E allora… cosa aspetta a mantenere la promessa?

  9. Alberto Rota scrive:

    L’archiviazione del caso Montecarlo sarebbe atto eversivo?
    Scritto da Bartolomeo Di Monaco
    Monday 01 November 2010

    Secondo me, sì, nel senso ossia che tenderebbe a rovesciare la giustizia e il diritto. Perché le colpe ci sono tutte e un’archiviazione sarebbe, oltre che ingiustificata, intollerabile. Non ci può essere una zona di impunità creata ad arte cercando di rimestare la legge e fare giochetti da abracadabra.

    Stamani sul Giornale Massimo De Manzoni scrive una lettera al Gip di Roma, dal titolo eloquente: “Lettera al giudice “condannato” a fare l’archivista”. Scrive: “Signor Gip, li smentisca. Lo faccia per decenza. Perché la pratica che si troverà per le mani presenta tali e tante anomalie da crearle, ne siamo certi, più di un imbarazzo.”

    Io dico di più. Lo faccia per non far passare un tentativo di archiviazione che fa a schiaffi con la giustizia.

    Ci troviamo di fronte a questo caso: Fini svende un bene ad un prezzo tre volte inferiore a quello di mercato. Il bene non è suo ma del suo partito, An. Non lo svende ad un normale compratore, ma al cognato, come ormai dimostrano i documenti e la stessa relazione dei pm. Non solo, ma è a conoscenza che ci sono state offerte almeno di un milione di euro per l’acquisto dello stesso appartamento. Invece che far periziare il valore di mercato da esperti (siamo nel 2008) chiede consiglio ad un suo fedelissimo, La Morte, che gli dà il via, pur confessando ai pm di non saperne nulla di valutazione di beni immobili, soprattutto se collocati all’estero. È vero, è geometra – dichiara -, ma nella sua vita ha fatto tutt’altro che stimare gli immobili.

    Dunque la fattispecie è chiarissima: Fini ha voluto accontentare il cognato e gli ha praticamente regalato un bene non suo. E per nascondere il losco affare sono state costituite due società off-shore.

    Fini poteva anche regalarlo l’appartamento al cognato o a chiunque altro, se fosse stato suo, ma il fatto è che apparteneva ad An, ossia ai suoi iscritti. Quindi egli li ha frodati. Tanto è vero che due di essi hanno promosso la causa per frode fraudolenta.

    Il reato esiste e dunque non è possibile che si arzigogoli pur di salvare il presidente della Camera. Queste cose avvengono nelle dittature, dove la magistratura è asservita al potere.
    Ma noi siamo in una democrazia, non dobbiamo dimenticarlo. E se applichiamo i metodi delle dittature, si compie un atto eversivo. Fini, che fascista lo è stato, queste cose le conosce bene. E oggi, anziché dimettersi, se ne fa scudo. Fascista era e fascista, dei peggiori, rimane.

    Che differenza c’è, ad esempio, tra il caso Tanzi e il caso Fini? La differenza sta soltanto nelle dimensioni dello scandalo, enormi nel primo caso, limitate nel secondo. Però si tratta sempre di sottrazione o svendita di beni non propri, ma appartenenti ad altri (alla Parmalat e quindi ai suoi azionisti, per Tanzi, che aveva trasferito il tesoro alla figlia nei cui locali fu rinvenuto dalla polizia; ad An e quindi ai suoi iscritti, per Fini).

    Fini è colpevole, e se la magistratura non lo riconoscerà, creerà un vulnus nel diritto dalle proporzioni disastrose.
    Come pure lo creerà se nessuna procura, quella romana in testa, non aprirà un fascicolo a carico di Fini a riguardo delle sue provate raccomandazioni in Rai per sistemare, e con successo, i propri familiari.

    Al confronto il caso Ruby fa ridere.

    http://www.bartolomeodimonaco.it

  10. GIANCARLO scrive:

    Verissmo che Berlusconi è stato ed è un pessimo governante. Adesso si aggrappa ai tea party. Vade retro berluska!

    Quello che non mi convince per niente è che Fini e FLI possano essere l’alternativa liberale e liberista al PDL.

    Fini l’ho sempre giudicato uno statalista ed una assistenzialista. Sento dire che la sua opinione sull’aumento della tassazione sulle rendite sia stata accantonata perchè in minoranza in FLI. Bene, peccato che Fini sia il padre-padrone di FLI, tanto è vero che c’è il suo nome sul simbolo del partito. Non, no. Non ci siamo.

  11. anna scrive:

    ma che razza di emendamento hanno proposto i Finiani sulla cedolare secca.. renderla effettiva solo per i nuovi contratti di locazione.. e i fessi che hanno dei contratti in vigore… che scadranno tra 4+4 anni se la prenderanno nel c…… ma brutti ignoranti Bocchino e compagni lo sanno che un contratto di locazione registrato dura 8 anni … una vita e che il proprietario non puo mandare via i conduttori… o un contratto commerciale che è ancora col la legge 392 del 78 (equo canone) duta 12 anni???? VERGOGNATEVI altro che cedolare secca.. ci vuole l’esonero dell’IRPEF per chi ha il coraggio di affittare la casa.. che viene distrutta da inquilini morosi e difesi dai GIUDICI comunisti… 6 anni dura una causa per morosità VERGOGNA VERGONA i giudici devono essere pagati a COTTIMO.. a sentenza… non con 12.000 euro al mese netti..!!!!!!!!

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