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Mica facile essere ‘ex’. Ma il trasformismo è un’altra cosa

– “La continuità ci dà le radici; il cambiamento ci regala i rami, lasciando a noi la volontà di estenderli e di farli crescere fino a raggiungere nuove altezze”.

Ho trovato questa frase sulla bacheca di Facebook di una mia ex studentessa, credo di Scienze della Comunicazione. E’ una frase che non conoscevo. Ad una rapida ricerca su Google sono finito sul sito dell’università di Harvard e ho scoperto che questa specie di aforisma è da attribuirsi a 
Pauline R. Kezer, una docente, ex segretario di stato del Connecticut ed ex vice chairman dei Repubblicani dello stato.

Perché questa frase mi ha dato da pensare? Perché è da un po’ di giorni che leggo e sento riflettere sull’ex fascismo di Fini e sull’ex berlusconismo dei componenti di Futuro e Libertà. Ne leggo e ne sento riflettere in termini critici, pure caustici. Un articolo de Il Foglio firmato con lo pseudonimo di Filippo Rubè ha tacciato tutti gli ex berlusconiani di essere suppergiù degli opportunisti voltagabbana:

“(…) Per questa ennesima metamorfosi collettiva – o schizofrenia storica – bisogna far perdere già adesso le tracce.(…) O, almeno, confonderle. Come? Con rapide virate, meglio ancora se false, virate (…)”

Miei  amici, docenti e giornalisti, mi dicono di non fidarsi di Fini: da ex fascista probabilmente ha in mente un piano che, attraverso un bluff tattico, userebbe strumentalmente la maschera della moralità politica e del senso istituzionale per prendere il potere e manifestare la sua vera identità, quella, appunto, di ex fascista. Mi pare che in questo paese abbiamo un problema con il concetto di “ex”. Confondiamo e rendiamo sinonime tre figure ben diverse: quella del “travestimento”, quella del “trasformismo” e quella della “trasformazione”.

Il travestimento è, ovviamente, il fingersi altro da sé. Di travestiti politici in Italia ne abbiam visti molti: quelli che si son finti socialisti per mungere la migliore delle mucche politiche degli anni ottanta – i qualunquisti che si sono finti fascisti della prima ora, tronfi nell’ accompagnare il paese allo sfascio, nel baratro, per poi, nel dopoguerra, far finta di nulla, far finta di non aver mai partecipato ( regola prima: “noi non ci siamo mai conosciuti!” scrisse a tal proposito quel geniaccio di Longanesi) – gli altoborghesi autoreferenziali che hanno usato, e in molti continuano a farlo, l’ alto  ideale del “solidarismo di sinistra” come travestimento per i propri sensi di colpa sociali, rimanendo in realtà, né più e né meno, che dei conservatori travestiti, e continuando a comportarsi come tali – e poi i senza idee che si son travestiti di quella o di quell’altra dottrina, senza neppure conoscerla, pur di acchiappare qualcosa in politica. Può darsi che tra gli ex berlusconiani ci sia qualche “travestito”? Certo, come non pensarlo.

Il trasformismo è un’altra cosa: “Se qualcheduno vuole trasformarsi e diventare progressista, come posso io respingerlo?” affermò Agostino Depretis. Ma il candore di questa frase non tragga in inganno, il trasformismo consiste nel piegare e nel tradire, o quantomeno modificare, le proprie connotazioni ideologiche, e quelle di un partito, in funzione di una finalità ben chiara, ovvero, il perseguimento e la gestione del potere. In poche parole ci si cambia e ci si ricambia d’abito purché sia utile e strumentale al mantenimento delle poltrone. Può darsi che gli ex berlusconiani siano dei trasformisti? No, chi decide di rischiare e di mettere a  repentaglio il proprio potere non è mai un trasformista. I trasformisti sono quelli che si buttano dentro, non che vengono buttati fuori.

E poi c’è la trasformazione. Cos’è? E’ il principio costitutivo della psicologia dinamica, è la ragione stessa della cultura umana, è la questione nodale delle scienze umane e della fisica. La trasformazione è la modificazione, necessaria e ineludibile, alla quale l’ Uomo, e la politica, si deve dare in nome di quella che gli antichi chiamavano “saggezza” e che noi potremmo definire “senso e consapevolezza di sé e delle cose”. La trasformazione, per essere tale e per non essere tacciata né di travestimento e né di trasformismo, necessita di un predicato indispensabile (!): quella forma di coerenza che possiamo definire “l’onestà intellettuale”. Allora: prima di gridare al voltagabbanismo ed al tradimento bisognerebbe porsi queste domande: “Fini ha mai negato di essere fascista?”, “gli ex berlusconiani stanno negando di essere stati berlusconiani?”.

Non tocca a questo articolo trovare le risposte, che a me sembrano abbastanza chiare, e qui sorge un’altra questione. L’onestà intellettuale è la coerenza, ma la coerenza deve sottostare ad un altro elemento, le variabili. Facciamo un esempio di variabile: un politico decide di diventare berlusconiano, lo fa, è sincero. Ma se poi Berlusconi modifica il suo modo di agire, se fa emergere una sua dimensione politica con la quale il nostro uomo politico non è più in accordo, questi, per sentirsi intellettualmente onesto, cosa deve fare? Prescindere dalla variabile Berlusconi – variabilissima è la persona, persistente il suo potere – e rimanere lì immobile? O prenderne atto e trasformare la propria visione politica? Anche a queste banali domande mi pare non possano seguire che ovvie risposte.

Risposte ovvie per chi ha buon senso politico, per chi pensa che la politica la si faccia in nome dei cittadini e della società e non in nome del capo. Ma pare che in molti non siano grado di capirlo.
E allora torniamo alla frase della signora Kezer di cui sopra, che mi sembra un inno, riuscito, alla trasformazione politica: “La continuità ci dà le radici; il cambiamento ci regala i rami, lasciando a noi la volontà di estenderli e di farli crescere fino a raggiungere nuove altezze”. Un po’ di sana retorica, quando serve, non fa mai male.


Autore: Francesco Linguiti

Si occupa di produzione culturale. È autore nella produzione audiovisiva. È docente di semiologia del testo.

7 Responses to “Mica facile essere ‘ex’. Ma il trasformismo è un’altra cosa”

  1. bill scrive:

    Ma il problema non è che Fini abbia cambiato idea su immigrazione, bioetica, questioni economiche (sì?) etc etc.
    Penso che nessuno che si professa liberale sia entusiasta di detrminate politiche messe in atto da questo governo.
    E la soluzione è di fondare un partito, con dentro tutto e il contrario di tutto? E lì le decisioni chi le prenderà, così, per sapere?
    Immagino che vi saranno organi interni in cui si discuterà, e si prenderanno decisioni a maggioranza. E nel PdL, no?
    Certo, la figura di Berlusconi è dominante: non lo si sapeva da sempre? E non si sa da sempre che se non fosse per Berlusconi il PdL non avrebbe vinto tutte le tornate elettorali? Richiedeva troppo tempo e troppa fatica raccogliere consenso all’interno del PdL?
    Quanto alla “politica in nome del capo”, sciocchezzuola in stile Rep, mi pare che coloro che hanno aderito a FLI, la maggior parte se non altro (mi riferisco ai simpatizzanti, non ai deputati e senatori), lo abbia fatto in un quarto d’ora proprio per fedeltà cieca alla figura di Fini, il quale può fare una legge-radice sull’immigrazione per far crescere il ramo-cambiamento un’ora dopo che no, dietrofront, è sbagliata. Ma lo decide lui, senza alcuna spiegazione o discscussione, e cos’ sia. Così per eutanasia, aborto etc. No sto contestando il senso di queste posizioni, se siano giuste o sbagliate: sto dicendo che sono scelte personali, subito condivise da truppe cammellate cui, evidentemente, va bene tutto o il contraio di tutto indifferentemente.
    Ergo, lasciamo perdere il discorsetto sul capo, che è meglio.

  2. ALESSANDRO CRESPI scrive:

    ahahahahaHa

    bILL SEI TABULA RASA, IGNORANZA ALLA STATO PURO COME OGNI BERLUSCONIANO CHE SI RIPSETTI HAI IN MENTE SOLO IL NUOVO METODO POLITICO DI BERLUSCONI: PORTARE GENTE RICATTABILE IN PARLAMENTO PER GARANTIRSI LA FIDUCIA DELLA MAGGIORANZA.
    PURTROPPO E’ UN SISTEMA CHE, AHIME DEVO DIRE GRAZIE AI NUMERI DI COMPOSIONE DELLE DUE CAMERE …QUASI MILLE CRANI, NO HA FUNZIONATO ALLA PERFEZIONE.
    CERTO BERLUSCONI VOLEVA PURE RIDURRE IL NUMERO DEI PARLAMENTARI IN MODO CHE FOSSERO ANCORA PIU ALLA FRUSTA.
    MA NON TUTTI SONO CIELLINI FELICI DI ESSERE FEDELI AL SANTO CHE CON GLI STESSI CIELLINI HA SUDATO UN SACCO DI CARICHE E PREBENDE.

    NON E’ COLPA DEI FINIANI SE BERLUSCONI HA PREFERITO DIFFONDERE AROMA DI OTTIMISMO DAVANTI ALLA CRISI, INVENTANDOSI CHE CON LE SUE PRODIGIOSE LEGGI ACCREDITATE COME RIFORME IL PAESE ERA MESSO MEGLIO DI TUTTI.
    TALVOLTA LE BALLE HANNO LE GAMBE CORTE E NON VALE IL CESARISMO A NASCONDERLE.

    CHE NON SAPPIAMO CHE IL BERLUSCA STIPENDIA GRAFOMANI INCALLITI, COME PORTA BELLE BRUNE E GIOVANI BIONDE IN PARLAMENTO E NEI POSTI DI POTERE (INSIEME A LECCHINI E AMMENNICOLI VARI) NEI POSTI CHE A LUI INTERESSANO SIA PRESIDIATI DA FEDELI PER VEDERE APPROVATI I PROVVEDIMENTI CHE A LUI GIOVANO E IL RESTO SIA LASCIATO ALLA BUONA VOLONTA’ DEI PARLMENTARI PIU LUNGIMIRANTI?

    MA FORSE CHE IL PROVVEDIMENTO ORA TARDIVO DELLA CEDOLARE SUGLI AFFITTI PUO’ COMPENSARE LA CARBON TAX SUI CONTI DELLE SOCIETA’ DEL SETTORE ENERGIA E IL GIRO DI VITE SULLE TASSE SUGLI ATTI GIUDIZIARI?

  3. bill scrive:

    Mi piace il tuo incipit sobrio, rispettoso e profondo, che mostra plasticamente il tasso di democraticità e soprattutto le granitiche certezze antropologiche che avete, con le quali vi lascio volentieri a baloccarvi.
    Talvolta, invece di dare dell’ignorante al prossimo, bisognerebbe cercare di non ripetere luoghi comuni stupidi leggicchiati al bar fra un maritozzo e l’altro, ovviamente su giornali liberi, indipendenti, mica servi di padroni, figurarsi..
    Vorrei ricordarti che la carbon tax e il giro di vite suglia atti giudiziari i tuoi idoli li hanno votati. Viene forse da chiedersi come delle personcine lucide, indipendenti, difensori dei valori repubblicani e così amichevolmente vicini ai magistrati bombatomicastyle siano state lì, buonine buonine, per 16 anni. E non solo: volevano rimanerci!
    Vai, ragazzo colto ed informato, vai libero verso il futuro..

  4. ALESSANDRO CRESPI scrive:

    ecco dimentichi i colpi di fiducia con i quali è stata votata la manovra.
    il sistema del decisionismo democratico del pdl.

  5. Luca Cesana scrive:

    Ottimo pezzo; al solito deliranti i commenti del sig.Bill

  6. Maralai scrive:

    Berlusconi non vuole entrare nella bagarre sulla casa monegasca ma Bocchino lo vuole trascinare nella polemica più acida. state combinando un disastro al giorno! com’è che non vi smarcate da questo folle stillicidio distruttivo?
    mn

  7. bill scrive:

    òLuca Cesana: dare del dlirante senza argomentare è roba da piccoli fans. Contraddicimi, evidenzia dove secondo te sbaglio, non fare come gli infoiati un tot al chilo, sù…

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