Conto alla rovescia, prima di rovesciare tutto – AUDIO

di LUCIO SCUDIERO – Lineare. E’ l’aggettivo utilizzato da Benedetto Della Vedova per descrivere il migliore dei mondi possibili: “Lo scenario più lineare per il presidente del consiglio sarebbe quello di chiedere la fiducia in Parlamento”. Come pure lineare è la richiesta, da parte di Fli, di un vertice di maggioranza per vergare  il testo sul quale il Presidente del Consiglio dovrebbe arrivare domani alla Camera a chiedere la fiducia. Ma trattasi di due linee parallele, destinate a correre divise da uno spazio di buona volontà e buon senso politico difficile, se non impossibile, da colmare.

Da una parte, infatti, Fli fa un’esplicita richiesta di legittimazione politica ai suoi interlocutori di maggioranza, dando seguito agli auspici di collaborazione formulati sabato scorso in video da Gianfranco Fini. E’ una strategia chiara nella sua nettezza perché prelude alla demistificazione dei rapporti all’interno dell’emiciclo di Montecitorio, lato destro. E’ come dire “noi siamo in maggioranza ma siamo stanchi di raccontarlo a sordi che non vogliono sentire”. Perciò o Berlusconi per interposto alias pidiellino presta l’orecchio ad ascoltare, dunque a dialogare politicamente con Fli come fa con la Lega, o sarà chiaro al Paese, definitivamente, da che parte stanno le reticenze e i retro pensieri sulla tenuta della maggioranza.

Dall’altra parte, invece, Berlusconi per interposto alias Frattini, ha bollato la richiesta come “rituale da vecchia politica”, nell’ennesimo tentativo di trovare un pretesto e un capro espiatorio cui addossare la responsabilità del proprio “cupio dissolvi”, nel caso in cui non riuscisse quel riciclaggio di voti sfusi che il Cavaliere cerca ramingo sul viale dell’autosufficienza.

E’ in questo vuoto che le due linee si perdono, condannandosi al parallelismo eterno. Perché se il presidente del Consiglio riesce nella sua campagna acquisti, è probabile che chieda la fiducia per sancire i numeri del suo transeunte successo. In caso contrario è invece più verosimile che chieda un voto più fumoso e meno impegnativo su una risoluzione, il che lascerebbe immutato e incerto il quadro politico complessivo. Salvo poi raccontare agli italiani che l’incedere marciante del Governo del fare, che domani avrebbe i numeri per una larghissima maggioranza, è inibito da oscure forze del male con sede in qualche paradiso fiscale.

Nel mentre di questo, Bossi ruttava e il portavoce del PdL, Daniele Capezzone, fissava un po’ più a Sud la linea gotica che i finiani non dovrebbero attraversare. Ma come si fa a spegnere il defibrillatore su un Governo che è moribondo non a causa, ma nonostante i finiani?

La via maestra, l’unica, per la tenuta della maggioranza di governo, si chiama responsabilità. Responsabilità del Pdl di concordare con Fli, da pari a pari, le ragioni politiche di una coesistenza difficile ma pur sempre doverosa nei confronti del Paese. Responsabilità del Governo, in primis del premier, di testare tale maggioranza sul “fare e non sul far chiacchiere”, portando in aula provvedimenti di sostanza che abbiano almeno l’ambizione di trainare il paese fuori dalla secche in cui ristagna. Liberalizzazioni, riforma del fisco, welfare, giustizia, federalismo sono sfide che non si vincono contando i deputati col pallottoliere.

(Di seguito, intervista di Radio Radicale a Benedetto Della Vedova)
Fonte Radioradicale.it Licenza 2.5 Ita


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

4 Responses to “Conto alla rovescia, prima di rovesciare tutto – AUDIO”

  1. Lucio Scudiero scrive:

    Update: si vota la fiducia, senza vertice di maggioranza con Fli. Alla ricerca dell’incidente parlamentare.

  2. enzo51 scrive:

    Sei giovane ma dovresti forse ricordare le cosidette “Convergenze parallele” della prima repubblica molto efficienti per far convivere ‘per certi versi’ la DC con il PCI.

    Ergo,tutto è possibile in politica e mai dire mai.

    Complimenti per l’efficiente articolo.

  3. Joe scrive:

    Il problema è proprio questo: la pretesa da parte di FLI di avere il riconoscimento come terza gamba ovvero terzo partito della coalizione che nascerà presto. Quella pretesa è giusto respingerla perchè la terza gamba, nelle urne del 2008, non esisteva: stava in pancia alla prima, il PDL. Quindi se vuole esistere dalle urne deve passare, a costo di sfasciare tutto: e sarà FLI a farlo, non il PDL né la Lega: proprio perchè la scissione che ha fatto nascere FLI reclama una rinegoziazione dell’azione di governo che non è un diritto dei finiani ottenere. Schema tanto più semplice per chi, come il sottoscritto, è per il bipartitismo. E anche per chi, a dire il vero, appoggiò il referendum Guzzetta che a quel risultato avrebbe portato.

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