Meglio votare che governare: l’omicidio-suicidio della maggioranza

Meglio votare, che governare. Meglio la lotteria delle urne, che il risiko delle riforme. Meglio regalare voti alla Lega che pagare il prezzo – tutto sommato accettabile – di una dialettica politica aperta e di un partito vivo e quindi anche diviso, su alcune questioni di fondo. Meglio approfittare di un’opposizione disgregata e di una sinistra culturalmente in rotta, e affascinata (se ne capisce la ragione, non il vantaggio) più dal mito delle origini che dalle sfide del futuro. Meglio trionfare sulle macerie di un bipolarismo “personale” che faticare nel cantiere di un bipolarismo politico.

Questa è la morale della favola. E per innescare l’incidente parlamentare che giustifichi l’omicidio-suicidio della maggioranza e porti il Paese al voto, dobbiamo assistere da settimane a questa sceneggiata del tradimento, a questo processo stalinista al “fascista”, colpevole di volersi emancipare dalla minorità del passato e dalla eterna superiorità berlusconiana.

Che la legislatura inciampi per l’ostilità della minoranza finiana è una balla, di cui molti potranno essere persuasi da un uso spericolato e “comunista” dei media. Ma rimane una balla, un pretesto volgare, una “spatuzzata” politica. Gli incendiari devono cercare l’incidente, perché finora non l’hanno trovato, se nella legge sulle intercettazioni, in cui il reprobo Fini sosteneva, per altro, la posizione del Capo della Polizia e del Procuratore nazionale antimafia.

Ora che i ribaltonisti del Carroccio soffiano sul fuoco dell’auto-ribaltone, a cui il Cavaliere sembra apprestarsi, non si può ovviamente pensare che le vittime designate si prestino, disponibili, all’esecuzione. A rendere indiscutibile l’argomento “democratico” a favore del suicidio assistito della legislatura non è certo il buon senso. Una maggioranza di governo non è una maggioranza di non-governo. Che la maggioranza auto-dissolta vada riconosciuta ancora come tale, nel suo passaggio dall’essere al non essere, è un trucco, un sofisma, un esempio del latinorum degli Azzeccagarbugli della politica.

Ma a rendere ardua l’impresa in cui il PdL sembra impegnato non sono tanto i dispositivi “anti-sfascisti” della Costituzione e la confusione tra il presidenzialismo di fatto e il parlamentarismo di diritto del nostro sistema di governo, su cui – possiamo starne certi – si accapiglieranno fior di costituzionalisti. Ad opporsi a tutto questo è la stessa logica delle cose politiche.

Berlusconi –se arriverà allo showdown – potrà vincere o perdere, ma non sperare che gli altri giochino la sua partita. Non può sgombrare il campo della maggioranza dai “dissidenti” e poi lamentare la loro reazione risentita. Deve mettere nel conto tutto. Proprio tutto. Nessuno, proprio nessuno, fuori della cerchia berlusconiana (di cui occorre precisare i confini) si presterà ad agevolare un disegno ambizioso, politicamente discutibile e istituzionalmente molto più che spericolato, in cui potrebbe non essere Fini, ma il bipolarismo a lasciarci le penne.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

6 Responses to “Meglio votare che governare: l’omicidio-suicidio della maggioranza”

  1. Liberale scrive:

    “Meglio regalare voti alla Lega che pagare il prezzo – tutto sommato accettabile – di una dialettica politica aperta e di un partito vivo e quindi anche diviso, su alcune questioni di fondo”

    LA comicità di queste affermazioni è talmente evidente che non sto neanche a linkare le innumerevoli dichiarazioni dei vostro comp—ari che di dialettico hanno ben poco! E poi di quale partito parlate? forse del nuovo FLI? Avete una bella faccia tosta.

  2. antonio scrive:

    la comicità è uno che si firma LIBERALE ed ama il conformismo e ragiona (si fa per dire) come un trinariciuto

  3. erasmus scrive:

    anch’io penso che abbiate una bella faccia tosta ! premetto : io non sono certo sostenitore del partito carismatico ma il comportamento vostro- e del vostro amico Fini- non e ‘ stato quello di chi cerca di proporsi come minoranza ( su basi politico -economiche comunque molto fumose) ma chi contesta sempre tutto in maniera sistematica..leggetevi il bell’articolo di Panerai..Comunque Fini deve essere sicuramente abile se e’ riuscito a plagiare menti raffinate (lo dico congrande rispetto) come quelle dei radicali (BDV e compagnia)

  4. Adriano Teso scrive:

    Oltre a risuggerire ai moderatori del sito di evitare la pubblicazione di “commenti” non costruttivi ed argomentati e non firmati- che non vuol dire contrari alle tesi di Libertiamo- , vorrei covenire con chi sta lavorando per mantenere la maggioranza e finalmente realizzare i programmi elettorali. Urgenti quelli economici, fiscali e taglio della pubblica amministrazione, con la relativa eccessiva normativa.
    Berlusconi e Fini vogliono realizzarli. Sono intelligenti e accomodanti. Si trovino e “la facciano fuori”. Incominceranno anche ad aumentare i consensi degli elettori. E congelino i vari falchetti dei due schieramenti o i collaboratori servili che impediscono di valutare e costruire quanto necessario. In tanti , ragionevoli, ci contano.

  5. antonio parli di Berlusconi?

  6. inutile scrive:

    Governare. Bene parliamo di contenuti. Quello fatto dai finiani negli ultimi mesi è servito per governare meglio o mettersi di mezzo per posizioni personali non adeguandosi alla maggioranza del partito come vuole una democrazia liberale.
    Ora la prova dei fatti, saranno presentati dei punti se c’è maggioranza alla camera bene si governa altrimenti per poter governare e non rimanere nel pantano politichese del secolo scorso, si torna dal popolo sovrano ognuno con i propri programmi e le proprie idee mettendoci la propria faccia. Gli elettori scelgono.
    Mi sembra una cosa democratica e giusta.
    Certo se qualcuno come il FLI ora non vuole elezioni perchè non sa con chi allearsi e sicuramente non porterà gli stessi parlamentari ad esser ancora deputati, non è un problema che va posto ai cittadini.
    I partiti devono essere al servizio dei cittadini e non viceversa.

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