Riflessioni di un giovane liberale

– Il gruppo dei visitatori di Libertiamo ormai è spaccato in due, anzi in tre.
C’è chi critica l’adesione a F&L, senza però dare soluzioni alternative (e soprattutto senza tenere in conto che i “finiani” sono stati cacciati e non viceversa).
C’è chi ancora crede nella rivoluzione liberale di Berlusconi (della serie “la speranza è l’ultima a morire”…anche se Barbara D’Urso direbbe “Sedici anni! Sedici anni!”).
E c’è invece chi, come il sottoscritto, accetta di buon grado l’entrata di Libertiamo nel gruppo di Futuro e Libertà.

Questo si chiama pluralismo, ed ancora una volta Libertiamo si attesta come un sito realmente liberale.
Un sito in cui, per dire, i commenti contro l’adesione a F&L non vengono catalogati come uno “stillicidio di distinguo assolutamente incompatibili con la linea di Libertiamo” – chi ha orecchie per intendere, intenda.

Pur essendo nato nel 1991, ed avendo quindi conosciuto soltanto il Fini moderato e non il post-fascista di borgata, posso comprendere, in generale, lo scetticismo verso la sua compatibilità con la linea di Libertiamo: in fondo l’attuale presidente della Camera, fino a poco tempo fa (possiamo dire che l’Elefantino fu il punto di svolta), era, politicamente, l’antitesi del liberalismo.

Eppure spero che le critiche rivolte a Fini non siano composte solo da una pars destruens, ma anche da una pars construens.
Criticare Bocchino per colpa del suo essere finiano (come, d’altronde, criticare Bondi per il suo essere berlusconiano), Fini perché si è opposto al berlusconismo, al clericalismo e al leghismo dilagante, Granata perché ha detto ad alta voce quello che il 90% degli italiani pensa, ovvero che lo Stato non sempre è “pulito”, non sempre è immune da influenze di associazioni mafiose, può essere lecito e condivisibile.

Ora, però, facciamo un po’ di domande ai frequentatori di Libertiamo: quando sarà che noi sedicenti liberali inizieremo a voler veramente cambiare questo status quo?
Quando inizieremo a criticare il nostro governo per il suo non-liberalismo?

Quando inizieremo a criticare il corporativismo di Berlusconi, il conflitto d’interesse, il monopolio mediatico “Rai-Set”? Le mancate liberalizzazioni/privatizzazioni? Il caso Alitalia? O un Giovanardi che dichiara che Stefano Cucchi è morto in carcere perché era “un povero drogato”? O certe uscite della Lega Nord (che non c’è nemmeno bisogno di specificare)?
Siamo sicuri che ci piace così tanto un ministro dell’economia esplicitamente anti-mercato?
Quando inizieremo ad essere stufi delle convergenze di interessi tra PDL e lobbies come CL (cfr. Formigoni e Lupi)?

Quando inizieremo a captare i messaggi lanciati dalle nascite dei Tea Parties? (perché, se questo governo fosse stato anche lontanamente liberista, non ci sarebbe stato, forse, neppure bisogno dei Tea Parties).

Quando cominceremo a renderci conto che un governo che si finge liberista, e che manda all’aria un intero paese, farà soltanto aumentare lo scetticismo nei confronti del liberismo?
E noi vorremmo fare la rivoluzione liberale? Insieme al PDL, che è arrivato ad infangare la libertà e la democrazia?

Il PDL ormai appare sempre più come una “tana” per paleofascisti (e qui intendo gli “ex-colonnelli”), ex-comunisti, ex-democristiani ed ex-socialisti. Guidato dal suo capo, padrone ed azionista di maggioranza, Silvio Berlusconi, il PDL si è rivelato nient’altro che un macchinario burocratico-marchettaro, in cui l’omologazione e l’abnegazione totale ed acritica sono qualità, non disvalori. Il PDL si incensa con la parola “libertà”, ma ne fa sfregio ogni giorno.

Dov’è l’economia liberista? Dov’è la svolta liberale italiana? Dove sono i diritti dell’individuo, le libertà personali, la tutela degli omosessuali e degli immigrati, del multiculturalismo, dell’integrazione, della Libertà, istanze tipiche di partiti liberali stile Cameron e Westerwelle? Dov’è andato a finire il concetto cavouriano di Libera Chiesa in Libero Stato? Dov’è il pluralismo?

Le belle promesse che Berlusconi ci fece nel 1994 sono annegate da tempo. La pressione fiscale reale è al 52%, il monopolio ed il corporativismo stravincono, il pensiero si appiattisce ed il clericalismo dilaga.

Cosa provate voi liberali a vedere i soldi pubblici utilizzati come piattaforma di lancio per un dittatore conciato da rapper che inneggia all’islamizzazione dell’Europa?
Cosa provate quando sentite Berlusconi che celebra un ex KGB come emblema del pensiero liberale?
Cosa provate a vedere il nostro premier che, invece di consolidare rapporti politici con figure come Obama, Cameron, Clegg, Sarkozy e Merkel, plaude a soggetti del calibro di Putin, Gheddafi, Lukashenko e fa battute sul colore della pelle del Presidente degli Stati Uniti d’America?

Cosa provate quando i provvedimenti del nostro governo vengono criticati da tutta la stampa estera (…ah dimenticavo, l’Economist e il New York Times sono di sinistra…), dall’Osce e perfino dalla Casa Bianca?
Come vi sentite quando ascoltate Quagliariello – berlusconiano DOC – affermare che “troppi diritti ammazzano la Libertà”?
Cosa pensate a vedere il (sic) “partito liberale di massa” rappresentato da soggetti come Bondi, Roccella e Verdini?
E quando sentite Stracquadanio dire che a Fini serve la “cura Boffo” o Gasparri affermare che non capisce nemmeno lui le leggi che vota?
Oppure quando la Santanchè, che ha partecipato alle elezioni come avversaria del Presidente del Consiglio Berlusconi, viene nominata sottosegretario all’Attuazione del Programma?

Parliamoci chiaro, a parte Della Vedova, chi porta avanti queste battaglie? Vogliamo riportare alla memoria lo spettacolo quasi straziante del presidente di Libertiamo  SOLO, davanti a Montecitorio, a manifestare contro il decreto Englaro??

Qualcuno mi può fornire i nomi e i cognomi di qualcuna delle colonne del liberalismo del PDL che si attiva per difendere le nostre libertà personali e i nostri diritti civili?

Che senso ha criticare il passato fascista di alcuni solo adesso che sono stati estromessi dal PDL? Finché erano nel PDL andava bene e adesso che ne sono fuori improvvisamente si grida allo scandalo?

Non so se sia più emblematica e grave la dichiarazione di Antonio Martino “il PDL somiglia al colbertismo, al fascismo, al socialismo, ma non è liberalismo” o, ultimamente, il suo silenzio assordante.
Senza contare che ci vorrebbe un altro articolo intero per elencare, punto per punto, tutti gli argomenti che rendono Fini, paradossalmente, più liberale di Berlusconi e del suo governo.

Per tutti questi motivi mi chiedo: perché voi liberali non vi adoperate tanto a combattere questo status quo, anziché demonizzare dei post-fascisti che (meritoriamente, si può dire?) cercano di adeguarsi agli standard del PPE?

Quale delle due cose rappresenta più una minaccia politica, i Finiani o la Lega?

Ritorno sul concetto di prima: è vero, Fini non è un liberale puro (qualsiasi cosa ciò significhi esattamente) e probabilmente mai lo sarà.
Ma il PDL, invece, cos’è?
Il problema è che quel partito non ha colore politico. Il PDL, semplicemente, non è.


Autore: Flavio Ciabattoni

19 anni, ascolano, diplomato al liceo linguistico e frequentante il primo anno del corso di laurea in Economia, in lingua inglese, presso l'università Bocconi. Ha frequentato il quarto anno di scuola superiore all'estero, negli Stati Uniti, dove ha frequentato classi di Communication, Mass Media e Introduction to Business, oltre a quelle di Governo e Costituzione Americana.

38 Responses to “Riflessioni di un giovane liberale”

  1. Tudap scrive:

    Il problema lo hai detto tu stesso: a parte Della Vedova, chi porta avanti queste battaglie? Quello che mi preoccupa è che come Della Vedova era solo nel PDL altrettanto solo rimanga anche in FLI.

    Oltre a BDV quanti “libertarians” ci sono nel direttivo di Generazione Italia?

    Una come Sofia Ventura che ha collaborato molto sia con BDV che con la Fondazione Fare Futuro, perché non ha un ruolo di primo piano?

    Tra i Giovani vedo un Gianmario Mariniello ma non vedo un Piercamillo Falasca e si potrebbe continuare…

    Su Martino non so che dire, in realtà a parte qualche articolo per l’IBL non ha mai voluto mettersi realmente in gioco. Boh, forse sarà l’età…

  2. Giorgio Pasetto scrive:

    Condivido molte considerazioni di questo articolo!
    Ma il problema siamo noi Italiani non chi ci rappresenta!

  3. Tudap scrive:

    A proposito visto che FLI è ormai un partito, perchè BDV non si propone come “delegato” per allacciare rapporti con i conservatori britannici e magari anche con i liberali tedeschi (visto che ultimamente si sente tanto parlare di Germania come paese da cui prendere esempio)?

  4. bill scrive:

    Che questo governo non stia facendo politiche liberali è vero.
    Però mi chiedo: dove erano fino un quarto d’ora fa i finiani, che condividono tuttora al 95% il programma berlusconiano?
    Partiamo da una considerazione: nell’UdC chi comanda? Nell’IdV chi comanda? Frai Grillini, chi comanda? Tutti i partiti hanno un leader, e non raccontiamoci che lì le minoranze contino assai di più che nel PdL. Solo nel PD non si capisce chi indichi uno straccio di linea, e i risultati di quel bailame si vedono: sono ridicoli.
    Detto questo, veniamo alle presunte istanze liberali e liberiste di FLI.
    1)Proporre un’assise nazionale sul lavoro è un’istanza liberista? A me pare corporativa e consociativa.
    2)Riproporre il quoziente familiare come primo passo per ridurre le tasse, cosa presente nel programma del PDL, invece che criticarla: vi pare una mossa particolarmente intelligente?
    3)Proporre la cittadinanza breve: è un’esigenza impellente? Che vantaggi concreti ed urgenti darebbe agli immigrati? Ma soprattutto: dare la cittadinanza automaticamente a figli di immigrati che nascono in Italia non fa correre il rischio che arrivi una bella quantità di persone attratte proprio da questa proposta inutile? E per fare che? Integrazione non significa invasione e stravolgimento di una comunità a tappe forzate, senza tenere in conto le possibilità concrete che il paese ha di offrire una esistenza degna agli immigrati, e l’impossibilità di accogliere chiunque.
    Aggiungo che la Francia delle banlieu e l’Inghilterra dei tribunali civili islamici, dal punto di vista dell’integrazione, sono modelli che sarebbe meglio non seguire per niente. Altro che destra europea..
    4)Invece che fare maneggi in Rai per familiari e camerieri e poi brontolare del duopolio, perchè non si propone la vendita della stessa Rai?
    5)Obama e Blair hanno elogiato pubblicamente Berlusconi, i rapporti con la Francia sono ottimi: facciamo guerra alla Libia? Gli accordi presi sono vantaggiosi per l’Italia così come quelli presi con la Russia. E Fini cosa avrebbe detto a Gheddafi, che non sta bene dire che l’Europa aderisca all’Islam? E in base, di grazia, a quale legge?
    6)Che significato ha fare opposizione, perchè di questo si tratta, al federalismo? Dire che il sud non va penalizzato è purissima aria fritta, e fa rima con paternalismo e assistenzialismo. E’ solo una lisciata di pelo all’unico bacino di voti disponibile.
    7)l’ammuina con la magistratura è inquietante, quanto il bel filmino in cui Fini parla con quel PM di indagini che neanche dovrebbe conoscere. Altro che lobby di CL: si fa sponda con la corporazione dei magistrati augurandosi di eliminare uno che in teoria dovrebbe essere il proprio leader tramite una indagine giudiziaria. Ma davvero pensate che gli italiani non si accorgano di questa immondizia?
    8)la faccenda della casa di Montecarlo così come quella dei contratti Rai fatta avere ai familiari di Fini: ma credete che giocare ai sordomuti serva a qualcosa? E questo sarebbe il leader dei liberali? Lui ai magistrati dica quello che vuole, ma deve rispondere all’opinione pubblica e a chi lo ha eletto, altro che pazientare qualche mese. Ma vi pare un atteggiamento minimamente serio?
    9)Non si fa un partito sui problemi bioetici piuttosto che sulle coppie di fatto. Si possono fare proposte di legge a proposito di iniziativa parlamentare: c’è bisogno di un partito?
    Che il PdL abbia molti problemi, e che faccia una politica semisocialista è purtroppo vero. Ma è lì dentro che si devono portare avanti le istanze liberali, che con quanto detto a Mirabello non c’entrano niente di niente.
    PS: Non ho sentito una parola su alcune leggi classicamente stataliste, quali le misure sul fumo, l’alcol e le centinaia di divieti, e relativi prelievi pecuniari, che pure un governo sedicente liberale attua. Quindi, statalismo uber alles!
    Se poi al “clericalismo” del PdL si contrappone un’intesa con Rutelli e Casini, beh, tanti auguri.

  5. Paolo scrive:

    Complimenti, analisi lucidissima e pienamente condivisibile.

  6. Marco Alex Braga scrive:

    Ottima analisi, che condivido in pieno.

    Per riprendere anche le considerazioni di Tudap, occorre sottolineare che spetta a noi liberali fare squadra e gruppo, rinunciando magari ad un po’ di eccesso individualismo (che fa parte di noi, per sostenere le battaglie di Della Vedova e gli amici di Libertiamo all’interno di FLI. Battaglie liberali, liberiste e libertarie che sebbene vengano poco rappresentate dai partiti di centro-destra, sono valori di riferimento ben presenti nell’elettore tipico di Centro-Destra, perché il messaggio più forte e più elettoralmente vincente è sempre lo slogan “Meno tasse per Tutti”, che però da 16 anni è rimasto soltanto un bellissimo slogan.

    In conclusione: rimbocchiamoci le mani, non stiamo a guardare il corso degli eventi da fuori ma entriamo in FLI e adoperiamoci affinché le politiche liberali diventino una realtà del partito.

  7. Un articolo che consola, bello ci sian giovani così!

  8. bill scrive:

    Antonio martino ha risposto sul suo blog. E devo dire che convengo appieno col suo pensiero.

  9. erasmus scrive:

    in realtà la cultura liberale e libertaria è minoritaria in Italia e Berlusconi ,ispirandosi al marketing,ha capito che questa cultura non può essere quella del PDL.E molto ingenuo pensare che Fini si stia opponendo a Berlusconi in nome di ideali liberali e liberisti: primo perchè si tratta di una lotta di potere e di strategie politiche,secondo perchè nessuna dichiarazione (lasciamo pure perdere l’origine politica) lo autorizza a pensare.Tutta questa fiducia in Fini “liberale” è solo dimostrazione di ingenuità giovanile..
    La cultura liberale e libertaria si trova solo nei radicali da cui BDV proviene..

  10. allora per prima cosa io non considero partiti IDV, PD, UDC…quindi e’ inutile la comparazione…e’ come se ti dico: in Italia Berlusconi non ha atteggiamenti puramente liberali, e te mi rispondi: ma perche’ in Russia Putin ce l’ha??
    1)Allora perche’ ometti che Fini ha detto che bisogna fare privatizzazioni e liberalizzazioni ovunque sia possibile?? e la denuncia sulla non privatizzazione delle municipalizzate?? e sulla meritocrazia?? queste cose le hai dimenticate??
    2)Sono contro il quoziente familiare. (che peraltro lo propone anche berlusconi).
    3)Proporre la cittadinanza breve…e’ una proposta…un incentivo al dibattito…un tema cosi’ importante non puo’ essere trattato con slogan populisti e appaltato a un partito come la Lega. Non so tu, ma in Inghilterra, essendo vissuto a stretto contatto con i ragazzi della mia eta’, soprattutto nelle scuola ho notato che l’integrazione che c’e’ li noi ce la sognamo…
    4)Questa cosa della Rai e’ uscita da Feltri?? Quindi facendo il tuo ragionamento ti potrei chiedere: e dei soldi che Berlusconi ha dato a Mills ne vogliamo parlare??
    cmq anche io sono per la privatizzazione della Rai, a Murdoch.
    5)Non m sembra che Obama si sia mai speso cosi’ tanto in celebrazioni…. e a Blair vorrei fare le stesse domande che ho fatto a voi.
    guerra alla Libia? No. Cercare di renderlo un paese democratico?? si.
    e soprattutto non caisco perche’ la nostra politica estera debba essere dettata da Eni, Gazprom e la compagnia di stato libica. A questo punto non e’ piu’ intelligente un’opera di diversificazione energetica, mix di eolico, solare e nucleare in modo da sganciarci definitivamente da queste dittature?
    Innanzitutto Gheddafi e’ venuto a MINACCIARE che se nn avesse ricevuto quel finanziamento l’Europa sarebbe diventata nera. e poi fammi capire, quindi sei d’accordo x l’utilizzo di soldi pubblici per sponsorizzare l’opera di conversione islamica di questo dittatore?
    6) Stessa storia di prima, sul federalismo e’ opportuno un serio dibattito che sia piu’ inclusivo possibile…E’ troppo chiedere una cosa del genere?
    7)Fini ha soltanto detto: l’affare spatuzza e’ talmente delicato k deve essere trattato con uno scrupolo tale da non creare errori giudiziari oppure sarebbe una bomba atomica
    8)A prescindere che sulla casa di Montecarlo ancora deve indagare la magistratura….voi liberali siete garantisti a giorni alterni?? e poi come mai esce soltanto adesso questa storia?? te lo sei mai chiesto?? evidentemente prima a Feltri andava bene che Fini avesse fatto uello che ha fatto (non so nemmeno cosa ha fatto, xk non ci sono sentenze definitive)
    9)Ti sembra che ci sia dibattito su questi temi nel PDL?? nn hai mai sentito i soliti berlusconiani dire: Coppie di fatto, Eutanasia,etc non sono nel nostro programma!
    “E’ nel PDL che si devono portare avanti le istanze liberali”
    ma cos’e’ un oracolo da seguire? un dogma? a me piuttosto sembra una forzatura… abbiamo visto che non e’ possibile portare avanti queste istanze liberali, si trova un’altra soluzione…o vogliamo continuare per anni a dire cio’ e poi ci ritroveremo nel 2050 k l’argentina c’avra’ superato in fatto di liberta’ personali??
    PS:con Fini nn sono d’accordo su molte cose. Mai pero’ come con il PDL.
    Cmq finite qui?? 10 cose illiberali di Fini?? io quante te ne ho cacciate fuori??? cos’e’ questo doppiopesismo??
    e soprattutto dove l’hai letto che Fini vuole fare l’alleanza con l’UDC??? solo xk l’ha detto Casini??

  11. stefano angeli scrive:

    Io sono un liberale non più tanto giovane, eppure mi ritrovo totalmente nelle parole di chi ha scritto l’articolo.

  12. roberto scrive:

    Scusa Bill perchè non parli anche degli editoriali di Minzolini? Come puoi pretendere di fare riforme con Quagliariello, la Santanchè e Storace?

  13. Paolo Longo scrive:

    Infatti BENEDETTO DELLA VEDOVA è una delle persone migliori che conosco, anche se tramite web, sono stato invitato ad un suo convegno all’Hotel di Piazza Esedra sulla nascita di Libertiamo,c’ra anche il Prof.Antonio Martino, e ci sono andato volentieri, pur essendo personalmente un hegeliano di sinistra, di formazione storico-culturale; ciò malgrado, quando discute BENEDETTO, si avverte un’aria di novità, molto come me sentono di nutrire una forte stima, tutta meritata, è una persona colta, coerente e contemporaneamente un uomo di coscienza/umanità notevolissima, di adamantina onestà, di profondamente moderna Weltanschaung, m’assomiglia tantissimo nella logica personale anche se dal lato della destra! Permane in BENEDETTO quello spirito radicale che lo fa un “apax legomenou”, davvero di stile: glielo dovevo, non lh’o potuto salutare, dovevo andar via in fretta, avevo un concerto quella sera stessa a Latina, ed ora recupero “le temps perdue”,e forse un leader puro, giovane di mentalità, nel prossimo futuro,[non me ne vogliano altri valenti personaggi], è proprio sotto il naso di tutti: è BENEDETTO DELLA VEDOVA, una persona di serietà inaudita oggi, economista colto, non settorialistico avventuriero, persona di spessore inusuale nell’Italia attuale, che vada avanti lui!

  14. enzo51 scrive:

    Le inquietitudini di un brillante diciannovenne.
    Complimenti ma attenzione!

    Comandare- e non importa se lo si fa bene male- in quanto tutto è opinabile ,è un arte difficile se non impossibile quando si tratta di noi italiani!

    Pensiamoci un po sù: il bicchiere,per noi italiani ,è sempre mezzo pieno e mezzo vuoto!

    Ad maiora!

  15. filipporiccio scrive:

    In sostanza, comunque, si tratta di aderire all’unica novità politica del momento con la speranza (non giustificata) che la strada nuova sia migliore di quella vecchia. L’alternativa è andare da soli. Se crediamo che in Italia ci sia un elettorato veramente pronto a votare per dei liberali, la strada giusta è la seconda, per quanto dura e lunga possa essere. Bisogna dire che Berlusconi ha tradito le idee liberali, e quindi i liberali si presentano da soli, e non come “Finiani”. Altrimenti non vedo perché continuare ad offrire al pubblico un programma politico che non ha uno straccio di mercato.

  16. Matteo scrive:

    Complimenti Bill, sfido chiunque a smontare anche uno solo dei punti da te esposti in maniera lucidissima ed onesta.
    Io aggiungo questo punto: qualcuno crede che un partito dichiaratamente liberale e liberista in italia possa superare il 5%? Che piaccia o no il PDL rappresenta l’esperienza più liberista che si sia mai vista in Italia nel dopoguerra.
    Il FLI mi sembra il ricostituito Partito Radicale, che, con le sue tante battaglie di cui molte condivisibili, ha sempre galleggiato intorno al 2%.
    Ricordiamoci che per applicare le proprie idee bisogna arrivare al 51%, troppo comodo fare politica con i voti degli altri.

  17. Justin scrive:

    Condivido in linea di massima il post…
    … anch’io trovo che da parte del Pdl vi sia una critica miope e sterile, nonché una totale mancanza di sensibilità verso certi temi. Soprattutto verso quelli della bioetica e dei diritti civili.
    Non posso però far finta di non vedere come ci si richiami a Clegg e Cameron e poi però, sul tema dei diritti degli omosessuali, ci si schiera in modo completamente opposto: Clegg e Cameron si sono dichiarati d’accordo sulla possibilità di adozione estesa non solo ai singles ma anche alle coppie omosessuali difatti non si sognano nemmeno lontanamente di abrogare l’Adoption and Children Act che nel 2002 ha aperto l’adozione di minori alle coppie di conviventi dello stesso sesso; Clegg ha più volte sollecitato l’inclusione delle coppie dello stesso sesso nel matrimonio civile vero e proprio e Cameron si è dichiarato “molto felice” di considerare la questione. Nel 2009 in Svezia tutti quanti i partiti di centro-destra al governo, tranne un piccolo partitino che si è messo di traverso, hanno proposto e fatto approvare dal Parlamento l’inclusione dei fidanzati dello stesso sesso nel matrimonio civile vero e proprio.
    Sarkozy, pur non essendosi dichiarato d’accordo sull’inclusione di gay e lesbiche nel matrimonio civile e nell’adozione di minori, si è detto dalla parte della completa parità di trattamento legale tra pacsati e uniti in matrimonio civile.
    Tutte queste sono cose che contrastano in modo evidente con il “no” che Fini ha più volte detto ai matrimoni civili tra fidanzati dello stesso sesso, ‘no’ presentato come un ‘no’ a chissà quale “deriva” (già ha usato proprio questa parola!), contrastano in modo palese con il sostegno dell’anti-matrimoni omosex Benedetto Della Vedova a quella schifezzina contro le famiglie gay e priva persino di contratto di unione che era la proposta didore.
    Su questi temi si prendano posizioni serie e in linea con le destre più moderne e innovative (vedi le recenti prese di posizione della Moroni!), non si resti al palo pavoneggiando una ‘apertura mentale’ che nel resto d’Europa verrebbe vista come timidissima o addirittura ridicola.
    Flavio Ciabattoni, in un commento qui sopra, ha scritto che forse nel 2050 l’Argentina ci supererà in fatto di libertà personali… io credo ci stia cominciando a superare già ora: ricordo che lì da quest’anno i gay e le lesbiche possono unirsi in matrimonio civile con il proprio amore, adottare bambini non solo in quanto singles come era permesso da anni ma anche in quanto coppie legalmente sposate, accedere alla procreazione medicalmente assistita come qualsiasi altra coppia unita in matrimonio civile.

  18. @ bill, dove sta la risposta di Martino??? non la trovo sul suo blog

  19. Roberto B. scrive:

    Guardo con interesse e condivido moltissimo le idee e le posizioni di Benedetto Della Vedova.
    ho molto apprezzato anche la posizione di Fini all’epoca del referendum contro la legge 40 (in vitro fertilizzazione etc.) e sul caso Englaro. Mi sta bene votare PDL come votai per il centro destra nel 1994 che incorporava i Radicali e posso rifarlo a condizione che non vengano censurate le posizioni Liberali.
    Per questo mi è piaciuta la posizione di BDV che ha aderito a FLI. Purtroppo il PDL e la lega appaiono sempre più conservatori, nulla a che vedere con le promesse del 1994… lasciamo stare…
    Ho notato con grande piacere che le interviste sui media che sono stata fatte a BDV hanno permesso visibilità alle sue posizioni lucide, intelligenti e mai sopra le righe. Visibiltità che tra un Bondi, un Quagliariello e un Gasparri mai gli sarebbe stata riservata.

  20. Giobba scrive:

    Sinceramente credo abbia ben poco di liberale chi ancora scrive che CL è una “lobbie”. Poi: si parla di CL ma dell’influenza della massoneria sulla politica italiana non si dice nulla? CL sarebbe una lobbie mentre la massoneria cos’è? credo che l’autore dell’articolo abbia ancora molta strada da percorrere e soprattutto acquisire una più matura capacità di giudizio sganciata da slogan e luoghi comuni.

  21. Giobba cos’e’ CL???
    x la Massoneria non so k intendi… parli della P2, forse??
    per diana hai ragione, certo k ho strada da fare…si spera k uno a 19 anni ancora non ha finito XD

  22. bill scrive:

    @Flavio: la risposta di Martino è sul suo blog. Se scorri i suoi articoli, la trovi in quello dal titolo “Risposta ai commenti..” fra quelli pubblicati in agosto.
    Mi spiace, ma rimango convinto non solo che, se le riforme non le si fa con la Santanchè, a maggior ragione non le si fa con Granata, ma pure che FlI rappresenti un passo indietro per la politica.
    Io credo nel bipartitismo, o in un bipolarismo fatto da coalizioni di pochi partiti e molto coesi.
    Non ritengo affatto che il sistema delle preferenze sia auspicabile: al sud, ma non solo, verrebbero elette persone controllate da chi le finanzia, e ce lo ricordiamo vene. Ma non è l’unico motivo: io voto un programma, e pretendo che gli eletti provino a concretizzarlo, non a fare i fatti loro e di chi li paga: non mi piacciono i voltafaccia e i giochetti dei partiti in parlamento stile prima repubblica.
    Giudico infatti che il ricatto, perchè di questo si tratta, che da mesi e mesi Fini pone in atto sia un gioco di palazzo e nulla più. Se poi davvero si darà vita ad un governicchio dei perdenti con la scusa della legge elettorale (mentre l’unico motivo sarebbe sperare in una svolta di tipo giudiziario contro Berlusconi), la cosa si rivelerà con la sua bella faccia.
    Vedo inoltre che, un pò come a sinistra, basate tutta la vicenda Montecarlo (e Rai, amici cari) su giudici e sentenze. Sbagliato: è un fatto politico, e Fini deve dare delle spiegazioni. Voi non le volete, a voi basta la fede (su che poi?)? A me, e penso alla maggioranza delle persone, no, neanche per idea.
    PS:1) io andrei piano, e se tu conoscessi bene la vicenda lo faresti pure tu, a dire che Berlusconi ha pagato Mills. Informati, và.
    2)Non ho detto che Fini sia colpevole di niente; solo che deve chiarire dei fatti. I fatti sono fatti, non supposizioni, e lui deve risponderne agli elettori. A differenza degli antiberlusconiani, non stilo io le sentenze: vorrei almeno ascoltare le due campane, ma vedo che una è muta..
    3) Infatti coppie di fatto, adozioni gay e eutanasia non sono nel programma, e aggiungo che sarebbe sbagliato, vista la vastità dell’elettorato di centrodestra, metterceli. Non a caso, anche in FlI Benedetto ha detto che quella è una sua personale posizione. Minoritaria pure in FlI, aggiungo io. Personalmente, su queste cose si dovrebbero fare proposte di legge di iniziativa parlamentare.
    Sennò, c’è già il partito radicale..

  23. Raffaele Minieri scrive:

    Non riesco a capire perchè sia necessario schierarsi con qualcuno. Le critiche di bill sono degli evidenti punti di debolezza di Fli e dispiace doverlo ammettere, ma solo Della Vedova mi sembra degno di fiducia. Non è una questione di postfascismo, ma proprio di contenuti. Cosa sia stato detto di liberale non si capisce. Mi rivolgo soprattutto ai falchi neolib che amano tanto il Tea Party.
    Probabilmente ha ragione chi sostiene che i liberali in Italia sono una sporca dozzina, ma credo che in questo Paese ci sia un profondo errore di valutazione. Come si può parlare di libertà se non attraverso le istanze economiche. è strano doversi confrontare con liberali che non hanno imparato la lezione di Cobden. I radicali, per esempio, hanno fatto battaglie ideologiche importantissime, ma hanno sempre avuto poca incisività sul lato economico. Per cambiare le idee è necessario rivoluzionare l’economia. La libertà è il frutto di un popolo economicamente libero. Il capitalismo è stato il tramite della libertà solo perché è riuscito a far uscire dalla povertà ampie fette della popolazione. Non sarebbe il caso di affrontare questi temi in modo più costruttivo piuttosto che domandarsi se schierarsi con qualcuno? Non è forse il caso di non pensare ai voti, ma costruire identità attraverso idee. Non bisogna avere paura di essere minoranza se il prezzo di essere maggioranza è diventare un essere amorfo e privo di spessore.

  24. Claudio scrive:

    Rispondo all’autore dell’articolo in un modo estremamente semplice.
    Nelle tue parole, come in quelle di parecchi “finiani”, traspare soprattutto anti-berlusconismo.
    Basta fare un giro su Facebook: in certi gruppi a sostegno di Fini si leggono cose spaventose, violenza inaudita contro le persone, auguri di morte e robe del genere.

    Ci sono tanti moderati, in Italia, che potrebbero anche votare per FLI, ma non a queste condizioni, non con questi compagni di strada che odiano il Cavaliere peggio di quanto lo odia Di Pietro (peggio anche perché hanno votato per il PDL!), non con questo linguaggio (im)politico alle spalle.

    Capito?

  25. @Bill
    ” Infatti coppie di fatto, adozioni gay e eutanasia non sono nel programma, e aggiungo che sarebbe sbagliato, vista la vastità dell’elettorato di centrodestra, metterceli”
    a questo punto m verrebbe da chiederti: x te e’ piu’ importante portare avanti le istanze liberali, liberiste e libertarie oppure rimanere nel cdx e conservare il PDL?
    x me e’ piu’ importante la prima cosa…e abbiamo visto dopo 16 anni che e’ una forzatura, non e’ conciliabile.
    se continui a pensare di si, allora penso che sia un problema d’ingenuita’.
    io credo nel bipolarismo anglosassone: ovvero conservatori, liberali e labouristi. non credo in quello americano ( libertari che convivono con conservatori sociali, ripeto e’ una forzatura…se in 37 stati c’e’ ancora la pena di morte, chiediamoci il motivo…)
    se l’elettorato del cdx e’ trp vasto x comprendere le istanze liberali….penso che la risposta venga spontanea. evidentemente andiamo al di la’ del cdx (k poi e’ un tuo parere xk se si sondasse il terreno, molti elettori del cdx, anzi penso la maggiorparte, sarebbero a favore di questi temi).
    Iniziative parlamentari?? ti dico soltanto che BDV disse di avere l’intenzione di fare un’iniziativa parlamentare sulle coppie di fatto….ecco ha ricevuto critiche da tutto il PDL,UDC ( e penso anche PD) meno che da gli esponenti di FLI….
    se per te FLI sarebbe un partito radicale ricostituito, e visti i sondaggi avrebbe una potenza elettorale del 7-8%….be’ non ci penserei 2 volte a votarlo

  26. guarda la differenza tra Di Pietro e me e’ k Di Pietro dice a Berlusconi: vatti a far giudicare e levati dalle palle.
    io dico: Berlusconi hai tradito noi liberali k abbiamo sperato nella rivoluzione liberale.
    Gli anti-berlusconiani non basano le loro tesi sul non-liberalismo di Berlusconi ma sulla sua discesa in politica a prescindere.
    Se lui avesse seguito le sue intenzioni iniziali, ora lo voterei comunque, al di la’ delle escort, dei provvedimenti giudiziari e delle barzellette….che come puoi notare, queste accuse in stile Repubblica non compaiono nel mio articolo

  27. *potenziale elettorale (x l’intervento di prima)

  28. Matteo scrive:

    Un governo non può mettere al centro del suo programma i matrimoni gay, devi capire che ci sono le pensioni, gli stipendi, gli asili, gli ospedali, le aziende, la cassa integrazione, le banche…
    Mettere le battaglie per i diritti civili al di sopra di tutto è quello che hanno fatto i Radicali per 30 anni, dopo il divorzio non hanno più raccolto molto. Se tu avessi provato la crisi sulla tua pelle penseresti un po’ di più alla pagnotta, con la pancia piena è molto facile…

  29. Nicola R scrive:

    Considero l’articolo molto parziale. Nel senso di “parte” e nel senso di “mancante”. E’ di “parte”, perchè trasuda avversione alla figura di Berlusconi, contrapponendola quasi antropologicamente a quella di Fini e delle persone che, legittimamente, l’hanno seguito.
    Ci si dimentica – lo si fa, a mio parere, per ingenuità – che anche Fini e i “finiani” lo hanno sostenuto, votato e difeso, fino a pochi mesi fa. Flavio, permettimi di dirti che probabilmente tu non senti questo “legame” (dovuto al fatto di averlo scelto e sostenuto) perchè, se è vero che hai 19 anni, non hai mai votato per le Politiche.
    L’articolo è, appunto, “mancante” in tutto quest’ambito. Sembra quasi che Fini nasca oggi (e con lui tutti gli altri parlamentari che l’hanno seguito nella nascita di FLI) e che non abbia alcuna responsabilità su questi ultimi 16 anni.
    Vorrei invece ricordare a tutti, ad esempio, che proprio Fini fu uno dei più agguerriti freni alla riforma fiscale delle 2 aliquote fiscali nel 2003, quando Tremonti la voleva fare e c’erano perfino i numeri per approvarla.
    Detto questo, l’articolo è condivisibile quando dice che troppo poco è stato fatto di “liberale” in Italia. E che quella che doveva essere la maggioranza liberale più ampia della storia si è rivelata un’accozzaglia catto-socialista. Ma questo era chiaro già prima del 2008. Era chiaro almeno dal 2003, dal momento in cui le principali riforme liberali (fisco-giustizia-scuola) furono affossate da chi allora militava in AN (e nell’UDC).
    Berlusconi ha deluso? Si, lo ha fatto cambiando le proprie parole d’ordine (meno tasse per tutti, in primis) per far piacere ai conservatori e ai nazionalisti, di cui Fini (anche se oggi ci si dimentica) è (è stato?) un esponente autorevole.
    Berlusconi ha deluso oggi? No, ha deluso da tempo. Ed è lo stesso, identico, Berlusconi del 2008, quando si andò al voto con l’appoggio convinto di Fini e di tutti i suoi seguaci. Tra i quali non figurava certamente Benedetto Della Vedova.
    Il quale – lo ricordo a Flavio, che forse non c’era, e a tutti gli smemorati – aveva sciolto i Riformatori Liberali (Radicali di centrodestra) per entrare prima in Forza Italia e poi nel PDL. Nonostante le critiche e le remore di tantissimi iscritti, che temevano un annacquamento delle proposte liberali-liberiste-libertarie nel calderone del PDL.
    In quel momento, BDV disse che non vi era pericolo, perchè Berlusconi era il garante di quelle idee, perchè non si poteva tradire lo spirito bipartitico, perchè non c’era lo spazio, eccetera.
    Flavio, conosci la storia dei liberali in Italia? Sai che a BDV fu chiesto di esserne, insieme proprio ad Antonio Martino, la guida, fuori dal PDL, ma dentro il centrodestra?
    Sai cosa rispose Della Vedova? Che non serviva. Che c’era già il PDL.
    Non decenni fa. L’anno scorso.
    Cosa è cambiato in un anno? Siamo seri, nulla. Proprio nulla.

  30. Justin scrive:

    @ Matteo… beh ma si può fare l’una e l’altra cosa cioè mettere al centro del proprio Programma vari punti tra cui vi sono anche le principali battaglie per i diritti civili. A mio avviso non solo si può fare ma si deve fare, visto che il rispetto dei diritti civili è una cosa fondamentale per uno Stato che si vuole definire veramente civile. La crisi, è vero, è molto pesante… pensa a dover non solo subire la crisi ma anche -per esempio- l’imposizione statale del celibato, cioè l’impossibilità di avere una vita coniugale con la persona che ami e con cui vuoi condividere il tuo futuro, l’impossibilità a priori di diventare padre, costruire con la persona che ami una famiglia con figli (due impossibilità che per cancellarle basterebbe una riforma di mezza paginetta approvabile in 5minuti).

  31. roberto scrive:

    Scusa Caludio ma hai letto Il Giornale e Libero ultimamente? Hanno dedicato 10-12 pagine tutte contro Fini, ma è possibile? E poi sono gli atri che fanno campagne d’odio. Ed è possibile che chiunque muova una critica è anti-Berlusconi il quale, lo ripeto, ha dei pessimi consiglieri.

  32. Antonstefano scrive:

    La nascita di Futuro e Libertà potrebbe, dico potrebbe, rappresentare il sospiro di sollievo di coloro che, nell’area liberale, cercano di costruire una nuova destra giovane, aperta, innovativa, capace di intercettare i cambiamenti della società.
    I partiti politici, i movimenti culturali e le fondazioni tanto diffuse, devono saper capire la società e governarne i cambiamenti, mantenendoli dentro i confini della legalità costituzionale che regola gli ambiti di liceità delle azioni umane.
    La circolazione delle idee, il “conflitto” delle opinioni, sono il sale della democrazia liberale, e ciò che li nega si pone in antitesi con i principi del liberalismo.
    Forse un partito autenticamente liberale non esisterà più ma comunque
    introdurre, o cercare di farlo seppur con estrema difficoltà nel dibattito politico italiano, temi nuovi come il voto degli immigrati regolari alle elezioni amministrative, la cittadinanza breve, il quoziente familiare e altro, significa ammodernare la cultura politica della nuova destra, arricchire tutto il dibattito politico e, soprattutto, tentare di ammodernare il lessico e i contenuti politici che, ahimè dal 1994, sono sempre gli stessi.
    L’area liberale, se vuole essere tale e rappresentare le istanze di coloro che ancora non si sentono pienamente rappresentati nell’attuale panorama politico, deve favorire il dibattito, stimolarne la diffusione e saper affrontare le nuove sfide della società che si evolve.
    Siamo stanchi delle stesse, ripetute, parole, che sono il sintomo di un certo immobilismo culturale e delle idee che lascia campo libero ad un dibattito, quale quello odierno, fatto di dossier, dossier e solo dossier!

  33. filipporiccio scrive:

    Il problema non è costruire una destra giovane aperta e innovativa, ma un partito liberale. Sono perplesso da tutto questo entusiasmo per l’ennesima scelta del meno peggio. I liberali in Futuro e libertà non avranno più peso che in Forza Italia ed eredi… L’unica possibilità è portare un paio di liberali in parlamento che forse potranno dire la loro se questo non scontenterà troppo il “capo”. Ne vale veramente la pena?

  34. Andrea B scrive:

    @ Matteo
    beh anche soltalto il “minimo sindacale” di una leggina sulle coppie di fatto non costerebbe molto in termini di risorse … parlando di crisi forse è molto più dannoso essere senza ministro dello sviluppo economico da mesi, no ? ( dico forse perchè di “Ministeri per” sono sospettoso di natura …un po’ di laissez faire darebbe migliori risultati senza creare poltrone e poltroncine governative, ma vabbè ).
    Non capisco poi il discorso della pancia piena … si deve mettere il cervello a riposo visto che c’è la crisi? Con franchezza allora ti dico di non stare qui a discutere di idee, se c’è da mettere il pranzo assieme alla cena … o forse con la pancia piena non siamo così in pochi …

    Come ho già scritto in parecchi post trovo che le personalità tipo BDV siano troppo poche in FLI, ma diamine, evidentemente ( e per fortuna) non a tutti cantare nel coro “meno male che Silvio C’E’ ” faceva passare il mal di pancia per quello che era diventato il PDL negli ultimi tempi.
    Infine due parole sulle critica di chi afferma che in FLI ci sono troppe anime … venendo tutti dal PDL, quando erano di là invece, quella che ora viene definita un’ accozzaglia, andava bene ?
    Per lo meno non ci vedo gente della lobbie di Comunione e Liberazione .. si lobbie… come altro definire un gruppo ristretto che riesce a far passare provvedimenti a proprio favore da un governo, malgrado l’ esiguità del loro seguito ?

  35. Matteo scrive:

    Non è una questione di costi o di tempo necessario per fare una legge sui matrimoni gay, a cui io sono contrario, ma l’atteggiamento massimalista che la pone come una “condicio sine qua non”. Queste riforme devono essere fatte trasversalmente ai partiti come si fece per il divorzio, non devono essere un punto dell’azione di governo.
    Guardate i risultati di Prodi e Zapatero che ne hanno fatto una delle questioni centrali della loro azione di governo.
    La pancia piena è relativa all’atteggiamento: me ne frego dell’economia e sono disposto a fare saltare tutto in nome di riforme libertarie e della democrazia nel partito.

    P.S. non capisco perchè all’improvviso è esplosa questa necessita di trasformare il PDL nel primo partito italiano con una gestione democratica (nel FLI Fini ha vinto delle primarie o è stato semplicemente eletto per adorazione?)

  36. Justin scrive:

    Esatto Andrea… resto sbalordito ogni volta che pur di giustificare la propria ostilità a cose come il riconoscimento del contratto di unione tra conviventi o l’eliminazione dell’esclusione dei fidanzati dello stesso sesso dal matrimonio civile e dalle norme sulla genitorialità ci si aggrappa a scuse o scusette francamente ridicole. Siamo rimasti uno dei pochissimi Paesi del mondo civilizzato a non aver approvato né il contratto di unione tra conviventi né l’inclusione dei fidanzati dello stesso sesso nel matrimonio civile e nelle norme sulla genitorialità, e non mi risulta che per questo stiamo messi molto meglio degli altri in quanto a economia, in quanto a crisi, in quanto a natalità, ecc. Faccio anche notare che in diversi luoghi, vedi anche la capitale degli USA Washington, la legalizzazione delle nozze tra fidanzati dello stesso sesso ha comportato addirittura beneficio all’economia… se non altro perché tale legalizzazione porta maggiore ricchezza ai ristoratori che organizzano banchetti nuziali, ai negozi in cui si vanno a cercare i più disparati regali di nozze, ai negozi che si occupano di abbigliamenti sposalizi e souvenir da matrimonio, alle agenzie che si occupano di viaggi per la luna di miele, eccetera.

  37. Justin scrive:

    @ Matteo… Zapatero ha dato il via libera all’inclusione di gay e lesbiche nel matrimonio civile e nelle norme in materia di genitorialità ma questa è stata semplicemente la realizzazione di uno dei tanti punti del suo programma elettorale iniziale; il fatto che è stata una cosa molto osteggiata dalla Chiesa e che quindi ha avuto molto risalto nei media non è un qualcosa che di per sé la rende la principale riforma; notare che Zapatero, dopo l’inclusione dei gay nel matrimonio civile e nelle norme sulla genitorialità, ha portato a termine la sua legislatura ed stato rieletto al governo della Spagna (notare anche che nulla ma proprio nulla ha mai impedito all’opposizione popolare di votare tale riforma). Tutto l’opposto di Prodi, che aveva nel suo programma elettorale la vaghissima e quindi vuota promessa di ‘proporre’ al Parlamento un qualcosa di non ben definito sulle ‘persone’ in coabitazione di fatto…. e che non è riuscito nemmeno a arrivare al termine della legislatura.

  38. Andrea B scrive:

    Parlando di centro destra, coppie di fatto e Spagna, giova sempre ricordare che la legge sulle coppie di fatto venne approvata ai tempi del governo Aznar, un tempo preso a riferimento dell’ allora Forza Italia.
    Ora di questo fatto sembra che se ne siano scordati tutti quanti ed abbiamo nel PDL solo i vari Lupi e Giovanardi che strabuzzano gli occhi parlando di questo argomento e maledicono il matrimonio tra gay di quello scomunicato di Zapatero …

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