Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente di Libertiamo e vice-capogruppo vicario di FLI alla Camera

Alla fine del 2009, pochi giorni dopo la sua condanna a undici anni di reclusione, sul magazine on line Libertiamo.it auspicammo che l’anno 2010 – anno della tigre, secondo il calendario cinese – diventasse, almeno simbolicamente, l’anno di Liu Xiaobo, il mite letterato la cui vicenda personale e politica ricorda in maniera impressionante quella di Vaclav Havel, che non a caso, in un articolo pubblicato pochi giorni fa dal New York Times, ne lanciava la candidatura al Nobel per la pace. Sono felice per Liu Xiaobo, che non è un sognatore, ma un intellettuale responsabile e lungimirante, che guarda con preoccupazione al futuro del suo Paese.

Sono da sempre convinto che per la sicurezza e la prosperità internazionale non sia utile tentare di arrestare la crescita economica cinese con misure protezionistiche ma neppure chiudere gli occhi sui drammatici ritardi nell’evoluzione politica di un regime, che continua a “dissociare” i diritti economici e quelli civili. La causa dei diritti umani non risponde solo a ragioni “umanitarie”. Un mercato a “partito unico” e senza libertà personali potrebbe alla lunga rivelarsi un fattore di rischio e non di stabilità politica.

Fonte Radioradicale.it Licenza 2.5 Ita