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Ma i finiani non staccano la spina…

– da Il Secolo d’Italia del 4 settembre 2010 –

La bolla estiva delle speculazioni politiche si è sgonfiata e settembre ci sta riportando ai dati di realtà.

Ricapitoliamo: a fine luglio l’ufficio di presidenza del PdL ha votato un documento di espulsione politica di Fini dal partito (con la statuizione della sua “incompatibilità”) e un gruppo di parlamentari che si riconoscono nelle sue posizioni politiche si sono trovati nella condizione di dover rispondere dando vita ai nuovi gruppi parlamentari di Futuro e Libertà. Ovviamente si tratta di gruppi parlamentari di maggioranza, che sosterranno il Governo Berlusconi nella realizzazione del programma elettorale. Il confronto politico sul futuro del centrodestra (quella competizione di idee e di personalità che noi pensavamo fosse il lievito del nuovo partito e che ci è stato detto essere invece “incompatibile” con il PdL) proseguirà comunque in altre forme, ma il Governo ne è, e ne sarà, al riparo.

L’esecutivo poggerà su tre gambe anziché su due e non per questo sarà dunque meno stabile. Il resto, compreso il fantomatico progetto di “autoribaltone” ed elezioni anticipate, è estemporanea letteratura estiva.

Anche sul processo breve, come accaduto sulle intercettazioni (con il PdL ancora intero), alla fine si troverà una soluzione ragionevole. I due obiettivi sottostanti al provvedimento sono condivisi: tanto quello di lavorare per abbreviare i processi quanto quello di assicurare al premier uno scudo giudiziario. Certo, assume un non so che di grottesco che mentre il Silvio Berlusconi premier chiede – e, lo ripeto: siamo d’accordo – di poter terminare il suo mandato serenamente al riparo dai processi come accade in altri paesi, il Silvio Berlusconi editore abbia assunto inattesi connotati giustizialisti e giacobini – con la richiesta di dimissioni “a prescindere” del Presidente della Camera, attaccato furiosamente perché ormai considerato suo nemico. Spiace, almeno a noi che non abbiamo mai mancato di valorizzare gli istinti liberali del Cavaliere, ma ce ne faremo una ragione.

Torniamo al punto: il pasticcio è nato dal tentativo di mescolare i due obiettivi, brevità dei processi e scudo, ottenendo un risultato fragile politicamente e giuridicamente.  Ma – ripeto – lavorando in sede parlamentare la soluzione arriverà e potrebbe perfino trovare consensi più ampi di quelli della maggioranza di Governo.

Oltre le ventilate elezioni anticipate a dicembre (che non ci saranno) e lo scudo per il Presidente del Consiglio (che ci sarà), c’è l’Italia. La quale versa in gravi difficoltà economiche di cui dobbiamo occuparci.

Ci sono i giovani che non lavorano, perché non trovano o hanno smesso di cercare un’occupazione. E non potendosi il lavoro creare per decreto, è bene che la maggioranza di governo s’impegni ad iniettare nell’economia italiana maggiori dosi di competitività, meritocrazia ed innovazione, per fare – secondo l’indicazione del Governatore Draghi – “come la Germania”.

Anche prima che arrivi il federalismo fiscale – una grande riforma con qualche incognita e molte potenzialità, ma che da sola non sarà la panacea di ogni male – possiamo lavorare per rendere più concorrenziale il mercato interno e per scommettere sugli effetti positivi di una riduzione delle tasse.

Possiamo privatizzare, per cominciare ad aggredire il debito pubblico.

E poi, potremmo affrontare in questa metà di legislatura la piaga annosa, ma sempre più inquietante, del nostro mercato del lavoro, afflitto da un dualismo tra garantiti e precari che Alberto Orioli sul Sole 24 Ore ha definito “qualcosa di sempre più simile ad un apartheid”: le proposte per una virtuosa redistribuzione delle garanzie non mancano, serve solo un po’ di coraggio e di visione politica. Ancora, potremmo cercare di recuperare il ritardo accumulato in questi mesi sulla tabella di marcia verso la riapertura al nucleare.

Tutti obiettivi, questi come altri, che possono unire in uno sforzo comune di fine legislatura coloro che si presentarono insieme al voto, indipendentemente dalle diverse visioni sul futuro del centrodestra. Per dirne una, si potrebbe cominciare dalla nomina (finalmente) di un nuovo ministro per lo Sviluppo, che manca da un tempo infinito. O anche questa imbarazzante prova di debolezza è attribuibile  ai “distinguo” e allo “stillicidio” dei finiani?


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

16 Responses to “Ma i finiani non staccano la spina…”

  1. Carolus scrive:

    Mi sorge un dubbio. Ricordo che Fini non ha mai avuto la tessera del PDL e se ciò corrisponde al vero, non poteva essere espulso, perchè non ne faceva parte.
    In ogni caso, la fine di Fini se l’è cercata lui, anche grazie alla sua amica e parentado.

  2. Simone82 scrive:

    Ma l’interim di Berlusconi è stato così dannoso e piatto per lo sviluppo economico? L’attività di Governo non è continuata esattamente come prima? Per voi contano i fatti o, come la sinitra, contano i nomi che fanno i fatti? Non si capisce…

    Ma al di là di questo, continuo a sperare che a forza di strizzarsi gli occhi a destra e a manca, tutto questo sia servito per dare una svegliata al PdL in quanto partito e in quanto maggioranza di Governo: se così non fosse, di certo non tutta la colpa sarebbe dei finiani, oltre a perdere un’occasione storica che farebbe davvero precipitare l’Italia in una fogna, bisognerebbe dire (per me) che è indubbio che si siano scelti modi e tempi completamente sbagliati rispetto ai risultati (magari pure giusti) che si volevano raggiungere.

  3. bill scrive:

    E’ inutile girare intorno al nocciolo del problema. E questo non sta certo nella cittadinanza breve, nella bioetica e tantomeno nel processo breve (che vi ricordo, voi avete votato salvo poi, per calcoli esclusivamente tattici, chiedere modifiche successive).
    Il problema, che a mio parere avete reso irrisolvibile, è in quella strana, quanto vuota, categoria detta “antiberlusconismo”.
    E’ robetta, lo è sempre stata, e lo è ancora di più se fatta da persone a cui per 16 anni il berlusconismo (ammesso che esista, perchè per me è solo una cretineria propagandistica per anime semplici) è andato benissimo. Il fatto è che fa scrivere e dire a tanti esponenti di FLI tutta la sequela di sciocchezze che da sempre ha sciorinato la sinistra.
    Beh, questa autoreferenziale superiorità antropologica la trovo triste e avvilente, perchè la si conosce fin troppo bene.
    E detto fra noi, anche un pò ridicola, viste le personalità in gioco.

  4. creonte scrive:

    @Simone82

    ma per te i ministri sono orpelli o magari servono a qualcosa? a prescindere da tutto non si può dire che la politica industriale del paese sia stata ricca di attività. Il confronto con la Germania va fatto, ma non tanto per i contenuti, ma quanto per il fatto lì destra e sinistra han collaborato. In Italia invece abbiamo due partiti, lega e IdV, che minano la collaborazione in parlamento.

  5. inutile scrive:

    Prima dichiarazione di FINI a Mirabello (ha condiviso che piace tanto dire i contenuti primi??), i precari della scuola hanno ragione!
    Viva il liberismo giusto? FORZA Assistenzialismo si chiamerà il nuovo partito?

  6. Maralai scrive:

    Elezioni anticipate; SUBITO!
    mn

  7. Liberale scrive:

    I Finiani non staccano la spina…non ne hanno il coraggio nè tantomeno l’onestà intellettuale.

  8. erasmus scrive:

    Finirà con le elezioni anticipate e i liberisti e libertari che hanno abbracciato la causa saranno ampiamente ridimensionati..in fondo il loro vero ruolo è costituire l’ala destra dei radicali non il fiore all’occhiello di ex fascisti che se la tirano..

  9. erasmus invece ora come ora i liberisti ed i libertari hanno ampissimo spazio nel PDL….alla stessa stregua di Bondi, Cicchitto, Giovanardi, Gasparri, La Russa, Dell’Utri, Quagliariello, Stracquadanio….

  10. erasmus scrive:

    Il PDL pe r le sue dimensioni è un “contenitore” in teoria come i repubblicani anmericani in cui convivono anarcolibertari e conservatori religiosi..
    Futuro e Libertà non sarà mai un contenitore ma solo una frazione scissionista ex-post fascista che si dissolverà o in un partito di centro o ritornerà destra sociale. Sarebbe bene s enon accettate la teoria del “contenitore” che tornaste da Marco “detto Giacinto”

  11. si il problema del GOP e’ che purtroppo il mainstreem e’ caratterizzato dai conservatori religiosi, gli anarco-libertari non hanno molta voce in capitolo….se fosse cosi’ non esisterebbe il partito libertario, tagliato fuori x la partitocrazia che c’e’ anche negli stati uniti

  12. pippo scrive:

    I tea party sono una grande espressione di libertà da uno stato fiscalmente oppressivo e fonte di sprechi e spese inutili. Com’è che sono stati definiti in un articolo di Libertiamo? Se non sbaglio “populisti e razzisti” in un articolo di un certo seminerio che per compassione ho evitato di commentare. Ma in Libertiamo esistono ancora liberali e liberisti? A me non sembra proprio.

  13. libertyfighter scrive:

    Che schifo “futuro e libertà”.
    Qui semplici osservazioni liberali al pastrocchio proposto da Fini a Mirabello.
    Gradirei una risposta, soprattutto da Benedetto che dovrebbe rappresentare la parte “liberale” di futuro e libertà
    http://www.libertysoldier.splinder.com/post/23256775/risposta-liberale-al-discorso-di-fini-a-mirabello

  14. filipporiccio scrive:

    Poiché il governo Berlusconi attualmente è tutto fuorché liberale, mi aspetto (spero) di vedere i liberali all’opposizione in parlamento. Mi aspetto che alle prossime elezioni, in caso di vittoria del PdL o del PD, i liberali si schierino automaticamente all’opposizione, essendo state le loro istanze già più volte tradite da entrambi gli schieramenti. A meno che con Fini non ambiscano da subito a prendere il 50% dei voti per poter governare da soli, o a prenderne almeno il 25% in modo da poter dettare le condizioni ad eventuali alleati, cosa pensano di ottenere? Al massimo qualche poltrona in cambio dei voti dei poveri illusi che credono di votare per il liberalismo, e invece danno una stampella a un governo socialista. Stanti così le cose, e in assenza di un partito realmente liberale (e quindi destinato ad andare all’opposizione) il mio voto sarà ancora scheda nulla.

  15. pippo scrive:

    Aspettati quello che vuoi filippociccio. Ma finchè ci sarà una sinistra delle tasse come il PD, il mio voto andrà a Berlusconi. Non certo a un opposizione sterile.

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