Acqua, Cgil contro Coop

– “La campagna messa in atto dalla Coop e da alcuni sindaci in favore del consumo dell’acqua di rubinetto presenta molteplici incongruenze e rischia di colpire pesantemente il settore delle acque minerali in bottiglia, costituito da 321 aziende presenti su tutto il territorio nazionale che danno lavoro ad oltre 8.000 dipendenti”.
Lo afferma la Flai-Cgil, contraria alla campagna ‘ambientalista’ della cooperativa rossa poiché – sostiene il sindacato – “favorendo il consumo domestico si arriverebbe ad un sostanziale risparmio delle acque senza tenere conto peró che il 38% di quelle che finiscono nelle condutture si disperdono e non vengono piú utilizzate”.

Secondo la Flai, inoltre “non è possibile dimostrare che l’acqua del rubinetto sia automaticamente piú salubre e di maggiore qualità di quella imbottigliata e che la sola applicazione di filtri consenta di garantire questi parametri se chi li usa non è correttamente informato.”
“E’ vero – ammette però  il sindacato gauchiste – che nel settore esiste un problema di trasparenza nel mercato, dettato soprattutto dalla presenza di micro-aziende che non garantiscono il rispetto delle procedure e la tracciabilità dei prodotti ma è vero anche che ne esistono altre che effettuano controlli lungo tutto il processo che porta l’acqua dalle fonti fino alle nostre tavole.”

Ma la Cgil non è la stessa che ha promosso i referendum sull’acqua pubblica, proprio in nome della tutela dei consumatori? Mah!


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