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Servizi postali, la ‘posta’ in gioco è una vera liberalizzazione

– A partire dal 1 gennaio 2011, il mercato postale dovrà essere pienamente liberalizzato, ma l’Italia è ancora gravemente indietro. Ne scrive Lucio Scudiero in un Briefing Paper dell’Istituto Bruno Leoni dal titolo “Servizi postali, la ‘posta’ in gioco è una vera liberalizzazione”. (PDF)
 
Spiega Scudiero: “La totale apertura del mercato dei servizi postali dipende in larga misura dalla neutralità della normativa di recepimento della terza direttiva postale. Nel corso degli ultimi anni Poste Italiane ha consolidato un vantaggio competitivo che ha poco a fare con l’efficienza e la qualità di erogazione del servizio che in teoria ne costituisce il core business”. “Molto dipenderà – prosegue – dalla rimodulazione degli oneri e del finanziamento del servizio universale, dal regime fiscale e dalla rimozione delle asimmetrie informative che al momento tutelano la ex monopolista dalla concorrenza del mercato, oltre che dalla capacità degli operatori di aprirsi spazi nel commercio elettronico indiretto”. Tuttavia, molte distorsioni dipendono dalla natura stessa di Poste Italiane, ancora di proprietà del Tesoro, per cui “l’unica soluzione definitiva ai problemi finora discussi e connessi alla presenza distorsiva di Poste Italiane in diversi segmenti di mercato continua ad essere una e una soltanto: la sua privatizzazione”.

Il Briefing Paper di Lucio Scudiero, “Servizi postali, la ‘posta’ in gioco è una vera liberalizzazione”, è liberamente scaricabile qui di seguito.


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

2 Responses to “Servizi postali, la ‘posta’ in gioco è una vera liberalizzazione”

  1. marcello scrive:

    Non credo che sia utile privatizzare completamente le Poste.
    I servizi essenziali devono offrire delle prestazioni universali e fuori dalla logica del profitto. Non possono mancare i servizi di base solo perché in un detrminato comparto dal punto di vista economico non rendono.

  2. Stefano scrive:

    Marcello che stai dicendo???Lavori in Poste Italiane?La “pre-Liberalizzazione” partita4 anni va grazie ai seervizi offerti da TNT Post, ha fatto migliorare i servizi di Poste Italiane in molte piazze. Questo consolida il fatto che in un mercato in monopolio il monopolista è ineffficente, e che con un po’ di concorrenza il mercato comincia a migliorare; considerando il fatto che Noi cittadini paghiamo le tasse che vanno nelle casse di Poste Italiane, ad un’azienda come TNt invece, nessuno da niente!

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