Tareq Aziz: Della Vedova contro pena di morte – AUDIO

– Pubblichiamo un’intervista di Radio Radicale a Benedetto Della Vedova, in cui il presidente di Libertiamo si esprime contro la pena di morte per Tareq Aziz, “numero due” del regime di Saddam Hussein, sulla scia dell’iniziativa nonviolenta di Marco Pannella. Della Vedova evidenzia come una condanna a morte, tanto più dopo tanti anni dai fatti, servirebbe soltanto a ricadere in un clima di vendetta e antidemocrazia ed auspica un’azione internazionale, in sede comunitaria, per fermarla e far sì che Aziz sconti la sua pena, ma senza diventare un “martire” del precedente regime.

Fonte Radioradicale.it Licenza 2.5 Ita


One Response to “Tareq Aziz: Della Vedova contro pena di morte – AUDIO”

  1. AnDrEa scrive:

    Fu criminale l’uccisione di Stato di Saddam Ussein, con la copertura (o peggio) degli USA e quindi nostra. Fu criminale al quadrato perché Saddam (l’ex-filoamericano), messo lì per contrastare dalla regione il crescente potere iraniano, coperto (ma non troppo, come s’è visto poi) da Francia e Germania per questioni petrolifere, è stato passato per le armi, lui che armi (di distruzione di massa) non aveva.
    Mi colpì allora l’atroce silenzio del nostro popolo, cristiano o dai radicati valori civili libertari. Mah.
    Ora con Aziz, l’ex-“amico dell’occidente”, colui che più di ogni altro (secondo solo a Giovanni Paolo II) lavorò per scongiurare la guerra e le annose conseguenze (e imprevedibili), si vuole fare la stessa cosa. E ancora una volta la coperta di silenzio mondiale è (s)tesa.
    Credo che il Presidente Fini dovrebbe intervenire a riguardo. La nostra democrazia deve posizionarsi a favore della vita, senza se e senza ma, fuori e dentro i confini del nostro Stato.
    E noi, che abbiamo pagato pure con il sangue eroico di nostri soldati e nostri stimati funzionari per quella guerra e per quella “democrazia”, abbiamo responsabilità maggiori di altri.
    Dobbiamo alzare la voce, anche se questo potesse scomodare il comodo (di tutti) alleato americano, proprio alla vigilia di una tornata elettorale.
    Il fine giustifica i mezzi, in politica. Ma non quando di mezzo c’è anche solo una vita umana.
    Andrea, associato FF.

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