A Fini piace Cameron. E Cameron è liberista. Ergo…

– Mettere la faccia su una manovra così vuol dir avere del fegato. Cameron e Clegg hanno messo la loro sulla più severa operazione di tagli alla spesa pubblica mai praticati sin dagli Anni 70 – prima della Thatcher, dunque – ai tempi dell’espulsione della Gran Bretagna dal Fmi.
Tagliato tutto, salvo istruzione e sanità; falcidiato il welfare; ‘risparmiato’ su difesa, sicurezza, cultura, BBC e pubblica amministrazione. Non resta – al premier conservatore ed al suo vice libdem – che sperare che il Cancelliere, George Osborne, ci abbia visto giusto.

Che per il paese questa scure sul sistema sussidi-incentivi-detrazioni che supporta la middle class sarà uno shock, non lo dicono solo i laburisti. Ne scrive l’Economist, ne parla l’Institute for Fiscal Policy.
Carl Emmerson, direttore di IMF, sostiene che i rischi siano due. Che i tagli, per quanto selvaggi, non bastino a sanare il deficit rendendo necessaria un’ulteriore mazzata – diciamo tra un paio d’anni al più. Che i tagli medesimi inneschino un non gradito meccanismo recessivo, ascrivibile in particolare al taglio dei benefits ed all’aumento delle tasse per le middle income family (sopra £48.000) a cui la manovra finirà col costare 10.000 sterline cadauna – il 5% in media del reddito – per i prossimi 4 anni.

Nelle scorse settimane il Financial Times ha più volte ammonito il Cancelliere.  Predisponga un Piano B – suggerivano dal giornale della City. Un piano alternativo al quale affidarsi nel caso le cose dovessero mettersi male. Ma il neanche quarantenne Osborne ha spiegato di non averne necessità. “I’ve got a Plan A – ha detto. We’ve got the plan.”
Abbiamo un piano e il piano è questo: tagliare la spesa – comprimendo estensione e peso dello Stato. Osborne ha ragione. È un’ottima cosa. Cosa ancora migliore, poi, è aggredire la spesa nel suo modus generandi. Allenare la gente con un reddito adeguato a pensare che si possa tirare su i propri figli anche senza benefit; che il diritto al sussidio di disoccupazione non è un’autorizzazione a campare a spese altrui; che si possa avere una burocrazia efficiente anche con molti meno dipendenti: beh tutto questo – non lo si dice mai abbastanza – è assolutamente salutare.

Più complicato invece è stimare le conseguenze dell’effetto incrociato disoccupazione-contrazione dei redditi-riduzione dei servizi. Ai già decisi 500.000 posti in meno nel pubblico impiego potrebbero aggiungersi le cifre dell’indotto privato che di economia di Stato vive. Se si perde occupazione, e se quell’occupazione non viene riassorbita altrove, il welfare sarà oberato di spesa assistenziale fresca fresca. Che ne sarà allora del deficit?Ma pensiamo positivo. Un paese che, impoverito e indebitato fino al collo, non rinuncia ad investire in education e ricerca, non può non avere un futuro di radiosa prosperità.

Il giorno in cui la Spending Review veniva raccontata in Parlamento, il Presidente Fini era lì, ospite nella tribuna della House of Lords (non ai a lui omologhi  Commons, dunque). Pare sia rimasto molto colpito dal Question Time. Con David Cameron, Fini non ha parlato di politica italiana ma di ‘ambiente’ e ‘solidarietà’, temi ai quali il Premier britannico si applica con passione da quando è leader dei New Tory. Del quale leader, il presidente Fini pare avere elogiato in particolare l’innovatività dei temi e della relativa trattazione.

Cameron innovativo lo è senz’altro. Ciò tuttavia non lo rende meno liberista. Solidarietà ed ambiente, ma anche giustizia sociale o cultura per Cameron non sono cose di cui debba occuparsi lo Stato.
Ecco, siamo sicuri che sia proprio la capacità di trovare fuori dallo Stato le migliori e più innovative soluzioni ai problemi comuni la qualità politica di Blue Dave che ha più ispirato il leader di Futuro e Libertà?


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

42 Responses to “A Fini piace Cameron. E Cameron è liberista. Ergo…”

  1. Maurizio scrive:

    Considerando la mutevolezza delle opinioni di Fini e della (probabile) base elettorale di Fli, è facile prevedere che il liberismo del ‘piccolo leader’ si scioglierà assieme alla neve del prossimo inverno.
    Se fossi in BdV non mi farei troppe illusioni.

  2. step scrive:

    Tristemente concordo con quanto scritto da Maurizio. Non nego che Fini possa avere buone intenzioni “liberali e liberiste” e non nego che questa possibilità possa esserci, dato che partiti veramente liberali non ve ne sono, quindi anche elettoralmente non sarebbe certo una follia. Il problema è che a leggere i commenti della presunta base di FLI c’è da rimanere sconcertati e inquieti. Constato che la maggioranza ce l’ha semplicemente con Berlusconi: è accecata dall’odio. E questo non mi sembra molto liberale. La propria identità non può essere definita “a contrario”. Mentre a leggere i commenti (sul sito di Generazione Italia, ad esempio) si rileva come pur di contrastare il “satanasso” Berlusconi si finisce su posizioni giustizialiste e forcaiole. Anche in materia economica mi sembra che prevalgano posizioni di statalismo assistenzialista. Posizioni che, non solo non sono liberali, ma oltretutto sono già attuate da molti altri partiti. Insomma, la vedo dura per la “rivoluzione liberale”. Comunque confido in Della Vedova.

  3. Simona Bonfante scrive:

    step, concordo con te sul forcaiolismo di alcuni segnali che provengono dall’area. in materia economica invece no. o meglio: sin qui, fli ha depositato un ddl sulla privatizzazione della rai. bdv ha fatto un emendamento alla riforma gelmini, in nome di fli, per liberalizzare le rette. insomma, mi sembrano posizioni – nei fatti – assai più liberiste dell’operato medio di berlsuconi nei suoi tre governi. per non dire di tremonti. dunque, più che lasciarmi suggestionare dalle parole della base (che, certo pur risentire magari di qualche trascorsa frustrazione), io mi limiterei a valutare e giudicare i fatti.

  4. Fabio scrive:

    Fini è talmente ondivago da poter dire un giorno una cosa, ed il giorno dopo l’esatto opposto. Voglio proprio vederlo tagliare la spesa pubblica assistenziale, quando il suo partito è radicato proprio fra i dipendenti pubblici, specialmente al sud. Voglio proprio vederlo tagliare i trasferimenti alla Campania bocchinesca, alla Sicilia granata.
    il grande Totò direbbe : “Ma ci facci il piacere”

  5. step scrive:

    Gentile Simona, hai ragione riguardo la privatizzazione della Rai, cosa che ho riconosciuto entusiasticamente in altro thread. Però, per farti un esempio, leggi il televideo RAI e vedi cosa ha detto proprio oggi Fini sui precari, sulla scuola in generale, e su un altro argomento che ora non ricordo. Ha detto, in modo idealista, che bisogna spendere di più. Come d’altronde disse di spendere di più per le forze dell’ordine (a Mirabello). Come d’altronde ha detto di concordare con Cameron su un concetto di destra “solidarista”. Ora, non chiedo che mi si citi Ron Paul, ma almeno chiedo a Fini che non faccia discorsi stile “Stato pedagogico”. Non gradirei un conservatorismo “compassionevole”, anche perché, come già accennato, di partiti assistenzialisti e ipocriti ce ne sono già a decine: che bisogno c’è di crearne ulteriori?

    Comunque sia una chance a Fini la potrei anche dare. Non m’interessa il suo passato. Certo che parlare di destra “libertaria e solidale” allo stesso tempo (come ha fatto in questi giorni) denota un pò di confusione. Spero, gentile Simona, che sia come dici tu. Ed apprezzo naturalmente la condivisione sulla visione “forcaiola” di certuni.

  6. Gionata Pacor scrive:

    Per me a Fini piace Cameron perché ha vinto le elezioni ed è premier. Tutti i politici sono abilissimi a correre in soccorso dei vincitori.

  7. Franco scrive:

    Se Fini è liberista a dicembre Babbo Natale regalerà a ciascuno di noi una bella auto nuova, una casa al mare e una in montagna, una barca, uno stereo nuovo, una nuova televisione e anche un bel lavoro retribuito come avviene ai colleghi in Germania.
    E’ verissimo che i governi Berlusconi hanno seppellito il liberalismo in profondità ormai forse irraggiungibili, tanto che Padoa Schioppa vede nel socialismo di Tremonti una continuità col governo Prodi, ma non mi pare proprio che i finiani si siano mai lamentati di questo o abbiano la benché minima idea di che tipo di politica economico-finanziaria imbastire.

  8. Marianna Mascioletti scrive:

    @ Franco: Se legge qualche articolo di Libertiamo, dal 2009 ad oggi, troverà il tipo di critiche e di proposte che sta cercando.

  9. Simona Bonfante scrive:

    @ step (et tutti i lettori!)
    a differenza degli UK in italia il liberismo non lo si è mai neppure capito, espunto com’è stato dai manuali scolastici/universitari i quali hanno invece dato vita ad una costruzione di senso (filosofico-culturale) tutta improntata sull’asse fascismo-comunismo. statalismo di destra e statalismo di sinistra, dunque.
    di tutto questo è figlio il discorso politico-culturale di cui tutti abbiamo purtroppo dovuto apprendere l’abc.
    non mi stupisco del passatismo culturale di fini. ne apprezzo tuttavia lo sforzo di ascoltare ad esempio anche chi, come noi di libertiamo, prospettano una visione del mondo radicalmente opposta allo statlismo.
    temo che il problema non sia fini, ma l’egemonia dello statalismo.
    in questo senso mi pare poco interssante rinfacciarsi reciproche accuse di anti-liberismo. molto più efficace sarebbe piuttosto non stancarsi di sfidare il decadentismo stato-centrico – con gli ottimi argomenti di cui la libertà è portatrice.

  10. Gionata Pacor scrive:

    Fini: tassare le rendite finanziarie per finanziare la riforma Gelmini.
    http://www.corriere.it/politica/10_ottobre_23/fini-partito-carismatico_8fa0013a-dea2-11df-99d6-00144f02aabc.shtml

  11. vittorio scrive:

    Fini oggi propone di alzare le tasse su bot, fondi e azioni. Ormai che differenza c’è con la sinistra? Disgustoso. Ho l’impressione che Fini se ne freghi dei risparmi degli italiani. Chi ha i conti a Montecarlo e ad Antigua non ha certo di che preoccuparsi della tassazione delle “rendite”. Liberista Fini? Come lo era Marx.

  12. Claudio scrive:

    In realtà si sa bene, e non da oggi, che con Fini la proprietà transitiva non vale, a parole sostiene anche di ammirare Sarkozy…
    Comunque per la cronaca, Cameron ha proposto anche una stretta in materia di immigrazione, proponendo di ridurre i flussi in entrata del 75% http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201001articoli/51141girata.asp

  13. Joe scrive:

    L’ultima di Fini sulle rendite conferma non solo ciò che tutti sapevano: che non è liberista e anzi, come non è sfuggito neppure a Ricolfi, che è persino più statalista di Berlusconi. Conferma anche quel che ho sempre pensato del suo scisma: l’ha fatto perché voleva contare nel centrodestra, dire i suoi sì e i suoi no come nella XIV legislatura. E purtoppo, con gli stessi contenuti peggiorativi di allora.

  14. vittorio scrive:

    Fini è partito per la tangente. Ormai è solo odio contro Berlusconi. E direi anche contro gli elettori di Berlusconi. Non so: vuole diventare il leader del PD a questo punto? Già che c’è, può risuscitare anche il PCI. Insomma c’è un limite a tutto.

  15. beh a me piacciono le donne ma non sono una donna ;-)
    più seriamente: di Fini è bene non fidarsi assolutamente. Della Vedova dovrebbe pensare alla scalata di FLI quanto prima o quantomeno ad utilizzarla per riunire i libertari liberisti italiani.

  16. vittorio e secondo te l’elettorato di destra in italia e’ liberista?? e questo, sarebbe il motivo per cui si sarebbe sentita tradita da Fini???
    ma nn prendiamoci x il cu*o, vi sarete sentiti traditi da Fini solo per aver disobbedito al sultano e per essersi aperti sui temi etico-sociali (k poi sono istanze LIBERALI)
    in Italia la gente non sa manco cos’e’ il liberismo…quanto meno quelli che votano tremonti-berlusconi-Bossi…a proposito di quest’ultimo, lui potrebbe resuscitare il PCI

  17. vittorio scrive:

    Io sono liberista e voto Berlusconi perchè almeno il centro destra berlusconiano fa di tutto per non alzare le tasse. E questo è già molto rispetto a quello che vediamo in Fini e la sinistra: assistenzialismo e tasse. Berlusconi poteva essere più coraggioso. Per esempio sarebbe stato meglio abolire le tasse sul risparmio delle persone, adottare una fiscalità simile alla Svizzera e tagliare la spesa pubblica. Ma Fini e D’alema sono l’esatta antitesi del liberismo: le loro proposte rimano con spesa pubblica e tasse. Fini è oggi la brutta copia di D’alema, sia a livello personale che politico. E’ meglio che Della Vedova si svegli finchè può ancora tornare indietro dall’esperimento frankenstein denominanto FLI.

  18. @vittorio:

    guarda che le tasse sono aumentate sotto il governo berlusconi(e non solo)! c’è stato semplicemente lo spostamento dal centro al livello locale.
    se berlusconi/tremonti/lega volevano abbassare le tasse avrebbero potuto trovare ventimila modi !! dall’abolizione delle province al rendere legali prostituzioni/droga (con conseguenti introiti per lo Stato ed alleggerimento fiscale per gli altri contribuenti), passando per la fine dei privilegi fiscali per la chiesa.

  19. quoto maskile individuale
    vittorio sai benissimo k ci sono tantissime soluzioni per abbassare le tasse, se nn le hanno abbassate evidentemente e’ xk non le vogliono abbassare, e poi per diana, volete continuare con qst pantomima del berlusconi liberista e liberale??
    ma da quando un soggetto e’ liberale e liberista x auto-proclamazione?? Cameron e’ liberista per i fatti.
    Berlusconi no.
    E sono pronto a scommettere che se in Italia ci fosse un leader come Cameron, voi continuereste comunque a votare Berlusconi…..
    ormai e’ come il Bi-pensiero Orwelliano….come quel tizio che 2-3 gg fa, qui diceva che era meglio allearsi cn la Russia che con gli Stati Uniti…la cultura berlusconiana e’ il relativismo all’ ennesima potenza…Berlusconi e’ un catto-socialista? non importa, x voi quello rimane il liberismo, e ve ne auto-convincete.
    la pressione fiscale e’ al 52%?? Berlusconi nn ha messo le mani nelle tasche degli italiani….
    Ciarrapico offende gli ebrei e paragona Fini a un traditore??
    ciarrapico e’ solo un mattacchione, e Fini e’ un traditore ( poi una domanda, traditore per chi?? se fossi liberale a te Fini nn dovrebbe aver tradito niente….nel caso in cui fossi un missino ok….be’ allora dovresti iniziare a farti un po’ di domande sulla tua identita’ politica)
    E’ molto piu’ coerente la posizione di Facco, che critica Fini, pur pensando lo stesso di Berlusconi, se nn peggio.

  20. Claudio scrive:

    Ad ogni modo bisogna tenere presente che ciò che Fini pensa oggi non è detto che lo pensi anche domani…

  21. Baron scrive:

    Scusate, carissimi signori, ma la lettura dei post qui sopra mi lascia molto perplesso. Fini non e’ un liberista, ne’ un uomo di destra ne’ di sinistra. E’ solo un grande furbissimo ambizioso”politico generico” che, dopo tanti anni di lungimiranti scalate ed attese politiche in secondo piano, ora si illude di essere giunto cosi’ in alto da poter pensare ( lui solo ed i quattro gatti che lo seguono) di diventare un credibile leader del nostro Paese per occupare in futuro le cariche politiche piu’alte perche’ e’ ambiziosissimo ……….. Ma finira’ come fini’ il Partito dell’ Elefantino : statene certi. ( O tutt’al piu come una piccola Lega Nord degli impiegati statali al Sud Italia) .

  22. vittorio scrive:

    Mi permetto di dissentire con maschile individuale: in questa legislatura il governo Berlusconi non mi sembra proprio che abbia aumentato le tasse in termini assoluti. Almeno per quanto mi consta è così. E mi pare che Berlusconi e Tremonti tutto sommato stiano cercando di rispettare il programma che subordina i vari punti al rispetto dei vincoli economici ma che dice anche “mai in nessun caso aumenteremo le tasse”. Che si possa e che si dovrebbe fare di più per diminuirle su questo sono d’accordo. Ma in ogni caso mille volte meglio Berlusconi rispetto alla sinistra e a un Fini che sembrano i gemelli siamesi del tassa e spendi. Fra l’altro Fini chiedendo tasse più alte sul risparmio è in aperto contrasto anche col programma con cui il cdx ha vinto alle elezioni. Alla luce di tutto questo parlare di FLI come di una possibilità di voto per i liberisti appare come una presa in giro.

  23. GIANCARLO scrive:

    Mi piace Cameron e non mi piace Fini. Sono in contraddizione io o è in contraddizione Fini?

  24. bill scrive:

    Beh, secondo me la tassazione delle rendite è una stupidaggine sesquipedale e populista, col grave difetto di creare una serie non indifferente di problemi non solo alle vittime di un simile provvedimento, che sono specialmente i piccoli risparmiatori, ma al sistema finanziario italiano nel suo complesso.
    Venite poi a raccontarci che tenere i titolo di stato fuori dall’aumento della tassazione sia una mossa liberista, piuttosto che un’idiozia statalista che oltretutto toglie alle imprese uno strumento di finanziamento importantissimo, così ci possiamo meglio rendere conto di che razza di quaraquaquà tiene immobile il paese disquisendo di inutili scemenze.
    A mesi dalla diaspora finiana, rimane un mistero capire cosa ci stia a fare lì dentro BDV.
    PS: l’ipotesi ventilata ieri di un governicchio tecnico taglia la testa al toro. Questa è un’operazione tutta in politichese, che con un ribaltone osceno vorrebbe portare indietro il paese di vent’anni.
    Sarebbe meglio votare subito, piuttosto di continuare con questo signorino che, sbeffeggiando perfino la carica che ricopre, condanna tutti noi all’immobilismo più grottesco immaginabile.

  25. Luigi scrive:

    Per essere liberisti non basta dichiarare che si gradisce un politico inglese come Cameron, che peraltro i repubblicani americani non avrebbero molta difficoltà a definire socialista. Non basta, perhè poi bisogna essere anche coerenti col liberismo. E quando si sente Fini che propone di alzare le imposte sul risparmio delle persone fisiche per finanziare spesa pubblica, allora non ci sono più molte maschere. Fini è sullo stesso piano di D’alema: sinistra socialista, tutta tasse e spesa pubblica.

  26. LibDan scrive:

    Quanta confusione in questi commenti signori miei..
    Sulla tassazione delle rendite finanziarie mi permetto di osservare che nei paesi anglosassoni che a noi piacciono tanto i rendimenti finanziari si portano direttamente nella dichiarazione dei redditi. Reddito da lavoro o rendimenti finanziari stessa aliquota. Punto. Mi permetto anche di fare presente che se in UK qualcuno proponesse di mettere l’aliquota sulle rendite finanziarie al 12,5 %, quella sui redditi da lavoro al 43 %,quella sui redditi di impresa oltre il 52% verrebbe direttamente mandato al manicomio senza passare dal via… Chiaro il concetto ? Siamo fuori dal mondo, a nessuno sano di mente verrebbe l’idea di tassare il reddito da lavoro o da impresa con aliquote che sono circa 4 volte quelle applicate sulle rendite finaziarie.. quindi mi sembra che Fini abbia gettato un sasso in uno stagno che non può certo rimanere quello che è se si vuole affrontare le questioni di fondo in modo strutturale, certo bisognerà tener conto dell’entità enorme del nostro debito pubblico, non si potrà fare da un giorno all’altro ma.. la questione c’è ed è sacrosanta..

  27. bill scrive:

    La questione non va posta così, per il semplice motivo che si tratta di sistemi fiscali completamente diversi. Quindi non ha alcun senso dire che in altri paesi la tassazione sui rendimenti degli investimenti è più alta (anche perchè in alcuni è pure più bassa).
    Il problema del debito pubblico sarebbe meglio affrontarlo tagliando la spesa pubblica, cosa che ai politici tutti (e a quelli come Fini ancor di più) fa venire l’orticaria.
    Vorrei ricordare a lorsignori che Fini è stato eletto come alfiere di un programma in cui si spergiurava di non mettere le mani in tasca agli italiani. Se c’è una cosa che tiene in piedi il paese è il risparmio delle famiglie. Ecco, facciamo che questi genii si mettano pure a derubare quello, per le loro balzane ideuzze “europee”, così saltiamo in aria subito e non ne parliamo più.
    Anche perchè, cari i miei amici della destra repubblicana ed europea, io i miei risparmi li porterei all’estero il giorno stesso che un’idiozia di questa portata divenisse realtà.

  28. vittorio scrive:

    I repubblicani avevano abbassato le tasse al 15% negli Stati Uniti. Col socialista Obama invece questi tagli saranno annullati. Provate a presentare le posizioni di Fini ai tea party americani e provate a dir loro che Fini pensa di essere di centro destra: quello che otterrete sarà derisione e compatimento. Cameron ha alzato le tasse sui capital gain ma l’ha fatto costretto dall’alleanza con i libdem che sono una formazione fondamentalmente di carattere socialista. Il punto è che tassare il risparmio delle persone è una cosa iniqua e illiberale. E’ una cosa da stato socialista e dovrebbe essere agli antipodi con una cultura liberista e di centro destra. Tanto più che poi alla fine queste tasse vengono pagate solo da chi non può permettersi di costruire una struttura societaria o di spostare la residenza in Svizzera. Ossia proprio dai ceti meno abbienti. In genere la tassazione delle rendite è demagogia a buon mercato che viene usata da politici fautori della spesa pubblica per giustificare aumenti di tasse. E infatti è il cavallo di battaglia della sinistra. E viene ripreso da Fini. Il partito di Fini è una formazione di carattere socialista e assistenzialista. Non è che si possa nascondere l’ovvio. Oltre tutto il FLI non si può neanche dire che sia un partito come il PD, visto che è un partito completamente personale costruito attorno a Fini in una maniera evidente. Un partito socialista, personale e quasi certamente clientelare. Peggio di così.

  29. Franco scrive:

    Con le dichiarazioni odierne contro Marchionne, reo di scarsa italianità, il Fini si è già smascherato.
    Non si illudano i suoi fan da radice liberale, la sua storia è altro.
    Ai veri liberisti poco importa la nazionalità degli umani.

  30. ahahahah qui si fanno le pulci a tutti…Obama, Cameron, i LibDem….e Berlusconi-Tremonti-Bossi quando verranno giudicati??
    al tizio qui sopra che ha detto di presentare Fini ai Tea Party…no dimmi, ti sei mai chiesto cosa penserebbero i tea parties, di Berlusconi, Tremonti, Sacconi, il nuovo PCI aka Lega Nord, Storace, la Santanche’,Bondi, Gasparri, AlemannO??
    Cos’e’ Berlusconi in confronto a Cameron, ai Libdem, perfino ad Obama???
    lo sappiamo tutti…un catto-socialista
    quindi ringraziate dio che viviamo nell’italia dell’anomalia politica e quindi non si dovra’ mai mettere a confronto questo governo cn i conservatori inglesi, con i repubblicani o perfino coi libertari americani….

  31. GIANCARLO scrive:

    I veri liberisti e liberali italiani si trovano in grandissima difficoltà. Fermo restando l’estrema delusione Berlusconi, Della Vedova è convinto che sia Fini il Cameron italiano? Non ci siamo, non ci siamo proprio. E’ evidente, per me, che nessuno degli attuali partiti presenti in parlamento possa dare garanzia di liberismo e di anti-statalismo. Della Vedova dovrebbe lasciar perdere Fini e postfascisti e dedicarsi veramente ad una costituente liberista e libertaria.

  32. bill scrive:

    Sì, ma non è che fare finta di non capire aiuti molto.
    Allora: la rivoluzione liberale c’è stata? No.
    Colpa di Berlusconi? Certo, ma pure di chi da sempre pone ostacoli a qualsiasi embtione di riforma (mezzo paese e tutte le corporazioni, ovvero i novelli sodali di Gianfry). Fini, che siccome ama definirsi cofondatore condivide tutte le responsabilità di questi sedici anni, è fra questi.
    Sappiamo tutti benissimo che di riforma della giustizia non si è mai fatto nulla per i suoi niet, così come la volta scorsa provò pure a mettersi di traverso a dei pur minimissimi tagli fiscali.
    Abbiamo visto adesso che, intelligente com’è, vuole far naufragare pure la riforma dell’università, quando Tremonti ha già detto che a fine anno saranno reperiti i fondi: a lui interessa l’immobilità, per poi attribuirne la colpa ad altri. Manco venisse da Marte..
    Ma, ciliegina sulla torta, vuole aumentare le tasse sulle rendite.
    Ovvero, il partitocrate mica si pone il problema di tagliare la spesa e, diciamocelo sù, gli organici della pubblica amministrazione: no, il signorino vuole continuare a spremere il prossimo per le sue albagie assistenzialiste.
    Io capisco che da sincero dirigista del piffero si sprema le meningi per reperire fondi e trasportarci nel mondo della felicità, e allora gli darò, a gratis, un bel suggerimento: azzeri il finanziamento pubblico ai partiti. E’ probabile che ottenga un introito per lo stato simile, se non superiore, alla spremitura del risparmio, e allo stesso tempo darebbe a noi umili sudditi la piccola soddisfazione di non dovere mantenere un esercito di ruffiani e stuoini di lorsignori. Azzeri i finanziamenti per la stampa: che investano gli editori, e che quella di partito se la paghino gli iscritti e chi ha voglia di leggersela. Continuo? Perchè ce n’è da tagliare, eccome.
    No: il novello liberista vuole tassare le plusvalenze (dove poi le veda in questi anni, lo sanno solo i grandi economisti par suo), ma mica si pone il problema della tassazione di favore di cui godono le banche: loro, come i magistrati e tutte le nomenklature di questo paese, non si toccano.
    Ergo: il partitino di liberale e di liberista non ha niente, è disposto a fare un governicchio orripilante pure con Vendola (uno dei tanti quaraquaquà che tanto piacciono ai futuristi..) pur di levarsi dalle scatole il Cav.
    Il problema è che, stante così le cose, lui è peggio, molto peggio del Cav.

  33. Andrea B scrive:

    Quando vedrò Fini proporre la cancellazione di 500.000 posti pubblici come in UK mi ricrederò … nel frattempo medito sul Marchionne accusato di essere poco “autarchico” …

  34. step scrive:

    Anch’io mi sento di sottoscrivere tutte le perplessità emerse dagli ultimi messaggi, in ordine soprattutto al grado di “libertarismo” di Fini e di FLI. Dovessi lanciarmi in una previsione di fanta-politica (ma mica tanto “fanta”…) scommetterei su una futura collocazione di questo FLI di Fini in una posizione che era propria del PRI degli anni ’70. Un partito pregno di retorica patriottarda, che si colloca in mezzo al guado tra statalismo e liberismo, con leggera prevalenza del primo. Un partito conformisticamente politically correct, piuttosto buonista e moralista su temi quali l’immigrazione e l’ambientalismo. E per finire, timidamente laico su temi di bio-etica.

    Passando dall’ipotesi all’analisi. In particolare, passando all’analisi dell’attualità e della strategia di Della Vedova. A giudicare da quel che si è visto finora, potrebbe darsi che Della Vedova voglia vedere fino in fondo le carte di Fini. Visto che ormai è in ballo, può essere che Della Vedova tenti il tutto per tutto, nel senso cioè di provare a dare una virata liberale a questo FLI. Secondo me fa bene a fare così. Vale la pena tentare. Le possibilità di riuscita le quantifico nell’ordine del 25%. Fatto questo tentativo, Della Vedova dovrebbe provare a dare vita a un partito libertario, o al limite ad un “rassemblement” meta-partitico liberale che condizioni dall’esterno le scelte di tutti gli altri partiti.

  35. vittorio scrive:

    x Flavio
    Non si tratta proprio di pulci, amico mio. I libdem inglesi sono una formazione socialista che si definisce liberale e questo lo sanno tutti. Cameron è stato costretto ad alzare le tasse per poter governare assieme a costoro, in quanto Cameron non è neppure riuscito a vincere le elezioni in Inghilterra contro anni di laburismo. Il democratico Obama ormai merita l’appellativo di socialista e la sua azione di governo viene esecrata dai tea party americani. Mentre i repubblicani avevano abbassato la tassazione delle rendite al 15%, Obama sta per riportarla ai livelli precedenti. I tea party con l’effige di Obama giocano a freccette. Inoltre, flavio, se vuoi prendere a riferimento il mondo anglosassone, lo sai che in questo i singoli individui hanno la possibilità di eleggere un conto corrente con cui possono acquistare azioni, fondi, titoli e su cui non pagano NESSUNA tassazione delle rendite? Questa possibilità esiste come integrazione pensionistica per l’individuo. Ma nel mondo anglosassone quest’integrazione non viene gestita dai sindacati ma dall’individuo stesso che sceglie l’allocazione del proprio portafoglio pensionistico. Avevo letto che Tremonti si stava interessando per introdurre in Italia questa interessante innovazione. E mentre Tremonti fa questo, Fini che fa? Propone di tassare il risparmio dei cittadini con la stessa demagogia dei partiti di sinistra. Io non sono certamente un fan di Tremonti: ma se paragoniamo Fini a Tremonti c’è poco da fare. Nel mondo anglosassone tutte le formazioni di centro destra cercano di abbassare queste tasse. Fini invece duetta con D’alema. Francamente il tentativo di Fini di apparentarsi con una destra liberale cozza con la solida realtà di Bocchino, Granata e di Fini stesso: assistenzialismo tassa e spendi.
    Detto questo i modelli anglosassoni non sono esattamente da imitare in un’ottica liberista. Gli esponenti americani della scuola austriaca hanno da sempre sparato ad alzo zero sia sui repubblicani sia sui democratici. Un modello molto più liberale e liberista del mondo anglosassone è a mio parere il modello svizzero. Quella è la fiscalità da imitare. In Svizzera il risparmio dei cittadino non subisce alcun prelievo fiscale.

  36. GIANCARLO scrive:

    Mi sembra che, leggendo i msg, il 90% di questi siano estremamente scettici circa il grado di liberismo di FLI e si interrogano sul ruolo di Della Vedova nel FLI.

    I casi sono due: o il 90% dei commentatori non sanno che cos’è il liberismo oppure Della Vedova sta prendendo lucciole per lanterne.

  37. vittorio abbiamo due visioni completamente diverse della realta’
    A) da liberale io non penso soltanto alle tasse, penso anche alle liberta’ personali e diritti civili….
    chissa’ com’e’ ormai questi temi sono totalmente scomparsi dall’agenda politica dei liberali italiani, tutti con in bocca la parola assistenzialismo e tasse, mai nessuno che dica qualcosa su coppie di fatto, eutanasia, laicita’etc
    B) Puoi chiamare socialisti quanto ti pare i Libdem,Cameron, Obama, ma sai benissimo che non c’e’ confronto con questo governo….te mi vorresti far credere che PDL+Lega sono piu’ liberisti di loro??
    e’ una battuta?

  38. bill scrive:

    Beh, io che del FLI non apprezzo nulla sono il primo a dire che questo governo non sta facendo una politica liberale e liberista.
    Ma ciò non toglie che Obama sia socialista, abbia fatto dei danni irreparabile e che richiederanno anni di tasse su tasse per essere ripagati, al servizio di uno stato, gli USA, che è sempre più corporativo.
    Aggiungo che è vero che Cameron ha alzato le tasse (ha portato ad esempio l’Iva al 20%), ma ha molto più spazio di noi, dalla via che la pressione fiscale in UK è più bassa della nostra.
    Andiamo, sù: noi possiamo tagliare la spesa pubblica di parecchio. Il governo ha fatto cose timide in questo senso (ed è stato messo in croce..), si possono ora fare tagli non orizzontali ma derivanti da scelte precise.
    Bene: per fare questo ed altro, un nuovo partito non serve a niente. E soprattutto, venirci a raccontare che si facciano queste cose coi vari Baffino e Vendola in un governicchio, francamente, è imbarazzante.
    Infatti, la proposta è di alzare le tasse sulle rendite, ovvero la più stupida formulabile.
    Questo è lo stato dell’arte; le ammucchiate e gli accorati appelli di intellettuali post post post poi…vabbeh, non commento.

Trackbacks/Pingbacks

  1. Tax&Spend scrive:

    […] “A Fini piace Cameron”, sentenziava ieri Libertiamo. Come sempre,gli italiani hanno una strana attrazione per ciò che non conoscono. […]

  2. […] risoluto nell’implementare una politica di drastici tagli di bilancio. La “strana coppia” Cameron-Clegg non ha avuto paura di mettere la faccia su una riforma draconiana e lo ha fatto con l’aspettativa […]

  3. […] cose, è socialmente radicata nei settori più trasversali. (Quasi) tutte le famiglie con figli hanno accesso ai benefici, tutti gli anziani hanno il bonus per il canone tv. Tutti – indipendentemente dal reddito – […]