Della Vedova a Radio Radicale: affrontare tema tassazione risparmio solo con complessiva riforma fiscale – AUDIO

– “Certo, Gianfranco Fini ha evidenziato un elemento contraddittorio del nostro sistema fiscale: da un lato una tassazione del lavoro e di altre forme di reddito particolarmente gravosa; dall’altro un trattamento fiscale del risparmio molto vantaggioso, dovuto storicamente alle esigenze di uno Stato così indebitato di rendere appetibili i suoi bond“. E’ il commento di Benedetto Della Vedova, ai microfoni di Radio Radicale, sulla proposta avanzata ieri da Gianfranco Fini di un aumento dal 12 al 24 o 25 per cento della tassazione del risparmio.

Se la premessa da cui si parte è questa asimmetria fiscale, spiega Della Vedova, “un riordino della tassazione del risparmio non può essere disgiunto da una incisiva e generale riforma della tassazione. Perché la prima possa essere di ‘livello europeo’, c’è bisogno di una maggiore omogeneità tra le aliquote sulle varie tipologie di reddito. E, considerata l’elevata pressione fiscale italiana, ciò è possibile solo accompagnando all’eventuale aumento dell’aliquota sugli investimenti finanziari una robusta diminuzione della tassazione sul lavoro“.

In caso contrario – continua il presidente di Libertiamo e vicepresidente vicario di FLI alla Camera – l‘aumento dell’aliquota sul risparmio si tradurrebbe solo in un aggravio per i contribuenti. Tanto più che in Italia la quota di attività finanziarie appannaggio delle famiglie, e cioè i piccoli risparmiatori, è da sempre più significativa di quella di altri paesi, proprio in virtù della maggiore propensione al risparmio degli italiani“.

Per il presidente della Camera l’aumento della tassazione sul risparmio dovrebbe finanziare la riforma Gelmini sull’università. “Ad ogni modo – conclude Della Vedova – è positivo che Fini abbia sollevato il tema non eludibile del finanziamento della riforma dell’università: che si passi dal riordino dalla tassazione o da una razionalizzazione della spesa, per un rilancio dell’università italiana è imprescindibile affrontare il problema delle risorse“.

Di seguito, audio integrale dell’intervista di Radio Radicale a Benedetto Della Vedova.
Fonte Radioradicale.it Licenza 2.5 Ita


20 Responses to “Della Vedova a Radio Radicale: affrontare tema tassazione risparmio solo con complessiva riforma fiscale – AUDIO”

  1. mmm… a me questa dichiarazione di DellaVedova sembra un’arrampica sugli specchi.

  2. Joe scrive:

    Leggo e sottoscrivo. Però, senza voler essere diretti come il commentatore che mi ha preceduto, resta un fatto: quello che dice BDV è in assoluto contrasto con quello che ha detto Fini, il quale ha parlato di tassare di più le rendite per finanziare la riforma Gelmini…

  3. inutile scrive:

    Della Vedova, potevi spiegare meglio, visto che questa proposta è stata discussa tra di voi e condivisa pienamente.
    Non penso che FINI vada avanti da solo e voi dovete adeguarvi, o forse sta facendo quello che criticava a Berlusconi?

  4. lorenzo scrive:

    D’accordo sul fatto che le rendite vadano tassate di più e che il lavoro vada tassato di meno.
    Basta che la pressione fiscale diminuisca! Non averlo già fatto, credo lo possano riconoscano tutti, è il prù grande fallimento di Berlusconi. Il fatto che la crisi non ce lo permetta è una balla. Di spese inutili da tagliare ce ne sono quante vogliamo (e non penso certo all’Università).

  5. vittorio scrive:

    Tassare il risparmio delle persone accompagnandolo con un contentino che si concretizza in un insignificante alleggerimento delle aliquote sul reddito è la solita pagliacciata che propone anche la sinistra. Anche se si restituisse tutto quello che si toglie, alla fine sarebbe solo una partita di giro. Nella realtà si propongono 100 di nuove tasse e si tolgono 20 di vecchie tasse. La differenza 80 rimane nelle tasche dei politici che possono giocarci divertendosi a finanziare spesa pubblica. Se si fa un riordino fiscale le aliquote devono calare soltanto: niente partite di giro. I giochetti alla Prodi li faccia la sinistra. Volete un buon sistema fiscale di uno stato prospero, civile e altamente liberale? E allora si guardi alla Svizzera, dove il risparmio degli svizzeri non è soggetto a balzelli. Tassare il risparmio è la cosa più illiberale che ci sia. In questa uscita Fini ha dimostrato la sua faccia reale: siamo al solito tassa e spendi di matrice socialista. Altro che liberismo.

  6. Chiara Mente scrive:

    Tassare il risparmio è l’opzione più in auge per una “Casta” che non ha intenzione di rinunciare a nessun privilegio nè a ridursi nel suo intollerabile numero. Infatti, per effetto del federalismo su 20 regioni (assurdo in partenza) la pressione fiscale sui lavoratori dipendenti e sui pensionati (che pagano la quasi totalità dell’IRPEF) è destinata ad aumentare e non certo a ridursi. Ne consegue che, a spese immutate o che addirittura si vogliono far crescere, la risorsa è quella di tassare maggiormente i risparmi degli Italiani. Siamo ormai ostaggi di questa “Casta” che, come si dimostra, non è, a dirla con Fini, “nè di destra nè di sinistra”.

  7. GIANCARLO scrive:

    Benedetto mi ha deluso. Già il fatto che sia con Fini è una delusione, che fine ha fatto il liberale, liberista e libertario?

    Mah!

  8. Antonluca Cuoco scrive:

    ed il pompiere BDV cerca di apparare! :)

  9. Bene scrive:

    Andate a leggere sul sito di Generazione Italia, alcuni esponenti commentano che Della Vedova è vicino alle posizioni della Destra Sociale. Io l’ho difeso dicendo che non è vero… speriamo

  10. LibDan scrive:

    Nessuna arrampicata sugli specchi, Della Vedova ha solo detto cose di sano buonsenso. Basta non avere posizioni ideologiche e guardare i dati freddamente per quel che sono.
    Nei paesi anglosassoni che a noi piacciono tanto i rendimenti finanziari si portano direttamente nella dichiarazione dei redditi. Reddito da lavoro o rendimenti finanziari stessa aliquota. Punto. Mi permetto anche di fare presente che se in UK qualcuno proponesse di mettere l’aliquota sulle rendite finanziarie al 12,5 %, quella sui redditi da lavoro al 43 %,quella sui redditi di impresa oltre il 52% verrebbe direttamente mandato al manicomio senza passare dal via… Chiaro il concetto ? La tassazione attuale in Italia e’ fuori dal mondo, a nessuno sano di mente verrebbe l’idea di tassare il reddito da lavoro o da impresa con aliquote che sono circa 4 volte quelle applicate sulle rendite finaziarie.. quindi mi sembra che Fini abbia gettato un sasso in uno stagno che non può certo rimanere quello che è se si vuole affrontare le questioni di fondo in modo strutturale, certo bisognerà tener conto dell’entità enorme del nostro debito pubblico, non si potrà fare da un giorno all’altro e il tutto va inquadrato in una riforma complessiva ma.. la questione c’è ed è sacrosanta..

  11. Daniel Folie scrive:

    Quoto GIANCARLO. Perchè tassare maggiormente le rendite finanziarie?

  12. vittorio scrive:

    Quelli di Generazione Italia possono dire quello che vogliono. Ormai dicono tanto di quelle cazzate che metà basta. Siamo veramente alle comiche finali.

  13. vittorio scrive:

    Mi permetto di far presente a LibDan che la tassazione delle rendite è parte integrante della tassazione sul reddito d’impresa. Un’azionista che riceva i dividendi viene tassato al 12,5%. Ma il dividendo lordo viene estratto dagli utili di impresa che possono vedere applicata in genere un’aliquota del 35%. In totale la tassazione in capo all’azionista è il 47,5%. Lo stesso discorso non vale sulle cedole dei titoli di debito come obbligazioni, bot, cct. Ma in questo caso per essere almeno logicamente corretta questa tassazione dovrebbe applicarsi ai rendimenti al netto dell’inflazione. Poichè invece questa tassazione si applica al rendimento lordo abbiamo che il rendimento reale netto risultante al detentore di titoli di debito spesso è negativo anche solo con la tassazione al 12,5%, specialmente per le scadenze più brevi.
    A parte questi discorsi un po’ “tecnici” che fanno vedere come il tuo “buonsenso” sia pura demagogia di sinistra senza alcuna attinenza con la realtà, rimane poi il fatto che tassare il risparmio è fondamentalmente illiberale anche perchè spesso queste tasse vengono pagate solo dai ceti meno abbienti. Per esempio non è certo un segreto che la tassazione delle rendite non è pagata da chi è in grado di costituire una struttura societaria a protezione del suo patrimonio. Poi c’è chi sposta la propria residenza in Svizzera o a Montecarlo, paesi dove i beni finanziari dei residenti non vengono tassati. Tanto meno queste tasse vengono pagate da quei soggetti che costituiscono società in paradisi fiscali che consentono il completo anonimato. La tassazione sulle rendite è pagata solo dai piccoli risparmiatori. Questa è una tassa iniqua che crea sperequazione. Nessun partito che si voglia definire liberale può pensare di promuoverla. Comunque è una tassa che piace al politico tassa e spendi perchè è facile da giustificare con una demagogia semplice e propagandistica. E infatti questa è una tassa che è un cavallo di battaglia di quella sinistra ipocrita che non esita a imporre tasse sui cittadini pur di finanziare la spesa pubblica. Guarda caso Fini ha trovato opportuno ricalcare le stesse argomentazioni della nostra squallida sinistra.

  14. GIANCARLO scrive:

    Caro LibDan, non giriamo attorno al problema, la proposta di Fini anzi, per meglio dire, l’accordo di Fini con la sciagurata proposta bipartizan depositata in parlamento è solamente uno squallido modo di fare cassa. Punto. Non inventiamoci assurde artrampicate sugli specchi. Liberali e liberisti a parole. Nei fatti i soliti statalisti rapinatori di sempre.

  15. LibDan scrive:

    Caro Giancarlo, la questione c’è eccome.. ti faccio rispondere da un mio collega tedesco che nei giorni scorsi mi ha scritto: l’Italia andrà a picco se continuerà a vezzeggiare tanto le “famiglie” e il loro risparmio e a tartassare le imprese e le attività produttive che sono gravemente sottocapitalizzate e quindi impossibilitate a innovare ed a resistere a globalizzazione e crisi ricorrenti..

    Una politica “sana” cerca di indirizzare i risparmi verso impresa, lavoro e consumi e non verso risparmi, case e rendite finanziarie. E noi in Italia facciamo esattamente l’opposto: il risultato è che siamo in stagnazione economica da decenni, che le aziende giustamente se ne vanno (perfino la Svizzera fa delle proposte allettanti ai nostri imprenditori che io consiglio vivamente di accettare..), che i nostri giovani faticano, e faticheranno a trovare lavori adeguati ad un paese che vuol continuare ad essere uno dei piu’ avanzati, e che i pochi tagli che la politica riesce a fare riguardano guarda caso la famiglia (vedi ICI) piuttosto che le imprese (vedi IRAP o mille altri balzelli). Questa è la situazione di fatto.

    p.s.
    Vittorio sono disponibile a discorsi “tecnici” ma non mi sembra questa la sede

  16. GIANCARLO scrive:

    Scusa caro LibDan ma cosa centra il tuo discorso con la proposta di Fini? Fini ha proposto di innalzare l’imposta sulle rendite per coprire i buchi del carrozzone che risponde al nome di Università italiana. Cosa centra con l’impresa ed il lavoro?

    Non confondiamo le due cose.

  17. LibDan scrive:

    @Giancarlo, a parte il fatto che mi sembra di capire che la proposta di Fini mirasse a trovare le risorse per dar seguito alla riforma dell’Università che altrimenti rimane lì bella ferma come tutto in Italia (e che visto il disastro attuale delle università italiane sarà sempre troppo tardi quando finalmente sarà attuata, fosse per me ne accorperei tra loro almeno una 60ina.. come dire che ne chiuderei almeno 30..). Il discorso è semplice se tieni una aliquota così bassa sulle rendite finanziarie e una aliquota (reale) elevatissima sulle imprese è chiaro che attui nella pratica una distorsione del mercato, favorendo un afflusso di capitali verso risparmi, case e rendite finanziarie invece che verso l’impresa, lavoro e consumi. Tutto quà.. peraltro una tassazione bassa sulle rendite finanziarie favorisce le banche e i soggetti finanziari altro che le famiglie (e qui si capisce poco perchè noi liberisti dovremmo fare la stessa politica di Prodi & C. che avevano come principali stakeholders le banche.. che sia un insano intento masochista.. mah..). Un saluto

  18. GIANCARLO scrive:

    Caro LibDan un saluto anche a te. Rispetto le tue opinioni ma rimango della mia, secondo me rimane il solito vecchio trucco dei politici di spremere soldi dove ci sono. Per mia cultura personale il risparmio e la proprietà privata sono sacri. La mia visione della politica si muove da queste due basilari presupposti. Qualsiasi cosa vada contro non mi sta bene.

    Un cordiale saluto

  19. giovanni scrive:

    …e dire che Della Vedova solo 2 anni fa spiegava bene perchè aumentare la tassazione sul risparmio era senza senso
    http://www.benedettodellavedova.com/blog_archive/001514.html

    Come si fa in fretta a cambiare idea quandi di mezzo c’è la cadrega. Maledetta coerenza!!!

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  1. […] liberale. Capita, così, che chi liberale lo è davvero e lo è sempre stato, si ritrovi ad arrampicarsi sugli specchi, oppure a dire semplicemente che Fini ha torto. No, mi dispiace, FLI non sembra in questo momento […]