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Con auto-ribaltone, decide Napolitano

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, vicecapogruppo alla Camera di FLI
La nota di Gasparri e Cicchitto nei confronti del Quirinale si fonda su di una premessa sbagliata. Quello che si va annunciando e preparando non è un ribaltone, ma un auto-ribaltone. Non esiste nessuno, dentro la maggioranza, che intenda “ribaltare” il governo uscito dal voto del 2008. Per essere chiari, i finiani non stanno facendo quello che fece Bossi nel 1994.
Esiste al contrario un esecutivo che sembra intenzionato a ribaltare e buttare fuori dal PdL, dal centro-destra, dal Parlamento e dalla politica una parte della sua maggioranza. E per far questo, di fatto, come è chiaro nelle parole di molti esponenti del PdL, ricerca un incidente parlamentare per settembre.
Fini e in finiani hanno sostenuto e concorso a determinare le scelte più qualificanti della legislatura: sulla finanza pubblica, sul welfare, sull’energia, sulle politiche di sviluppo, sui servizi pubblici locali, sulla scuola e sull’Università. Questi sono fatti. E’ ovvio che in questo quadro il Presidente della Repubblica non sarebbe tenuto a ratificare i pesantissimi esiti istituzionali di questo inedito auto-ribaltone.
Roma, 17 agosto 2010

Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

4 Responses to “Con auto-ribaltone, decide Napolitano”

  1. alessandro scrive:

    Astenendovi sulla mozione di sfiducia Caliendo siete voi che avete reso palese l’esistenza di una minoranza, per quanto consistente, che prende le distanze dal nucleo del PDL. Siete stati eletti senza vincolo di mandato ed avete cambiato idea, ed ora il governo, eletto dagli Italiani, rischia di andare in crisi se questo è il vostro obiettivo siete ad un passo dal raggiungerlo. Diranno le urne se raccoglierete consensi al vostro comportamento, per ora sono sinistre (di nome e di fatto) le voci che si levano a vostro favore. Però non cambiamo le carte in tavola, è la terra che gira intorno al sole, non viceversa e siete voi che avete vinto la forza di gravità e siete partiti per la tangente.

  2. Alberto Rota - Lecco scrive:

    Innanzi tutto voglio dire che ritengo del tutto infondata la tua difesa di Fini,( “mi sia consentito” darti del tu, anche in virtù del fatto che ti ho apprezzato per le tue iniziative liberali sui temi etici ), quando hai detto che la dichiarazione difensiva, in 7 o 8 punti, dello stesso Fini aveva “chiarito” tutto e poneva la fine dell’affaire casa di Montecarlo; invece la suddetta dichiarazione NON chiariva un bel niente, NON era suffragata da argomentazioni serie; poi non mi sembra che tu abbia criticato nettamente la querela di Fini contro il “Giornale”, perchè? Non volevi andare contro Fini?
    Ritengo che il gruppo finiano sia molto disomogeneo, abbia componenti molto diverse al suo interno, anche con aspetti estremistici e quindi temo che una parte di esso ( vedi per esempio Granata ma anche altri) voti contro la fiducia al governo Berlusconi oppure in seguito ostacoli l’azione dello stesso governo, purtroppo.

  3. Alberto Rota - Lecco scrive:

    Non sono d’accordo, non credo proprio che il governo voglia fare un
    auto-ribaltone; esso semplicemente, dichiara che nel caso ( suppongo deprecabile ) che, nel Parlamento, il governo NON abbia più i numeri sufficienti per governare con una certa tranquillità, si debba andare ad elezioni anticipate, cioè si debbano evitare governicchi “tecnici” ( o in qualsiasi altro modo denominati), in quanto solo chi ha vinto le elezioni ha diritto di stare al governo; mentre, democraticamente, chi ha perso le elezioni, non ha ricevuto il consenso della maggioranza del popolo, deve restare all’opposizione. Inoltre i partiti che daranno la fiducia al governo, per motivi di coerenza, non dovranno poi creare ostacoli pretestuosi all’azione del governo; certamente essi potrebbero avanzare riserve, obbiezioni, critiche su certi punti specifici dell’azione governativa, ma queste dovrebbero essere ben motivate e non andare contro i principi fondamentali del Programma elettorale del 2008

  4. marcello scrive:

    Con le elezioni vengono eletti i parlamentari, non il capo del governo. Purtroppo questa legge elettorale indefinibile tende a blindare le maggioranze ma, se si guarda negli altri stati europei, i governi nascono con la fiducia del parlamento. E non può essere diversamente, il parlamento è un contrappeso che deve esserci e restare autonomo dal potere esecutivo, essendo una garanzia di mediazione fra chi governa e chi è governato; se no diventa un sistema autoritario.
    E in Europa, mi pare in Germania e/o in Gran Bretagna, dove il bipolarismo è più consolidato, i cambi della maggioranza che ha vinto le elezioni ci sono stati.

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