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Terzo Polo o partito della Nazione? In ogni caso serve un Partito a responsabilità nazionale

– Parlare di unità e coesione nazionale potrebbe sembrare ai più un esercizio di riflessione quasi scontato e soprattutto foriero di inutili e oramai sorpassate nostalgie. Ma, visto che il tema è reso attuale dall’incombenza dei centocinquanta anni dell’Unità d’Italia e dal richiamo fattovi da Gianfranco Fini nel discorso di Mirabello, ribadire qualche concetto in proposito non dovrebbe creare molte perplessità né dar vita a spurie polemiche.

Eppure, di fronte alle tanto reiterate previsioni leghiste di un’Italia che “si spacca da sola” e dinanzi all’evidenza dei fatti che narrano le vicissitudini di un Paese frammentato e disunito, porre l’attenzione su chi e cosa contribuisca a conferire un’anima alla realtà che ci circonda non sembra un tentativo suscettibile di essere accantonato e messo da parte.

Del resto – ça va sans dire – a costituire un’entità, sia essa comunale, provinciale o regionale, è, al di là dei confini e dei limiti imposti dalla geografia, anzitutto il popolo che in essa, nelle sue piazze e  città, si raduna, vive e opera per garantire il regolare svolgimento di quei servizi di cui ognuno di noi quotidianamente beneficia. Perché allora eludere ancora ogni discorso che voglia incentrarsi sulla maggiore necessità di rintracciare un qualche spirito unitario o di coesione fra cittadini dello stesso Paese? Perché prevalgono, al contrario, le tesi di chi, a soli fini propagandistico – elettorali, non rinuncia ad agitare lo spauracchio di un Nord che produce e paga regolarmente le tasse e di un Sud che, invece, resta perennemente in panchina, vittima  e allo stesso tempo artefice di un lassismo ormai difficile da sradicare?

Difficile dare risposte immediate e dirette senza tener conto del fatto che, troppo spesso, l’interesse nazionale viene accantonato per lasciar spazio ad altri (e più urgenti ) bisogni territoriali da soddisfare, bisogni che, a ben riflettere, sono tali solo se in grado di garantire al partito che li tutela e che si fa carico di realizzarli un tornaconto elettorale. Ed ecco allora che il particulare finisce – chissà poi fino a quando? – per prevalere, anzi, per soffocare, ogni interesse generale, ogni esigenza che, proprio perché comunemente avvertita, si candida ad essere necessità di tutti e non solo di una parte, magari di quella più produttiva e più efficiente da un punto di vista economico.

Chi saprà, dunque, garantire il ripristino della coesione e dell’unità nazionale? Chi, tra i vari contendenti dell’agone politico, riuscirà ad abbracciare questi concetti e a tradurli sul piano pratico, senza dover ricorrere per forza a sortite propagandistiche e populistiche? Se, dopo Mirabello, nascerà quel tanto atteso Partito della Nazione, magari non nel senso inteso da Casini ma tale per il raggio d’estensione della responsabilità politica che lo ispira, se cioè un nuovo soggetto politico si farà carico, tra le altre cose, di voler recuperare e valorizzare quegli elementi che hanno fatto grande l’Italia nel mondo, dovrà anzitutto evitare che esso stesso diventi il punto di riferimento solo di una parte del paese. Non ci saranno partiti “sudisti” se, per dirla con Ernesto Galli della Loggia, “lo schieramento che aspirerà al ruolo di partito nazionale” sarà in grado di “rifondare l’unità italiana rinsaldando l’unione tra le due parti decisive della Penisola, il Nord e il Sud”.

Non ci resta che aspettare. La partita è aperta e tutta da giocare. Vincerà chi saprà parlare al cuore di tutti gli italiani, al di là di ogni stratagemma politico e retorici tatticismi.


Autore: Angelica Stramazzi

Nata nel 1986, laureata in Scienze Politiche presso l’università Luiss “Guido Carli” di Roma, fa parte di un team di giovani ricercatori all’interno del dipartimento di Studi Politici dello stesso ateneo, occupandosi in particolare di studi di genere. Attenta al tema delle politiche giovanili, scrive per il sito di Generazione Italia e, occasionalmente, per Farefuturo Web Magazine, periodico della fondazione Fare Futuro.

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