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Non solo Adro. Fioccano a scuola le scemenze fai-da-te.

– L’anno scolastico che si è appena aperto regala spunti costanti di riflessione sul ruolo della scuola pubblica, sui suoi problemi, sui modi strumentali in cui viene utilizzata l’istituzione statale.

L’ultima in ordine di tempo, della quale i quotidiani nazionali non hanno parlato, riguarda la scuola media “Milizia-Fermi” di Oria in Puglia. Nel patto educativo che i genitori siglano e che si impegnano a rispettare è scritto a chiare lettere che “Le alunne sono tenute ad indossare il grembiule nero”. Le alunne, nulla è previsto per i ragazzi.

Dall’iniziativa di un genitore è partita una protesta che chiede la rimozione dell’obbligo palesemente discriminante: “Anche quest’anno il primo giorno di Scuola Media inferiore si è aperto con la sfilata dei camici neri (…) Nonostante le continue richieste dei genitori non si riesce a porre fine a questa aberrante e discriminante regola”.

Non ci sarebbe da discutere molto, ma sappiamo che al Ministero dell’Istruzione di questi tempi il talento creativo non manca. Dopo la Bibbia di Stato, e la superficiale condiscendenza verso la scuola con bollino della Lega ad Adro, si potrebbe pensare di adottare anche questa misura di sicuro impatto per la moralità pubblica. O almeno se ne potrebbe discutere con Luca Zaia. Per poterci finalmente ritrovare tutti insieme a cantare a squarciagola Eia eia alalà.


Autore: Pasquale Annicchino

Nato a Maratea (PZ) il 13 Dicembre 1982, vive a Firenze. Fellow del Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell'European University Institute. Ha insegnato e tenuto seminari in numerose università italiane ed internazionali: Siena, Alessandria, Como, Salerno, Tallin, Berkeley Law School, Brigham Young University School of Law. E’ stato Editor in Chief della University College London Human Rights Law Review ed è membro della redazione dei Quaderni di diritto e politica ecclesiastica del Mulino. Ha pubblicato saggi scientifici su varie riviste fra cui: Ecclesiastical Law Journal, George Washington International Law Review, University College London Human Rights Law Review, Studi e Note di Economia, Droit et Religions.

8 Responses to “Non solo Adro. Fioccano a scuola le scemenze fai-da-te.”

  1. Marco Faraci scrive:

    Bisognerebbe parlare anche delle bandiere delle pace che spesso in questi anni hanno campeggiato con l’avallo dei presidi e delle occupazioni politiche delle scuole anch’esse sistematicamente avallate dai presidi.
    Altrimenti il rischio è di ritenere “stonati” i simboli considerati “di destra” e di accettare invece supinamente l’uso politico della scuola pubblica per l’indottrinamento alle idee di sinistra.

  2. Carmelo Palma scrive:

    La differenza Marco è tra l’infiltrazione surrettizia e l’occupazione istituzionale, tra la politicizzazione indiretta e comunque – hai ragione – disonesta e la identificazione esplicita dello “stato” (o del comune) con il “partito”. Il sindaco di Adro risponde a Bossi – e dice che toglie i simboli dalla scuola se Umberto glielo ordina – non alla legge. Non c’è nulla di dissimulato, è tutto scoperto e quasi esibito. E non è meglio, secondo me, è peggio.

  3. Marco Faraci scrive:

    Carmelo,
    se gli “studenti padani” facessero un’occupazione e tappezzassero una scuola di “soli delle alpi” e di scritte politiche ed il preside non si opponesse e lasciasse intatti i frutti del loro “lavoro”, come testimonianza di una libertà di espressione che viene dal basso e dell’impegno culturale e sociale degli studenti, vedresti davvero una differenza sostanziale?
    Eppure è quello che nella variante di sinistra avviene in moltissime scuole, incluso nel liceo in cui ho avuto il piacere di studiare.
    Riconosco che sia un modo più furbetto di fare quello che è stato fatto ad Adro (la frase “li tolgo se me lo dice Bossi” è da pirla), ma secondo me non necessariamente migliore.

  4. grazia scrive:

    Volevo segnalarvi che oggi (domenica 19 settembre) il Messaggero,a pag.9, ha pubblicato un articolo sull’obbligo dei gembriuli neri imposto alle alunne della scuola media “Milizia Fermi” di Oria.

  5. pasquale scrive:

    Vuol dire che anche al Messaggero ci leggono :)

  6. lucia scrive:

    solo poche parole i genitori che hanno protestato per un cosi futile motivo ,di sicuro non hanno niente di piu serio da fare o non sanno quali sono i veri problemi ,per poter fare tanto chiasso per i grembiuli

  7. Marianna Mascioletti scrive:

    Poche parole: chi viene qui a protestare per i genitori che protestano per i grembiuli di sicuro non ha niente di più serio da fare o non sa quali sono i veri problemi.

  8. lucia scrive:

    per marianna mascioletti; non avevi una frase diversa? cmq siamo in due a nn aver meglio da fare!!!!!!!!!!!!!!!!

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