– So di essere malevolo, davvero, ma non aspettavo altro. Non aspettavo altro che le prevedibilissime reazioni alla barzelletta di Berlusconi su Rosy Bindi, con il solito contorno di disquisizioni sul premier che disprezza le donne, ecc. ecc.

Ad esempio, ho sotto gli occhi le dichiarazioni della Binetti (Udc), che dice “Basta ridicolizzare le donne che, come Rosy Bindi, fanno politica con la stessa grinta e determinazione dei loro colleghi”. Oppure, Donadi (Idv), che parla di “misoginia senile”, per non parlare di una lunga e noiosissima tirata del solito Francesco Merlo su “Repubblica” (mancano all’appello Michela Marzano e Nadia Urbinati, ma credo che sia solo questione di tempo).

Per un attimo sgombriamo il campo da eventuali dubbi: piacciano o meno, siano di buon gusto o di lana grossa, le barzellette sono barzellette. Punto. Ci sono barzellette su Rosy Bindi, su Totti, sui preti, sui carabinieri, così come  ci sono anche le barzellette su Berlusconi. E non ho mai letto un comunicato di Bonaiuti al riguardo.
Il punto vero, però, è un altro: se uno racconta una barzelletta su Berlusconi non offende nessuno o, al limite, offende il signor Silvio Berlusconi. Perché se uno dice una barzelletta su Rosy Bindi, o dice che la Bindi è più bella che intelligente, diventa un’offesa all’intero genere femminile? 

Posso anche essere d’accordo che certe battute siano da ritenere offensive, ma, al limite, saranno offensive nei riguardi della singola persona, non dell’intera categoria. E’ una faccenda che non riguarda soltanto Berlusconi.

Prendete, ad esempio,  la recente polemica tra Bruno Vespa e Michela Murgia in merito alla scollatura di Silvia Avallone. Anche in quel caso, uno può ritenere più o meno opportuno il complimento rivolto da Vespa alla giovane scrittrice, ma, innanzitutto, non si capisce perché elogiare le tette della Avallone sia recare offesa alla sua intelligenza (a meno che le due cose non siano in contraddizione tra loro, ma, in questo caso, la Murgia e altri che la pensano come lei si rivelerebbero assai più maschilisti di quanto non vorrebbero far credere); in secondo luogo, non si vede perché, se anche ci fosse stata offesa alla Avallone (che, pure, non si è detta offesa), la cosa andrebbe letta come un’offesa all’intero genere femminile. 

Cos’è, i maschi possono essere offesi e/o elogiati singolarmente, mentre le donne vanno prese sempre collettivamente? Se io dico che la Bindi è brutta o che la Avallone è bella (o l’inverso, ma sfido chiunque a sostenerlo)non mi riferisco al genere femminile preso nella sua totalità, questo mi pare ovvio, ma, evidentemente, non c’è niente di più spiazzante dell’ovvio.

Ancora, se qualcuno mi dicesse che sono brutto, per quanto il mio ego narcisistico possa risultarne ferito, non arriverei mai a considerare ciò un’offesa a tutto il genere maschile; altrimenti anche Bruno Vespa, che la Murgia ha definito “vecchio bavoso”, dovrebbe rispondere che un’offesa simile è discriminante nei confronti degli uomini tutti e, nello stesso identico modo, Berlusconi, di fronte a un Merlo (maschio) che lo accusa di “priapismo senile”, dovrebbe mostrare il broncio in nome di tutto il genere maschile.

Tutto questo discorso non è solo una boutade o una noterella di costume, ma ha anche conseguenze più serie, perché ogni giorno, tanto a destra quanto a sinistra, ci vengono a dire che bisogna fare posto alle donne, che ci vogliono più donne, che le donne sono discriminate e via dicendo, ma non ho mai afferrato il motivo per cui le donne dovrebbero essere aiutate o avvantaggiate in quanto donne (mentre gli uomini no, altrimenti si è maschilisti) e non perché brave, belle, intelligenti e abili nei loro rispettivi ambiti di attività.

Che poi da un lato si esalti la donna in quanto donna (in quanto genere) e dall’altro si tenda a cancellare il carattere specifico che fa della donna una donna e che la differenzia dall’uomo, è un altro paradosso su cui non ho tempo e voglia di soffermarmi adesso.

 Chiudo rilevando soltanto che Berlusconi farebbe una bellissima figura se chiedesse privatamente scusa all’onorevole Bindi inviandole una lettera accompagnata da un mazzo di fiori. Orchidee, ovviamente.