Sulla bioetica la pensiamo come la pensava Feltri nel 2008

– Dopo la lettura dei due articoli (questo il primo e questo il secondo) che oggi Il Giornale dedica alle posizioni bioetiche dei finiani – con tanto di riferimenti alle dichiarazioni di Benedetto Della Vedova e a questo articolo di Carmelo Palma sul Secolo d’Italia – ci viene difficile non avere la bocca amara. Anzitutto, chi conosce la posizione personale di Vittorio Feltri su un tema così delicato come il fine-vita, accetta con rammarico che il direttore consenta che sul Giornale il tema sia trattato in termini così deteriori, quasi come strumento di denigrazione politica e di caccia agli untori libertari.

Il 15 novembre 2008, sulle pagine di Libero, così Feltri si esprimeva:

Da noi l’eutanasia è un tabù. E’ impensabile venga introdotta. Persino parlarne è imbarazzante. Quanto al testamento biologico, un sondaggio diffuso da Porta a Porta rivela: settanta persone su cento non ne conoscono neppure il significato. Chi sostiene la necessità di approvarlo si ispira ad una logica ineccepibile. Dice. Ogni cittadino ha il diritto di vergare una lettera in cui afferma la propria volontà: se fossi in un letto d’ospedale e non avessi speranza di salvarmi, piuttosto che ricevere cure tese a non modificare sostanzialmente il mio stato di salute, pregherei di non tenermi vivo ad ogni costo; consentitemi di togliere il disturbo magari senza troppe sofferenze. Si può condividere o no. Ma a uno che la pensa in questa maniera non è gentile imporre qualcosa di diverso. La libertà individuale va garantita sempre. Il dramma è: se un uomo o una donna chiede di resistere fino all’ultimo respiro, ne ha facoltà; medici, infermieri, strutture pubbliche e private sono ben lieti di impegnarsi a protrarre il suo trapasso per decenni. Se invece opta per una rapida ripartita, gli tocca la stessa sorte di Eluana. Questa francamente è una forzatura inaccettabile, forse una violenza. Di sicuro la negazione del diritto all’autodeterminazione. In termini brutali: i laici non vietano ai cattolici di essere coerenti con la loro fede anche in camera di rianimazione; viceversa i cattolici pretendono di imporre la propria linea di condotta anche agli altri, fissandola per legge.

Una posizione (tra l’altro recentemente ribadita) espressa con semplicità e buon senso liberale, oggi travolta in nome della strategia della character assassination usata contro Fini e, nel caso di specie, contro questi famigerati ‘libertari’.

Quella ‘intesa’ tra laici e cattolici che Feltri così chiaramente evocava nel suo editoriale del 2008 avrebbe potuto e dovuto essere uno dei principi fondativi di un grande partito moderato e liberale che aspirasse a rappresentare le istanze di una società aperta e plurale. Feltri lo diceva allora, prima di assumere la direzione de Il Giornale e, con essa, la linea politica del suo editore. Noi lo diciamo fin dalla costituzione del PdL, quando immaginavano che il partito potesse e dovesse comprendere al suo interno anche le istanze ‘libertarie’, peraltro molto presenti, in modo asimmetrico ma diffuso, nell’elettorato di riferimento del centrodestra.

Chissà cosa pensa intimamente Feltri nel constatare che – anche grazie alla ‘narrazione’ degli eventi che Il Giornale ha imposto negli ultimi mesi – il PdL rischia di radicalizzare le proprie posizioni e di espellere dal proprio perimetro coloro che volessero continuare, sui temi del fine vita, a pensarla come la pensa Feltri. Ammesso che non abbia cambiato idea.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

10 Responses to “Sulla bioetica la pensiamo come la pensava Feltri nel 2008”

  1. Liberale scrive:

    Un momento….mi volete raccontare che tutti i nuovi facenti parte del gruppo di FLI veramente la pensano cone Benedetto riguardo ai temi di bioetica?? Totò risponderebbe :” Ma mi faccia il piacere!!!”. Oltretutto aggiungo, l’area di “Responsabilità” ha nella sua agenda anche questi temi oppure siamo all’ennesimo specchietto per le allodole. Un pò di realismo si richiederebbe…credo…oppure no?

  2. @Liberale: nessuno di noi ha mai pensato che quella di Benedetto sia la posizione di tutto il gruppo FLI. E’ un’equazione sbagliata che oggi fa Il Giornale.
    Ma ti dico anche: noi avremmo voluto che questi temi fossero in discussione e avessero cittadinanza nel PDL; dentro il gruppo FLI, ti assicuro, hanno cittadinanza e spazio di discussione.

  3. Liberale scrive:

    @Piercamillo…risposta politichese, che significa tutto e non significa nulla…ennesima riprova dello spirito provocatorio ed inconcludente di tali azioni propagandistiche a 360 gradi. Lo spazio e la discussione lo deciderà soltanto il Presidente della Camera in funzione del grado di utilità di questa o quella battaglia pro “domo” sua. Comunque non dovete spiegarlo a me il concetto di “spazio di discussione e cittadinanza” ma ai nuovi compagni di viaggio Centristi con i quali prima o poi dovrete per forza di cose confrontarvi ( e abdicare per avere un qualche futuro politico visti gli interessi in gioco ).

  4. Andrea B scrive:

    @ Liberale:
    personalmente sono anch’ io poco convinto della reale misura libertaria del FLI, ma non è questo il punto.
    Il punto è che il “voltafaccia” di Feltri su tali questioni rappresenta bene anche quello che è successo nel PDL … andarsi a rileggere proposte di legge su fine vita e coppie di fatto in precedenti legislature è sicuramente illuminante.

  5. erasmus scrive:

    E’ veramente poco convincente tirar fuori adesso la questione dei temi etici,come se si cercasse di dare una connotazione “libertaria” al gruppo finiano recentemente costituito.Sembra in realtà un ulteriore forzatura cosiquello come aver tirato fuori la questione della legalità.. Questo dimostra ulteriormente che il gruppo di Futuro e Libertà,nonostante le dichiarazioni ipocrite di far parte della maggioranza,cerca in tutti i modi di distiguersi da essa.Non credo proprio che bisogna cercare accordi con individui simili,animati solo da protagonismo sterile e ricerca di visibilità

  6. bill scrive:

    La mia è una domanda: il PdL non aveva lascisato libertà di coscienza sui temi etici?
    Trovo un pò farlocca la faccenda che adesso se ne discute: se la posizione di BDV rimane, come da pronostico, minoritaria in FLI, che succede? Esattamente quello che succedeva nel PdL: niente. Infatti BDV ha specificato in tv che quei temi etici li spingerà lui, non FLI. E non era così pure prima?
    A mio avviso è comunque sbagliato che un partito prenda posizione su questi temi. Sbrigativamente: non penso che negli States gli abortisti siano tutti democratici, e gli altri tutti repubblicani.
    Sul fine vita: l’eutanasia di fatto c’è già. A me interessò un articolo di qualche tempo fa di Panebianco, in cui si chiedeva se una legge sul fine vita fosse proprio necessaria.
    E comunque rimango per la libertà di coscienza.

  7. ALESSANDRO CRESPI scrive:

    mi scoccia riferirmi sempre a singoli postatori..ma a volte scrivono delle cose talmente naives da sembrare fuori da mondo e poi concludono con un loro pensiero particolare come fosse generale o generalmente accettato (ogni riferimento a Bill e alla sua concezione del pdl…..)

    ma se i temi etici continuano a essere fonte di ricatto…. i temi etici sembrano qualificare in termini bipolari piu persino delle questioni economiche.

    poi c’è tutto il problema delle varie forme di cattolicesimo che si trovano in parlamento. ma i temi etici sono fonte di ricatto e per nulla di libera discussione: si vedano i termini posti dal sottosegretario Roccellla, dalla Binetti e dal fantomatico centro a cui pareva che FLI fosse appesa come all’ultima spiaggia (secondo le ricostruzioni di alcuni media).

  8. carlo scrive:

    Alla Camera ci saranno i numeri per far passare il “testamento biologico” versione Roccella? o qualche buon’anima del pdl si metterà di traverso?la vedo dura però…ce ne vorrebbero almeno 40…

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