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Fini e Berlusconi, ora i centro-destra sono due

– La strategia agostana dell’“auto-ribaltone” berlusconiano ha inchiodato tutti ad un tatticismo esasperato. Con settembre cambieranno le prospettive. Anche per Futuro e Libertà per l’Italia.

Non siamo un partito (per ora è così), ma un gruppo di parlamentari del PdL che hanno reagito al defenestramento di Gianfranco Fini e delle sue posizioni politiche dal (sic!) “partito liberale di massa”. Ma non siamo neppure il circolo degli amici del Presidente della Camera: abbiamo un’idea di centrodestra innovativo da portare avanti: se necessario, in prospettiva, anche in concorrenza con quella berlusconiana. Un centrodestra, ad esempio, capace di contenere diverse sensibilità sui temi biopolitici, senza la presunzione di costruire un partito “mono-etico”. Un centro-destra in cui credenti e non credenti siano chiamati a condividere i principi dell’etica pubblica, non quelli della morale privata.

Nel corso degli ultimi anni nel centro-destra italiano si erano incrociate due tendenze: quella finiana, che dopo avere consumato la rottura di Fiuggi e compiuto la costituzionalizzazione del partito post-fascista, ha emancipato la destra italiana dall’ancoraggio populistico-reazionario e antipolitico a cui sembravano condannate, nel continente, tutte le destre (“nazionali” o “regionali”) estranee alla tradizione liberal-popolare.

Decisiva, per comprendere la vicenda di Fini è l’esperienza dell’Elefantino con Segni e Taradash alle Europee del 1999: una battuta d’arresto dal punto di vista elettorale – come spesso capita ai progetti anticipatori -, ma la prova di come quello del Presidente della Camera sia un percorso tutt’altro che improvvisato. Alla fine del percorso, Fini oggi sostiene  – proprio sui temi “sensibili” dei diritti, dell’immigrazione, della bio-politica e dell’identità civile – posizioni più vicine di quelle berlusconiane al mainstream liberal-conservatore europeo.

Dall’altra parte Berlusconi, partito nel ’94 da posizioni di “liberalismo radicale”, ha sterzato progressivamente verso una piattaforma prima sensibile, poi condizionata dalle parole d’ordine leghiste, che, in buona sostanza, riecheggiano le posizioni della destra europea, da cui Fini aveva allontanato An nel suo percorso di avvicinamento al PPE.

Perfino sui temi economici – che rappresentavano il “cuore” della promessa berlusconiana – Fini raggiunge una posizione mediana tra la difesa dell’interesse e della coesione nazionale e la necessaria modernizzazione del modello economico-sociale di un paese che non cresce quanto i suoi concorrenti. Nel frattempo Berlusconi perde la gran parte della sua forza “rivoluzionaria”, in un traccheggio sparagnino, ma diffidente delle vere riforme (quelle che potrebbero costare consenso, ma dare fiato ad un paese in affanno).

Oggi è il PdL di Berlusconi, attraverso il legame a doppio filo elettorale e soprattutto politico con Bossi, ad essere vicino al “Dio, Patria e famiglia” del reazionario Le Pen e delle destre anti-liberali. Fini invece ha oggi – proprio sui temi che lo renderebbero “estraneo” al PdL – idee e proposte più consonanti con quelle di Cameron, Merkel, Rajoy o Sarkozy, cioè di quella destra popolare e conservatrice che ‘contiene’ i liberali o governa con essi.

Questa competizione tra diverse idee di centrodestra e tra le diverse personalità chiamate in futuro a rappresentarle, secondo le regole di un “normale” partito maggioritario, avrebbe rafforzato un PdL aperto e inclusivo, capace di discutere e di non sentirsi ferito dalle divisioni o indebolito dai dissensi. Così, non è stato.

E’ il teorema-Verdini: il partito è solo la macchina del consenso berlusconiano, e dunque non bisogna disturbare il manovratore. Un errore fatale, di cui l’espulsione del reprobo Fini è stata una conseguenza patetica e obbligata. Ma il PdL che espelle Fini diviene una stella morta: fa ancora luce, ma non produce più nuove energie politiche, consuma, finchè dureranno, quelle esistenti.

Finito il tempo delle tattiche agostane, l’esistenza di “due centro-destra”, quello di Berlusconi e quello di Fini, sarà davanti agli occhi di tutti. Resteranno alleati nei prossimi semestri, per rispetto degli elettori e responsabilità nei confronti dell’Italia. Ma non sono più la stessa cosa e difficilmente a breve potranno tornare a esserlo.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

28 Responses to “Fini e Berlusconi, ora i centro-destra sono due”

  1. inutile scrive:

    Già sono due e BDV ha scelto quello con gli ex del Movimento sociale che si alleano con gli ultra cattolici di casini e i cattolici del PD. Cavolo proprio una scelta coerente e liberale.

  2. Fini farà il suo partito del sud, la Lega andrà avanti con il suo progetto federalista …. e amen!!

    da leggere:http://carlozucchi.wordpress.com/2010/08/25/la-divisione-non-e-tra-destra-e-sinistra-ma-tra-nord-e-sud/

  3. pippo scrive:

    Dubito molto che Fini possa rappresentare le istanze degli elettori di centro destra. Finora li ha solo presi in giro. Fini al massimo può fare un partito che attiri voti esterni all’attuale centro destra. Però dove siano questi fantomatici elettori è un mistero.

  4. Dante scrive:

    Bell’articolo. In realtà le destre, in Italia come in Europa, non sono due ma molte di più. Però altrove si giunge ad una sintesi. Il sistema maggioritario, che tutti abbiamo voluto, consente questa sintesi grazie al principio che la maggioranza stabilisce la linea politica. Se il corpo elettorale è fatto di cattolici e di gente che condivide le idee dei leghisti, mi dispiace ma i maitre a penser destrorsi dovranno adeguarsi. Salvo a lavorare culturalmente per proporre un’idea differente. In Italia la destra è rozza, populista e cattolica ed il liberalismo ha pochissimi adepti. La scommessa del PDL era quella di far convivere insieme tutte le anime. Ma c’è qualcuno che ha preso il vizio della sinistra di sentirsi più uguale degli altri e di chiedere maggiore visibilità in nome della propria (auto)ritenuta superiorità intellettuale e morale. Qui quello che conta sono i voti.

  5. La deriva populista e clientelare produce lo sbriciolamento del sistema Paese. E se un domani il centro-destra di Fini sarà un partito spero che si caratterizzerà proprio per la visione di sistema Paese, favorendo la convergenza di soggetti istituzionali, imprese, ricerca e sistema scolastico per fare in modo che l’Italia torni ad essere un paese in grado di attrarre capitali, investimenti, risorse qualificate. Che è un po’ quello che sta tentando di fare Cameron in Inghilterra, dopo aver ereditato una situazione pesante e sotto certi aspetti un sistema allo sbando. Montezemolo potrebbe essere uno degli interlocutori strategici, nel caso in cui continuasse ad avere un ruolo esterno alla politica.

  6. andrea scrive:

    onorevole Della Vedova ,
    concordo pienamente con quanto lei dice. Un quesito però mi turba più di altri. Come mai un personaggio con la sua storia liberale si è accorto solo ora che il cav tutto è tranne che un “liberista uomo di mercato”. Basterebbe guardare le procedura di inflazione che l’Ue ci muove….ma la manovra di alitalia autarchica e di completa non considerazione dei mercati , con privatizzazione degli utili e socializzazione delle perdite le sembra da uomo liberale…il rapporto che ha con sky e con la rai le sembra da uomo da mercato libero…..i rapporti con la stampa definita “faziosa” le sembrano da uomo liberale….Le chiedo come abbia fatto a resistere tutto questo tempo rinnegando totalmente un pezzo importante della sua storia di ottimo e stimabile uomo politico.???

  7. Carlo Buffoli scrive:

    La vera forza del progetto dipenderà da due fattori:
    1) le sorti della famiglia Tulliani (checche se ne dica, i problemi ci sono perchè una che sta con Gaucci non è mica normale..);
    2) la capacità di FLI di smarcarsi proprio dall’UDC e dal PD e puntare ad un progetto liberale autonomo di più ampio respiro coninvolgendo le forze laiche che non sono strutturate sul territorio e quindi non riescono a raccogliere consensi che pure ci sono.
    Ma l’Italia è un Paese cialtrone, e seguirà il solito andazzo della convenienza economica e dei favori politici alla Verdini.

  8. Adriano Teso scrive:

    Quanto fatto dai parlamentari per la creazione del nuovo gruppo e forse del nuovo partito trovo sia legittimo. E quanto espone Della Vedova è anche coerente con le critiche costruttive interne fatte, nel corso degli anni, a Forza Italia prima e al PDL poi. A noi liberali praticanti e non dirigenti sta di a verificare se il PDL si rinnoverà a tal punto da rendere inutile un altro partito, continuando la collaborazione ( del PDL )con i parlamentari del neocostituito gruppo, o vedere i principi, i progetti legislativi e l’organizzazione democatrica e direttiva della nuova formazione ( nero su bianco )e stare laddove c’è più reale liberalismo, con l’etica personale e politica quale precondizione.

  9. marta scrive:

    mr della Vedova, mi compiaccio della svolta finiana e conseguentemente della Sua scelta di seguirlo. Tuttavia rimane molto criptica la decisione di esser stati per tutto questo a tempo a fianco di una destra cosi’ spregiudicata

  10. genovese scrive:

    Sono d’accordo con BDV sul fatto che fosse necessario creare all’interno del PDL una dialettica politica che desse spazio ad una pluralità di voci.Tuttavia come ha scritto oggi sul Foglio Ferrara “tra la battaglia di idee e la tattica sgangherata di un gruppo di potere c’è una distanza che sta diventando incolmabile.”
    Quanto alla consistenza effettiva di questo nuovo centro-destra che BDV preannuncia come ormai distinto certo gli attuali numeri parlamentari autorizzano a crederlo come esistente;in realtà si tratta di un gruppo molto più eterogeneo di quello che BDV vuol far credere sia dal punto di vista bioetico che di quello economico-sociale.Dal punto di vista elettorale pertanto ,anche in ragione della sua rappresentanza sociale contradditoria,la consistenza non potrà che essere modesta.L’inclusione in un eventuale terzo polo,per ragioni elettorali,non sarebbe l’espressione di quel cenntro-destra alternativo che BDv lascia intravvedere.

  11. leonardo signorini scrive:

    può essere un progetto utile al Paese.concordo con Benedetto.
    offrire all’elettorato posizioni diverse su punti programmatici nel centro destra, avviando confronti, non è indispensabile creare un nuovo partito, almeno nella situazione attuale, un periodo di calma non guasta!!per tutti a cominciare dal gruppo futuro e libertà..i cittadini non hanno bisogno di nuovi partiti, ma di risposte, sul lavoro, sviluppo ,concorrenza,riforme , riforme anche sul livello locale soprattutto in toscana..terra di troppi conservatorismi..dove ormai i problemi sono tanti..e il pd si guarda il proprio ombelico..

  12. Guardo con molto interesse a FLI e credo che lo stesso facciano molti di quelli che Adriano Teso definisce “liberali praticanti”.
    Per questo, trovo inquietante la (momentanea?) vicinanza al partito confessionale UDC e ho assistito con preoccupazione alla levata di scudi avvenuta in FLI quando proprio Benedetto Della Vedova ha parlato di importanti temi etici. Così come – a mio modo di vedere – alcuni esponenti di FLI sembrano, in materia economica, più figli di una destra sociale almirantiana che liberali.

  13. Luccio41 scrive:

    Da italiani!! Bisogna guardare le cose e ragionarli con il sentimento e con gli occhi da italiano medio. L’italiano medio non crede, e non ha mai creduto nella politica. Alla maggioranza delle persone in Italia non interessa la politica elaborata nel politichese. Bisogna smetterla di prenderlo per i fondelli con paroloni grossi da intellettuale. l’italiano ha bisogno di capire con una dialettica chiara, semplice elementare. Questo tipo di dialettica, attira il corpo elettorale medio, verso quel politico che non sia invischiato nella politica incomprensibile, demagogica, populista e di convenienza. Oggi “a mio parere” la maggioranza dell’italiano medio, si fida di Berlusconi perché costui, parla alle persone con una dialettica convincente. Sa dove vuole arrivare, serve alla nazione, perché è l’unico che fa quello che promette, ma si verifica il fatto che la politica politicante non gli concede di realizzare per la gelosia e la certezza che costui lo realizzi per davvero. Quindi i vari politicanti lo attaccano assieme al coinvolgimento di una certa magistratura che vigliaccamente accondiscende di contribuire alla demolizione di costui molto pericoloso per gli interessi di una vecchia politica faziosa e corrotta oramai da 50 anni. L’italiano medio non più analfabeta “come negli anni 50” Ha capito e vuole finalmente, con l’appoggio e la potenza di Berlusconi, disfarsi di quei parassiti che negli anni rovinarono l’Italia. Noi Italiani! siamo convinti che, questi parassiti, vogliono demolire e rendere innocuo quella persona che cerca di mettere ordine e legalità nel nostro paese. Loro pensano, che cacciato Berlusconi dalla scena politica, possano ritornare come nel passato a fare man bassa negli affari dello stato. Per questo motivo, le persone non intellettuali come il sottoscritto, crediamo che Berlusconi al momento sia l’unico essere umano, in grado di battersi per una nazione migliore. Abbiamo terrore che un giorno, i politicanti spietati che pur di non perdere il potere, facciano delle azioni irreparabili con la complicità di persone come Gianfranco Fini e company.

  14. Maralai scrive:

    si scrive Fini ma in realtà si legge Bocchino. come dire che la montagna ha partorito un topolino. poverocentrodestraaenninoliberalelaburistaradicale!
    mn

  15. Piero Sampiero scrive:

    Concordo con Della Vedova.
    Se la smettessimo di personalizzare ogni evento politico, trarremmo l’impressione, più veritiera e compiuta, di un movimento che ha messo in moto nuove idee e iniziative sulle ceneri delle ideologie.
    Il problema è semmai quello di rendere più chiaro alle masse il progetto che si vuole realizzare.

  16. Jean-Louis Monteverde scrive:

    ci siamo. i santini … direzione trash. Un progetto Repubblicano Libero e Sociale. Una destra vera. grazie per l’articolo. da qualche tempo esce dal “silenzio” questa linea. il segno è positivo. continuiamo.

  17. Maralai scrive:

    a piero sanpiero; ma quale movimento! fuori dal pdl che avete sbeffeggiato non contate un piffero. e con quale faccia adesso il rientro all’ovile? vorrei proprio vedervi, come per la moroni e i la malfa, con quale faccia il vs bastonato rientro.
    mn

  18. Liberale scrive:

    Il Dietrofront dei Finiani è sotto gli occhi di tutti. Berlusconi vi ha fatto credere di volere inizialmente le elezioni per poi assumere una posizione più responsabile e mettere in minoranza anche detro FLI i vari Bocchino-Granata-Briguglio. Ora voglio proprio vedere se succederanno le cose promesse ad agosto dai suddetti ( e spesso rievocate anche qui ) ovvero:

    1) Nascita partito FLI ai primi di settembre

    2) Governo di “Responsabilità Nazionale” con transfughi PD – UDC – API e senza Lega magari con Pisanu

    3) Iniziativa parlamentare sulla bioetica ( Benedetto è stato isolato dai suoi e dal silenzio di Fini prima che dal PDL )

    e mi fermo qui per non tediare oltre i miei compagni.

    Beh..non c’è che dire, un movimento concreto di cui si sentiva il bisogno e che è durato forse un mese…Forse sarebbe stato il caso prima che vi chiariste fra di voi prima che cercar di metter chiarezza nel PDL….

  19. creonte scrive:

    @liberale

    non capovolgere le cose

    il dietrofront è di berlusconi che prima minaccia le elezioni, poi vede che al sud perderebbe e allora va avanti e dice anche a Bossi di stare zitto.

  20. Liberale scrive:

    @creonte

    Vedremo presto chi ha ragione

  21. Andrea scrive:

    Il problema maggiore sarà al Nord, ormai egemonizzato dalla Lega. I Finiani, in prevalenza eletti in collegi meridionali, faranno una campagna anti-leghista, per la “sussidarietà” (che sappiamo come viene intesa da certa classe politica). Credo che Della Vedova sia in buona fede ma capirà presto che per conquistare voti i suoi nuovi compagni di partito spingeranno sul “Dio, Sud e famiglia”.
    @Liberale: sembri Bonaiuti, e ho detto tutto.

  22. maitea47 scrive:

    l’utopia: in analisi, può indicare una meta intesa come puramente ideale e non effettivamente raggiungibile. Possibile che la sinistra, non si accorge che perseguire Berlusconi e Utopia. L’unica persona convinta che battere quest’ultimo su un terreno paritario è praticamente impossibile. Allora avrà pensato al vecchio detto: se hai un nemico che non puoi abattere, devi solo tentare di collaborate con lui e fare grandi proposte risolutive alla problematica del paese, degne di essere all’altezza della situazione attuale. Solo in detto modo, potrai mettere in luce all’opinione del paese, che la sinistra collaborazionista, cerca delle risoluzioni, esclusivamente per il bene del paese, senza apparire denigratoria e disfattista. Quindi Veltroni, aveva capito il sistema per recuperare la fiducia del paese verso una sinistra rinnovata almeno nelle idee. Ma i dirigenti intelletuali e ideologici del suo partito, non hanno permesso che costui attuasse un compromesso storico che avrebbe dato allo stesso Veltroni il merito di tale compromesso e quindi solo a lui la fama di essere stato il fautore della svolta storica. Quindi detti opportunisti, decisero di demolirlo. Loro! i veri dirigenti della sinistra storica, hanno la pretesa, che chiunque “loro mettono al potere” devono esclusivemente eseguire degli ordini. Praticamente un capo fantoccio, che non conta niente. Vedi Bersani, non ha mai contato un cazzo ne prima, ne adesso, ne mai. Proprio ieri sera, in TV in un’intervista, alla domanda: se devreste vincere le elezioni, quale sono le cose che in prims realizzereste. Risposta: cancellare le leggi che ha fatto Berlusconi. A mio parere la demenza è totale!

  23. Liberale scrive:

    @Andrea

    Rispondere un sembri Bocchino o un Elisabetto o un Barbareschi sarebbe fin troppo banale. Ma che ci vuoi fare. Comunque, battute a parte la prima parte del tuo intervento nei contenuti ( non nella forma BONDIANA ) è tale e quale a ciò che vado dicendo da mesi ormai qua dentro. Ma che ce vuoi fare ;)

  24. liberale, ma te, criticando Fini, non parli da persona che vota il PDL, no?
    spero che per coerenza o non voti o voti radicali…

  25. Alberto Alliney scrive:

    Caro Benedetto,concordo su ogni punto del Tuo articolo e l’analisi sul percorso di Fini,dovrebbe far capire a chi ha visto nell’avventura Elefantino solo un insuccesso elettorale,come fosse invece una precisa tappa di marcia per portare (chi voleva seguirlo) alla realizzazione di un movimento (ora partito?)di destra,laica e liberale. Purtroppo,la proposta di Bocchino per una coalizione con partiti confessionali tanto distanti dai valori liberali sulla bioetica e sulla laicità dello Stato,pongono dei dubbi sul fatto di far cadere ogni buona intenzione dalla padella alla brace. Mi piacerebbe che il portavoce del movimento e cioè TU (almeno che non sia cambiato qualcosa),Ti facessi maggiormente garante di quello che è il finipensiero. Questo perchè se Comunione e Liberazione hanno fatto cambiare molti connotati liberali nel PDL,certamente l’UDC non chiederebbe di meno. E i liberali che,come me,Ti hanno seguito in questa avventura,sarebbero costretti ad allontanarsi.

  26. luca calselli scrive:

    Onorevole Della Vedova (ci davamo del tu ma…), che il sogno del Partito liberale di massa, del ’94, sia ormai tramontato, e’ una realta’. Ma quanto e’ stato determinante il demo-clerico-statalista Fini a farlo naufragare? E quanto non e’ credibile il Tipo, date le sue giravolte, proprio su certi temi? E rispetto alla democrazia nel Partito? Mi creda, Onorevole, le posizioni liberali, libertarie e liberiste sono le mie posizioni ma, con Fini no. Non mi fido, non mi piace.. Non lo posso accettare.
    PS. E non parliamo degli scandali e dei suoi spudorati e rumorosi silenzi
    Luca Calselli

  27. Patrizia Franceschi scrive:

    Perchè nell’espellere i Rom vi trovate forse d’accordo con Sarkozy?
    Non mi pare proprio. E poi tutte queste belle innovazioni, perchè non le avete fatte dal di dentro stando nel PDL durante tutto questo anno passato, invece di ogni giorno distruggere un pezzo di partito? E di dividere gli animi? Non sapeva farsi ascoltare? Oppure rimaneva troppo oscurato il suo personaggio?

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