Abbiamo grandi aspettative, per questo “Pdl in grande”

di LUCIO SCUDIERO – L’aveva già detto a Mirabello. Ieri Fini l’ha ripetuto: “Non saremo una An in sedicesimi, ma un Popolo della Libertà in grande”. E grande è un attributo impegnativo, polisenso.

Grande è, per cominciare, la rottura politica consumatasi col Pidielle, subita, coercìta, ma affrontata con la dignità di una reazione politica orgogliosa e programmatica. Grande come le aspettative di tanta gente comune, disillusa ma non abbastanza da non subire la fascinazione di quel futuro che il nuovo partito iscrive fin dal nome nella propria ragione sociale.

Grande come il futuro e le sue incognite, appunto, che non si possono decrittare in anticipo perchè è impossibile, e neppure ex post perché è inutile. Provando a farlo nel mentre del viaggio, con il coraggio della ragionevolezza e il rispetto umile per l’indeterminatezza infinita delle variabili. Un Pidielle in grande, dunque, non per quantità, ché i voti ci saranno ma non peseranno quanto mezzo Paese, come poteva essere e non è stato e non sarà più per nessuno. Per un bel po’. Grande di qualità, e lungo, di fiato e di sguardo. Così deve essere questo partito, per non soccombere sotto la frustrazione del “nuovismo” velleitario e delle rotture strategiche senza uscita prospettica.

Quando tutto è cominciato con le elezioni di due anni e mezzo fa sapevamo già di andare incontro ad un una transizione. Doveva essere però la transizione finale, il ponte di lancio per un paese “normalizzato” e un sistema politico maturo. La transizione è ancora tutta qui, sotto i nostri occhi, ma nel gioco italiano della coazione a ripetere si è trasformata in ansia da palingenesi. Di nuovo, come in tanti altri momenti cruciali nella storia politica del Paese. Sempre senza esito, come sperimenterà pure stavolta chiunque si accanirà a provocarla, a invocarla, a crederci soltanto.

Non accadrà, la palingenesi. Quel che accadrà, forse, è invece un voto anticipato che assomiglierà ad una resa dei conti che ci costringerà a fare i conti senza la resa.

E’ fisiologico che Fli ci sia e si prepari anche in vista di questo scenario, al momento molto plausibile. Ed è intelligente l’idea di farlo attraverso una struttura leggera, fluida come gli eventi e agile come un movimento. Non è ancora tempo di apparati, ma non è neppure troppo presto per testare qualche regola di buon senso, come la competizione per la scelta dei candidati sindaci alle prossime amministrative, e per cambiare una legge elettorale che funziona come un commissariamento della democrazia in assenza di leadership contendibili all’interno dei partiti.

Oggi siamo un laboratorio. Di politica e di cultura, nel centro destra e oltre. Una lettura della prima pagina di Libero e del Giornale di questa mattina aiuterà a intendere che l’importanza dell’operazione è inversamente proporzionale alla pochezza dei nostri avversari, del Pidielle in piccolo. L’Italia ci guarda, fuor di dubbio. Talvolta scettico o distante, talaltra sprezzante, il Paese ci scruta con l’interesse e la curiosità riservati a chi è chiamato a  fare la mossa successiva, quella che può riaprire una partita già persa.

E’ il nostro turno, e abbiamo la responsabilità di giocarlo al meglio. Se sbagliamo lo sprechiamo e l’Italia stavolta rischia seriamente di non averne un altro.


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

5 Responses to “Abbiamo grandi aspettative, per questo “Pdl in grande””

  1. inutile scrive:

    Infatti grande è la rottura politica dovuta oltretutto a ragioni personali. Ora Fini si è fatto il suo partitino per mercanteggiare i suoi voti, il classico rituale della vecchia politica che conosciamo.
    Bello vedere che chiede di non aver correnti nel suo partito quando per 6 mesi è andato avanti a chiedere correnti nel PDL. Non vuole colonelli, ma Bocchino e Granata sembrano esser effettivamente Generali. Ora si pensa per sopravvivere ad alleanze con Casini e Rutelli insomma tutto va bene… nel frattempo la linea politica? Il programma di governo? Ahhh chissenefrega del Fare, molto meglio parlare. La Fondazione di Fini infatti si chiama Fare Futuro, mica Fare presente. Questo è quello che tutti immaginavamo, quello che delude è vedere BDV non si sa per quale motivo invischiato in tutto questo. Invece di fare fronte comune liberale con i Martino, Costa, Biondi fedeli al PDL, ha preferito seguire la Destra Sociale. Auguri

  2. Joe scrive:

    Beh, qualcosa di programmatico, in effetti, si comincia a vedere. Per esempio Valditara che in cambio all’accelerazione della riforma dell’Università chiede il reinserimento degli scatti per professori e ricercatori, bloccati dalla manovra. Combattere i tagli di Tremonti, in fondo, è una fissa di Fini da sempre. Se non che in questa legislatura non gli è stato permesso: ed ecco una delle ragioni per rifarsi un partito.

  3. Carmelo Palma scrive:

    @Joe, non contare palle. Il recupero degli scatti e sopratutto i fondi per l’inquadramento di un terzo di ricercatori abilitati a professore associato starà nell’emendamento del relatore PdL, Frassinetti ed è tutta una gara ad intestarseli. E fa bene, Valditara, a rivendicarli, perchè la politica è anche questo.

    Invece sugli emendamenti più liberali presentati da FLI (abolizione del tetto delle rette, e erogazioni liberali alle Università deducibili fino all’80%, cioè il complemento necessario per una università davvero “autonoma”) il Ministro Gelmini ha chiesto il ritiro, e questi bonaccioni di FLI gliel’hanno concesso. E male hanno fatto, dal mio punto di vista: la bocciatura con il parere contrario del governo dovevano incassare, perchè fosse chiaro chi gioca e a quale gioco.

  4. Joe scrive:

    Non racconto palle, CP. I fondi per l’inquadramento sono farina di Frassinetti, il ripristino degli scatti di Valditara che se faccia bene o no meglio non esprimersi, ma se li è intestati con un certo vigore. Poi tutto starà nell’emendamento perchè la maggioranza in commissione si è compattata. Così, solo per precisione. Sulla seconda parte son d’accordo con te, ma credo che ci saranno altre cose su cui quelli di FLI non si dimostreranno bonaccioni. Vedremo quali.

  5. Carmelo Palma scrive:

    Sempre per la precisione (ad onore del PdL): è passato anche l’emendamento che consente la deducibilità all’80% delle erogazioni liberali all’Università. E’ stato ritirato quello sul tetto delle rette.

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