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Non sono i giudici, ma è la legge 40 ad avere ‘esagerato’.

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, vice capogruppo vicario di Futuro e Libertà per l’Italia

Il fatto che la legge sulla fecondazione assistita sia stata in parte modificata o disapplicata dopo pronunce giurisdizionali che riconoscevano le ragioni dei ricorrenti non significa, come qualcuno continua a sostenere, che ci sia una sorta di “complotto giudiziario” contro la legge 40 e contro la democrazia italiana. Significa più banalmente che se una legge contraddice principi giuridici, deontologici e civili considerati, fino a pochi anni prima, del tutto scontati, si espone logicamente a censure in sede costituzionale. Che il legislatore non sia arbitrariamente sovrano, ma subordinato alla Costituzione e alle valutazioni di costituzionalità delle leggi, peraltro, non è un’invenzione della magistratura italiana, ma un caposaldo della costituzionalismo liberale.

Se da un giorno all’altro diventa illegale e penalmente rilevante ciò che fino al giorno prima faceva parte della normalità e della cultura dei medici e dei pazienti, di tutto ci si può stupire, fuorchè dei ricorsi e delle sentenze. Su molte delle disposizioni che sono fin qui “cadute”, non è la magistratura ad avere strabordato, ma la legge 40 ad avere esagerato. Ricordiamo che non stiamo parlando di pericolosi criminali, ma di coppie che desiderano bambini da crescere e da amare e che in molti casi la legge italiana semplicemente obbliga – se hanno i quattrini – ad andare all’estero.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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