Lui non vuole il posto fisso…Viva il Papa che invita all’avventura

– ‘Io so, ricordando la mia giovinezza, che stabilità e sicurezza non sono le questioni che occupano di più la mente dei giovani. Sì, la domanda del posto di lavoro e con ciò quella di avere un terreno sicuro sotto i piedi è un problema grande e pressante. Ma allo stesso tempo la gioventù rimane comunque l’età in cui si è alla ricerca della vita più grande’.

Così Benedetto XVI si è rivolto ai giovani, in vista della Giornata Mondiale della Gioventù del 2011. Non bisogna essere cattolici praticanti, e nemmeno credenti, per lasciarsi ispirare dalle parole del pontefice.

Viviamo in una società impaurita da tutto ció che è nuovo, diverso e rischioso. Troppi giovani sono affetti dalla sindrome della ‘postofissite’, convinti o rassegnati che l’obiettivo della loro vita – oltre che l’istanza politica rivendicata dalla loro generazione – sia quello di trovare un lavoro stabile e sicuro, al riparo dai rischi della competizione. Che fine ha fatto la ‘vita grande’?

L’Italia pare non vibrare più di passioni. L”impegno civile – in tutte le sue forme – sembra confinato all’attenzione di pochi. La religiositá non ispira più, ma viene spesso vissuta come pratica dovuta, saltuaria e rituale. Le espressioni artistiche tutte, in buona parte ‘statalizzate’, non sono quasi mai degne del passato anche recente dell’Italia. Il sapere, la conoscenza e l’accademia sono impoveriti dalla burocratizzazione e dalle caste.

Un paese che, volendo ‘proteggere’, chiude gli spazi per l’estro, il coraggio ed il rischio, costringe i suoi migliori talenti a cercarsi altre arene in cui giocarsela. E quando il motore non c’é, o se c’é ha poca benzina, tutta l’automobile resta ferma.

Troppo poche sono le imprese innovative e gli imprenditori visionari, in una società che con la legge e con il fisco ha chiuso gli spazi della libertà individuale. Eppure proprio l’imprenditorialità – e cioè ciò che ‘produce’ e poi diffonde ricchezza – è il frutto migliore di un ambiente sociale libero e aperto, instabile e rischioso.

Non tutti hanno il ‘dovere’ di rischiare, ma nessuno può sottrarre ad altri il diritto a sognare. Siamo sicuri che è questa la società in cui vogliamo vivere? È l’ossessione per la stabilità lo stato dell’animo in cui molti giovani vogliono condurre la loro vita in questo lembo di terra a forma di stivale?


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

6 Responses to “Lui non vuole il posto fisso…Viva il Papa che invita all’avventura”

  1. Marcello Mazzilli scrive:

    Ma IL PAPA HA IL POSTO FISSO !!! Viene eletto a vita!Come fa a parlare lui!?

  2. Giorgio Frabetti scrive:

    Attento, Piercamillo quel ‘marpione’ di Papa Benedetto sta facendo proselitismo per le vocazioni: il messaggio (neanche troppo coperto) è questo: “invece di pensare al lavoro pensate alla vita consacrata e al sacrdozio”. L’invito a “cose più grandi” ricorda l’appello di Gesù al “giovane ricco”. I preti tirano sempre acqua dal loro mulino; specie oggi che urge tamponare le falle per gli scandali sessuali di molti preti. Cordialità.

  3. Chantal scrive:

    Tutto bene, tutto giusto, sogniamo che i giovani non abbiano paura del nuovo, sogniamo per loro una “vita grande”, sogniamo che abbiano passioni, che si impegnino socialmente, civilmente, religiosamente. Iniziamo però ad aiutarli, dando qualche buon esempio, eliminando qualche privilegio, soprattutto politico (penso alla pensione, per esempio), combattendo le caste che vengono pagate, dallo Stato, in un mese tanto quanto esso paga la maggior parte dei suoi fedeli impiegati. Che gestiscono potere per il potere(ed anche in questo caso,purtroppo,la prima casta mi viene in mente è, ancora una volta, quella politica,

  4. fabio scrive:

    Perdona l’intrusione sarcastica. Assolutamente sto con i buoni, riporto solo un tweet intercettato oggi su Twitter:

    “il posto fisso non è tutto”. Detto da uno che per essere licenziato deve morire…

    A presto

  5. Andrea B scrive:

    Non credo proprio che su un sito che si professa libertario si voglia far da grancassa al Papa ed ai suoi messaggi di proselitismo, nè tantomeno affermare che il Papa invita all “intrapesa” … qui si tratta di prendere spunto dalle sue parole per fare un ragionamento diverso, in un altro campo …e mi trovo totalmente d’ accordo con le considerazioni di Piercamillo.
    Non dovrebbe essere la gioventù l’ eta del coraggio e dello spirito d’ avventura ?

    Per inciso: nel mio piccolo, mi sono da poco licenziato, lasciando un impiego a tempo indeterminato per mettermi in proprio … giusto per precisare che non si deve predicare bene e poi razzolare male :-)

  6. Michele Liati scrive:

    Le parole del Papa non erano certo un elogio della flessibilità, e un invito all’ “avventura”: il Papa parla di “posto di lavoro” (in generale), di “sicurezza” come “problema pressante” per tutti, ma di un’aspirazione naturale dei giovani a “qualcosa di più grande.. verso l’infinito”.
    Era un’invito a rivolgersi a Dio; probabilmente anche un’invito alla “vocazione”, problema sicuramente più pressante per la Chiesa che non quello della flessibilità.
    Se si vuol difendere la flessibilità sarebbe meglio farlo senza deformare le parole altrui.

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