Privatizzare Santoro

di CARMELO PALMA – Sono sincero: le provocazioni di Santoro e le punizioni di Masi mi stufano. Ai vaffan…bicchiere del tribuno di successo e alle impuntature del direttore di servizio non riesco ad appassionarmi. Siamo alle solite. E le solite non mi piacciono, né quando hanno la maschera sanguigna del conduttore “di opposizione” né quando mostrano quella azzimata del capo-azienda “di maggioranza”.

La retorica del servizio pubblico che fa da colonna sonora a questa ennesima lite aziendale mi è ancora più indigesta. Anche a risolvere le beghe del cortile di Viale Mazzini può però servire la proposta di legge made in Libertiamo per la privatizzazione della Rai, ieri presentata alla stampa, con Benedetto Della Vedova e Italo Bocchino, che insieme agli altri deputati di Fli ne faranno oggetto di una complicata ma interessante partita parlamentare.

Bisogna privatizzare anche Masi e Santoro, le loro polemiche e le loro ragioni, che, in una logica puramente aziendale (cioè di mercato), premierebbero il conduttore di sinistra e disarmerebbero il direttore di destra ovvero, se davvero prevalesse la linea Masi, scaricherebbero sui conti dell’azionista privato (e non del contribuente) la decisione di licenziare un conduttore intemperante, che rende molto più di quanto costa.

Il Berlusconi editore-politico ha per anni dato una striscia quotidiana a Vittorio Sgarbi, da cui il conduttore, premiato dal pubblico e dagli inserzionisti, ha per anni insultato magistrati e politici. E proprio Sgarbi – come Santoro ottimo animale televisivo e più di Santoro incline al turpiloquio e all’oltraggio – Masi aveva “suggerito” ad Anno zero, per equilibrare la presenza di Travaglio. Che ora il Direttore Generale si scopra così sensibile all’offesa (forse perché lo riguarda) non pare credibile.

Comunque, in una Rai privata – cioè non governata “privatisticamente” da un direttore generale espresso dall’azionista politico – la questione tra Masi e Santoro non si sarebbe mai posta. Non solo perché un editore difficilmente avrebbe scelto come direttore di un’impresa televisiva un ex dirigente di Palazzo Chigi. Ma anche perché a Santoro sarebbe stato chiesto di fare ciò che fa: soldi (molti per sé, di più per l’azienda per cui lavora).

Proprio il caso Santoro dimostra l’urgenza di privatizzare una Rai imprigionata da un duplice conflitto di interessi. Il primo, strutturale, è legato al modello di governance di un impresa editoriale in cui lo Stato è sia “padrone” che “cliente”, e il Ministro delle Comunicazioni, a nome dei cittadini, e il Ministro dell’Economia, cioè l’azionista di Masi, fanno finta di trattare il “contratto di servizio pubblico”. Il secondo è congiunturale ed è legato al fatto che il principale player politico del paese sia anche il maggiore editore privato. Ma questa seconda anomalia –  del “duo-polista” che diventa, per via elettorale, il monopolista dell’informazione –   non cambia lo statuto politico della Rai che preesisteva a Berlusconi e rischia politicamente di sopravvivergli. Semplicemente, aggrava un problema, che Berlusconi non ha creato né risolto.

Vediamo ora cosa farà il Cav. della nostra proposta di legge, lui che ha sempre voluto privatizzare la Rai “degli altri” e mai la propria, sempre dall’opposizione e mai dal governo.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

8 Responses to “Privatizzare Santoro”

  1. Davide Di Monaco scrive:

    Dott. Palma, la Sua analisi termina con una considerazione (volutamente?) ingenua. Sa perfettamente cosa farà B. con la proposta di legge: NULLA. Cosa farebbe lei al posto di B.? D’altronde, la difesa dello status quo televisivo è il paradigma vincente di questo e dei passati Governi berlusconiani.

  2. Carmelo Palma scrive:

    Non sono ingenuo, penso che sul tema la contraddizione tra l’interesse dell’oligopolista e la parola dell’agitatore “liberale” sia obiettiva e che anche per Berlusconi e per i berlusconiani non sia semplice scioglierla dicendo “Masi buono/ Santoro cattivo”

  3. Maurizio scrive:

    Se in una tv privata un dipendente sfancula un suo diretto superiore si procede direttamente al licenziamento, punto.
    Ho verificato sul programma 2008 e non mi risulta che la privatizzazione Rai ci fosse, quindi la vostra proposta, seppur condivisibile, debba andare in coda ai punti programmatici.
    Se poi volete procedere con il piddì e proporgli di privatizzare anche la rete 3, tanti auguri.
    Infine i dipendenti di originie An-finiana dove pensate di metterli?

  4. Carmelo Palma scrive:

    Beh, se non è nel programma starà in coda col Lodo Alfano (subito dopo, eh, mica prima)
    In una tv privata sarebbe l’editore a insultare il direttore che sgambettasse per ragioni politiche un anchorman di successo. Vuoi un esempio? Berlusconi nel 1999 lasciò che Santoro trasformasse una puntata di Moby Dick su Italia 1 in una trasmissione pro-Milosevic, mentre l’Italia, con il consenso anche di Forza italia, era di fatto in guerra con la Serbia per salvare i kosovari da un destino “bosniaco”. Era più tollerante allora? No, semplicemente, come proprietario di Mediaset il Cav. ragionava da editore, a differenza di Masi e del suo azionista politico Berlusconi.

  5. Maurizio scrive:

    L’argomentazione mi pare un pochino debole, egregio Palma, lo vorrei vedere un dipendente Sky mandare al diavolo Murdoch in diretta e poi cavarsela con 10 giorni di sospensione.
    Quanto poi all’azionista politico mi viene da ridere, i dipendenti Rai sono, da qullo che ho letto circa 13000, se sottraiamo i vari Minzolini,Masi, Vespa e contiamo solo i dirigenti e capi struttura quanti ne rimangono in carico alle altre forze politiche? faccia Lei il conto. L’azionista di maggioranza politico sta da ben altre parti, il giorno che qualcuno volesse veramente privatizzare la Rai ci troveremmo le piazze piene di difensori del cosidetto ‘servizio pubblico’. Se l’avesse proposto il governo probabilmente in piazza ci sarebbe un discreto numero di rappresentanti di Fli, preoccupati per i loro ‘protetti’.

  6. ale scrive:

    L’importante che nella legge si scriva che a chi va in mano la Rai deve essere un editore puro o ad un insieme di editori puri,e chi distribuisce la pubblicità non deve essere un azienda di proprietà esterna ma deve essere un azienda dello stesso proprietario di maggioranza o die propietari di maggioranza se ci sono più propietari enlla maggioranza della televisione, (come ad esempio società esterne rispetto a colui che possiede la televisione,ad esempio chi distribuisce la pubblicità o format per creare programmi non deve essere un esterno rispetto al soggetto o ai soggetti che possiedono la Rai,cioè il proprietario della Rai,non può dare in mano la distrbuzione della pubblicità ad un soggettop esterno come la Pubblitalia ’80 o come la Endemol che si occupa di creare programmi televisivi),se in Italia non si trova un editore puro io vedrei bene un editore straniero,e poi che possiede due canali televisivi privati non può. Anche se per me la legge buona per la Rai è questa che nessun canale televisivo con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato,
    l’azionariato deve essere diffuso con proprietà massima del 10%.cioè ogni soggettò privato può acquistare solo 10%
    Poi farei anche la legge che dice di dare il divieto della partecipazione azionaria da parte delle banche e di enti pubblici o para pubblici a società editoriali,e poi fare una legge che se un giornalista ha una notizia dell’ultim’ora la deve pubblicare non la può conservare per poi pubblicarla come arma di ricatto.

  7. ale scrive:

    Si faccia la legge sul conflitto di interessi,perchè chi possiede aziende di qualunque tipo non può ricoprire cariche politiche o cariche amministrative pubbliche,perchè con la sua enorme massa di capitali monetari può condizionare la scelta e può comprare facilmente deputati e senatori corrompendoli,come si dice in giro che abbia fatto Berlusconi assieme agli amici suoi.

  8. Maralai scrive:

    prendete (furbescamente) le distanze da Santoro e anche da Masi ma a Minzolini lo volete licenziare in tronco. il popolo vi manderà, anche per questo, all’opposizione. vi sta vedendo all’opera.
    mn

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