– L’anno scolastico che si è appena aperto regala spunti costanti di riflessione sul ruolo della scuola pubblica, sui suoi problemi, sui modi strumentali in cui viene utilizzata l’istituzione statale.

L’ultima in ordine di tempo, della quale i quotidiani nazionali non hanno parlato, riguarda la scuola media “Milizia-Fermi” di Oria in Puglia. Nel patto educativo che i genitori siglano e che si impegnano a rispettare è scritto a chiare lettere che “Le alunne sono tenute ad indossare il grembiule nero”. Le alunne, nulla è previsto per i ragazzi.

Dall’iniziativa di un genitore è partita una protesta che chiede la rimozione dell’obbligo palesemente discriminante: “Anche quest’anno il primo giorno di Scuola Media inferiore si è aperto con la sfilata dei camici neri (…) Nonostante le continue richieste dei genitori non si riesce a porre fine a questa aberrante e discriminante regola”.

Non ci sarebbe da discutere molto, ma sappiamo che al Ministero dell’Istruzione di questi tempi il talento creativo non manca. Dopo la Bibbia di Stato, e la superficiale condiscendenza verso la scuola con bollino della Lega ad Adro, si potrebbe pensare di adottare anche questa misura di sicuro impatto per la moralità pubblica. O almeno se ne potrebbe discutere con Luca Zaia. Per poterci finalmente ritrovare tutti insieme a cantare a squarciagola Eia eia alalà.