– di PIERCAMILLO FALASCA – Sì, a Mirabello c’erano anche gli esponenti di Gaylib, per lo stupore e l’indignazione di Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa e qualche altro esponente del PdL. Difficile non aver ascoltato il saluto all’associazione fatto da Enzo Raisi dal palco, pressoché impossibile per chi era presente non scorgerne le belle bandiere al centro della piazza.

Ciò che al sottoscritto appare divertente e paradossale (per non dir peggio) è che né Gasparri, né La Russa – allibiti che Fli possa andare “da Almirante a Gaylib”, per usare la loro infelice espressione – si siano probabilmente accorti che da anni Gaylib partecipa alle iniziative e ai principali eventi del centrodestra. A marzo 2008, per dirne una, gli iscritti all’associazione presieduta da Enrico Oliari e Daniele Priori erano al Congresso fondativo del PdL, intenti a distribuire il testo di un ‘manifesto laico’ di loro proposte ed idee. In più di un’occasione il ministro Carfagna – come si vede nella foto – ha incontrato gli esponenti di Gaylib (insieme a quelli di altre organizzazioni di tutela e rappresentanza dei diritti e delle istanze del mondo glbt) e con loro ha instaurato diverse e proficue forme di collaborazione.

Ancora, appena undici mesi fa, nell’ottobre del 2009, i ministri Meloni e Rotondi inviarono loro messaggi al congresso dell’associazione, l’una convinta che Gaylib stesse “fornendo  un importante contributo alla crescita politica e culturale  dell’area del centrodestra”, l’altro persuaso che l’associazione fosse “uno sprone per una iniziativa politica  volta a coniugare diritti liberali e centralità della persona  umana nel solco della nostra ispirazione cristiana”.

In poche parole, Gaylib è un pezzo di centrodestra e – almeno fino a luglio scorso – si considerava a pieno titolo un piccolo satellite della galassia del PdL. E certamente così lo consideravano quanti con loro hanno finora collaborato. Eppure, ora che Gaylib pare aver scelto di sostenere l’iniziativa politica di Fli (e i laici del PdL dovrebbero forse chiedersi il perché), ecco che Gasparri e La Russa scoprono una supposta “incompatibilità” tra le istanze di un movimento gay moderato e pragmatico e la ‘destra’, (posto che questo termine, senza specificazioni ulteriori, abbia un senso). Insomma, sono anni che Gaylib ruota intorno al centrodestra e solo ora Ignazio e Maurizio si accorgono che so’ froci?

A ben guardare, le parole dei colonnelli in congedo nascondono tutta l’ambiguità costitutiva del PdL, un partito che prometteva di essere un approdo per personalità, idee e istanze plurali, in dialogo ed in competizione tra loro, ma che da troppi veniva inteso solo come un contenitore in cui tutti potevano fare le mosche cocchiere, variegate e chiassose, ma in cui nessuno poteva pensare di avere davvero ‘rappresentanza’. Per cui, Gaylib era tollerabile nel PdL se era un coacervo di gay plaudenti alle manifestazioni di piazza, diventa incompatibile se prova ad essere un movimento politicamente significativo per il centrodestra. Curioso, o forse no.