– Sarà che Veltroni sente il bisogno di dire qualcosa di sinistra, dopo che i giovani dalemini (sembra un ossimoro, ma esistono) lo hanno accusato di essersi infatuato del libero mercato. Sarà che Walter sente il richiamo della semplicità – precariato cattivo, posto fisso buono: ergo, posto fisso a tutti – dimenticando che non basta decretare per legge la stabilità ed il benessere perché questi arrivino. Fatto sta che leggere la parte oggettivamente più innovatrice della sinistra italiana parlare del “diritto al posto fisso” sconforta alquanto.

Viene da chiedersi: cosa pensa Pietro Ichino, che Veltroni volle capolista al Senato per il “suo” Partito Democratico, di questa uscita dell’ex segretario? Veltroni mescola ma-anchisticamente pere e mele quando dice che “i giovani devono avere diritto a un posto di lavoro fisso, dall’inizio della loro carriera, con un sistema crescente di tutele”. Sì, perché quel “sistema crescente di tutele” di cui Veltroni parla non può essere un corollario del diritto al posto fisso, ma la giusta contropartita per un’apertura del mondo del lavoro, per una riduzione delle rigidità contrattuali di cui oggi gode un pezzo del mercato del lavoro italiano, quello da cui molti giovani sono appunto esclusi. E’ questo lo schema della flexsecurity di Ichino ed è questa la riforma che insistentemente chiediamo al ministro Sacconi ed al governo, che sull’argomento colpevolmente nicchia.

A soffiare sul fuoco del disagio giovanile, in un paese povero di opportunità per molti perché ricco di regole e di rendite di posizione per alcuni, si fa ai giovani un danno enorme. E si fa paradossalmente un favore ad un governo che – temendo lo scotto di riforme troppo coraggiose – si è limitato a consolidare un mercato del lavoro duale.

Alla società e all’economia italiana serve dinamismo, innovazione e competitività, affinché vi siano più chance di occupazione, per chi entra nel mercato del lavoro per la prima volta e per chi il proprio posto l’ha perso.

Un consiglio non richiesto a Veltroni: ascolta il “tuo” Ichino e lascia stare i giovani dalemiani.