Fumo mediatico e arrosto politico. Bersani bussa alle porte degli italiani che però guardano i tg del Cav.

– Domenica pomeriggio, verso le 16, ero tra quelli che sul litorale romano hanno visto passare un aereo che trainava un lungo striscione con su scritto: “ Berlusconi ci hai rotto … i gommoni!”. Subito dopo abbiamo visto arrivare in volo un Canadair della protezione civile, e lì ho sentito un uomo che gridava: “ oddio, lo vuole abbattere”.

Questo stralcio d’ironia e goliardia politica ci ha fatto, per un attimo, dimenticare il “fumo”. Un fumo che non era lì sulla spiaggia, ma che era ed è nei giornali, nelle cronache politiche di questi giorni, nei telegiornali appena visti. In questo agosto italiano la cronaca politica è stata  per lo più incentrata su di una modalità che potremmo definire “fumosità comunicazionale”.

Dopo alcuni giorni di luglio – giorni “felici” per chi si augura che la politica sia una riflessione seria e coraggiosa sugli argomenti e i temi di una società – le cortine fumogene di una politica vacua e tossica si sono abbattute nella narrazione mediatica. Si è smesso di parlar di politica, ed è incominciato il valzer della nebulizzazione dei contenuti. Ed ecco le logiche di una propaganda gretta e muscolare: la casa di Montecarlo, la cucina comprata a Roma per risparmiare e poi spedita nel principato, gli affari della famiglia Tulliani, non sono strettamente fatti politici ma sono un fumo tematico che serve ad incrostare, a colpire l’ uomo distogliendo l’attenzione dalle sue ragioni politiche.

L’attacco propagandistico aggressivo, nella sua declinazione di calunnia, non trova il suo funzionamento nelle presunte “verità” che mette in scena, che spesso sono balle, ma nelle scorie che queste presunte verità possono lasciare appiccicate ai bersagli dell’aggressione, a chi ne è perso di mira, anche nel momento in cui si dovesse dimostrare che balle sono. Il cittadino sprovveduto, o per meglio dire “gestibile”, non si fa influenzare dalla “qualità” delle informazioni, ma dalla “quantità”. Una più o meno falsità, ripetuta con forza e decisione, finisce per essere interpretata come una possibile verità. Non stiamo scoprendo nulla ovviamente, questi erano i presupposti delle demolizioni delle personalità inscenate negli anni più bui dello stalinismo, e questa era la strategia del giornalismo fascista d’azione, quello finanziato dai gerarchi capibastone.

Tutto ciò, ovviamente, non ha  a che fare, come alcuni sostengono, con le prassi della magistratura che bianca, nera o rossa giunge a delle ipotesi solo dopo aver sostenuto delle indagini, ma questa, invece, è la strategia di quella stampa che di un indizio, più o meno pretestuoso e magari anche no, fa una condanna certa. Non importa se la condanna sia giusta o sbagliata, importa solo del ricordo che essa potrà mantenere nei lettori, o negli spettatori.

Questo fumo comunicazionale di cui stiamo parlando è un fumo diretto, serve ad offuscare l’immagine ed il discorso politico di un personaggio, trasportandolo, appunto, dalla sfera della politica, della cosa pubblica e delle sue idee circa la cosa pubblica, in un’altra sfera, immaginaria e artefatta, che servirà a delegittimarlo.

Poi vi è un altro tipo di fumo. Quello indiretto. Per capire cosa s’ intende basti guardare alcuni telegiornali. Dopo uno o due servizi politici, nei quali in un modo o nell’altro si manifestano i punti di vista politici del direttore e della testata, ci troviamo davanti ad una serie di servizi, inerziali, che per certi versi non raccontano nulla d’ importante. Non raccontano il paese, non raccontano la politica, non raccontano i temi stringenti della contemporaneità, e di cultura manco a parlarne. Questi servizi – di solito con vocine di giornalisti poco più che ventenni, neo assunti sotto schiaffo, e quindi meno strutturati e ben felici di qualsiasi cosa gli venga proposta, pur di fare – illustrano fatterelli e curiosità marginali, cronaca e costume, dei quali si potrebbe tranquillamente fare a meno. Cosa significa? Il vuoto a perdere narrativo serve a rafforzare le poche tesi politiche che sono state dapprima presentate nel TG. La vacuità della maggior parte dei servizi serve a mettere in primissimo piano, mnemonico e ideologico, i pochi pezzi del telegiornale che hanno raccontato qualcosa di significativamente politico.

Molto fumo e pochissimo arrosto, solo quello che serve a dire ciò che si deve dire, e le voci dissonanti scompaiono dal racconto del Paese.

Per sottrarsi alle logiche dell’ ineludibile onnipresenza del fumo comunicazionale il PD ha scelto di smarcarsi dalle logiche della televisione – alla quale, tra l’altro, ha ormai un accesso ridotto – ed a quella della carta stampata, si è deciso per il porta a porta. Come ha scritto Scalfari: “ Messo ala frusta dalla gravità della crisi, Bersani ha deciso un rilancio in grande stile mobilitando i tre milioni e mezzo di elettori delle primarie per una campagna capillare per riportare in linea quella parte dell’elettorato democratico-riformista che si è rifugiata nell’area dell’astensionismo”.

Ma il porta a porta in Italia non può funzionare. Le logiche dell’immaginario televisivo – infinitamente più pervasive di quelle della stampa e di quelle di un web che in Italia è ancora ad uso solo delle elite culturali, vecchie e giovani – sono una dorsale psichica ormai fondante del nostro paese, come di molti altri. Il fumo propagandistico di un medium va sconfitto nel medium e non uscendone fuori. La comunicazione “mediata” in Italia è più penetrante e permanente di quella diretta, si è sostituita ad essa. La televisione non è eludibile con l’ingresso fisico dei militanti nei salotti, innanzi al televisore. In Italia i testimoni di Geova non sono mai piaciuti e nemmanco i rivenditori degli aspirapolvere, o i volontari di Save the Children o di Lotta Comunista, che di quando in quando suonano al campanello; da noi il porta a porta non va. E allora che fare? Aspettare che il fumo si diradi? Non conviene, ci vorrebbe troppo tempo.


Autore: Francesco Linguiti

Si occupa di produzione culturale. È autore nella produzione audiovisiva. È docente di semiologia del testo.

17 Responses to “Fumo mediatico e arrosto politico. Bersani bussa alle porte degli italiani che però guardano i tg del Cav.”

  1. bill scrive:

    E’ un peccato che una iniziativa come Libertiamo sia diventata il megafono di un’operazione di palazzo.
    E smettete di parlare d’altro: chiedete all’on. Fini di spiegare la sua posizione, perchè ci sono dei fatti, non delle supposizioni.
    Fare i finti tonti non vi porta da nessuna parte.

  2. creonte scrive:

    Caro Bill, il tempo ormai è poco per Berlusconi per gestire un PdL che si svuota di voti al Nord (per la Lega) e al Sud.

    L’unico fatto è questo.

  3. Patrizia Franceschi scrive:

    Spero che Bersani non venga a bussare alla mia di porte! Per me, resta fuori!!

  4. creonte scrive:

    diciamo allora che alle masse arriva la tv e famiglia cristiana… non a caso il secondo è stato *persino* accusata di pornografia politica da Giro!

    sanno che alla prossima tornata elettorale l’UDC prenderà molti senatori al sud.

  5. Andre scrive:

    @ Bill: chi è che parla d’altro? Prova a prendere in esame l’articolo di Luinguiti e dicci se ha ragione oppure no. Ovvero se i tg mediaset usano un tipo di informazione a senso unico e la politica viene vista solo in funzione di Berlusconi, oppure se Linguiti non ha capito nulla, i tg mediaset sono esempio di informazione equilibrata, danno spazio a tutte le posizioni allo stesso modo e non si avvalgono di certi dossier (tra l’altro rubati dal Giornale e Libero, neanche un pò di iniziativa insomma..) per screditare l’avversario politico di turno.
    Mi pare che su Fini ci si possa dividere, ma questo è un altro argomento.
    Sull’articolo di Linguiti mi limito ad aggiungere una curiosità. Forse starò diventando un dietrologo che neanche quelli di Di Pietro, ma quando ho sentito sul tg5 un servizio su un evento teatrale in quel di Rieti mi si è accesa l’idea di una qualche influenza politica, e pochi secondi dopo chi ti vanno ad invervistare come Presidente della fondazione tal dei tali?
    Detto questo come azienda privata sono liberissimi di fare ciò che vogliono. Ma è importante che si sappia.

  6. bill scrive:

    Ma io mica sto dicendo che è una lotta fra il bene assoluto e il male assoluto (a leggere Fare Futuro, parrebbe così..). Sto dicendo che ci sono dei fatti, in particolare tutta la gestione dell’affaire Montecarlo e i, mi consentirai, singolari affari televisivi dei Tulliani che meritano dei chiarimenti.
    E sto dicendo che questo chiarimento non arriva, e che parlare di dossier va benissimo, ma PRIMA si risponde sui fatti.
    Non basta gridare alla calunnia: bisogna dare una propria versione dei fatti, e dimostrare che si tratta di calunnie.
    E non basta rimettersi alla magistratura: sono fatti comunque gravi, politicamente ed eticamente, che vanno chiariti, smentiti se possibile.
    Faccio presente che si è pontificato sulla libertà di stampa; beh, questa vale anche per la stampa che ti attacca. La si può criticare finchè si vuole per i metodi e le modalità, ma le querele cosa c’entrano? Secondo te, la gente vuole aspettare sette anni per sapere cosa è successo? E’ illusorio pensarlo.

  7. Luca Di Risio scrive:

    Mamma mia che BANALITA’. Che peccato che Libertiamo sia diventata uno strumento per diffondere codesti articoli che al più possono essere argomenti da ultimi anni di liceo, e forse nemmeno. Primo, che siamo nell’era dell’informazione mediata e mediatica lo si sa da trent’anni, quindi sprecare un articolo per riaffermare ciò come se fosse polvere scesa dal cielo che in realtà si traduce in una scoperta dell’acqua bagnata mi sembra davvero penoso. Secondo, che la Rai sia politicizzata – chiedete a Fini per conferma – e accorgersi solo quando c’è Berlusconi al governo di come funzionano i tg (ricordo servizi quando governava il centro-sinistra con audio taroccati con finti applausi, platee mostrate piene all’ingresso di un Rutelli qualsiasi quando invece erano vuote) risulta becero e ancor più penoso, considerando poi anche l’esempio del Tg3 che opera indisturbato senza critiche utilizzando ben più staliniste tecniche, e che sia di meno ascolto di certo non è una scusa per mancate analisi tecniche. Che poi ancora si creda che i telegiornali influenzino in modo determinante i flussi elettorali è una tesi, oltre che più volte smentita (dalle elezioni stesse), davvero da principianti. Per quanto riguarda il fatto che non si stia più parlando di politica, scusatemi, ma in Italia quando mai lo si è fatto? Sono vent’anni che si parla solo di Berlusconi piduista e mafioso, dittatore e assassino, per non parlare del gossip post 25 aprile nella terremotata L’Acquila, e voi, futuristi post litteram non mi pare vi lamentavate che non si parlasse più di politica durante tutto ciò, voi continuavate ad occuparvi dei temi a voi cari e molto interessanti, certo si intuiva benissimo la vostra idiosincrasia per Berlusconi al di là dei contenuti, ma tutti siamo esseri umani e in quanto tali fatti di passioni e pregiudizi, cosa che invece non state facendo in questo periodo: avete liberamente smesso anche voi di occuparvi di politica per dedicarvi alla difesa senza se e senza ma di Fini, cosa che non avete fatto per Berlusconi. Legittimo, ma non camuffatelo come principio nobile.
    Avete espresso, nel grande gioco delle fazioni la vostra sacrosanta faziosità – che è una cosa assolutamente positiva, ha permesso nell’età dei Comuni di far raggiungere livelli di civiltà ma più eguagliati alla nostra cara entità geografica; ma che diventa davvero molto negativa quando è nascosta, negata, dietro la giustificazione di un presunto sapere enciclopedico e quindi oggettivo, impersonale, tipico finora della sinistra di origine marxista a cui ora vi aggiungete voi.
    E la chiave di questa camuffata faziosità sta proprio nei vostri articoli, come ad esempio in questo: « Il cittadino sprovveduto, o per meglio dire “gestibile”, non si fa influenzare dalla “qualità” delle informazioni, ma dalla “quantità”. Una più o meno falsità, ripetuta con forza e decisione, finisce per essere interpretata come una possibile verità». Verissimo: è proprio quello che è successo negli ultimi vent’anni con Berlusconi, ma voi e l’esimio docente di semiologia, novello Eco, non ve ne curate. E questo non per difendere Berlusconi, ma perché mette in evidenza la vostra ignoranza, probabilmente sacrificata alla ragion politica (permettetemi di dire davvero bassa anch’essa) alla storia recente d’Italia. Alla origine di Tangentopoli, agli omicidi di Falcone e Borsellino e i seguenti processi di mafia e la discesa in campo di Berlusconi. Centra pure Von Mises in tutto ciò, se da liberali vi può interessare. Con tutto ciò la sopra citata frase del vostro Docente ci casca benissimo, ma per voi è trascurabile. Del resto il drappello di post-fascisti di Futuro & Libertà se ne intendono bene di Minculpop, come possiamo ben vedere da Generazione Italia, che arriva a difendere famiglia cristiana, Fare Futuro, che arriva a darsi loro stessi dei coglioni pur di arrivare alla fideistica conclusione del male assoluto che è Berlusconi. E mi spiace dirlo anche voi voi vi inserite in questo gioco. Se perfino l’on. Della Vedova, per quanto ora cerchi di barcamenarsi, si assoggetta a questi giochi democristiani e post fascisti, vuol dire che siamo proprio alle comiche finali, tanto per usare un’espressione che dovrebbe a voi esser conosciuta, la cui dimenticanza invece è sintomo di quella camuffata faziosità di cui prima accennavo. Siete dei berlusconiani delusi, beh ecco, dopo pochi mesi dalla vostra esistenza io sono ufficialmente un deluso di voi, o sarebbe meglio dire sono stato un illuso da voi. Avete dimostrato di essere solo una parte nella commedia della politica italiana, piccola per giunta.

  8. creonte scrive:

    @LucadiRisio

    troppi, troppi temi non sono stati affrontati in 16 anni. La questione del processo breve è tanto ridicola che gli studenti del 22 secolo ci considereranno dei deficienti l’aver solo preso in considerazione.

    Sono i fatti e non l’uomo Berlusconi il problema; cose che grossomodo tutti i partiti europei hanno già affrontato.

  9. Luca Di Risio scrive:

    @creonte
    Non mi risulta che negli altri paesi europei si siano dovuti far fuori degli interi partiti politici e intere classi dirigenti per svendere l’industria di stato e mettere definitivamente dei banchieri (specialmente scuola Goldman Sachs) al comando. Non mi risulta che negli altri paesi europei si siano dovuti far ammazzare due giudici per fare un processo ad un uomo politico che non si riusciva a far cadere nel circo mediatico-giudiziario delle tangenti. Perché è di questo che stiamo parlando, non è abbastanza chiaro? O credi ancora alla favoletta che con ciò c’entri Berlusconi? Questi sono i fatti che originano la cosiddetta Seconda Repubblica italica, ti sembrano poco gravi?; ora capisco che non se ne può parlare perché la verità molto spesso porta più problemi che soluzioni, ma far finta che non sia così mi pare oltremodo sporco.

  10. Carmelo Palma scrive:

    @Luca- Tu scrivi:”Non mi risulta che negli altri paesi europei si siano dovuti far ammazzare due giudici per fare un processo ad un uomo politico che non si riusciva a far cadere nel circo mediatico-giudiziario delle tangenti.” Chi ha fatto ammazzare chi, per processare chi per cosa? Non ho voluto censurare il commento un po’ troppo pesantemente allusivo, ma ti chiederei di spiegare a quali omicidi ti riferisci – in senso “metaforico”, immagino.

  11. Patrizia Franceschi scrive:

    Il “fumo” che imbroglia le cose, chissà perchè lo vedete solo ora. Un anno fa dove eravate quando Repubblica non mollava l’osso su Berlusconi? Non si parla delle “rivoluzionarie” idee politiche di Fini? Non se ne parla perchè non esistono!!A questo punto dovevano fare le variazioni alla Costituzione (sempre intoccabile!!), diminuire i parlamentari, abolire una camera, queste erano le cose primarie da “20 anni” promesse anche da Fini. Datevi una mossa invece di criticare i Telegiornali che sono sempre stati (parlo da 50 anni a questa parte) gestite dai partiti che si sono sempre spartiti le reti. Ma di che parliamo, io ho 60 anni ed è sempre stato così. Ma la colpa è di Berlusconi!! Ma fatela finita!

  12. Luca Di Risio scrive:

    @Carmelo
    Mi riferisco a quello che è successo nel nostro paese negli ultimi vent’anni quasi. All’origine della cosiddetta Seconda Repubblica (chissà perché senza cambiare la Costituzione). Mi riferisco allo sporco uso politico che si è fatto dei pentiti di mafia; pentiti che sono stati riempiti d’oro e fatti entrare in Parlamento per trame politiche. Basta leggere gli (sterminati) atti del processo Andreotti per rendersi conto delle comicità che compaiono in esso. Per non parlare delle oscenità recenti come agenti segreti con volti sfigurati, che manco un romanzo giallo si sogna più di utilizzare queste stupidate. Del resto è lo stesso Borsellino che afferma, in quel teatro a Palermo nel lontano giugno 1992, che la responsabilità massima dell’omicidio di Giovanni Falcone ce l’ha la magistratura (si trova credo anche su YouTube il video). E ancora lo dice l’ex giudice Ayala che Falcone prima e Borsellino poi sono stati traditi da un’istituzione. Lì stanno le origini di questa Seconda Repubblica, sotto colpo di stato latente; e quel che si dice in questo articolo a proposito della quantità dell’informazione gettata sul cittadino medio dovrebbe far riflettere. Ora se vogliamo far finta di niente facciamolo pure, ma non continuiamo a galleggiare su quell’esile velo di maya, per cortesia non facciamo i travaglisti, se mi consenti il neologismo. P.S. Ovviamente parlo in modo assolutamente metaforico, un po’ come quei politici che chiedono continuamente verifiche… Ma le metafore a volte rendono molto meglio il concetto di migliaia e migliaia di pagine di prosa. E comunque mi sembrano metafore molto più importanti dei telegiornali. Anche per capire la figura di Berlusconi. Cordialmente.

  13. Tommaso De Gregorio scrive:

    PERFETTO DI RISIO. Grazie. Mi sa che questi Liberali Missini se continuano con questi articoli trash prenderanno solo schiaffo da noi. Fini non ha fiatato, proprio come Napolitano, di fronte alla piuincredibile campagna di delegittimazione politica della Storia di tutta l’umanità, come scrive Ferrara, anzi nell’occhio del ciclone se ne andava a farsi applaudire alle Feste dell’Unita come a dire :”vedete, voi siete comunisti e perciò quello che dire non ha alcun valore per il pulpito da cui viene ma se ve lo confermi io che sono cofondatore significa che l’emergenza c’è, e come!”
    Questi di Libertiamo non di se definirlo i Brigatisti del Bruni Leoni o gli Hayekiani di Salò.
    PALMA IL TUO CAPO NON HA PRONUNCIATO UNA SILLABA DI FRONTE ALLA CAMPAGNA DI CALUNNIE PIÙ LUNGA BARBARA E VOLGARE SE IO FOSSI STATO IN BERLUSCONI QUANDO ANDÒ A TROVARLI IN OSPEDALE LA STATUETTA GLIEL’avrei fatta assaggiare sul naso.

  14. creonte scrive:

    ma io non capisco:
    non pagare le multe di bruxelles
    devastare i campi agricoli con ogm (nvece di mandare semmai i carabinieri)

    è un modo di ragionare da “stato di dirito à la carte”, che porta all’afganzzazione dell’Italia.

  15. Luca Di Risio scrive:

    Perché l’Italia è mai stato uno stato di diritto? Non mi risulta!

  16. Vic scrive:

    Questa è per Luca Di Risio: scusa la domanda indiscreta e fuori tema ma c’entri qualcosa con il cantante?;)

  17. Luca Di Risio scrive:

    Ovvero mi stai chiedendo se sono il cantante. No, non sono lui. Lui è semplicemente un mio omonimo, oltre che corregionale.

Trackbacks/Pingbacks