Il calciomercato ‘buttato’ in politica

– “Moralmente, poi, in un momento così difficile per il Paese, con disoccupazione e povertà sempre in aumento, un’operazione da circa 100 milioni di euro per un calciatore, il presidente del Consiglio poteva risparmiarsela. Ricordo quando giocavo alla Juventus , l’Avvocato Agnelli bloccò una importante operazione di mercato. “La Fiat ha operai in cassa integrazione, non si spendono soldi per calciatori”. Una lezione di stile e moralità.”

E ti pareva che Massimo Mauro non ci poneva la questione morale sull’acquisto di Ibrahimovic. Che se non fosse stato per Ibrahimovic il morale di molti italiani, calciomercato dipendenti, sarebbe ancora più in basso. L’avvocato Agnelli certo era un signore, ma anche un po’ tirato quando si trattava di spendere e spandere, e anche questo spiega il lungo e decantato sodalizio con quella Triade che per anni ha trasformato il fango in platino. E poi i soldi della FIAT erano un po’ soldi nostri (dei contribuenti), non è così nel caso di Berlusconi. Insomma, viva il colpo Ibrahimovic, e viva Ibrahimovic il traditore che con faccia lavata si è fatto Juventus, Inter e Milan e tutte e tre le volte era tifoso della sua squadra sin da bambino! D’altra parte in molti hanno cambiato squadra più di una volta da bambini, spero nessuno voglia scagliare la prima pietra!

Ad ogni modo viva il colpo Ibrahimovic che riporta in Italia un grande calciatore, ma non mi è piaciuto il calciomercato del Milan. Mi è sembrato il solito ‘colpo’ alla Berlusconi: allontaniamo le critiche con una mossa eclatante (forse due con Robinho), ma i problemi da affrontare restano. Un centrocampo vecchio e una difesa in cui il solo Thiago Silva sembra concedere garanzie rilevanti. E’ il solito Berlusconi, non c’è la volontà di mascherare un problema ma l’idea di poterlo risolvere con un colpo di genio estemporaneo, e questo non sembra pagare né in politica né col Milan degli ultimi anni. Berlusconi, come spesso accade, potrebbe smentirmi, ma intanto il voto alla campagna acquisti rossonera è un 6.
E poi c’è il calciomercato più difficile, quello della Juve. Rifondare non è semplice, farlo per la quinta volta in 4 anni è quasi impossibile. C’era una volta il Re del mercato, adesso c’è Marotta a fare le nozze con i fichi secchi e finora i risultati non è che siano incoraggianti: Martinez si è già rotto, Giovinco si gode la sua prima standing ovation a Parma, persino Quagliarella un po’ sembra rimpiangere Napoli. Certo, ci sono Krasic e Aquilani che dovrebbero dare quel qualcosa in più, ma alla Juve servirebbe ben altro che ‘quel qualcosa in più’: un terzino sinistro (si vocifera Traorè), forse uno destro (se non titolare almeno una riserva diversa da Grygera), un regista e una punta ‘completa’, uno alla Milito per intenderci (vedere Dzeko). Il voto è un 5, tenuto conto che l’obiettivo non può andare oltre il terzo posto in classifica, nella più rosea delle previsioni.

Poi c’è il calciomercato più facile, quello di chi vince e a cui basta aggiustare qui, migliorare li, provare un giovane e rinnovare un contratto. Il calciomercato della Juventus fino al 2006, adesso il calciomercato dell’Inter e della Lega Nord, che dal mercato delle urne tirerebbe fuori i colpi migliori.

Chi mi conosce sa che sono un nostalgico dei bei tempi andati, quelli in cui le polemiche arbitrali si riducevano alla loro dimensione reale e sensata: un semplice sfottò tra tifoserie. Quelli in cui non era possibile che un processo imbastito in fretta e furia condannasse senza prove. Insomma, gli anni in cui ci divertivamo a dire ‘che ladrata’, ma sapevamo che Moggi era solo il Re del Mercato, non certo il boss mafioso che le procure dipingono. Tornando all’Inter, certo, c’è l’incognita Benitez e la storia ci insegna che i ‘dopo Mourinho’, spesso e volentieri non sono poi così felici. Ma aver tenuto Maicon e Milito se da una parte rallenta un dovuto ringiovanimento della rosa, dall’altra costituisce una garanzia di non poco conto. In più la cessione di Balotelli, il “finiano” dell’Inter, allontana gli spettri di un precario equilibrio nello spogliatoio interista e forse salva lo stesso Balotelli da un destino di indisciplinata irrilevanza, mentre Coutinho sembra davvero poter affermarsi come uno dei più veri talenti dei prossimi anni. Voto 8.

La sensazione è che tutti abbiano qualcosa da imparare: Berlusconi dovrebbe essere un po’ più Marottiano e Marotta un po’ più Berlusconiano. Tutti imparino dall’Inter, PD compreso, ma speriamo non ci sia bisogno di un’altra Calciopoli per trasformare i perdenti sul campo nei vincitori a tavolino.


Autore: Carlo Ludovico Cordasco

PhD student in Political Theory all'università di Sheffield. Fondatore di European Students For Liberty, autore di articoli scientifici su diritto e ordine spontaneo. Ha in corso di pubblicazione un libro dal titolo "Hayek: ordine, istituzioni e regole".

4 Responses to “Il calciomercato ‘buttato’ in politica”

  1. Fabio Apa scrive:

    Siamo alle solite, si mesce sport e politica come fosse un minestrone, economia con etica e morale (ma la morale sarebbe meglio neanche citarla), si paragona l’olio all’acqua (per chi non capisce… fondamenti di fisica): vado avanti?
    Lasciamo in pace la buonanima dell’avvocato, per quanto sporca possa essere, comunque imparagonabile a quella dell’ancor vivente, ahinoi, dittatore dello stato libero di padanas (una banana col raffreddore). Da juventino mi vergogno per il mercato fatto, potenzialmente una bella copia della coppia Blanc-Secco, ma sempre negativa. Se celebriamo i mercenari e deploriamo gli agnelli che non aprono la borsa in tempi di magra, bhe’ statemi davanti che dietro mi fate paura.

  2. Fabio Apa scrive:

    … scusate, dimenticavo, non ho citato moratti… vorrei citarlo in tribunale

  3. A.Ferrari scrive:

    se il milan ha un centrocampo “vecchio” che dire dei ragazzini zanetti, stankovic e cambiasso…
    certo che se dai 6 al milan la juve non potrebbe avere più di 3.
    le nozze coi fichi secchi alla fine le ha fatte la roma ed anche ottimamente,secondo me.

  4. Luca Di Risio scrive:

    Ma nessuno parla del fatto che probabilmente gli ingaggi plurimilionari dei calciatori sono una bufala? Davvero i calciatori sono pagati più di amministratori delegati di banche come Intesa-Sanpaolo? A me risulta che tali ingaggi siano abbondantemente taroccati e pompati, probabilmente per falsificare i bilanci delle società? Un indizio di veridicità è, come al solito per questo paese, il fatto che nessuno ne parli pubblicamente!

Trackbacks/Pingbacks