Tanto tuonò, che non piovve (ma che noia, la retorica del Programma!)

di CARMELO PALMA – Alla fine, il vertice PdL ha scoperto l’acqua calda. Il governo deve continuare nell’azione di governo. E deve farlo, per quanto è possibile, rispettando il Programma (d’obbligo la maiuscola) presentato agli elettori, che però non è la Bibbia, ma un elenco di titoli e di impegni generici o palesemente propagandistici, da cui la maggioranza per prima ha dimostrato di non sentirsi vincolata come da un giuramento di sangue.

Si legga a pagina 19 del mitologico Programma, su cui è d’uso ora giurare fedeltà al Leader e al Popolo, il capitoletto sul federalismo fiscale, che prometteva il subitaneo via libera da parte delle camere alla proposta di legge “Nuove norme per l’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione”, approvata dal Consiglio Regionale della Lombardia il 19 giugno 2007 e quindi all’assegnazione a regioni e enti locali dell’80% dell’IVA, del 15% dell’IRPEF statale e dell’intero gettito delle accise sulla benzina, dell’imposta sui tabacchi e di quella sui giochi. Proprio uguale alla legge delega sul federalismo fiscale approvata con le fanfare di Lega e PdL, vero?

E sulla giustizia, che diceva il Programma sulla riforma del Csm, sul processo breve, sulle immunità per le cariche istituzionali? Niente. E sulla separazione delle carriere dei magistrati? Meno di quanto ci si potrebbe aspettare: il “rafforzamento della distinzione delle funzioni nella magistratura”, cioè la riproposizione della cosiddetta riforma Castelli, cassata dalla sinistra nella legislatura 2006-2008. Ma la separazione delle carriere dei magistrati è anti-berlusconiana, visto che non sta nel Programma? Oppure possiamo sostenerla, visto che ci piace?

Questa riduzione degli impegni di governo ad una sorta di mansionario e di feticcio propagandistico ha veramente stufato. E’ un esercizio di cattiva coscienza, che ha purtroppo un ottimo mercato, visto che la comunicazione politica è ridotta alla disputa su chi-ha-tradito-chi e anche lì, a dare il tono che fa la musica, è il Cavaliere, con la sua corona di media proprietari, semi-proprietari e subalterni. E’ ovvio che il governo non potrà fare nulla di serio né di innovativo se usa il Programma non per perseguire gli obiettivi che si è dato, ma per bastonare i nemici che si è inventato. Il veneratissimo Programma varrà qualcosa quando servirà per governare, non per correre incontro al voto e per scappare dalla rogna delle riforme.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

14 Responses to “Tanto tuonò, che non piovve (ma che noia, la retorica del Programma!)”

  1. Adriano Teso scrive:

    come sappiamo, le leggi occorre leggerle alla fine, dopo gli emendamenti amici. Ed una parola può cambiare il senso del tutto. Quindi la fiducia su un programma anche dettagliato, ma che non evidenzia i reali motivi del contendere, sono un rinvio del confronto ad altre occasioni. Io mi auguro che Berlusconi e Fini si trovino e si accordino sui punti delicati del dissenso reciproco. Sperando che non venga oltremodo sacrificata l’etica agli interessi di amici degli amici. E che finalmente si metta mano ai 20 interventi a costo zero per il rilancio della produttività e dell’economia del sistema Italia. I disoccupati e le aziende in chiusura, in costante aumento nonostante anni di ottimismo quale parola d’ordine del Governo e di interessi giornalistici, non potranno pazientare altri 15 anni.

  2. inutile scrive:

    Che brutto articolo, che tira solo fango senza arrivare ad un punto.
    Quindi si vota fiducia o no su questi punti?
    Tutto sto odio berlusconiano improvviso è certamente strano, mette in dubbio i vostri giudizi politici

  3. Misa Naka scrive:

    Considerazioni sacrosante, non c’è più strada da fare insieme, non c’è modo di ricucire niente – ANDIAMO SUBITO ALLE ELEZIONI E NON SENE PARLI PIU’ – ABBIAMO PERSO ANCHE TROPPO TEMPO – ALLA CONTA – ALLA CONTA

  4. Carmelo Palma scrive:

    @inutile: la fiducia a cosa? al Programma? certo che si vota! Ma sarà quella la mozione di fiducia?

  5. inutile scrive:

    Sull’attuazione di quei punti.
    La politica finalmente sta cambiando (nonostante le resistenze di chi vive di politica), ora si guarda a quello che si fa, non alle parole. Ci sono dei punti? SI VOGLIONO FARE SI O NO? Il resto è teatrino che stufa gli italiani!

  6. Carmelo Palma scrive:

    Giusto. Allora, mi pare che sia tutto a posto, tranne che FLI non è d’accordo sul fatto che il processo breve, che non sta nel mitologico Programma, sia approvato prima e a prescindere dalle altre riforme sulla giustizia – quelle del Programma e quelle fuori dal Programma, quelle ordinarie e quelle costituzionali.
    Però, non è tutto a posto: ergo, si rischia di andare alle elezioni per la cosiddetta legge sul processo breve, su cui segnalo una rigorosa analisi insieme molto critica e molto garantista di Giacomo Canale su Libertiamo:
    http://www.libertiamo.it/2010/08/20/processi-piu-brevi-o-prescrizioni-piu-facili-il-ddl-della-discordia-inciampa-in-troppe-contraddizioni/

  7. Gionata Pacor scrive:

    A che scopo tutte queste polemiche inutili? Perché non vi limitate ad impegnarvi per governare meglio? Chi è John Galt?

  8. Tommaso de Gregorio scrive:

    Ma non vi accorgete che Palma prende per cretini? Il post è talmente vuoto e sempliciotto che manco il Popolo Viola se lo prenderebbe.  Lui capace di eleganti analisi ha deciso che deve  fare lo Starace turAndosi il naso almeno fino alla grqnde transizione in cui sembra credere. Tutti quegli assurdi leziosi distinguo per camuffare la destabilizzazione lucidamente studiata e cinicamente quanto barbaramente agita. Tutta quell’aria fritta basterebbe a giustificare il sabotaggio piu incredibile che la storia ricordi? Con la ripresa già iniziata? PALMA VA IN FERIE, CHE NON HAI PIÙ NULLA DA DIRE. STACCA UN PO LA SPINA. Firmato: uno che ti ha apprezzato tante volte in tempi migliori.

  9. Patrizia Franceschi scrive:

    Bene! Allora da ora in poi non si fanno più nemmeno i programmi. Palma dice che hanno stufato. Non si sa loro che cosa cercano se non hanno nemmeno un programma loro. Ossia lo hanno ma non lo vogliono dire è quello che da tanto tempo vogliono fare distruggere quello che avevano costruito e mettere al posto di Berlusconi Fini. Tutto qua il loro programma!!

  10. Carmelo Palma scrive:

    @Patrizia: i programmi, intesi nel senso “burocratico” delle cose scritte sulle brochure elettorali, sono delle cazzate. Ho spiegato che sul federalismo il programma diceva una cosa ben diversa e per certo versi opposta a quella della legge delega sul federalismo fiscale. Penso che la legge delega sia ragionevole (il federalismo come strumento di razionalizzazione della finanza pubblica regionale) e che il programma fosse propagandistico (30 miliardi in più alla Lombardia, e chi si è visto si è visto).
    I “programmi” in senso stretto sono cultura politica, impegni davvero programmabili, linee di indirizzo non derogabili. Sono cose serie. Nessun candidato alla presidenza di regione ha scritto, che io sappia, nel programma l’intenzione di chiudere i piccoli ospedali, ma i presidenti responsabili a destra come a sinistra lo fanno (chiaro l’esempio?). I programmi non sono ricettine da stampare sui volantini, per far contenti i gonzi.

  11. sabatino scrive:

    A me sembra che abbia ragione Palma.
    Prima ci dicono che il programma presentato agli elettori è determinante per la maggioranza e poi ci imbottiscono di processi brevi e di leggine salva premier che non c’entravano per nulla nel programma.
    Chi rispetta il programma Fini o Bossi?
    Bossi rispetterà sicuramente il suo.
    Fini chiede una coerenza che Berlusconi non possiede, perché ha debiti da pagare con i tanti Tarantini che gli fanno certi favori.
    Gente che si è abituata da anni a prendere per cioccolata la cacca ora fa finta di voler rispettare un programma di cui non si è nemmeno mai interessata.
    Hai ragione Palma

  12. Gionata Pacor scrive:

    Carmelo,
    quindi per te le elezioni sono un momento di propaganda in cui si fanno contenti i gonzi? E poi al programma ci devono pensare gli eletti, fare cose che si sono ben guardati dal dire in campagna elettorale, magari anche l’opposto di quel che hanno scritto sui “volantini”? E il discorso per cui uno si candida con un programma e fa valutare 4 anni dopo il risultato dagli elettori? Non è QUELLA la differenza tra democrazia e partitocrazia?
    Naturalmente non me la prendo con te. Ma con il fatto che è effettivamente così. E questo vale per tutti i partiti e per tutti i politici. Allora il punto è: che opinione dovremmo farci della nostra classe politica?

  13. Carmelo Palma scrive:

    Gionata, sono contro i programmi-volantini, sono per gli impegni responsabili. Programmi omnibus con dentro tutto e il contrario di tutto non sono semplicemente niente, come il mitologico Programma dimostra. Il grosso di quello che il governo ha fatto, al di là della giustizia, non era nel Programma, perché non era prevedibile, o è stato contro il Programma, perchè nel Programma avevano scritto cazzate propagandistiche.

  14. Gionata Pacor scrive:

    Come si definisce il programma della FLI?

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