– E’ oggettivamente sconfortante il modo in cui il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha reagito ai nuovi dati sull’occupazione nel nostro paese. A differenza dei numeri in crescita sul fatturato e sulla produzione industriale, cala ancora l’occupazione (-0,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009) ed aumenta la disoccupazione totale e giovanile, ormai ai livelli più alti da diversi anni. Ma il ministro pensa bene di commentare i dati, allarmanti, con un laconico e ormai consueto: siamo messi meglio degli altri, le misure adottate dal governo stanno funzionando.

Anzitutto, il confronto più significativo andrebbe fatto con il passato e non con gli altri paesi, perché ognuno ha le proprie caratteristiche, il proprio mercato del lavoro (si confrontino anche i tassi di attività, di tanto in tanto) e le proprie regole. In secondo luogo, Sacconi non dice che proprio la struttura degli ammortizzatori sociali del nostro paese – con l’istituto della cassa integrazione, rimpinguato dalle misure in deroga degli anni passati – congela fittiziamente i posti di lavoro, gonfia i dati dell’occupazione e sottostima la disoccupazione. Ancora, ogni trimestre che passa – senza che si metta mano ad una seria riforma del welfare – contribuisce a deteriorare il capitale umano dei disoccupati, soprattutto giovani, che in Italia non godono di strumenti adeguati di formazione e riqualificazione professionale.

Anche grazie ad una maggioranza parlamentare impegnata a rotolarsi nel fango ed un sistema dell’informazione oltremodo distratto rispetto ai problemi dell’economia nostrana, il ministro sembra aver dimenticato i propositi riformatori del suo Libro Bianco, preferendo piuttosto una dolce navigazione a vista.