Il liberismo ha i giorni contati. Baustelle feat. Nichi Vendola

di SIMONA BONFANTE – Il liberismo ha i giorni contati è uno dei brani politicamente più ispirati dei Baustelle. Più che una profezia, un compendio lirico di anti-mercatismo – “È difficile resistere al mercato, amore mio” – e decadentismo rivoluzionario – “ma ormai la fine, va da sé, è ine-vita-bile”.

Del liberismo, i Baustelle vedono “la fine in metropolitana, nella puttana che gli si siede accanto, nel tizio stanco nella sua borsa di Dior…”. In un altro brano, Colombo,  la indi-band toscana se la prende con la “logica spietata del profitto che sa cosa ci fa”, a noi “figli dell’impero culturale occidentale”. Il messaggio però stavolta è positivo: “meno male che qualcosa, che qualcuno” per tutto ciò ci punirà.

Ecco, mi ci gioco due terzi delle mie invero parche entrate stagionali: per me quel qualcuno è Nichi Vendola.
Nichi, il ‘non-leader’ coerentemente auto-candidatosi alla leadership del centro-sinistra, ha avuto un colloquio con Haaretz, il quotidiano israeliano in lingua inglese ragionevolmente definibile liberal. Dopo aver chiarito che lui-non-è-l’Obama-bianco – «È un paragone esagerato, molto elogiativo, ma troppo grande per le mie piccole spalle» – Nichi illumina l’interlocutore con la sua poetica che ad un lettore superficiale potrebbe apparire – toh – proprio obamiana: «Contro l’ideologia della destra, che sventola sempre il demonio della paura in tutto il mondo, la sinistra non deve dire ‘noi possiamo cacciare meglio questo demonio’. All’industria della paura deve contrapporre – udite udite – l’industria della speranza (hope, in gergo barackiano, ndr), costruire l’immagine di una società solidale e ospitale: è ciò che ho fatto in Puglia – precisa».

Nuova intervista, questa volta al Sole24Ore. «Il racconto che io immagino – esordisce il nostro – rompe le porte blindate dell’economicismo».
Partenza gagliarda, decomplessata. Anche stavolta il messia del Tavoliere non cede alla paraculaggine, ed al giornalista del quotidiano confindustriale impone uno sprint da centometrista dopato nelle empiree sfere del cristiano-comunismo di governo: «Il dibattito dell’economia – dice – è asfittico e criptato, monopolizzato da tecnocrati, lobbysti e moralisti a libro paga. Un dibattito drammaticamente orfano di quell’etica della responsabilità che per me significa confrontarsi con l’inviolabilità della vita e del vivente e porre un argine alla mercificazione del mondo».

Obamianamente audace anche il Nichi-pensiero internazionale: tabula rasa della politica berlusconiana, soprattutto rispetto al «caldo atteggiamento» tenuto dal governo italiano verso lo Stato ebraico.  Cambiamento – change – profetizza Vendola che appunto non ci tiene affatto ad emulare il presidente nero.

Non pago di cotanto ardimento, il nostro prosegue: «Cos’è la crisi? Una calamità naturale o il frutto avvelenato di quel potere soprannazionale della rendita e della speculazione finanziaria che ha umiliato il lavoro ed ucciso milioni di imprese?»
La ricetta di Vendola è esemplare: alle imprese – spiega – è necessario l’intervento pubblico. E che la si smetta di considerarlo una bestemmia! Due righe più giù, tuttavia, a proposito del pubblico, generoso intervento erogato sino all’altro ieri alla Fiat, il contegno di Nichi cede il passo ad un sofferto quanto fermo disappunto, quello del fidanzato tradito (dopo tutto quello che abbiamo fatto per lei…).

Comunque Vendola, al contrario di molti colleghi, soprattutto nel partito che lo stesso ha in animo di scalare, un’idea precisa sul rilancio del paese ce l’ha: «Io penso – spiega – che per far ripartire l’economia bisogna uscire dall’angolo della superstizione liberista in cui si canta il ‘de profundis’ della spesa pubblica e si considera l’abbattimento del debito come una specie di dio pagano a cui sacrificare i poveri, le famiglie, le partite Iva, il welfare e anche un pezzo di civiltà europea.»

E ri-eccoci ai Baustelle. Parola più parola meno.

P.S.

Il Pd, commemorato il Migliore, si predispone all’evangelizzazione porta-a-porta delle anime democratiche che non sanno ancora di esserlo. Il battitore libero Veltroni, da parte sua, indirizza una missiva al paese pensando chissà che magari stavolta il paese lo ascolti.

Berlusconi, detronizzato – ma ignaro di esserlo – dai più fedeli degli amici, padani come lui, sfodera nuove e smaglianti squadre della libertà, visto che di crociate elettorali, in Italia, non se ne fanno mai abbastanza.
Casini, lanciato per la trentesima volta il Partito della Nazione, senza tuttavia aver ancora ammainato la bandiera dell’Udc, piroetta leggiadro tra i costrutti lessicali più arditi che la politologia abbia mai partorito compiacendosi, evidentemente, della inesauribile creatività che ne guida il trentennale peregrinare trans-repubblicano.

Veniamo all’indefesso Bocchino. Lui, il capogruppo di Fli, quest’estate ha rinunciato alle ferie da esternazione. Del resto, si comprende, doveva marcare il Cav. e i teorici del trattamento Boffo nelle telenovelas monegasche e romane. Ma stare così su piazza non è forse stata una buona idea. Il riposo gli avrebbe giovato (lo vogliamo in forma per quando i probiviri del partito dell’amore lo espelleranno per deviazionismo), e ci avrebbe risparmiato scenari architettonico-coalizionali immaginifici, dispensatici con posologia da mass destruction – tre volte al dì, dopo i pasti principali.


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

5 Responses to “Il liberismo ha i giorni contati. Baustelle feat. Nichi Vendola”

  1. Brava Simona!
    Ho sempre pensato che Vendola sia uno dei peggiori esponenti di una sinistra sempre più cialtrona e lontana dalla realtà. Il suo pensiero è un mix letale di interventismo pubblico, assistenzialismo, una dose di ambientalismo integralista e ideologico(quello per intenderci che demonizza il nucleare a prescindere e applaude alla devastazione dei campi, privati, piantati ad ogm…), il tutto condito da abbondante retorica (si leggano le ampollose frasi sopra riportate)… se fossi del sud farei di tutto per contrastare un personaggio simile (al nord non conterà mai nulla), dal momento che con la sua ricetta illiberale il mezzogiorno rischia davvero di andare a fondo, altro che per colpa del federalismo.
    p.s.: i Baustelle rimangono un ottimo gruppo, nonostante tutto!

  2. Tito Vagni scrive:

    Evidentemente non ti è mai capitato di raggiungere la Puglia con l’A14 quindi non hai potuto vedere le pale eoliche e i pannelli solari che la carattaerizzano dopo l’esperimento e gli investimenti da green economy voluti da Vendola. Così come non ti sarà capitato di poter studiare in Europa grazie all’aiuto della regione puglia come invece possono fare da alcuni anni i ragazzi di Bari o di Bitonto… E magari non ti sei accorto che dopo 50 anni di depressione economica è con la giunta Vendola che si ri-torna in Puglia per lavorare e vivere meglio.
    E poi, questo lo escludo al 100%, non ti è mai capitato di partecipare ad un meeting politico discutendo seriamente di biopolitica (dite a Della Vedova che si scrive senza trattino!) con i militanti del vostro movimento sulle rive dell’adriatico, tra un bagno e un panino con il polpo, trascorrendo momenti densi di vita.
    Apri gli occhi bellezza, tra il tavoliere delle puglie e la pianura padana c’è un abisso umano e culturale.

    …per citare i Baustelle…”c’è un amore che non muore mai più lontano degli dei a saperverlo spiegare che filosofo sarei..”

  3. Il tuo commento, peraltro con toni pacati che ho apprezzato, mi fa piacere perchè significa che ho colpito nel segno. Ovviamente non condivido affatto il tuo entusiasmo, essendo chiaro che il buon Nichi è lontano anni luce dal mio pensiero, ma ad ogni modo è sempre interessante confrontarsi con persone di diverse opinioni; senza insulti ovviamente, ma in modo pungente sì!
    Mi permetto solo due osservazioni. La prima: sì, hai ragione, non sono mai stato in Puglia. Infatti non giudico Vendola come governatore (anche se sulla green economy ho MOLTE perplessità e ritengo che sia sbagliato non adottare il nucleare, se ti interessa ho scritto un articolo sul tema proprio qui su Libertiamo). La seconda: cosa vuol dire “abisso umano e culturale”? Questo non mi piace affatto. Quando ho scritto che Vendola al nord non conta niente intendevo proprio questo: come si può sperare di guidare il paese (visto che vorrebbe candidarsi a premier) insultando la parte più ricca e produttiva dello stesso? Come si può dire, come egli ha fatto, che è il nord a scippare le risorse al sud (evidentemente non ha letto “Il sacco del nord” di Luca Ricolfi), dopo tutti i miliardi che lo stato ha elargito al meridione nei passati decenni?
    E poi, che significa abisso “culturale”? Forse chi vive nel nord Italia è un rozzo ignorante in confronto allo splendore intellettuale del sud?
    Non ho simpatie leghiste, anzi, ma non chiederti poi perchè la Lega raccoglie tanto consenso di fronte a opinioni come la tua. Cordialmente.

  4. carlo scrive:

    interessante dibattito! personalmente mi trovo combattuto perchè trovo del vero sia in quanto scritto da tito che da stefano.
    Sono appena tornato dalle vacanze dalla puglia e ho avuto modo di parlare con due imprenditori pugliesi che-premettendo di aver votato pdl-mi hanno raccontato di quanto fatto da vendola per raccolta differenziata e solare/eolico.peraltro ho visto coi miei occhi lungo l’autostrada tantissimi pannelli solari.
    d’altro canto è innegabile che Vendola punti a un stato più pesante,e con le finanze che ci ritroviamo non è una bella cosa…
    se vendola diventerà davvero leader del CS spero che il PD riesca almeno a imporre Pietro Ichino come titolare del lavoro e del welfare per stemperare lo statalismo di vendola.
    e soprattutto una personalità autorevole che si occupi davvero dei problemi del nord,senza tirare in ballo la paura del diverso o glia slogan alla “roma ladrona” come fa la Lega Nord.
    un altro punto a favore di vendola sarebbero i temi della laicità,perchè credo riuscirebbe a dare una scossa a quei chierichetti del PD sia su unioni gay che testamento biologico e così via…se l’alternativa a vendola è per l’ennesima volta Berlusconi o un leghista “con la faccia buona” come Maroni…a questo punto meglio vendola,accompagnato da una componente liberal forte,da Ignazio Marino,a Ichino fino ai radicali…

  5. Tito Vagni scrive:

    Come dice splendidamente Vendola il Mediterraneo è oramai un “cimitero liquido” che ospita i corpi di tanti migranti che l’economia globale e le politiche (leggi guerre) internazionali spingono spesso verso l’occidente alla ricerca di maggiore fortuna. Ora, porsi il problema in questi termini significa, a mio avviso, comprendere il senso del legame sociale che permette la vita in comune delle persone. Chi invece di fronte a queste questioni riesce solamente a dare voce alle proprie paure, alla rabbia e all’odio è semplicemente una persona che non vorrei mai essere.
    Non si tratta di rozzezza o eleganza, abito in una regione, le Marche, in cui l’industria calzaturiera ha dato grande ricchezza e stabilità economica negli anni passati, inseme ovviamente ad un governo regionale molto presente. Oggi però la congiuntura economica ha reso difficile la vita a tanti imprenditori e a moltissimi operai, e tutti (chissà il perché?) danno la colpa agli immigrati che costituirebbero nel loro immaginario un esercito industriale di riserva pronto a destabilizzare la sicurezza sociale degli operai italiani creata con tanti sacrifici. Mi sembra evidente che la Lega abbia colpevolmente favorito questo tipo di ragionamenti, affrontando i problemi reali con molta superficialità e sostanzialmente non risolvendo niente in tanti anni di governo nazionale e locale. Per questo parlo di abisso culturale tra chi s’interroga su un problema e cerca delle risposte articolate e chi, al contrario, per basse logiche elettorali rende pubblico un discorso xenofobo e violento.
    Ti linko questo articolo del Corriere per rendere più chiaro quello che sto dicendo
    http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_26/civitanova-bengalese-picchiato_c60c7504-b144-11df-9462-00144f02aabe.shtml

    Saluti

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