– Tra il 25 e il 28 Agosto, è avvenuto un miracolo a Bruxelles: la cittadina, solitamente brulicante di burocrati europei, campioni dell’iper-regolamentazione e della spesa pubblica, ha ospitato il primo convegno dei giovani libertari europei, l’European Libertarian Students Summit (ELSS). Alla chiamata hanno risposto tutti i maggiori movimenti studenteschi libertari del Vecchio Continente: il movimento belga LVSV, i tedeschi del Berlin Manhattan Institute, gli inglesi della Oxford Hayek Society, il movimento rumeno SoLib, il movimento turco 3H Hareketi. L’Italia è stata rappresentata da una delegazione di ISFIL – Italian Students For Individual Liberty, da me e Carlo Cordasco. Alla conferenza, presieduta da Tom Palmer, senior fellow del Cato Institute e vice presidente dell’Atlas Research Foundation di Washington D.C.,  e Pierre Garello, economista e direttore dell’Institute for Economic Studies, si è parlato dei grandi temi del liberalismo contemporaneo: la questione islamica, la tolleranza, l’eccessivo peso degli stati europei nell’economia, le libertà d’espressione e di movimento.

Tutti, trovandosi praticamente d’accordo nel merito delle questioni, hanno avuto il tempo di sviluppare strategie comuni e scambiarsi idee pratiche per portare avanti la lotta per la libertà nei loro rispettivi atenei e paesi.

Forse il più grande successo dell’iniziativa è stato un documento, firmato da tutti i partecipanti, in cui tutte le associazioni presenti si impegnano a costruire un movimento unificato per agire in modo coordinato a livello europeo. Oramai l’80% delle leggi proviene da fonte comunitaria: appare quindi naturale che un movimento che voglia ridimensionare il ruolo pervasivo dello Stato parta proprio da Bruxelles.

La delegazione italiana di ISFIL ha giocato un ruolo chiave nel catalizzare le energie e le attenzioni della conferenza verso l’obiettivo europeo, soprattutto grazie al doppio ruolo di Carlo Cordasco, direttore di ISFIL ma anche responsabile per l’Europa dell’americana Students For Liberty. ISFIL si trova così nella posizione più propizia per svolgere in futuro un ruolo di leadership nel movimento pan europeo che si creerà, movimento che è stato ufficiosamente battezzato European Students For Liberty.

È stata soprattutto la vincente esperienza di Students For Liberty ad ispirare la creazione di European Students For Liberty. Il movimento americano, radicato in pressochè ogni campus statunitense, riesce a mobilitare migliaia di studenti per la causa della libertà, soprattutto grazie alle sue attività culturali: il Journal of Liberty and Society, un giornale accademico dedicato ad undergraduate and graduate students, e il Bastiat Project, una competizione letteraria libertaria sugli scritti di Frederic Bastiat di prossima pubblicazione, con il titolo “The Economics of Freedom: What Your Professors Won’t Tell You”.

Il prossimo passo verso la creazione di un movimento di studenti libertari europei sarà la European Liberty Conference che si terrà a Milano presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi l’11 e il 12 Ottobre, organizzata proprio da Italian Students for Individual Liberty, in collaborazione Studenti Bocconiani Liberali.

La conferenza, che vede la partecipazione dei maggiori esponenti del pensiero filosofico e dell’economia liberale e libertaria quali, tra gli altri, Anthony Dejasay, Francesco Giavazzi, Loren Lomasky, John Hasnas, Jim Lark, Antonio Martino, sarà un’ottima occasione di dibattito culturale fra tutte le anime del liberalismo italiano e non solo. Saranno presenti Libertiamo, con una speciale sessione sul Global Warming, l’Institute of Economic Affairs, l’Institute For Humane Studies, l’Istituto Bruno Leoni, la fondazione Magna Carta, l’editore LiberiLibri e TeaParty Italia che organizzerà uno dei suoi eventi proprio alla fine dei lavori dell’11 Ottobre, offrendo la cena a tutti i partecipanti della conferenza.

Ai giovani libertari europei non mancano né le energie né le idee per ottenere grandi risultati in futuro. Speriamo che anche in Italia si capisca che la rivoluzione liberale non può che partire da organizzazioni sul modello di Students For Liberty: giovani (in accezione europea e non “italiana”), non politicizzate e piene di elementi di qualità sia accademiche sia movimentiste, considerando l’anima attivista che un movimento del genere deve possedere. A noi il liberalismo piace così, solido e attivo, interpreti dello spirito migliore del ’94.