Proteggere i fedeli, non le religioni. Appunti alla proposta di risoluzione Onu

– L’appello per la libertà religiosa dei cristiani avanzato durante l’ultimo Sinodo sul Medio Oriente non ha suscitato un grande dibattito. Eppure ci sarebbe di che preoccuparsi. Le persecuzioni contro i cristiani continuano senza sosta in ogni angolo del globo. All’inizio del novecento nel solo Medio Oriente i cristiani rappresentavano circa il 20% della popolazione, oggi si sono ridotti al 4% ed i cattolici a meno del 2%. Naturalmente sono molti i motivi di questo calo demografico, ma le discriminazioni e le difficoltà legate al vivere in un contesto ostile rientrano fra le cause principali.

Non è solo il Medio Oriente a preoccupare. La Cina impedisce, ormai con regolarità, ai cristiani non affiliati alle chiese controllate dal governo di lasciare lo Stato asiatico per partecipare ad incontri religiosi. E’ avvenuto anche la scorsa settimana quando a 200 delegati cinesi è stato vietato di imbarcarsi sul volo diretto a Cape Town per partecipare al forum della World Evangelical Alliance.

Numerose statistiche, da quelle del Dipartimento di Stato americano, all’OSCE dimostrano il costante aumento della “cristianofobia” su scala mondiale.

Cosa fare? Il cardinale Peter Turkson (Presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace) durante l’ultimo Sinodo sul Medio Oriente ha proposto  di ricorrere ad uno strumento che, seppure di soft-law, sarebbe capace di mobilitare l’opinione pubblica e di portare il dibattito in sede internazionale:  una risoluzione ONU sulla libertà religiosa che vada ad includere e sostituire la risoluzione sulla diffamazione delle religioni già approvata e fortemente voluta dai paesi islamici.

La proposta è seria e merita di esser discussa anche da parte di quei settori dell’opinione pubblica che potrebbero farsi portatori di tale istanza in sede ONU o da quelle associazioni, attente alla tutela dei diritti civili, eventualmente interessate a sensibilizzare i governi nazionali rispetto a questa richiesta.

Tecnicamente la proposta di Turkson presenta due profili.

  • In primis si propone di: “ribadire il fatto che la libertà religiosa autentica include la libertà di predicare e di convertire”, questo implicherebbe: “la libertà di un credente di formare, vivere e annunciare la sua esperienza religiosa, senza coercizione dello Stato, ma con la possibilità di contribuire alla costruzione dell’ordine sociale”. Concetti che se presi sul serio e portati come metro di giudizio per analizzare la condizione di alcune comunità cristiane nel mondo potrebbero suonare come rivoluzionari.  Quali sarebbero le ricadute pratiche? Come ha spiegato Turkson: “le Chiese e le religioni di minoranza in Medio Oriente (ma aggiungiamo dappertutto nda) non devono subire discriminazione, violenza, propaganda diffamatoria anti-cristiana, la negazione dei permessi di costruire edifici di culto e di organizzare funzioni pubbliche”. Tutti obiettivi importanti per chi ha a cuore la tutela delle minoranze religiose e perfettamente perseguibili mediante una risoluzione che tenda a valorizzarne l’importanza in sede internazionale.
  • Il secondo obiettivo, secondo Turkson, sarebbe quello di includere la più volte approvata risoluzione sulla “diffamazione delle religioni” nella più ampia proposta di risoluzione sulla libertà religiosa al fine di “includere il cristianesimo, la cristianofobia verso la religione e la comunità dei credenti nel mondo islamico”.

La proposta del cardinale Turkson presenta un merito ed un profilo problematico.

In primis sarebbe sicuramente una occasione per l’ONU e per la società civile di affermare a livello internazionale importanti principi di carattere universale. Da un punto di vista giuridico è però opportuno operare una necessaria distinzione. Mentre la prima parte della proposta merita il più ampio sostegno, la seconda relativa alla risoluzione sulla diffamazione delle religioni non può essere accolta. La tradizione giuridica occidentale, ed il buon senso, ci insegnano che la legge è utile se protegge i fedeli. Le fedi, in quanto idee astratte, non hanno diritti umani. Accogliere l’idea di una risoluzione che possa tutelare le fedi in quanto idee servirebbe solo, ed ancora una volta, a tutelare maggioranze dispotiche a scapito delle minoranze. E visti i numeri, potrebbero essere ancora una volta i cristiani a pagarne le conseguenze.


Autore: Pasquale Annicchino

Nato a Maratea (PZ) il 13 Dicembre 1982, vive a Firenze. Fellow del Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell'European University Institute. Ha insegnato e tenuto seminari in numerose università italiane ed internazionali: Siena, Alessandria, Como, Salerno, Tallin, Berkeley Law School, Brigham Young University School of Law. E’ stato Editor in Chief della University College London Human Rights Law Review ed è membro della redazione dei Quaderni di diritto e politica ecclesiastica del Mulino. Ha pubblicato saggi scientifici su varie riviste fra cui: Ecclesiastical Law Journal, George Washington International Law Review, University College London Human Rights Law Review, Studi e Note di Economia, Droit et Religions.

5 Responses to “Proteggere i fedeli, non le religioni. Appunti alla proposta di risoluzione Onu”

  1. Parnaso scrive:

    A parte l’idea delle fedi come idee astratte, che non è monoteista, e mi sa più di Dio dei filosofi (Gesù Cristo non è una idea, ma una persona) l’articolo è ampiamente condivisibile. D’altronde li capisco i cristiani mediorientale, posto che sono stato in quei luoghi: anche se uno nasce e vive nei luoghi dei profeti non ha senso rimanere se la mia unica vita ,dono del creatore, sono costretto a passarla tra sorprusi elevati a sistema.

  2. Margherita scrive:

    Credo sia di grande importanza la proposta di risoluzione, soprattutto in questo particolare momento storico e in una Europa che sembra tutelare i diritti di tutti i credenti tranne quelli dei cristiani. Inoltre, credo che sia noto l’anelito inclusivo e l’alto rispetto per i diversi credi da sempre mostrato dai ministri del culto cristiano-cattolico, in primis il Santo Padre. Penso davvero che sia ora di svegliarsi!

  3. Sergio Tezza scrive:

    Perché non chiamare le cose col loro nome?
    Non è “il medio oriente” ad essere terreno ostile per i cristiani (degli ebrei, un milione dei quali è stato costretto a lasciare i paesi musulmani in cui vivevamo da secoli e secoli PRIMA dell’Islam, ovviamente non si parla!) e non chi lo domina?
    Ciò che è ostile e intollerante è l’ISLAM!
    Infatti, in Israele, che è in medio oriente, vi è assoluta libertà religiosa, ed è il solo posto in medio oriente dove la popolazione cristiana è cresciuta! Sarà un caso? Dipenderà dalle zanzare?
    Perché questo continuo inchinarsi vigliaccamente di fronte a forti e prepotenti, spesso assassini, di cui l’Italia continua a macchiarsi almeno dagli anni trenta del secolo scorso?
    Credete che baciando le babbucce di dittatori come Assad, Ahmedinejad, Gheddafi, eccetera, basti per farli diventare meno sanguinari?
    L’Islam è una cultura-filosofia-religione-sistema INTOLLERANTE che si basa sulla DIFFUSIONE DELLA FEDE A FIL DI SPADA e chiama Qafar, INFEDELI, i non sottomessi, i non musulmani (ISLAM vuol dire SOTTOMISSIONE in Arabo, NON PACE!); l’infedele non ha neppure il diritto di testimoniare contro un musulmano… Nei paesi ISLAMICI si torturano, opprimono, mutilano e trattano come bestiame le donne.
    Forse non sapete che uno dei proverbi Arabi più diffusi è “Prima il Popolo del Sabato, poi quelli della Domenica”?… VI ILLUDETE CHE IL PROBLEMA SIA ISRAELE?
    In TUTTI i paesi musulmani, dalla Mauritania all’Indonesia fan vedere ogni giorno sceneggiati televisivi con Saladino… Non vi dice niente che i collegi Islamici SPESSISSIMO li chiamino CORDOBA e che parlino SEMPRE di RIVINCITA DEI FEDELI, RICONQUISTA (delle terre che furono islamiche)?
    SVEGLIA!
    Il musulmano NON È un semplice immigrato, poveraccio, innocuo che cerca solo lavoro: VUOLE DISTRUGGERE LA LIBERTÀ OCCIDENTALE! Vuole sostituire la sua civilizzazione INCIVILE alla nostra.

  4. antonio scrive:

    non sono passati secoli da quando il mio parrocco ci invitava a pregare per gli INFEDELI, altrimenti irrimediabilmente destinati alla dannazione eterna.

  5. secondo il nostro ministro degli esteri le fedi dovrebbero allearsi contro ateismo, materialismo, relativismo:
    http://www.uaar.it/news/2010/10/23/frattini-sull-osservatore-romano-ateismo-minaccia-societa-alleanza-monoteista/

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