Un Fini ‘socratico’: sa di non sapere, ma sa quello che vuole

– Fini ha detto ieri quanto poteva. Meno di quanto molti avrebbero ritenuto necessario. Più di quanto alcuni forse si attendevano. Ha ammesso “socraticamente” di non sapere di chi sia oggi la casa di Montecarlo al centro del tormentone politico-mediatico. Chi pensava che l’unica cosa che il Presidente della Camera dovesse al Paese fossero le scuse e le immediate dimissioni è rimasto, comprensibilmente, deluso. Chi riteneva che dovesse negare tutto – anche ciò che non sapeva in positivo e non poteva, in negativo, smentire – lo è forse rimasto altrettanto, se non di più.

A pesare sull’immagine di Fini non è tanto il sospetto di avere pasticciato col patrimonio del partito, ma di avere coperto, dopo esserne stato fregato, il parente che, almeno un po’, aveva fatto il furbo, se incaricato di vendere un appartamento a Montecarlo ne era poi diventato l’inquilino. Fini neppure ieri ha taciuto il disappunto, ma l’ha ribadito:

il fatto mi ha provocato un’arrabbiatura colossale, anche se egli mi ha detto che pagava un regolare contratto d’affitto e che aveva sostenuto le spese di ristrutturazione. Non potevo certo costringerlo ad andarsene, ma certo gliel’ho chiesto e con toni tutt’altro che garbati. Spero lo faccia, non fosse altro che per restituire un po’ di serenità alla mia famiglia.

Nel suo messaggio Fini non è però tornato indietro rispetto alle posizioni che aveva assunto. Costretto – fin dall’inizio – a difendersi più dalle accuse rivolte a Tulliani che da quelle che lo riguardano, ha scelto di credere alla buona fede del cognato e di legare, almeno in parte, il suo destino al suo. Senza avere certezze, ma scegliendo di credere alla parola di un uomo che potrebbe avergli mentito. Una scelta tatticamente folle, ma moralmente più dignitosa di quella che, fin dall’inizio di agosto, sarebbe stata più logica: scaricarlo subito e tanti saluti.

Se dovesse emergere con certezza che Tulliani è il proprietario (della casa di Montecarlo, ndr) e che la mia buona fede è stata tradita, non esiterei a lasciare la Presidenza della Camera. Non per personali responsabilità – che non ci sono – bensì perché la mia etica pubblica me lo imporrebbe.

Da questo punto di vista, l’intervento di Fini non ha aggiunto nulla di nuovo, ma ha ribadito una linea, che, dopo il polverone degli ultimi giorni, è mediaticamente sempre più “costosa”. I dossier fatti circolare e confermati, nel loro contenuto, dal governo di Santa Lucia, non provano nulla, ma di certo cacciano il Presidente della Camera in una situazione  scomoda. Nella sostanza la lettera del Ministro Rudolph Francis attesta che l’agente coinvolto nella doppia compravendita dell’appartamento di Boulevard Princesse Charlotte, Mr. James Walfenzao, avrebbe rivelato, richiesto dai propri corrispondenti di Santa Lucia, l’identità del “vero” proprietario.

Che un agente riveli il nome dell’anonimo a cui si presta a far da schermo e che un paradiso fiscale confermi, dopo indiscrezioni di stampa, l’identikit di un proprio cliente sembra rispondere ad una logica suicida. E’ possibile, ma non così probabile e autorizza ben più di un sospetto. A quanti ritengono che Tulliani sia stato inchiodato da una sorta di visura camerale, bisogna dunque spiegare che, al momento, non è così.

Da parte della terza carica dello Stato, ribadire la piena fiducia nella magistratura, che dovrà accertare i fatti e la responsabilità dei fatti, può sembrare scontato, ma non lo è così tanto, quando gli avversari che ne chiedono le dimissioni sembrano confidare più nella giustizia caraibica, che in quella italiana, e più nelle rivelazioni da Santa Lucia, che nelle indagini della Procura della Repubblica di Roma. E’ importante – e intelligente, se ci possiamo permettere – che Fini abbia scelto di non usare le rivelazioni dell’avvocato Ellero, che hanno smentito le “verità” provenienti da Santa Lucia, e che, come quelle, non possono considerarsi di per sé “vere”, non provando nulla se non la pazzesca e sospetta confusione che circonda questa vicenda.

Il giornale e il partito del Presidente del Consiglio smerciano da oltre due mesi ogni genere di notizia, indiscrezione e informazione – vera e falsa – con il solo dichiarato fine di costringere Fini alle dimissioni e alla resa. Il tormentone della “casa ex An di Montecarlo, in cui è coinvolto il presidente della Camera”, per dirla al modo del tg minzoliniano, non è l’oggetto di un’inchiesta, ma lo strumento di una resa dei conti. Lo è – questo sì – al di là di ogni ragionevole dubbio, se il partito dei “picchiatori garantisti” continua (giustamente) a difendere l’innocenza di suoi esponenti di primo piano condannati, in via non definitiva, per reati infamanti e a condannare (preventivamente) il Presidente della Camera per i miasmi che promanano dalle fogne di un paradiso fiscale, attorno ad un caso a cui si dedicano da settimane faccendieri e spioni “di fiducia”.

Di fronte a tutto questo, Fini è stato molto più conciliante di quanto non fosse logico attendersi. Non che gli sfugga il disegno. Però ha ritenuto di rispondere all’offensiva, se non con un ramoscello d’ulivo, con una proposta di tregua.

Fermiamoci pensando al futuro del paese. Riprendiamo il confronto: duro, come è giusto che sia, ma civile e corretto. Gli italiani si attendono che la legislatura continui per affrontare i problemi e rendere migliore la loro vita. Mi auguro che tutti, a partire dal presidente del Consiglio, siano dello stesso avviso.

Vedremo, a breve, se la buona volontà sarà servita a qualcosa.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

24 Responses to “Un Fini ‘socratico’: sa di non sapere, ma sa quello che vuole”

  1. alberto scrive:

    Perché queste dichiarazioni solo ora e non subito, appena avanzati i dubbi?
    Perché un videomessaggio e non una conferenza stampa? Per non dover rispondere alle domande dei giornalisti?
    I dubbi permangono …

  2. roberto scrive:

    Sig. Palma, personalemente ritengo di non condierare le dichairazione dell’avvocato Ellero perchè le ritengo troppo belle per essere vere. Personalmente considero che questa storia sia nata per nacondere il caso Cosentino il quale è scomparso di giornali. Perchè?

  3. Maralai scrive:

    beh, carmè, sei anche furbastro politicamente oltre che colto; ti stai tirando fuori da un copione che, onestamente non ti apparteneva ed in modo e forma di elevata eleganza. io ti voglio anche ripetere che tutti coloro che pretendono le dimissioni di Fini per via di quel “buco” (50 mq. spacciati per casa regale, con servitù, hostes, una più belliscedda (avvenente) dell’altra, maggiordomi e servitù varia, da fare apparire che all’inteno di quel palazzo reggio vi fosse persino allocato un aereoporto, la metropolitana e la standa), non ha capito nulla di politica. Fini si deve OBBLIGATORIAMENTE dimettere da presidente della camera perchè dichiarato apertamente antagonista di Berlusconi; e l’incarico terzo ciò comporta: dimissioni. sicchè fare politica vuole anche dire che brigugliogranatabocchinobarbareschi prima di parlare devono almeno contare a sedici. Benedetto della Vedova deve smarcarsi da questi “fanfaroni” antiberlusconiani e riprendere in mano il discorso sulle riforme. quelle vere, quelle che non lasciano adito ad equivoci e che sono nelle attese di milioni di noi, non quelle al ribasso alla Bongiorno. Mi domando con tutto quel ben di dio che c’è da dibattere all’interno del pdl ci si deve sconfinare oltre Travaglio? no, è perdente questo discorso. Io credo, sono convinto, che fini bene avrebbe fatto di imporre al premier ministro o sottosegretari già sbilanciati sul liberismo economico, anzichè stare a punzecchiare berlusconi solo per fare rumore. Benedetto della Vedova ha le carte in regola per porsi come concorrente a ministro o sottosegretario; perde molti punti a sostare anche dieci secondi con granata. a proposito di Granata; ma nessuno lo richiama democraticamente all’ordine? possibile che si unisca a di pietro in cerca di firme per riapprovare il falso del falso in bilancio? se anche Fini non richiama all’ordine i “suoi”, non si lamenti se anche noi scriviamo queste cose, e non si lamenti se quello che più di tutti chiede le sue dimissioni (ma anche del “ricattatore”) è di pietro, fomentato dallo stesso Fini. sul discorso di ieri sera del pres. Fini ho anche da dire che il suo silenzio in questi mesi ha danneggiato se stesso; caxxo, non lo poteva dire quattro mesi fa che il palazzo regio altro non era che un buco, che le società offshore a Montecarlo sono una regola e non un’eccezione, e che Tullianino viveva da quelle parti e forse aveva fiutato qualcosa, e come accade anche nelle “migliori” famiglie si era dato da fare per trovar casa? anche perchè ancora in Italia non abbiamo leggi contracognati. ieri sera quando ho sentito fini parlare di una casa di appena 50 mq, come si dice dalle mie parti, m’è sceso il latte alle calcagne! un aspetto che m’è sfuggito: ma i soldi della casa sono finiti nel nulla o risultano da qualche parte? se risultano da qualche parte dove sta lo scandalo della vendita del “buco” a Montecarlo?
    mario nanni

  4. Matteo scrive:

    Nell’intervista di Mentana Gianfranco Fini afferma: quando emergerà la verità ci sarà da ridere (questo all’incirca era il concetto)

    Nel Video afferma di avere chiesto a Giancarlo Tulliani la verità, ma di non essere sicuro al 100% della versione del cognato.

    Quale delle due?

  5. GST scrive:

    Il primo dei commenti è emblematico di una mentalità. E’ talmente (ottusamente) scontato che avrebbe potuto scriverlo un “finiano” provando a mettersi nei panni di un “berlusconiano”.
    Non è neppure necessario soffermarsi sul fatto che l’antagonista del Presidente della Camera manda video alle tv (e ora ai siti web) dal lontano 1994, mai accettando il contraddittorio. E’ troppo scontato anche questo per sottolinearlo.
    Quanto al resto, il punto è uno solo. Carmelo (come Fini) si sofferma sui fatti, prima di inoltrarsi nell’analisi. Ma sui fatti non dovremmo neppure interessarci. Nel merito non dovremmo neppure entrare. Di una sola cosa bisognerebbe discutersi: del fatto – che dovrebbe preoccupare anche gli ora berlusconiani – che per il dissenso politico sia in questo momento in Italia comminata e irrogata la sanzione della distruzione (personale) del dissenziente.
    E’ come nel diritto, è una pregiudiziale. Anche perché entrare nel merito non converrebbe – in presenza di un dibattito minimamente fondato sulla realtà – anzitutto ai berlusconiani. Altrimenti sarebbero da richiedersi spiegazioni da parte del Premier su decine di vicende.
    Proviamo ad aprirli questi occhi?

  6. francesco scrive:

    Secondo me Fini presto si dimettarà dalla carica di Presidente.
    Lo farà perchè comnque è destinato a farlo.
    Perchè il governo andrà presto alle urne.
    Per “loro” è deciso.
    Punto.
    Solamente che a qualcuno sfugge che le sue dimissioni anticipate saranno la sua stessa grande vittoria.
    Perchè dimostrerà al popolo italiano che Lui, pur non avendo nessuna colpa ( dolo) almeno fino ad ora, ha da dato le dimissioni.
    E con questo aprirà un nuovo capitolo italiano in questa politica torbida.
    Tutti da quel momento in poi, dico, tutti i politici dovranno fare altrettanto in futuro.
    Saranno costretti, se colpiti da uno scandalo giudiziario o personale alle dimissioni.
    Come nei paesi anglosassoni.
    Siccome che non lo farà nessuno ( in primis un’altra carica dello Stato), Fini sarà eletto dal popolo sovrano come colui il quale per primo ha dato l’esempio.
    Un fulgido esempio di coraggio, responsabilità, coerenza e trasperenza.
    Anche nel settore privato.
    Insomma sarà per Fini una grande vittoria popolare!
    Se, non farà ciò è destinato alla fine politica, personale e del suo nuovo partito.

  7. bill scrive:

    Fammi capire GST, non vorrei avere compreso male: il fatto di Montecarlo non sarebbe di interesse pubblico? Ovvero: come vengano gestiti i patrimoni dei partiti, organizzazioni che oltretutto beneficiano di finanziamenti pubblici, non dovrebbe interessare la pubblica opinione?
    Secondo punto: si bofonchia dipietescamente di legalità, di libertà di stampa, libera di infilarsi pure sotto le lenzuola di chiunque, eppoi si accusa la stampa se va a leggere sulla propria attività? Di che persecuzione si parla, quando sono stati pubblicati fatti, non illazioni, ai quali tuttora si evita di rispondere: non so, non c’ero, e se c’ero dormivo?
    Si sta zitti per due mesi, si parla di risate finali, e poi ci si presenta con la faccia di un uomo distrutto, mesto, che chiede, per cortesia, di porre fine alle ostilità? Mi raccomando, sempre facendo allusioni cretine sulle società offshore (ma almeno sa cosa sono, ha lettoo due righine a proposito?), e senza nemmeno il coraggio di nominare la persona a cui le stesse cretine allusioni sono indirizzate.
    Ciliegina sulla torta, leccatina alla magistratura: originalissimo, complimenti!
    Di Berlusconi, caro amico, si sa tutto, nel bene e nel male. I ricattucci, ridicoli, lasciateli stare : fanno solo pena.

  8. Carmelo Palma scrive:

    @ Certo Bill, è di interesse pubblico il fatto, e ovunque nel mondo civile un leader politico sarebbe stato chiamato a risponderne. E la libera stampa fa benissimo a rovistare tra i bilanci di An, le dichiarazioni dei redditi di Tulliani per scoprire la “verità”.
    GST ha però provato a spiegarti (tu non lo accetti, ma non è che non capisci) che qui siamo in una logica diversa, quella, per usare parole mie, del caso Spatuzza. Lì, per gli antiberlusconiani – nella stampa, nella magistratura, nella politica – il problema non era scoprire la verità sulle stragi di mafia, ma capire se in quella inchiesta ci fosse o si potesse cercare o perfino mettere qualcosa – di vero, di falso, di mezzo vero e mezzo falso – utile ad azzoppare il Cav. Ecco, l’inchiesta su Montecarlo – che è una cazzatina, al confronto – si usa proprio così contro Fini, non per scoprire la verità e le colpe di Tulliani.

  9. GST scrive:

    Evidentemente, caro Bill, parliamo due lingue diverse. Non ho da replicare, solo da rimandare (sommessamente) a quanto ho già detto.

  10. Carlo scrive:

    Quale sarebbe lo scandalo se a un antagonista politico (sullo stesso bacino elettorale) si fanno le pulci su tutto? anche sulle cazzatine?
    Non è forse stato il comportamento di fini da due anni?

  11. George Orwell scrive:

    avrei gradito spiegazioni anche sui contratti rai alla casalinga frau e alle pesanti affermazioni di paglia.
    Peccato… un’occasione persa per chiarire e dimostrare davvero di essere diverso dagli altri….

    Saluti

  12. Andre scrive:

    A me pare che se ci si sforzasse di guardare i fatti, i soli noiosi fatti, ci accorgeremmo di quanto sia pretestuosa questa polemica. Dovete dirmi cosa ancora non vi convince, ma non questioni generali, se no fate la parte dei furbetti, dite esplicitamente un fatto che ancora non vi convince. E anche se fosse, come probabilmente è, che il proprietario sia effettivamente Tulliani?

  13. marco scrive:

    Cmq,caro Dott.Palma rimango convinto che Fini sa è mente sapendo di mentire.Non ha chiarito un bel niente anzi lascia tutto peggio di come è. Inoltre se tutto dovesse corrispondere al vero ritengo doveroso che il Tulliani deve restituire alla comunità umana e politica il maltolto al prezzo che lui ha acquistato. Rivendere il bene da parte di AN è con i proventi dell’immobile distribuirli a tutte le famiglie dei giovani caduti negli anni di piombo.Onoriamo i caduti con un atto di grande generosità per il sacrificio al servizio di un’idea che portarono in quegli anni e che ancora molti di nopi credono nei valor della DESTRA ma non quella che intende incarnare Fini e il suo gruppo.Questa di FLI e di Generazione Italia non è la vera DESTRA questa è qualcos’altro che assomiglia un po alla vecchia DC.La politica dei due forni. Ma vi rendete conto che in Sicilia gli uomini di Fini hanno fatto il Governo con il PD e con Lombardo dell’MPA? Siamo seri diciamo le cose come stanno.Nessuno crede più a FINI nemmeno chi ci sta accanto.

  14. Franco scrive:

    Tutto questo bailamme è per la vendita di un bene di partito, per il quale il partito ha incassato il corrispettivo. Ma alla collettività ( non agli iscritti di allora di AN) cosa importa di un fatto privato…. il partito non è un’istituzione con connotati pubblici…. non è la casa di tutti. Se dovesse esserci stato sperpero sono gli iscritti di AN ad aver motivi di lagnanza e se alla fine quel bene fosse anche entrato nel patrimonio del Tulliani , non lo ritengo disdicevole se il prezzo fu giusto. Non credo che scattava per l’alienazione di tale bene la necessità di gara….. certo bisogna ammettere che in tale caso il comportamento di Fini sarebbe ambiguo e censurabile ( per gli iscritti ad AN ) e addirittura sarebbe stato dannoso se il prezzo pagato dall’acquirente non fosse stato equo. I legittimati passivi di questa situazione non sono l’Italia intera ma solo gli iscritti di AN a quel tempo.
    Tutto ciò, poco + che una bolla d’aria , fa passare in primo piano fatti + importanti, scandalosi di cui + non si parla. Ma se si vuole parlare di soc. offshore c’è qualcuno tra i politici che dovrebbe essere al primo posto nelle attenzioni mediatiche …….

  15. Matteo scrive:

    Mi sembra di capire che Palma e GST mettano sullo stesso piano la probabile manipolazione di un pentito da parte della magistratura con un inchiesta giornalistica (finora nei fatti non smentita da nessuno). Vi informo che nel mondo reale, negli ambienti di centrodestra , nel Centro-Nord Italia nessuno, ma proprio nessuno, da credito a Fini, ucite dalla Vs. cerchia di professori, ricercatori ed intellettuali, parlate con professionisti, imprenditori e diringenti (naturalmente non legati ad appalti pubblici). Ma se siete felici così, continuate a raccontarvela, noi dell’economia reale andiamo avanti egualmente.

  16. Franco scrive:

    ………omiss…..”Ai partiti politici non è stata infatti riconosciuta “personalità giuridica”, ed essi sono di conseguenza considerati delle “associazioni di fatto” secondo gli articoli 36 e 38 del codice civile”

  17. Nico scrive:

    Alcuni giorni fa è trapelata,a seguito di una telefonata ad Anno Zero,l’ipotesi che a St.Lucia operassero i servizi di Russia e Libia.La notizia è stata lasciata cadere,forse erroneamente,perchè è molto più verosimile che B.,non fidandosi dei servi italiani che certemente si sarebbero opposti ad un impiego tanto illecito,si sia rivolto agli amici Putin e Gheddafi chiedendo aiuto.Perchè non si è più discisso di questo?

  18. bill scrive:

    Probabilmente perchè è un’idiozia, Nico.
    @Carmelo: guarda, anche a me piacerebbe parlare di politica e di proposte, invece che di partitocrazia. Non ho mai dato per scontato nè che Fini sia responsabile penalmente di qualcosa, e non lo credo tuttora, nè che la versione dei fatti (che però ci sono) data dalla stampa di centrodestra corrisponda totalmente alla realtà.
    Il problema è che i silenzi finiani hanno gonfiato la cosa, e che sinceramente le tardive spiegazioni spiegano poco.
    E’ evidente che la faccenda venga utilizzata per mettere in cattiva luce Fini, ovvio, così come Fini, e con lui Finanza & Futuro e GI utilizzano tutte le argomentazioni antiberlusconiane, anche le più sciocche devo dire, sentite in questi 16 anni, magari un pò in ritardo.
    Però, scusa, per scoprire la verità sul caso Montecarlo magari bisogna essere in due: non ci si può nascondere dietro un’indagine giudiziaria, dai tempi incerti, per non fare chiarezza.
    Detto questo, rimane il problema politico. Che, correggimi se sbaglio, nasce da una carenza di democrazia all’interno dwel Pdl. Cosa che senz’altro può essere vera, però mi guardo intorno e guardo UDC, IDV, MPA, LEGA e chi vuoi tu. E vedo che la situazione è uguale: forse lì alla fin fine non decidono i vari Casini, Di Pietro, Lombardo e Bossi? Solo nel PD la leadership è sempre incerta, ed infatti sono il partito che forse ha più problemi di tutti, salvato dall’affezione dei suoi elettori (sempre meno).
    Per cui ribadisco la mia perplessità sulle modalità con cui è stato portato avanti il dissenso nei mesi precedenti la “resa dei conti”: diversi uomini di Fini sono nel governo, Fini non è che non potesse farsi ascoltare all’interno del partito..Crare una nuova aggregazione, composita in piccolo come lo è il PdL, non penso aiuti a fare chiarezza. Affermare come si fa nell’altro post che tutti possono esprimersi è folkloristico: alla fine delle espressioni, chi decide la linea? A me pare un gioco dell’oca.
    Se invece il problema è Berlusconi, il fatto che sia sotto perenne attacco della magistratura (ora divenuta immacolata e linda), e si vorrebbe sostituire la sua leadership nel centrodestra..beh, mi pare sia stata una mossa prematura e avventata. Anche per il paese.

  19. GST scrive:

    Parliamo proprio lingue diverse. Ma è da “professori, ricercatori ed intellettuali”, MATTEO, considerare incivile che il dissenso poltico sia punito con la distruzione dell’avversario? Se invece quella in corso è una “inchiesta giornalistica”, ne attendiamo allora fiduciosamente altre sul Premier in carica, come fanno di solito i giornali.

  20. Matteo scrive:

    Quello che fate finta di non capire, ma che un tempo ammettevate pure Voi, è che Vittorio Feltri ha responsabilità diverse da Nicoletta Gandus nei confronti dei cittadini. Come si può avere fiducia in una magistratura che porta un avviso di garanzia a Berlusconi a Napoli durante il G8?
    Queste cose scandalizzavano pure Voi un tempo, ma ora fate finta di non ricordare il vostro precedente pensiero. Questo mi fa veramente tristezza.

  21. Piccolapatria scrive:

    Anno Zero, Parla con me, Ballarò, La Repubblica, Dagospia, Lunità, Liberazione, Ilmanifesto, Ilmessaggero,Ilsecolo d’Italia e innumerevoli altri media non solo cartacei, ci raccontano tutti i santi giorni le gesta vere e/o presunte del famigerato Berlusconi. Per una volta che, a giusta ragione, si tocca il Fini “integerrimo”, apriti cielo, giù botte da orbi e insulti ai direttori Belpietro e Feltri colpevoli di attacco infame alla sacra istituzione. Fini oltre che innocente anche tanto intimo di magistrato/i con cui s’intrattiene confidenzialmente per prevedere “scintille epocali” su un certo innominabile B., al contrario, appunto, del mafioso Berlusconi, “poteva non sapere” quello che combinava il suo giovane similparente, anche se, guarda caso vive accasato “cucco” nell’abitazione della belloccia finta bionda e si fa ritrarre appagato in una foto di stile casa regnante con l’intera famiglia, tra ascendenti e discendenti tutti facenti parte anagraficamente di uno stesso nucleo famigliare. Poteva non sapere? Mica siamo tutti beoti da credergli!

  22. Maralai scrive:

    “Non sono stata comprata e non voglio posti. Lascio il gruppo di Futuro e Liberta’ alla Camera e torno nel Pdl, perche’ la situazione non e’ piu’ accettabile. Chi gestisce Fli usa metodi da falchi, che a me non vanno bene. Mi riferisco ai vari Granata, Bocchino e company, che decidono tutto senza il nostro parere”.

    Lo ha affermato Souad Sbai, parlando all’Adnkronos e confermando l’addio al gruppo di Fli a Montecitorio. “Ho stima di Fini ma non posso continuare a seguire chi gli sta intorno. La mia e’ una scelta personale. Per questo ho avvertito personalmente il presidente Berlusconi”.

  23. bill scrive:

    Beh insomma, da sedici anni la tecnica di demonizzazione dell’avversario ha avuto un unico obiettivo: Silvio Berlusconi.
    Ora cos’è, ci svegliamo all’improvviso? Scemenze su rapporti con minorenni, un’invenzione infame; telecamere fatte entrare pure nei cessi di Palazzo Grazioli da una escort sotto mentite spoglie; foto con teleobiettivo delle ville al mare, con ex premier stranieri che fanno il bagno..dov’era la tua indignazione,GST?
    Ti ricordo, dalla via che parliamo lingue diverse, che le inchieste giornalistiche (che tu vorresti sempre e solo sul Cav: ti sei perso qualche puntata?) ci sono sempre state, addirittura quando era all’opposizione. Tutti i santi giorni. Hai mai visto uno dei tanti comiconzoli, leccaculo professionisti e lautamente pagati, avere bersagli diversi? Hai mai visto una puntata di Anno Zero, Ballarò e dazebao vari, rigorosamente pagati dal pubblico, avere altro argomento che Berlusconi? Hai mai letto un articolo di Repubblica, previsioni del tempo comprese, parlare di qualcos’altro? Hai mai visto lo zelo della magistratura esercitarsi su Telekom Serbia, sulla scalata BNL, sui soldi gestiti da Scalfaro etc etc. A Bologna perfino il caso Del Bono stava per essere archiviato: i pm dicevano che il fatto era inconsistente..
    Beh, ma dico, stiamo scherzando?
    Ti scandalizzi perchè si chiede a Fini di giustificare un fatto che, altrochè, è grave e di interesse pubblico; lui sta zitto e secondo te, perchè ti è simpatico, bisognerebbe silenziare tutto.
    Ovvero: la partitocrazia è brutta, ma se la applichiamo noi in fondo non così brutta, e c’è chi fa di peggio. E’ un modo di ragionare accettabile? Per me no, ed invece che spargere cortine fumogene, sarebbe meglio raccontare la verità. Se lo si fosse fatto subito, non saremmo qui in mezzo a questa palude, e a vaneggiare di servizi segreti libici e russi (ma con gente che dice baggianate del genere, dove si pensa di andare?).
    PS: se davvero si pensa che Feltri sia un mero esecutore di ordini del Cav (e anche Belpietro, Sechi ed altri), è lecito pensare che gli sproloqui dipietreschi di Rossi & C. su Fare Futuro vengano dettati da Fini. Ma quello è lecito, no? se si spara sul berluska è esercizio di democrazia, se il bersaglio è fini è lapidazione. Troppo comodo.

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