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Ieri, aspettando Fini, nel covo del partito che ancora non c’é

– In fondo, mi sono detto ieri notte prima di addormentarmi, ho preso parte ad un momento a suo modo costitutivo del futuro politico italiano. E ne é valsa la pena. Quel coacervo di esperienze, idee e sensibilità personali che era ieri la sede della fondazione Farefuturo – dove Gianfranco Fini ha registrato il video-messaggio sul caso Montecarlo – resterà nella mente di chi c’era, sono sicuro. L’amalgama sta riuscendo: con in mente la visione di una destra repubblicana e liberale questo pulviscolo di associazioni, fondazioni e  webmagazine si sta facendo galassia. Persino i rapporti personali funzionano, tanto che, quando con Flavia Perina lasciamo per ultimi Palazzo Serlupi Crescenzi (sono ormai le 21 passate), la direttrice del Secolo d’Italia esclama: ‘Beh, dovremmo fare una redazione unica, fonderemmo conoscenze diverse… e ci divertiremmo pure!’. Sembrava non volesse proprio andar via, Flavia, che come molti aveva fatto capolino a prima mattina, avendo persino il tempo – mi é parso di capire, da un’espressione rubata – di assentarsi per un’oretta per faccende da mamma.

La giornata é iniziata con la scoperta che i quattro siti che ospiteranno l’intervento del presidente della Camera sono ingolfati di accessi, ben oltre le loro possibilità. Inutile nascondere che nella mente di più di uno sia balenata l’idea di un attacco hacker, nemmeno tanto difficile se si pensa al fatto che Libertiamo.it, Ffwebmagazine.it, Generazioneitalia.it e Secoloditalia.it sono semplici riviste telematiche, poco sofisticate dal punto di vista tecnico. Ma i dati sugli accessi – ‘abnormi’ per i nostri standard – fugano presto ogni possibile (e quasi affascinante) dietrologia: la verità è che la Rete si mostra ogni giorno più importante e cruciale nel ‘gioco’ della comunicazione politica e l’idea che Fini abbia scelto lo strumento inconsueto dei webmagazine per il suo intervento è stata non solo recepita, ma nei fatti apprezzata. Con i siti in tilt il video è rimandato di qualche ora. Ne fa le spese la macchinetta per il caffè, presa d’assalto.

Verso le 11.45, poco prima che Fini lasci il suo ufficio (dove era riunito con alcuni parlamentari, intenti a limare l’intervento e a soppesare ogni possibile conseguenza dei concetti che Fini esporrá) per arrivare da noi, fanno capolino su Internet le parole di tal avvocato Renato Ellero, che ai microfoni di CNR Media dichiara che la famigerata casa di Montecarlo apparterebbe in realtà ad un suo cliente e non a Giancarlo Tulliani. Potenza di Internet, ci accorgiamo della novità su Facebook, grazie ad un amico di Domenico Naso che pubblica sul proprio profilo il link al sito di CNR Media, ben prima che le agenzie stampa inizino a parlarne. Freneticamente cerchiamo al telefono Benedetto Della Vedova, la Perina e il portavoce di Fini, Fabrizio Alfano. Fermi tutti: inutile nascondere che le esternazioni dell’avvocato vicentino rallentano ulteriormente le cose. Ma chi è questo Ellero? Perché appare solo ora? Fini decide di aspettare il pomeriggio, noi ordiniamo da mangiare ad una rosticceria. E mangiamo subissati di telefonate, di email e di messaggi Facebook di tanti amici che giustamente vogliono essere informati e di giornalisti a caccia di indiscrezioni. Assembrati intorno alla tv assistiamo al Tg1, magistralmente orientato come di consueto.

Nel pomeriggio l’attesa inizia a farsi un po’ pesante, con il gruppo di deputati riunito con Fini che ormai non risponde nemmeno piú alle nostre telefonate. E vedi che qui e lí si formano capannelli di persone che, per scaricare la tensione, fanno ció che gli viene naturale: parlare di politica. Filippo Rossi, il direttore di Ffwebmagazine, discute con qualche collega del Secolo di scenari futuri, stravaccato con le sue lunghe gambe su un divano. Con Mario Ciampi, che di Farefuturo é il direttore generale, parlo di immigrazione e di possibili proposte in materia fiscale. Carmelo Palma, il direttore di Libertiamo.it, discute con Lucio Scudiero ció che farebbe al posto di Fini.  Con gli altri della redazione di Ffweb, Federico Brusadelli, Rosalinda Cappello e Federica Colonna, si parla – pensate un po’ – di Berlusconi…
Tra una battuta e l’altra, si respira un’aria di onestá intellettuale, qui puoi criticare Fini e ogni singolo finiano, avverti che é in corso la ricerca di una nuova visione politica.

Verso le 17.30 appaiono Della Vedova e la Perina, visibilmente stanchi. É il segnale che da lí a poco arriverà Fini. Dopo mezz’ora, tra Giulia Bongiorno, Rita Marino, Fabrizio Alfano e il solito codazzo, ecco il presidente della Camera. A guardarlo in volto, mentre saluta tutti, t’accorgi che é teso: politicamente e personalmente, questo video é un altro crocevia importante del suo cammino politico.

Registra il video una volta, lo rivede, é poco soddisfatto e decide di rifarlo. Vuol parlare più lentamente, vuol aggiungere qualche cosa, e poco importa che gli esperti di Internet consiglino di solito di non fare video più lunghi di 5-6 minuti. Il messaggio dura alla fine 9 minuti, ma é esaustivo e scorre bene. Scatta un applauso, che é un incitamento per lui, ma soprattutto per quella variegata rete politica che ieri ha sentito di essere una piccola e ambiziosa galassia.

Che succederà ora? Lo vedremo, lo vivremo. Ma con la consapevolezza che, tra differenze e prudenze, questo piccolo mondo é una ‘right right’, una destra giusta, aperta e onesta, problematica e plurale, senza tacchi a spillo e cerone. Da liberale, mi sento molto piú a casa qui che in quello che prometteva di essere, e non é mai stato, il ‘partito liberale di massa’.

Pubblicato in contemporanea anche su Ffwebmagazine.it


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

13 Responses to “Ieri, aspettando Fini, nel covo del partito che ancora non c’é”

  1. GST scrive:

    Bravo Pierca.

  2. corrado scrive:

    vorrei correggere la frase di fini “se mio cognato è proprietario dell’appartamento di Montecarlo mi dimetterò” in “se mio cognato E` STATO PROPRIETARIO ecc. ecc.”. Sembra che il Presidente del Parlamento continui a fare il “furbo”. Comunque sia, se non é capace di sapere cosa succede fra le mura di casa sua, come può dare garanzie ai suoi elettori?

  3. NINO scrive:

    NEL DISCORSO DI FINI CI SONO STATE TANTE INTERRUZIONI, DI POCHI SECONDI CIASCUNO,TANTO CHE NON HO SENTITO TUTTE LE PAROLE, DA POTER CAPIRE QUELLO CHE VOLEVA DIRE.
    FORSE, QUESTE INTERRUZIONI.SONO DOVUTE AL MIO COMPUTER, CHE ERA DIVENTATO BALBUZIENTE, COMMOSSO DAL DISCORSO DI UN PERSONAGGIO TANTO IMPORTANTE. ALTRI DISCORSI LI ASCOLTO IN MODO MOLTO CHIARO.

  4. luca scrive:

    se tu ti trovi bene in quel piccolo mondo significa che mi trovero’ bene pure io
    grazie piercamillo

  5. bill scrive:

    Guardi, l’accenno populista ai tacchi e al cerone è robetta che, in bocca ad un “liberale”, francamente, è solo deprimente.
    Il video è francamente imbarazzante: ne salta fuori un leader che si fa prendere in giro da un ragazzino, mella migliore delle ipotesi, mentre sventola una valutazione del valore dell’appartamento fatta dieci anni prima della vendita..ma state scherzando? Non spiega niente di niente, dice di non sapere nulla..non spiega perchè suo cognato, uno senza arte nè parte, si sia occupato della compravendita, con una società offshore nata poco prima dell’affare, e di cui non si conoscerebbero i proprietari… Ma pensate che la gente sia disposta a sorbettarsi della roba del genere? Dopo due mesi di silenzi?
    E questa sarebbe una destra giusta e plurale? Ma che roba è?

  6. bill penso k qualunque cosa avesse detto Fini il tuo commento sarebbe stato il medesimo

  7. Lorenzo scrive:

    Ma insomma, farsi prendere dal naso da un ragazzino? eh ok, ci può anche stare. Ma onestamente non credo che 55 metri quadri venduti 10 anni fa al valore catastale dell’epoca potevano essere l’unica preoccupazione del segretario di un partito come Alleanza Nazionale, se si pensa alla realtà di queli anni doveva essere una semplice operazione di compravendita di un immobile. Non credo che Fini avesse solo quella preoccupazione giorno e notte, specialmente per un’operazione cosi piccola. Non credete?

  8. bill scrive:

    Flavio: sfiga, ha detto proprio quelle cose lì. Ma guarda, io sinceramente non capisco perchè non le abbia dette subito: non è che ieri ci abbia detto delle novità, ha anzi esternato dei dubbi che sono poi quelli di tutti.
    Lorenzo: i circa un milione e mezzo di euro non incassati non sono poi una cosa così piccola: non penso che la politica si esaurisca nell’elaborazione di visioni sull’universo mondo. I partiti muovono un sacco di denari, pure pubblici, e non è cosa di secondo piano.
    Comunque guardate: non è che pensi che nei partiti non succedano cosa più gravi di questa. E’ però insopportabile continuare ad ascoltare discorsetti moralistici su legalità ed etica, quando poi si razzola nell’ordinario. Si ottiene una credibilità pari a quella di Di Pietro e del figlio che intrallazza per gli amici, cosa ovviamente insabbiata in un quarto d’ora.
    Qui il discorso è solo uno: meno stato, meno strapotere dei partiti e delle corporazioni.
    Purtroppo sappiamo bene che il PdL è assai carente in questa che doveva essere una sua battaglia (d’altronde, se ci si imbottisce di socialisti..); non credo che FLI sia meglio in questo campo, anzi, le lisciatine a certa magistratura e i richiami ad una ortodossia costituzionale parruccona mi fanno pensare tutto il contrario.

  9. Sergio scrive:

    A parte quello, Lorenzo, si continua a parlare di offerte di 1,5Ml di euro … anche se siamo a Montecarlo mi sembrano un po’ esagerate, sono 55 mq.

  10. Questo articolo conferma, purtroppo, ciò che sospettavo ma speravo comunque non avvenisse: l’allineamento di Libertiamo a Farefuturo e Generazione Italia. Non condivido affatto il tuo entusiasmo, Pier. Sono grato a Libertiamo per aver pubblicato i miei articoli, soprattutto l’ultimo dove ho avuto modo di criticare, anche severamente, Gianfranco Fini; sono sicuro che nè FF nè GI me l’avrebbero permesso (anzi, sarei curioso di sapere se qualcuno dei più accesi sostenitori del Presidente della Camere l’ha letto…). Su queste pagine sono apparsi ottimi interventi, che ho condiviso in grandissima parte. Non mi piace per niente, invece, quello che sostengono gli altri centri di pensiero finiano. Continuo a pensare che Libertiamo sia uno spazio molto interessante e sempre moderato, senza quella dose di letale antiberlusconismo ben presente negli altri due. Tuttavia, a mio avviso, non c’è bisogno di altri partitini minoritari, dall’identità non definita: quanto pensiero liberale c’è tra i finiani? Poco, se penso a un Granata che propone di allearsi addirittura con Vendola (!!!), continua enfasi sull’unità nazionale tipico da vecchia destra e, finora, assenza assoluta di proposte in materia economica.
    Libertiamo è cosa ben diversa da Farefuturo o GI, nessuno nega che ci possano essere delle assonanze ma le differenze restano. O almeno così credevo…

  11. Piercamillo Falasca scrive:

    @ Luca e GST: grazie mille per le belle parole…
    @ Stefano Iuretich: Nom capisco perché in tanti, e tu dici di essere fra questi, non vediate come sia ormai Impossibile immaginare un impegno politico liberale nel PDL, che non si risolva in un liberalismo di bandiera o, peggio, di maniera. Nessuno di noi ha mai pensato e sostenuto che Fini Fosse diventato all’improvviso la Thatcher… Ma certo sentiamo un’aria positiva intorno, una propensione verso le idee liberali evidente. Della Vedova sta influendo non poco sulle scelte e le posizioni di Fini e questo porterà molti frutti. E Libertiamo puó diventare un ascoltato centro di elaborazione di proposte politiche e parlamentari, la sfida va raccolta. Il tutto senza cambiare di una virgola il nostro pensiero.

  12. enzo51 scrive:

    E bravo Pier!! Vuoi vedere che sotto sotto vi state riscoprendo ….sansepolchristi?

    Ho apprezzato moltissimo questo articolo fatto di speranze future attraverso il vostro giornaliero impegno in Libertiamo e se veramente vi fosse l’utilità pratica di fondersi,anche nelle proprie diversità,con Fare Futuro e Generazione Italia nel sublime intento di unire le vere forze giovani di una certa destra atta a dare una dritta all’attuale mercantilismo politico,che ben venga!

    E’ sorprendente ciò che ha fatto e sta attualmente facendo BDV,persona di squisita educazione morale e politica.

    Per Fini Gianfranco,da “vecchio missino” gli farei una violenta tiratina d’orecchi,ma tant’è! L’importante è riaverlo nelle sue piene facoltà operative in termini politici:si è perso ultimamente nei meandri familistici che pochissimo gli hanno giovato negli ultimi tre/quattro mesi.

    Ok,Gianfranco! Palla al centro e ripartiamo per vincere il campionato,quello vero che interessa agli italiani; lavoro (sopratutto per i giovani),riforma della giustizia e del fisco,aiuto vero alle famiglie indigenti atraverso un più moderno ed efficiente sistema sociale.

  13. Comprendo parola per parola le obiezioni di Stefano Iuretich. Ti rivolgo due domande: quale secondo te è più laico (in senso classico, dove laicità sta per rifiuto del dogma) tra pdl e l’ipotetico partito di futuro e libertà? Pensi che Della Vedova, se avesse avuto una reale capacità di incidere sul piano liberale nel Pdl, avrebbe scelto di aderire a Fli?

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