Un ennesimo caso Ior e un nuovo caso Ici, per il Papa reduce dai successi in UK

– Che succede in Vaticano? Sono in molti a chiederselo soprattutto in questi giorni convulsi, nei quali le notizie si accavallano e rendono difficile, come spesso capita quando si affrontano le vicende d’Oltretevere, trovare un filo conduttore unico, una traccia interpretativa che permetta di razionalizzare gli eventi.

Il tour inglese del Papa, conclusosi con un successo di pubblico (certo non sono mancate le polemiche) e con una sostanziale vittoria diplomatica, non è stato esente da sorprese e colpi di scena. Da un lato le ombre di un presunto tentativo di attacco terroristico ad opera di fondamentalisti islamici, sui quali è intervenuto tempestivamente Scotland Yard, dall’altro le affermazioni di Benedetto XVI sullo scandalo pedofilia, che hanno sottolineato quello che già tempo fa avete potuto leggere su queste pagine nelle interviste alla Prof.ssa Marci Hamilton: le mancanze e le inadempienze nella gestione delle vicende relative allo scandalo pedofilia ci sono state e sono state gravi.

Appena atterrato a Ciampino Benedetto XVI ha subito potuto constatare come la serie infinita di brutte notizie e colpi di scena fosse solo cominciata. Lasciando da parte le recentissime vicende sull’apertura di una inchiesta formale da parte della Commissione europea di Bruxelles per gli sconti ICI e la sentenza della Corte di Strasburgo nel caso del licenziamento di un musicista di una diocesi tedesca, che promette di avere importanti ripercussioni in tutta l’area del diritto del lavoro delle associazioni di tendenza, a tenere banco è il caso IOR.

Il Presidente dell’istituto per le opere di religione è indagato, insieme ad un suo collaboratore, per violazione del decreto legislativo 231/2007, ovvero la normativa di attuazione della direttiva UE sulla prevenzione del riciclaggio. Oltretevere, la difesa di Ettore Gotti Tedeschi appare compatta e granitica.

L’ Osservatore Romano è intervenuto due volte per difendere l’operato del presidente. Padre Lombardi ha replicato al Financial Times che aveva addirittura dedicato la prima pagina alle vicende italiane. Per le gerarchie vaticane restano comunque forti dubbi. Dagospia, descritto in questi giorni da alcuni come lo snodo di uno strano incrocio fra giornalismo, servizi segreti e politica, ha parlato esplicitamente di un attacco “filo-massonico” contro il Vaticano.

Quanto c’è di vero dietro le visioni che basano le loro ricostruzioni sulle teorie della cospirazione? Probabilmente poco, e se ci fosse qualcosa non avremmo gli elementi per esprimere una valutazione completa. Proprio ieri un editoriale non firmato del Foglio lanciava perplessità avanzando l’ipotesi di lotte interne alle gerarchie ecclesiastiche. Un sostanziale regolamento di conti interno. I contorni della vicenda sfumano ancora una volta ed i confini delle cause e delle conseguenze si allargano e si confondono.  Toccherà forse alla magistratura accendere qualche luce.

L’elemento che comunque resta sul piatto, e che appare innegabile, è il ruolo di attore globale che il piccolo stato vaticano continua a giocare sullo scacchiere dei poteri mondiali. Da Londra a Roma, da Bruxelles a Strasburgo i radar sono sempre pronti ad intercettare qualsiasi movimento che riguardi quella che anni fa Francesco Ruffini definì come uno Stato: “necessariamente, irriducibilmente, ineluttabilmente anormale, cioè un Unicum nella vita politica e giuridica dei popoli”.

Le vicende storiche del resto lo hanno confermato. Basta tornare alle parole che Calvi scriveva a Giovanni Paolo II in una lettera del 5 giugno 1982 :

“Santità sono stato io ad addossarmi il pesante fardello degli errori nonché delle colpe commesse dagli attuali e precedenti rappresentanti dello IOR, comprese le malefatte di Sindona (…), sono stato io che, su preciso incarico dei suoi autorevoli rappresentanti, ho disposto cospicui finanziamenti in favore di molti Paesi e associazioni politico-religiose dell’Est e dell’Ovest (…), sono stato io in tutto il centro-Sud America che ho coordinato la creazione di numerose entità bancarie, soprattutto allo scopo di contrastare la penetrazione e l’espandersi di idee filo marxiste”.

Lo IOR ed Il Vaticano, oggi come allora, restano istituzioni globali ed umane. Forse troppo umane. Del resto dove ci sono anime c’è sporcizia.


Autore: Pasquale Annicchino

Nato a Maratea (PZ) il 13 Dicembre 1982, vive a Firenze. Fellow del Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell'European University Institute. Ha insegnato e tenuto seminari in numerose università italiane ed internazionali: Siena, Alessandria, Como, Salerno, Tallin, Berkeley Law School, Brigham Young University School of Law. E’ stato Editor in Chief della University College London Human Rights Law Review ed è membro della redazione dei Quaderni di diritto e politica ecclesiastica del Mulino. Ha pubblicato saggi scientifici su varie riviste fra cui: Ecclesiastical Law Journal, George Washington International Law Review, University College London Human Rights Law Review, Studi e Note di Economia, Droit et Religions.

2 Responses to “Un ennesimo caso Ior e un nuovo caso Ici, per il Papa reduce dai successi in UK”

  1. Mario Rossi scrive:

    Complimenti per il curriculum,ma per accendere la luce,piu’ che la magistratura,(per decorso dei tempi sarebbe tutto prescritto)occorrerebbe ridare vigore a fonti che consentano una anlisi storica di cio’ che è avvenuto .L’errore di “Dagospia” è di ritenere contemporaneo l’attacco filo-massonico.Ma l’attacco è bell’e compiuto da quando agli inizi degli anni 60 un gruppo di giovani pretini e seminaristi riceveva dal “Gran Maestro”la direttiva (missive documentate :Chiesa Viva,mensile 420,(Tralasciando la parte “anticristica”)di Don Luigi Villa)di disgregare capillarmente la disciplina nei seminari e istituti religiosi.Una cosa è certa:i disgreganti(Frama,Mapa,Marpa,Casa) hanno tutti fatto una ottima carriera(non sempre ecclesiastica),basti pensare a personaggi del tipo di Paul Marcinkus,Francesco Marchisano,Pasquale Macchi,Agostino Casaroli,Crescenzio Sepe.Basterebbe approfondire (con internet i tempi sono diventati “maturi”)con uno spirito sobrio,analitico e scevro da qualsiasi pregiudiziale,documenti ed eventi,che alla luce delle conoscenze attuali,ci permetterebbero una sana(che non colpevolizzi la Chiesa “sana”)e affidabile ricostruzione.Lo dovremmo almeno in rispetto di Varisco,Strallo,Giuliano,NIutta,Rossi,Bisaglia e Bisagliaetc.etc. Un saluto

  2. pasquale scrive:

    Conosco bene le fonti di cui parla. Ma in questa sede è ovviamente impossibile una analisi storica e dettagliata di questa vicenda in un contesto storico. L’obiettivo dell’articolo era più umilmente quello di offrire una semplice panoramica di quello che sta avvenendo in questi giorni.

    Grazie molte per il Suo intervento.

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