Categorized | Economia e mercato

La crisi morde anche l’Inps, il bilancio torna in rosso

– Novità in via Ciro il Grande: il bilancio dell’Inps torna in rosso. La crisi si fa sentire anche sul bilancio del più importante istituto previdenziale, il cui conto economico è secondo solo a quello dello Stato. Il preventivo assestato, in questi giorni all’esame del Consiglio di indirizzo e vigilanza che è l’organo deputato ad approvarlo, espone un risultato economico d’esercizio negativo per 3.782 milioni di euro (3,7 miliardi) a fronte di previsioni approvate (il 24 novembre 2009) pari a 2.873 milioni.

In soldoni, la variazione in meno rispetto alle previsioni approvate è dell’ordine di  6.655 milioni. Le previsioni vengono sempre definite sulla base del quadro macro-economico contenuto nei documenti di finanza pubblica. Quello preso a riferimento per l’assestamento di bilancio risente del peggioramento dell’occupazione,  pur in presenza di un andamento non negativo delle retribuzioni lorde. Sono previste diminuzioni nelle entrate contributive per 2,3 miliardi mentre le prestazioni istituzionali aumentano, rispetto alle previsioni iniziali, di 3,8 miliardi.

Il peggioramento è quasi interamente dovuto alle Gestioni previdenziali, non tanto a quelle pensionistiche quanto invece alla Gestione dei trattamenti economici temporanei (ammortizzatori sociali, indennità economica di malattia e maternità, assegni al nucleo familiare, ecc.) che si trovano un risultato d’esercizio previsto in – 263 milioni (a fronte di un preventivo iniziale di 3.079 milioni). Il che è comprensibile (visti gli effetti della crisi economica su cig e indennità di disoccupazione) ma è altresì indicativo di un cambiamento strutturale nel bilancio Inps.

Fino a prima della crisi la Gestione dei trattamenti temporanei era sempre stata una delle “galline delle uova d’oro” dell’Istituto con avanzi ormai permanenti nell’ordine di 6-7 miliardi di euro. L’altra risorsa salva-bilancio consisteva nella Gestione speciale, dove sono iscritti, tra le altre figure atipiche, i collaboratori a progetto. Diversamente dalla consorella ormai in affanno, la Gestione speciale presenta ancora un colossale attivo di 6.944 milioni (quasi 7 miliardi), ma è anch’essa in diminuzione rispetto alle previsioni iniziali per 1.396 milioni.

Quanto alle Gestioni pensionistiche, si difende egregiamente il Fondo dei lavoratori dipendenti in senso stretto con un attivo di quasi 7 miliardi (in diminuzione di 3,4 miliardi). Precipitano i disavanzi degli ex fondi speciali (trasporti, elettrici, telefonici, ex Inpdai) e portano in rosso di 522 milioni il Fondo lavoratori dipendenti nel suo complesso. Il lavoro autonomo piange lacrime amare: artigiani -4,4miliardi; coltivatori diretti -3,2 miliardi; commercianti – 1 miliardo.

Di solito si è portati a fare confusione tra il bilancio dell’Inps e la salute del sistema pensionistico. Nulla di più sbagliato dal momento che l’Inps ha un’attività riguardante non solo le pensioni, ma anche le altre prestazioni previdenziali, gli interventi sul mercato del lavoro e quant’altro. La rappresentazione che abbiamo sinteticamente descritto delle diverse situazioni contenute in un documento finanziario tanto intricato consente di farsi un’idea più compiuta e più corretta.


Autore: Giuliano Cazzola

Nato a Bologna nel 1941. Laureato in Giurisprudenza, esperto di questioni relative a diritto del lavoro, welfare e previdenza, è stato dirigente generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Insegna Diritto della Sicurezza Sociale presso l’Università di Bologna. Ha scritto, tra l’altro, per Il Sole 24 Ore, Il Giornale, Quotidiano Nazionale e Avvenire e collaborato con le riviste Economy, Il Mulino e Liberal. È stato deputato per il Pdl nella XVI Legislatura. Per le elezioni 2013, ha aderito alla piattaforma di Scelta Civica - Con Monti per l'Italia.

Comments are closed.