Il cancro del PdL

di CARMELO PALMA –

Avevamo un cancro all’interno che ci avrebbe prima o poi ammazzato politicamente. Saremmo finiti se non avessimo riguadagnato una chiarezza ideale, la forza di vedere il compagno come un amico e non come il nemico, come e’ stata la nostra vita quotidiana per sei mesi.

Così ieri l’istologo politico del PdL, senatore Quagliariello, ha spiegato la rimozione chirurgica del carcinoma finiano e delle sue metastasi parlamentari. Lo ha spiegato alla scuola di partito di Gubbio, con lo stesso senso di dolorosa necessità con cui alle Frattocchie, negli anni ’50, si giustificava “oggettivamente”, per il bene del proletariato, il comunismo staliniano contro il socialismo libertario.

La metafora oncologica non è originale. Grillo e Di Pietro ne abusano da anni, in modo disinvolto: “I partiti sono un cancro della democrazia”, “Berlusconi è il cancro della politica”… Ma Quagliariello non oltraggia: diagnostica. Non scherza col fuoco dell’odio politico, spiega al popolo un referto chirurgico, racconta un male “invisibile” a chi non inforchi gli occhiali della scienza. Il medico pietoso fa la piaga purulenta. Un partito indulgente finisce per confondere la patologia politica con la fisiologia democratica. Quindi: bisturi!

A noi, però, ci fotte un pregiudizio liberale. Diffidiamo del paternalismo politico, figurarsi di quello medico. Già ci siamo stufati del ghe pensi mi del caro leader e dovremmo credere  alle diagnosi “scientifiche” dei suoi commissari del popolo in camice bianco? Continuiamo a pensare che il cancro, in politica, sia solo la violenza. Tutto il resto è vita e fa bene alla salute, a dispetto dell’ipocondriaca intolleranza del senatore Quagliariello. Che rimane un luminare, anche se si è scordato di aggiungere che l’intervento è riuscito, ma il paziente è morto.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

17 Responses to “Il cancro del PdL”

  1. inutile scrive:

    Beh dire che il PDL è morto è stato Fini.
    Non rendendosi conto che sta parlando del primo partito d’Italia, al quale lui è “alleato” e che esprime tanti ministri a cui ha detto di dare fiducia.
    Il discorso di quagliarello è duro ma realistico, il problema dei finiani e bocchino boys non è mai stato un problema di contenuti politici, ma solo di carattere personale, come dimostrato (se ce ne fosse bisogno), dal discorso di mirabello

  2. Carmelo Palma scrive:

    Sì è stato duro e realistico, come Togliatti ai bei tempi, nel denunciare le ambizioni personali dei “frazionisti” contro gli interessi generali del partito. Togliatti non diceva “cancro” – lo diceva Hitler degli ebrei, oltre che di Pietro del Cav – ma la sostanza è la stessa, le parole sono purissimi accidenti.

  3. roberto scrive:

    Inutile, il problema del PDL non è Fini ma sono le mancate riforme.
    Il PDL come partito non è mai nato. Anche contro Fini si sono scatenate polemiche personali e l’intervento del senatore Quagliariello dimostra che considera cancro chiunque non la pensi in un certo modo.

  4. inutile scrive:

    Beh dai siamo liberali troviamo altri esempi non Togliatti.
    Ci son finiani che danno delle mignotte a chi è rimasto nel PDL.
    Il contenuto di Quagliarello rimane vero, quello detto da Fini invece è una provocazione contro il più grande partito d’Italia.
    Capisco esserne contro, ma addirittura dire che non esiste, neanche Togliatti e Compagni l’avrebbero mai fatto

  5. inutile scrive:

    Roberto quindi?
    Vuoi dirmi che fini è meglio di Berlusconi?

  6. Gionata Pacor scrive:

    La domanda che mi sorge spontanea adesso é: chi sono i cofondatori di FLI? :-D

  7. Rita scrive:

    Gia’, c’e’ chi ha il coraggio di chiedere scusa senza averne il dovere e chi dimostra arroganza e gretta insensibilita’ umana e politica, offendendo milioni di persone alle quali crede di non dovere affatto delle scuse. Cordialita’ Rita

  8. Luca Di Risio scrive:

    Che i tatticismi politichesi della nostra repubblichetta siano tutta salute si potrebbe andare a dirlo a chi muore per operazioni di appendicite negli ospedali soprattutto del Sud. Per quanto riguarda le mignotte del Pdl poi, si sa che le mignotte stanno dappertutto, da Santo Domingo a Montecitorio. Certo non tutte hanno come protettore il Garante alla Privacy e fratelli 30enni che possono permettersi affitti da 1500 euro e automobili da 200.000.

  9. Ora capisco perché Umberto Veronesi sta nel PD.

  10. creonte scrive:

    @Rita

    la gente non è abbastanza informata su quello che il governo vuole fare in maniera giudiziara… se lo facesse sarebbe ben più dura di Bocchino nel suo giorno più loquace!

  11. andrea scrive:

    > Vuoi dirmi che fini è meglio di Berlusconi?

    Domanda retorica. Ovvio che si.

    > La domanda che mi sorge spontanea adesso é:
    > chi sono i cofondatori di FLI?

    Vedremo chi firma davanti al notaio.
    Per il PDL sono in due che detengono il diritto ad usare nome e simbolo …

  12. Gionata Pacor scrive:

    andrea, io penso che il fondatore sarà uno solo. O dici che Fini rischierà che qualche cofondatore pretenda di codettare la colinea?

  13. Rocco scrive:

    Gentile Palma, le scuse di Quagliariello sono prontamente arrivate. Non credo che continuare ad alimentare polemiche sia un esercizio utile. E mi rivolgo anche alla scelta della foto.
    Tuttavia, c’è un passaggio dell’intervento di Quagliariello che va sottolineato: “Saremmo finiti se non avessimo riguadagnato la chiarezza ideale, la forza di vedere il compagno di partito come un amico”. E nel raccontare la favola della cacciata di Fini, si dimentica di ricordare che il documento del PdL è seguito all’astensione sulla mozione di sfiducia al sottosegretario Caliendo. Un esempio di quella solidarietà venuta meno. In barba al garantismo.

  14. enzo51 scrive:

    Smettiamola con la letteratura medica e interroghiamoci su come intendono i suddetti personaggi proseguire questa raffazzonata legislatura con “Annibale alle porte”o addirittura già dentro le mura!
    Prima del’inverno vi è l’autunno che,se memoria non mi inganna,dalle noste parti è e sarà particolarmente caldo atteso che non potendo più foraggiare tramite ammortizzatori sociali l’enorme massa di disoccupati o sottoccupati di questo sfasciato paese ,si potrebbero avere reazioni non facilmente tamponabili ,con penosi risvolti anche di carattere penale.

    La contestazione a Bonanni sta lì a dimostrare l’enorme disagio sociale al quale tutti gli attori di questa sceneggiata e politica e sindacale sono tenuti a dare risposte concrete.

    In Francia si ci limitava a “sequestrare” i dirigenti delle aziende che operavano tagli indiscriminati: noi italiani,credo che abbiamo già baypassato questo problema attaccando direttamente prima il premier e poi un esponente sindacale!

    Perbacco,in che razza di democrazia siamo intruppati!

  15. Carmelo Palma scrive:

    @Rocco: l’espulsione di Fini, per la precisione, è precedente, non successiva alla discussione della mozione sul sottosegretario Caliendo. La retorica dell’amicizia “tra compagni” e del corpo mistico del partito è propria di tutte le narrazioni totalitarie. Ma è falsa. Blair e Brown si odiavano, Sarkozy e De Villepin pure, ma non si sono reciprocamente espulsi. Le cose che si sono detti e fatti durante le primarie Obama e la Clinton sono da non credersi, ma poi si sono messi lealmente a collaborare.

    @Enzo1. temo anch’io che la retorica della “lotta sociale” possa, ancora una volta, mietere vittime. Non capisco cosa c’entri e cosa giovi in questo quadro l’espulsione di Fini

  16. Luca Di Risio scrive:

    Quella che vi piace tanto chiamare l’espulsione segue la richiesta di Fini di dimissioni di Berlusconi. L’on. Fini dopo due anni in cui scientemente rilasciava dichiarazioni di distinguo nei confronti del governo e in particolar modo di Berlusconi si è messo in netta minoranza alla direzione di aprile, per finire con la richiesta di dimissioni del presidente del consiglio (“… gli indagati dovrebbe dimettersi”). Secondo voi bisognava non reagire. Capisco che l’onestà intellettuale sia un optional per voi, come per tanti, ma fare le povere verginelle stuprata è davvero ridicolo!

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