Con Libertiamo, per l’egemonia liberale nel centrodestra

– Le critiche mosse su questo giornale all’adesione di Benedetto Della Vedova al gruppo di Futuro e Libertà nascono da un assunto: che Fini non è un liberale. Non lo è per storia e formazione. E questa non è certo una novità. La conseguenza argomentativa ricavata dai lettori, tuttavia, è che Fini, liberale, non lo sarà mai. La composita formazione parlamentare costituitasi su sua iniziativa si configurerebbe, pertanto, come un mostruoso incubatore di quell’assistenzial-statalismo di tradizione aennina di cui la nascita del Pdl aveva definitivamente consegnato le spoglie al cimitero dei caduti (ideologici) novecenteschi.

Quell’assunto, a giudizio di chi scrive, è fattualmente infondato. Per almeno due ragioni. La prima: il percorso intellettuale compiuto da Fini nei tre lustri trascorsi. L’ex missino arrivato ad accogliere le suggestioni innovative e trans-ideologiche delle moderne destre europee (da Rajoy a Sarkozy a Cameron). Il passaggio dal conservatorismo ‘legge e ordine’ alle battaglie (liberali) sulle libertà civili, i diritti di cittadinanza, i temi eticamente sensibili. Battaglie per le quali – rammentiamo – Fini ha finito col pagare lo scotto dell’isolamento e dell’abiura da parte del suo stesso partito. Quel partito, il Pdl, non a caso nato con la parola ‘libertà’ nella sua ragione sociale!

La seconda ragione per la quale a nostro avviso le doglianze espresse dagli amici lettori meritano di essere ricondotte ad una più razionale ponderazione è che, in Futuro e Libertà, Della Vedova c’è in quanto liberale. C’è perché militante di quella missione da cui tutti qui, collaboratori ed amici lettori di Libertiamo, ci sentiamo ciascuno nel nostro ruolo investiti.

La linea di Libertiamo, come ha ribadito Piercamillo Falasca, non cambia.
Le posizioni critiche, come ha garantito Pasquale Annichino, continueranno ad essere incoraggiate.

Personalmente avanzo al lettore uno spunto di riflessione in più.
Credo che la prospettiva aperta con la nascita di Futuro e Libertà sia per Libertiamo strategicamente, culturalmente e politicamente profittevole. Credo infatti che della causa della libertà si possa finalmente fare, all’interno del centrodestra, quello che la Lega ha fatto per la causa del Nord: non una ma ‘la’ battaglia per recuperare alla sua mission primigenia l’azione di governo. E perché questo sia occorrerà fondamentalmente una cosa: che la visione liberale diventi – mi si passi il richiamo gramsciano – ‘egemonica’.

Prosaicamente, credo che con la nascita di Futuro e Libertà a Libertiamo si offra la chance – una pura velleità nel partito afono del leader – di sfoderare la lama delle ragioni liberali.
L’obiettivo che Libertiamo ha inseguito in questi anni – ricondurre la bussola della riflessione, oltre che dell’azione politica, del centro destra lungo il percorso (talvolta abbandonato, talaltra troppo timidamente battuto) della riduzione dello stato nella società e nell’economia italiana – ad avviso di chi scrive pare dunque avvicinarsi, con lo ‘sparigliamento’ del Pdl, non annichilirsi. Non smarrirsi in un indistinto ritorno alla pre-modernità aennina.

Su quali basi fondo questo ragionamento? Beh, su un fatto: il ruolo primario assunto da Della Vedova all’interno del nuovo gruppo parlamentare. Un peso politico nuovo per un liberale, niente affatto scontato e, per questo, niente affatto privo di costi che lo stesso Della Vedova avrà il dovere di onorare, non solo con la maggiore responsabilità all’interno dell’attività parlamentare, ma anche, mi si conceda, per il conto che tutti noi ‘militanti della libertà’ che in lui riponiamo fiducia non mancheremo di sottoporgli.

Opziono dunque questo ragionamento ad un ‘ma’ che – riconosco – più che eventuale è condizione dirimente. Il gruppo di Futuro e Libertà, pur se confinato per ora alla sola azione parlamentare, deve adesso chiarire – in maniera univoca e, possibilmente, tempestiva – quali sono le sue priorità. Quali, cioè, gli obiettivi in direzione dei quali orientare (e dare coerenza) ad un’attività politica che nei mesi a venire si fonderà, inevitabilmente, sul confronto con la maggioranza di governo.

È necessario che il contributo che Fli darà all’agenda di governo sia sostanziale, e sostanzialmente orientato agli impegni prioritari per il paese (oltre che per gli elettori di centrodestra): le liberalizzazioni e la riforma federale dello stato, la svolta radicale nel rapporto tra burocrazia e cittadini e tra fisco e imprese. Prioritario è ridurre peso ed estensione dello stato; prioritario eliminare le sacche di illegalità che si annidano nell’ipertrofia normativa (troppe leggi, nessuna legge: è nel far west che vive il Paese reale. E questo non è tollerabile non più e non solo in termini etici ma – anche e soprattutto – per le aberranti ricadute sul sistema economico nazionale). Prioritario portare al Sud il dizionario della responsabilità, cominciando a parlare agli individui, non agli establishment ostinatamente ancorati alla preservazione del pubblico come necessità
Sono queste le priorità dei finiani? Se si che lo dicano e si impegnino a perseguirle.

Futuro e Libertà fallirà se non saprà essere altro che un gruppo ‘contro’. Riuscirà, al contrario, se saprà agire in sede governativa come una ‘lobby’ libertaria, portatrice di quegli interessi modernizzatori e riformatori ai quale il Pdl è stato sin qui troppo colpevolmente sordo.

È una sfida, quella di Fli. È una sfida che comporta una buona dose di saggezza, di arguzia strategica ed anche di determinazione. In questo Libertiamo può offrire un contributo decisivo. Continuando sostanzialmente a fare quanto fatto con solida coerenza sino ad ora, confidando, come sempre, nel fondamentale ruolo – critico, stimolante – dei suoi lettori.


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

56 Responses to “Con Libertiamo, per l’egemonia liberale nel centrodestra”

  1. “Liberali”, ormai, si definiscono tutti, è un termine un pò svuotato di significato politico. Quando fu ministro dello sviluppo economico, il provvedimento più popolare dell’attuale segretario del PD Bersani furono le cosiddette “liberalizzazioni”. A parte qualche irriducibile all’estrema Sinistra e all’estrema Destra tutti sono liberali, proprio per questo non ha alcun appeal elettorale un’area che faccia riferimento esclusivo a quel termine.

  2. bagnascus scrive:

    Da questo assunto sembrerebbe che Futuro e libertà si costituisca come un alleato esterno del PDL (vedi paragone con la Lega) paladino di temi liberal-liberisti (che peraltro sarebbero affidati esclusivamente a BDV come portabandiera)e quindi addirittura più a destra rispetto ale posizioni tremontiane del PDL. Però nello stesso tempo si avvicina au polo di centro (anche se ipocritamente afferma di fare ancora parte della maggioranza)che tende a guardare a sinistra.
    Da qui nascono i sospetti che l’operazione abbia poco di ideologico (in senso liberal-liberista) e sia in realtà un operazione di potere in chiave antiberlusconiana,sfruttando gli indubbi problemi che questa colazione ha sul piano giudiziario: si assecondano così solo le ambizioni personali di Fini,il cui substratto ideologico liberale è solo questione di fede.(ma i laici sono poco diposti a credere)

  3. william longhi scrive:

    credo proprio che quei pochissimi liberal-liberisti che guardano con simpatia e speranza al Fli presto registreranno delusioni, e persino lo spero. è infatti vero che se il Fli si caratterizzasse come liberale, direbbe nulla. e comunque i liberali sono quasi tutti simpatizzanti per berlusca o la lega, ergo, il Pdl è ottimo e abbondante. Il Fli avrà una prospettiva solo come destra altra, anti-ideologica, critica della modernità ma non antimoderna, dove abbiano cittadinanza idee come il pluralismo dei valori e la coesione sociale. una destra sociale e di movimento, complessa e innovativa, irregolare, paradossale e persino contraddittoria. la venatura liberal-liberista di BDV sarà una tra le tante, ma credo di estrema minoranza e solo se condizionata da valori differenti. credo che il vecchio fascismo di sinistra resterà la base, il fulcro del movimento, rivitalizzato dalla scoperta improvvisa di un leader mai veramente avuto, dopo aver perso per strada tutti i Tarchi che ancora cercano ideologie compatte e coerentemente anti-capitaliste nel neocomunitarismo (ironicamente americano) o nell’ecologia profonda. forse sbaglio. ma il Fli può diventare una destra davvero intrigante, senza ricette precostituite. i liberali hanno da sempre le loro ricette. basta leggersi Ostellino e le sue citazioni dai soliti noti, che sembra abbiano già detto tutto su come funziona l’universo. diciamo pure che per gli intransigenti hayekiani, misesiani, rothbardiani e etc il Pdl resterà sempre la casa di riferimento. il Fli non potrà mai esserlo, o diventerà semplicemente un Pdl senza il Cav. una roba da ridere, insomma.

  4. inutile scrive:

    Certo Fini può diventare liberale, ma anche vendola per quello, non per questo si esce dal PDL.
    Per ora poi le battaglie di fini non del FLI non mi sembrano l’emblema dei valori liberali (un conto sono le parole le altre i fatti concreti).
    Vogliamo poi parlare del terzo polo? Generazione Italia (che è portatrice del DNA del FLI), proprio oggi parla di Terzo Polo e sondaggi. Da un lato tornando al sistema socialista durante il proporzionale, dall’altro alleandosi con RUTELLI, Casini e MPA, se nel PDL c’erano pochi liberali qui ne troviamo ancora meno mi sembra.
    Non si era detto ce la scelta era il bipolarismo meglio ancora il bipartitismo? Ora invece la strada è un’altra…. da Della Vedova questo non me l’aspettavo ed è una grossa grossa delusione.
    Il problema però non è mio, ma dello stesso Della Vedova, che non si rende conto che i liberali staranno nel PDL lui invece dovrà riciclarsi in qualche modo.
    Non abbiamo paura di dire che è una scelta personale e non di contenuti politici. E’ più accettabile e più sincero.
    Son certo che lo spazio delle idee liberali Della Vedova può trovarlo nel PDL, con Bocchino come capo o Granata farà una brutta fine. Altra cosa che deve far pensare è che “casualmente” è l’unico liberale in quel gruppo. Nel tuo stesso articolo concludi dicendo che il FLI è una sfida di arguzia strategica. Credimi gli Italiani ora e i Liberali da sempre se ne sono FREGATI delle strategie, vogliono CHIAREZZA DECISIONE RISPETTO DEL PROGRAMMA.

  5. Caroline Magoha scrive:

    Non ci posso credere … adesso anche voi mi venite a riempire le pagine con la difesa di Fini e quei due trogloditi di Casini e Rutelli. ma per piacere!!! Sono fuori da questo gruppo. Vi saluto.

  6. IO VI FACCIO IL REGALO DI NON COMMENTARE QUESTO POST, per una volta. Perché sto diventando buono.

  7. Simona Bonfante scrive:

    eppure, se il presidente del consiglio ha deciso di rilanciare l’azione di governo sui 4 punti cui qui, modestamente, si faceva allusione, evidentemente l’iniziativa di fli non deve essere stata in fondo poi così nociva!

  8. Patrizia Franceschi scrive:

    Ho sempre stimato BDV, ma credo che di liberale in quel gruppo ci sia poco. Basta sentire Raisi (prima mai sentito)come parla e non fa parlare gli altri nelle varie trasmissioni, per non dire di Bocchino e Granata. Credo che ne vedremo delle belle. Non ci sono ne idee nuove e ne alleati credibili, questa è stata solo voglia di Fini di contrastare e distruggere il PDL e Berlusconi. Credo anche che gli elettori abbiano capito e se ne ricorderanno al momento delle votazioni (almeno spero!). Stati tranquilii che avete rivoltato il mondo per non ottenere niente. Sono anni che devono essere fatti cambiamenti epocali e quando si arriva vicino ad una discussione c’è sempre qualcuno che contrasta e non se ne fa più niente. E’ ciclico.

  9. Lucio Scudiero scrive:

    Ottimo pezzo.
    Qualche considerazione in merito all’agenda di governo, ai liberali e ai liberisti di stretta osservanza berlusconiana.
    1. Rompere i coglioni serviva ed è servito al PdL molto più di quanto il Cavaliere sia stato disposto ad ammettere. Fini ha ricordato al partito e al presidente del Consiglio quali erano le ragioni sociali della casa in diverse occasioni, dal federalismo alla legalità passando dai diritti civili.
    2. Fli non è un avamposto libertario e non credo lo sarà. Non li hanno più neanche negli USA, figuriamoci in un paese profondamente intriso di socialismo di maniera e calato nel socialismo reale ccome il nostro. Ma per i liberali e i libertari Fli è diventata un’opportunità nel momento stesso in cui il PdL ha smesso di esserlo. Cioè quasi subito dopo la sua costituzione e l’insediamento al Governo.
    3. Io capisco e apprezzo la ritrosia e lo scetticismo, tipicamente liberali, nei confronti della politica in generale. Non lo capisco nei confronti di Fini, il cui deficit di “arianesimo” liberale viene agitato ad ogni occasione utile. Nel frattempo però nessuno sembra essersi accorto dell’involuzione populista e autoritaria del Cavaliere. Nei suoi confronti i duri e puri avevano scelto la via del buen retiro privato.
    4. Fli è un opportunità. Della Vedova, e per suo tramite il mondo liberale (quello vero) italiano, può influire molto nella costruzione del dna del nuovo soggetto politico. Io ci sto, e mi auguro che in molti vogliano seguirci.

  10. Luca Di Risio scrive:

    E tutto ciò lo farà con Casini vero? I temi etici, la riforma federale dello stato, la guerra al predominio oppressivo della burocrazia, sono questioni che con Casini alleato si sposano, ed è proprio il caso di dirlo, a meraviglia! Andiamo, non induceteci al sorriso. Peccato che i temi dai quali Fini si sia distanziato dal Pdl non sono quelli liberali, ma solo quelli riguardanti la giustizia, e anzi la questione morale. Criticare Berlusconi per aver messo da parte, o quanto meno fortemente attenuato, l’aspirazione liberale è un conto; far finta che il continuo colpo di stato latente del potere giudiziario in Italia non esista è davvero squallido, soprattutto da parte di chi – e mi riferisco in particolare a Bocchino, promosso capogruppo e nuovo colonnello – dopo aver ricevuto una richiesta d’arresto, e non un semplice avviso di garanzia, è corso piagnucolando da Berlusconi a farsi salvare. Ripeto non è per le istanze liberali che Fini si è separato da Berlusconi; il presidente della camera è un politico (sempre più politicante) di lungo corso, navigato e ha scientemente selezionato il terreno della giustizia per azzoppare il premier e trarne vantaggio politico. E’ così evidente. A tal proposito chiedo: dov’era Fini quando c’è stato il referendum confermativo sulla Riforma costituzionale del 2006? Cos’ha fatto durante la legislatura 2001-06 se non un sottogoverno con Casini per, non dico sabotare ma certamente annacquare l’azione di governo e logorare Berlusconi in modo da poter correre come il più nuovo e giovane re? Per capirci la solita strategia italica del tutto cambi perché nulla cambi. Prova ne è l’atteggiamento nella successiva campagna elettorale dove insieme al suo “compagno” Casini non si spese affatto per vincere le elezioni e sappiamo com’è andata a finire. Per non parlare del suo atteggiamento, della sua volontà e delle sue speranze nelle ultime regionali. Suvvia, andiamo, sono anni che Fini sta cercando di logorare Berlusconi, è questo il unico obiettivo, non prendiamoci in giro. E’ assolutamente legittimo, ma far finta che voglia creare un nuovo movimento liberale è una presa per i fondelli che sono in un paese come l’Italia è possibile solamente pensare. Non capirlo, o far finta di non capirlo è pura ingenuità o, appunto, malafede. Qui non si tratta di negare che Fini nell’ultimo quindicennio abbia maturato delle nuove posizioni politiche e si sia evoluto alla civiltà: ci mancherebbe altro che continuasse ancora a sostenere che Mussolini sia stato il miglior statista dello scorso secoolo, o che gli omosessuali non possano insegnare nelle scuole pubbliche. Il discorso è che proprio l’attività politica degli ultimi anni porta a quello che ho enunciato poc’anzi. Purtroppo l’antiberlusconismo, che ha costituito e costituisce un freno allo sviluppo di questo paese molto più che tutti i veri e presunti danni messi insieme che Berlusconi avrebbe provocato si diffonde, e le sfere culturali e intellettuali continuano a far da sponda ai soliti e noti giochi politici e di potere, come del resto è storicamente sempre avvenuto in Italia. Antichi vizi, antiche virtù. Tutto questo non porta ad altro che un progressivo allontanamento delle istanze liberali, che, chi sta dietro la politica, continua indisturbatamente a portare avanti.

  11. andrea bertocchi scrive:

    Mi dispiace per Della Vedova ma ovunque vada sarà sempre una mosca bianca, i liberali autentici in Italia sono una rarità perchè hanno perso sul piano culturale: nell’immaginario del popolo della strada il liberale è l’affamatore del popolo,l’egoista, colui che vagheggia uno stato a misura di ricchi. Bisogna trovare un modo efficace di comunicare come stanno realmente le cose, quanto avrebbe da guadagnare questo paese, con le sue straordinarie risorse, da un’autentica rivoluzione liberale. Sino ad ora Berlusconi è stato l’UNICO, nella storia dell’Italia repubblicana, a raccogliere su posizioni liberali il consenso maggioritario degli italiani. Questo è un fatto. Come è un fatto che le posizioni liberali di Berlusconi sono rimaste sulla carta e non si è fatto un solo passo nella direzione giusta. Ammiro l’ottimismo di Della Vedova ma non riesco a condividerlo neanche facendo uno sforzo d’immaginazione ai limiti dell’utopia. Ma davvero pensa di poter traghettare su posizioni liberali gente, tanto per fare un nome di un certo peso, come Bocchino? Poveri noi….

  12. bill scrive:

    E’ evidente che questo governo si sta limitando, fino ad ora, a gestire l’esistente. Come lo fa? In maniera contraddittoria: alcune cose le fa bene, altre no. Quello che non fa, ed è stato votato per quello, sono incisive e vere riforme liberali.
    Adesso, vinti tutti i turni elettorali, sarebbe stato il momento adatto per portrle a termine.
    Cosa fa Fini (e soprattutto le sue truppe cammellate)? Tira la corda, e non certo su questioni esiziali, finchè questa inevitabilmente si spezza.
    Io ho stima di Della Vedova, ma la compagnia di personaggi di cui si è contornato non mi da alcun affidamento. Lasciamo stare Fini: Granata, per fare un nome, a me ricorda più un pasdaran che non un liberale e tantomeno un libertario.
    Trovo sguaiati e strumentali gli appelli alla legalità: i finiani in Sicilia stanno con lombardo e Cuffaro, e questo fa dei loro discorsi pseudolegalitari l’equivalente di chiacchierette in osteria.
    Se poi uno si fa un giretto nel sito di Generazione Italia e si legge i commenti dei simpatizzanti, si rende conto di una cosa evidente: dall’osteria si passa alla suburbia. Ci si trova solo l’antiberlusconismo più becero e acefalo, un linguaggio che scandalizzerebbe persino Travaglio, Grillo e Del Pietro messi insieme, e soprattutto delle aspettative politiche fascistoidi, forcaiole, insomma tutto fuorchè liberali. Anzi, con un’analisi politica che definire ottusa è un complimento, è Berlusconi che viene visto come il cattivo liberista che (sic) ci porta tutti alla povertà..Stato, stato, stato, i valori della legalità repubblicana ( de che ???) e tutto un armamentario, scusate la durezza, ridicolo.
    Io condivido praticamente in toto le istanze che un’organizzazione come libertiamo porta avanti, e le critiche che spesso questo governo e la sua maggioranza si meritano, tuttavia non riesco a capire l’adesione entusiasta a FlI, che già paventa (articolo di Granata su GI) la nscaita di un polo legalitario trasversale (che in politichese significa un bel salto della quaglia con approdo a sinistra).
    Si poteva aspettare, prima di entrare a far parte di un raggruppamento eterogeneo, tenuto insieme da un’insofferenza verso Berlusconi ma quanto mai nebuloso in programmi e idee.
    Comunque, rispetto le scelte di tutti. Mi auguro solo che, prima di buttare a mare un leader che adesso è diventato pure stalinista ( e Fini in AN cos’era, Pol Pot?) per esaltarne un altro che, a mio avviso, ha alcune cose da chiarire e pure in fretta, non diventi megafono acritico di un qualcosa che ancora non si sa bene cosa sia.

  13. fabio moretto scrive:

    Da Radicale ho sempre ammirato Benedetto Della Vedova e il suo tentativo di portare nella destra italiana un minimo di vento liberale. Non ho mai creduto, tuttavia, in un Berlusconi liberale e non mi sorprende per come ha trattato Fini. Per questo auguro a BDV buona fortuna per le difficoltà che evidentemente incontrerà.

  14. Enrico Di Fiorino scrive:

    Il passaggio al nuovo gruppo parlamentare è una delusione per molti?
    E invece, il rimanere nel Pdl sarebbe stata, politicamente, la soluzione migliore?
    Se si siede in Parlamento, una scelta, comunque, doveva essere fatta.
    Tertium non datur.

  15. inutile scrive:

    Lotta alla criminalità, lotta all’evasione, importanti dati di ripresa economica (disoccupazioe, pil, fatturato).. notizie di oggi che non vengono commentate.
    Eppure fino a ieri era al governo (ora??), perchè non parlare di questo?
    BDV esci dal FLI, ti hanno messo in mare con un peso al collo di 90 kg senza bombole, ti fanno affogare.
    Altro che battaglie liberali si stanno concentrando i fan dello statalismo e dell’assistenzialismo e lo sai benissimo…

  16. antonluca scrive:

    Idee liberali. Proposte liberali. Confronti liberai. Pungoli liberali …io ci sono e sapere ke benedetto c’e’ , aiuta e stimola. Prosit

  17. Francesco scrive:

    Si, FLI è piena di non-liberali. E ditemi, da quale partito provengono costoro? Dal PDL. Dunque le cose sono due: o nemmeno il PDL era/è liberale, oppure lo sono entrambi. Dal mio punto d vista, nessuno dei due lo è, semplicemente perchè il liberalismo italiano è pressoché deceduto dopo la scomparsa del PLI.
    Ora, guardiamo avanti: quante e quali manifestazioni di liberalismo ci ha dato Berlusconi nel corso della sua esistenza politica, prima con FI e poi col PDL? Praticamente nessuna. Allora mi si spieghi sulla base di quale ragionamento la gran parte dei cittadini liberali riconosca come casa propria il PDL – o peggio, la Lega.
    Certo, neanche FLI è liberale. Tuttavia, ha buone possibilità di diventarlo: Della Vedova ed il suo nuovo peso parlamentare lo dimostrano. A differenza di quando era nel PDL, in cui gli incarichi erano pressoché irrilevanti e la voce liberale quasi azzittita, in FLI sembrano delinearsi posizioni più autenticamente liberali.
    Non mi si venga insomma a raccontare la solita storia che il PDL è la case dei liberali: lì chi ha voce e peso politico sono strani affaristi, ex democristiani ed ex socialisti. Lì i liberali sono il vestito della festa, quello buono da sfoggiare in pubblico, ma che dentro casa è sempre chiuso nell’armadio.

  18. MrY scrive:

    Intanto farei notare che ieri sera, a Linea3, si discuteva di chimica, Eni, e degli isolani dei cassintegrati. Qual è la risposta dura, impopolarissima, ma liberale? Che lo Stato non può nè deve salvare posti di lavoro. Ebbene, BDV era in studio. Eppure ai cassintegrati sardi che rimproveravano al suo governo l’immobilismo sulla faccenda questa risposta lui non l’ha data. Ma mi è toccato di ascoltarla da – udite udite – Giorgio Stracquadanio. Ecco, a proposito di male, di peggio, di peggio che diventa male e viceversa, mi pare un’ottima metafora dell’avventura “liberale” di Fli.

  19. inutile scrive:

    Non vedere il liberismo nelle parole e negli atti di Berlusconi è ciecità, diventa malafede se si vede invece liberismo in Fini Granata e Bocchino

  20. Francesco Smorgoni scrive:

    Nutro una profonda stima per Benedetto Della Vedova e per il suo curriculum liberale e liberista. Ho pero’ una domanda cui non trovo risposta e spero che qualcuno possa aiutarmi: L’On. Fini che affianca (o e’ affiancato da) BDV e’ lo stesso che contribui’ ad affossare la timidissima ed incompleta “lenzuolata” di Bersani che provo’ a liberalizzare le licenze taxi ? E’ lo stesso che ha contribuito a creare l’idea di destra “sociale” e corporativa ? Quello che affonda il suo consenso in un Sud che e’ tutto meno che liberale e liberista (non e’ ovviamente la collocazione geografica il problema, ma cio’ che laggiu’ purtroppo accade ed e’ lasciato accadere) ?
    Non capisco….

  21. alex scrive:

    Se proprio dobbiamo essere in minoranza almeno scegliamoci i compagni di viaggio giusti ! come la maggioranza degli amanti di libertiamo non capisco come Benedetto Della Vedova possa intrupparsi in un centro che brilla per personalismo polemico, e tullianismo ridicolo. Al di là del merito della questione, la statura di Fini come statista viene ridimensionata a livello imbarazzante. Pur concordando con molte delle critiche mosse al PDL, mi sconcerta lo stile da bega di condominio e i compagni di viaggio liberrali inventati.Basta con le minoranze che sbattono la porta, le battaglie si fanno dall’interno !
    Con stima e simpatia Alex.

  22. Francesco scrive:

    Evidentemente sono cieco, visto che non vedo liberismo nelle parole e negli atti di Berlusconi. Mi si può fare almeno un elenco di tre azioni liberistiche che egli ha compiuto? Alitalia vi è forse sembrata liberistica? Gli incentivi per le macchine dell’anno scorso erano di stampo liberista?
    Come detto, io non vedo liberalismo in Fini & co., ma battaglie liberali, che il cdx berlusconiano non ha mai saputo far sue – vuoi per vocazione clerico-leaderistica, vuoi per mancanza di effettivi membri liberali. Viceversa, la presenza di Della Vedova mi fa ben sperare, visto che, almeno in FLI, la sua esperienza, il suo peso politico, la sua identità culturale vengono considerati e resi preziosi. Ciò avveniva nel PDL? Non credo.
    Vi prego, se vogliamo parlare di quanto è liberale B., facciamolo con degli esempi, non per partito preso. Dirsi liberali ed esserlo sono cose distinte.

  23. Alfredo Cascone scrive:

    l’obbiettivo era di portare più liberalismo nel PDL, non creare un gruppo autonomo con il fine di portare più liberalismo al governo (quale?uno qualsiasi?).
    mi dispiace, io non ci sto.
    buona fortuna a BDV

  24. inutile scrive:

    Francesco, ti potrei dire dalla politica fiscale a quella del lavoro in poi la spinta liberista del governo berlusconi si è sentita basta vedere i sindacati e statalisti come si sono arrabbiati. La stessa ultima finanziaria è comunque più liberista di quelle che abbiamo visto in 50 anni di storia, anche se non la finanziaria ideale per un liberista vero. Noto che poi la tua è solo una speranza vado con fini cosi magari riesco a fare di più, come diceva un’altro utente prima, se vogliamo uscire (assurdo in bipartitismo e anche in bipolarismo), almeno scegliamoci i compagni di viaggio giusti.
    Chi era liberale non aveva paura di avere un 2-3% ma almeno era coerente. Ora si avranno gli stessi voti perdendo anche la coerenza.
    Comunque aspetto prime proposte di legge di BDV in senso liberale appoggiate dal gruppo del FLI

  25. ALESSANDRO CRESPI scrive:

    Io non ho capito se sti lecchinauti sono pagati dal dottore o se lo fanno per devizioni mentali loro. Non hi capito che gran valore annettono al passaggio di un solo deputato, che presento’ pure liste dei riformatori liberali che raccolsero percentuali da prefisso telefonico, dal Popolo della Libertà a Futuro e Libertà. Certo si dice che il dott cav non è esattamente liberale nel suo partito di plastilina e vernice; per la verità il Berla non ha nennemo la grandezza tragica di un Pinochet. il Berlu è un arcitaliano ridicolo e bauscia; uno che si offende se li dici che esiste qualcuno più liberale di lui. Lui è santo e liberale: San Liberale. come tale è Salvatore della Patria e tutti gli italiani (che sono mariuoli). Di mariuoli si è circondato al governo, quando non sono i simpatici ciellini lombardi o gli affaristi power broker del sud. Uno che porta Angelino e Gioacchino Alfano al parlamento insieme a bionde e brune avvocatesse ali inizi della carriera….
    Provvedimenti liberali? dove? quali? che cosa ha prodotto di liberale questo governo??
    non la finanziaria che è una coacervo di differimenti di spesa imposti dalle mutate condizioni del credito agli stati.
    E meno male la crisi si che è liberale e sa come mettere sotto scacco gli stati e i presunti statisti sicuri statalisti.

  26. bill scrive:

    Ma dai: fra deputati e senatori di FLI ci saranno venti posizioni politiche diverse.
    Il PdL non è il paesello di Heidi nè il Nirvana: è un partito maggioritario, alternativo alla sinistra, che ha vinto tutte le tornate elettorali con percentuali bulgare.
    E’ lì che bisogna allargare il consenso verso le idee liberali e liberiste, sia presso la classe dirigente che presso gli elettori.
    Fare un partitello, che per affrontare le elezioni con un minimo di possibilità dovrebbe sperare in un ritorno al proporzionale a all’abolizione del premio di maggioranza, cose che ci riporterebbero alla repubblichetta con governi trimestrali, ha un senso?
    Ma soprattutto, per fare che? Dopo che abbiamo capito che nel PdL decide Berlusconi (perchè, chi avrebbe dovuto decidere, Barbareschi? E lo avete capito adesso, che chi ha più voti decide?), uno straccio di linea politica, dopo per carità un bel “dibbaddido”, ci sarà? E quale? Un antiberlusconismo fuori tempo massimo? Si fonda un bel corpo di Polizia Etica, con a capo Granata e vice Cuffaro e Lombardo, coi quali si trova a meraviglia giacchè fa molto europeo, moderno e alfiere dei valori repubblicani (già,che roba sono?) dare seguito a roboanti dichiarazioni sull’etica e l’opportunità con comportamenti consequenziali?
    Sull’immigrazione, il modello Sarkozy penso che sia passato di moda: deve essere tornato a fare il reazionario non europeo.. Che facciamo?
    Mah, più passano le ore e meno capisco questa decisone.

  27. Stefano Parravicini scrive:

    Purtroppo l’operazione di Fini appare sin dall’inizio, e cioè dalla riunione fondativa del PDL, personalistica e dettata dal desidserio, legittimo per un politico, di avere più potere in vista del disfacimento, ora ipotizzabile, ma non per questo sicuro, al momento del ritiro politico di Berlusconi.
    Tutti d’accordo che Fini non è un liberale ma uno statalista e allora cosa ci fa un liberale con lui ? Spera forse di dettare l’agenda politica ad un gruppo si eterogeneo, ma sicuramente di strazione missina ?
    Meglio un Berlusconi che tenta di inoculare nel corpaccio corporativo, tribale e statalista dell’Italia bacilli quelli si liberali. Vedi le riforme di Brunetta e della Gelmini per esempio. O il tentativo di obbligare le pubbliche amministrazioni ad una gestione più trasparente ed economicamente virtuosa. O la sostanziale non ingerenza nel caso Fiat.
    Poi c’è la questione della supposta cacciata di Fini. Ma vogliamo scherzare ? Gia mesi fa Bocchino aveva minacciato ed ipotizzato l’uscita dal PDL perchè ritenuto non più compatibile con Fini e i finiani. Sin dall’inizio Fini ha rimarcato posizioni diverse da quelle contenute nel programma del PDL efaceva il controcanto 30 secondi dopo le dichiarazioni del Governo. Sin dall’inizio ha fatto politica attiva ingerendosi pesantemente nella lotta politica spicciola, nella elaborazione di leggi in iniziative politiche di tutti i tipi pur essendo Presidente della Camera e con ciò offendendo la Costituzione. In un Paese in cui ogni iniziativa del Centro Destra, volta a cambiare, innovare, modernizzare, è stata detta anticostituzionale l’offesa alla Costituzione di un Presidente della Camera che prende pesantemente parte alla lotta politica di tutti i giorni e che addirittura prepara una scissione non è rilevata anzi è applaudita. Solo perchè contro una parte politica.
    Ho paura che Benedetto sia un pò lo specchio per le allodole e che, anche se premiato, sarà deluso nelle sue aspettative.
    L’abbraccio della Lega credo sia stato sempre più stretto anche perchè controbilanciava la guerra che Fini ha fatto sempre dall’inizio e la creazione di un nuovo partito concorrente lo renderà sempre più inevitabile.
    Scusate la lunghezza e la poca chiarezza.
    Stefano

  28. ALESSANDRO CRESPI scrive:

    OH QUI CHE SON TUTTI GENI: QUALCUNO DI GRAZIA MI SPIEGA LA VIA PER CENTRARE IL CUORICINO TANTO LIBERALE DEL CAVALIERE?

    NON SO TANTO PER MODERARE L’ISTERIA STATALISTA DEL FISCALISTA DEI MONTI CON LA R MOSCIARELLA E IL CONTO MILIONARIO.

    QUALCUNO MI SPIEGA L’ARCANO DELLA SFIGA DEL BERLA CHE “VINCENDO CON PERCENTUALI BULGARE” LE ELEZIONI E AVENDO POTUTO CONTARE IN PARLAMENTO SU UNA MAGGIORANZA SICURA DI SERVI ALLA CATENA (TRANNE FORSE I LEGHISTI CHE AVRANNO AVUTO QUALCHE STRACCIO DI MOTIVO PER NON ADERIRE AL PDL: DI GRAZIA NON CITATEMI LA SPECIFICITA’ LOCALE CHE NON SONO MIKA IL TROTA) NON E’ RIUSCIUTO A FARE NULLA DI LIBERALE E SIGNIFICATIVO E INVECE HA FATTO ALCUNE COSE CHE AVREBBERO FATTO SBAVARE VISCO?

  29. @ inutile. “basta vedere i sindacati e statalisti come si sono arrabbiati.”
    direi proprio k e’ una prova inconfutabile di liberismo….
    non m sorprendo che poi piu’ dei 3/4 degli elettori berlusconiani non abbiano nemmeno la terza media…
    della serie: il PD fa skifo ai veri comunisti ( SEL x esempio) ergo il PD e’ liberista…..
    Dopo la rottura di BDV con $B ho capito che i lettori di libertiamo sono di 4 tipi:
    ‎1- dei troll berlusconiani
    2- dei conservatori (stile mainstream repubblicano) che guardano solo il liberismo e non il liberalismo in tutti i sensi
    3- illusi che credono ancora in Berluconi
    4- gli irriducibili che non accettano compromessi (ma, non hanno capito che non siamo negli USA o in Olanda)

  30. J1nz0 scrive:

    Sono tornato da poco dall’estero e avuto modo di leggere in questi giorni gli avvenimenti politici e le dichiarazioni di alcuni degli esponenti di FLI. Posto che ancora sono dell’opinione che per i liberali non ci sia alcuna possibilità reale in questo Paese, voglio continuare a credere che tra il PdL e FLI l’unica differenza sia che almeno FLI non è clericale e che quindi per un mero calcolo matematico valga la pena di supportarli. Naturalmente se i dubbi già pesantissimi che gravano su FLI riguardo a meridionalismo, spesa pubblica, sostegno al centralismo, ecc… dovessero divenire certezza, mi dimenticherò semplicemente di FLI e di tutta questa storia.

  31. Giampaolo scrive:

    ho ammirato Benedetto quando, in un remoto congresso radicale, si è coerentemente contrapposto a Pannella che, dopo aver goduto a piene mani delle sedie garantite da Berlusconi, compresa l’Europa per la Bonino, si apprestava a cambiare casacca. Non capisco invece oggi,come faccia, da libertario, a confondersi con opportunisti del calibro di Fini , che cambia frequentemente il cappello, ma certamente non può modificare la sua anima orbacemente fascista, come dimostrano i fatti, aderendo acriticamente a posizioni di “sinistra”, senza una pur minima autocritica su tutto il suo comportamento passato.

    I questa armata Braancaleone, fa ancora più specie la figlia del povero Moroni per l’incoerenza con cui ha aderito ai “giustizialisti”
    Mi auguro quindi che Benedetto, se non si sente più di condividere il PDL di Berlusconi, trovi sponde o lidi più appropiati di quelli “futurusti” di Fini & camerati!

  32. iulbrinner scrive:

    Credo che nell’articolo si faccia una certa confusione tra il concetto di liberalismo politico e liberismo economico – che sono una cosa – ed il concetto di libertarismo, che è cosa assai diversa da quelli.
    Da questo nascono, io credo, una serie di guazzabugli politico-teorici, quali quello che ha condotto fini – e questo sito – fuori del cdx.
    Meglio per la chiarezza di tutti…

  33. Iulbrinner per la chiarezza di tutti, ci potrebbe illuminare sulla differenza tra liberalismo politico, liberismo economico e libertarismo, e cosa sia di dx e cosa non lo sia?
    anche se non le nascondo che nel 2010 parlare di destra e di sinistra non ha molto senso…
    per la chiarezza di tutti, visto k ci piacciono tanto le differenziazioni, consiglierei questo schemetto esplicativo http://queenbeeworld.spaces.live.com/blog/cns!57C67D21BFBFAD82!1402.entry

  34. iulbrinner scrive:

    @Flavio Ciabattoni

    Senza avere la pretesa di illuminare alcuno, direi che una fondamentale differenza di senso tra liberalismo e libertarismo sta nel fatto – molto sinteticamente – che il primo si occupa di delimitare l’ingerenza della mano pubblica nella sfera privata degli individui, mentre il secondo si occupa di ampliare la sfera privata degli individui (individualismo integralista) a detrimento dell’elementare concetto di “bene comune”.
    Tutto questo – senza stare a tirare in ballo gli Adam Smith, i Rothbard o altri autori di riferimento – mi sembra già una bella differenza di prospettiva generale.
    Quanto al parlare di dx e sx, direi che non ha mai avuto tanto senso da quando il sistema si è fatto bipolare; in altri contesti ne avrebbe avuto molto meno.

  35. J1nz0 scrive:

    Purtroppo dopo anni e anni di impegno telematico i blogger liberali non sono ancora riusciti a far passare il concetto che non esiste alcuna distinzione tra liberalismo, liberismo e libertarismo… Nel momento in cui si pongono distinguo si apre all’idea che possa esistere una libertà orfana di qualcosa, una libertà con quelle due trecento eccezioni del caso.

  36. penso che in Italia anche prima del bi-polarismo c’e’ sempre stata questa netta contrapposizione destra sinistra su temi a mio avviso molto relativi, tanto da far passare come destra, dei socialisti reazionari no-global come Storace, e come sinistra dei liberisti libertari filo-americani e filo-israeliani come i radicali.
    ecco xk x me e’ inutile parlare di dx e di sinistra

  37. Luca Cesana scrive:

    Brava Simona!
    E chi non capisce c…suoi

  38. pippo scrive:

    I radicali liberisti? Ma se per avere la poltrona se ne stanno con D’alema e compagni. I radicali sono liberisti tanto quanto il PD. Personalmente non li distinguo per nulla dalla massa di ipocriti ex comunisti cui si sono aggregati.

  39. luigi zerbo scrive:

    Leggendo un po’ di commenti, ho il sospetto che il termine “liberale” non sia poi così chiaro, nel suo significato.
    E poi che Fini se ne sia andato dal PdL e non che ne sia stato cacciato (comportamento “liberale”???).
    Se Fini si è avvicinato negli ultimi 15 (quindici!) anni alle posizioni di Benedetto (e non negli ultimi 15 minuti) per me è un bene.
    Il male è che Berlusconi (gli altri non contano) se ne sono sempre più allontanati…
    Quando hanno fondato il PdL, Fini aveva già dichiarato il suo sì a diversi referendum (procreazione assistita, per esempio) in contraddizione con l'”andate al mare” di Berlusconi, aveva già parlato di diritto di cittadinanza per gli immigrati… non è che Berlusconi non lo sapesse come la pensava. Solo che, per vincere le elezioni, gli servivano gli elettori di Alleanza Nazionale, per cui allora non importava che la pensasse diversamente da (per dire) Cicchitto (se mai Cicchitto ha avuto un pensiero suo).
    Non sarà molto, ma se si andasse a votare senza dubbio io non voterò per un PdL dove chi si azzarda a dire cose “liberali” (non di destra o di sinistra, solo di libertà) viene espulso.
    In bocca al lupo, Benedetto.

  40. ALESSANDRO CRESPI scrive:

    Assunta Almirante: no Fini, si’ La Russa di Ansa(ANSA) – ROMA, 10 AGO – ‘Fini e’ bruciato’. Cosi’ Assunta Almirante, intervistata da ‘Oggi’, in edicola mercoledi’, al suo posto vedo bene La Russa ‘Fini non lo voglio piu’ vedere. Dei nostri non lo votera’ piu’ nessuno’, e al suo posto vedo ‘bene La Russa’. Sulla casa di Montecarlo:’Fini non poteva non sapere, giocare allo scaricabarile non gli fa onore’. Quanto alla proposta di Matteoli di dividere il patrimonio di An:’Il patrimonio e’ del Msi e del suo popolo. Chi lo tocca dovra’ vedersela con me’

    ABBIAMO LA CERTIFICAZIONE DOP DI DOVE STANNO I FASCISTI NOSTALGICI DEL MANGANELLO….
    L’EX RAS LOMBARDO LA RUSSA SI CHE GIOCA A UN RIDICOLO SCARICABARILE FACENDO DISEGNARE DA LIBERO E IL GIORNALE QUELLI CHE DI AN NON ERANO FASCISTI COME MOSTRI USCITI DALLE FOGNE… DOVE HANNO PRESO LE IMMAGINI RETORICHE DALLE VIGNETTE DEL VENTENNIO?

  41. iulbrinner scrive:

    @J1nzO, che scrive: “Purtroppo dopo anni e anni di impegno telematico i blogger liberali non sono ancora riusciti a far passare il concetto che non esiste alcuna distinzione tra liberalismo, liberismo e libertarismo…”

    Chi l’ha mai detto che questa distinzione non esiste?
    Può documentarlo?
    Esiste eccome e, se non esistesse, non si capirebbe perché mai si sia avvertita l’esigenza di coniare dei termini specifici: liberale da un lato, libertario dall’altro (il liberismo è un concetto economicista).
    Provi ad approfondire la questione sui testi classici della materia e vedrà che troverà delle belle e consistenti differenze.

    @Flavio Ciabattoni
    Indubbiamente la confusione di contenuti e di parole d’ordine regna sovrana in quasi tutte la fazioni politiche.
    Ciò non toglie che una divisione chiara tra dx e sx sta, soprattutto, nella tradizionale distinzione tra conservatori e progressisti; ossia, tra chi ritiene che non tutto ciò che appartiene all’esperienza storica del passato sia da buttare al secchio e chi, al contrario, considera astrattamente un valore positivo ogni tipo di trasformazione sociale, compreso il rovesciamento rivoluzionario, indipendentemente dai suoi contenuti e dai suoi effetti.
    Sarà banale e sintetico, ma sostanzialmente mi sembra così, alla luce dei fatti.

  42. J1nz0 scrive:

    @Iulbrinner:

    “Chi l’ha mai detto che questa distinzione non esiste?
    Può documentarlo?”

    Mah, ad esempio si potrebbe iniziare con “For a New Liberty, the Libertarian Manifesto”, libro fondativo del liberalismo moderno, in cui Murray Rothbard sbertuccia il curioso atteggiamento di chi professa teorie politiche basate su libertà “selettive”. Credo sia sufficiente come documento, che ne dice?

    “Esiste eccome e, se non esistesse, non si capirebbe perché mai si sia avvertita l’esigenza di coniare dei termini specifici: liberale da un lato, libertario dall’altro (il liberismo è un concetto economicista)”.

    Non esiste. O meglio, questa esigenza è stata avvertita solo nella repubblica italica delle banane, dove il liberalismo, tolto Bruno Leoni e l’esperienza qualunquista, non è mai esistito e la bandiera della libertà è stata affidata a gente come Croce. Gente che teorizzava l’esistenza di libertà di serie A e di serie B, includendo tra queste ultime le libertà economiche: un po’ come se la libertà di raggiungere i propri fini con i propri mezzi sia una libertà un po’ più sfigata del resto. La distinzione di cui lei parla è frutto della cultura italiana illiberale.

    “Provi ad approfondire la questione sui testi classici della materia e vedrà che troverà delle belle e consistenti differenze”.

    Si fidi, provi a dimenticarsi semplicemente delle pubblicazioni nazionali, dopodichè cominci a leggere qualcosa di più moderno dei classici. Le si apriranno gli occhi. Garantito.

    Saluti.

  43. Bema scrive:

    Caro Benedetto,
    cari amici di Libertiamo,
    seguo sin dall’inizio, come molti italiani che sono ormai incuriositi-smarriti e rassegnati da questo teatrino partitocratico,la vicenda Berlusconi-Fini e la sucessiva nascita di FlI.

    Devo essere sincero, vedere Della Vedova in diretta in parlamento che prendeva la parola a nome del nuovo gruppo, un sobbalzo dal divano me lo ha procurato, però proprio questo sobbalzo mi ha incuriosito e mi ha evitato di cambiare canale (sono ormai 5-6 anni che come vedo quelli di centro-destra cambio canale).

    La storia politica eil percorso personale di Fini lo conosciamo tutti, e le relative aperture sono di dominio pubblico, anche se devo essere sincero il mio “testardo” istinto Laico, Liberale e Nonviolento mi dice che all’interno di FLI non ci sarà spazio per le idee e l’azione politica liberale, troppo ex e post missinismo, troppo ex e post alleanzismo.

    Il percorso di Fini ok lo riconosciamo tutti, però quelli che ono rimasti con Fini, gli ex di An per essere chiari, su testamento biologico, diritti e unioni gay, ricerca scientifica, cittadinanza per gli immigrati regolari e simili cosa ne pensano ???

    Il punto di domanda non a caso lo triplico, e lo replico, ???, allora passo la parola a Della Vedova, cosa farete su queste tematiche.

    Io da osservatore vi osserverò, e vedremo se replicherete le tanto liberali idee paventate da Silvio “il liberale” della discesa in campo e poi catto-fascistizzatosi in corso d’opera, o veramente aprirete anche in Italia la stagione di una destra europea, laica, liberale e delle riforme….

    vedremo…

    saluti laici e liberali!

    Beppe Masiello

  44. iulbrinner scrive:

    @J1nzO, che scrive: “Mah, ad esempio si potrebbe iniziare con “For a New Liberty, the Libertarian Manifesto”, libro fondativo del liberalismo moderno…”

    Forse voleva scrivere del “libertarismo” moderno; si deve essere confuso, visto che il liberalismo (senza quella t in mezzo) ha ben altri padri fondatori.

    @J1nzO, che scrive: “La distinzione di cui lei parla è frutto della cultura italiana illiberale.”

    Non direi.
    Direi, invece, che è frutto di quel sano atteggiamento che intende contemperare valori diversi e contrastanti tra loro, quali libertà e solidarietà, libertà e vincolo sociale, libertà e dovere.
    Assolutizzare il valore della libertà “personale” a scapito di tutti gli altri valori è ciò che rende il libertarismo un’ideologia e, come tutte le ideologie, lo rende intollerante ed assolutistico nelle proprie pretese.
    Anche questa elementare serie di considerazioni – frutto della tradizione delle migliori filosofie politiche italiane – rende il libertarismo qualcosa di profondamente differente dal liberalismo.

  45. pippo quindi stai dicendo che BDV nn e’ piu’ liberista perche’ stava nella sts casa di socialisti del calibro di Tremonti, Cicchitto e Bonaiuti, di ex comunisti come Bondi, di ex democristiani come Giovanardi, d ex comunisti, ora assistenzialisti e statalisti come la Lega?

  46. iulbrinner come ci puo’ essere una distinzione tra conservatori e progressisti se in GB, il paese storicamente bi-polare, Cameron disse: Oggi come oggi noi conservatori siamo i radicali, i labouristi sono i reazionari
    ti sembra una divisione netta tra conservatori e progressisti??
    Soprattutto in Italia dove starebbe questa divisione?? chi e’ conservatore ( anche se x me ,tolti i radicali, sono tutti x la conservazione dello status quo) e k i progressiti?? il PD t sembra progressista?? il PDL ti sembra conservatore??
    che senso ha ormai parlare di queste distinzioni??
    io la vera distinzione la vedo tra i liberali e gli illiberali

  47. iulbrinner scrive:

    @Flavio Ciabattoni

    Come avevo già osservato, “la confusione di contenuti e di parole d’ordine regna sovrana in quasi tutte la fazioni politiche”; comprese quelle britanniche.
    Ma, al di là dei giochi di parole con le quali si cerca di muovere gli elettorati parlando al loro ventre, la distinzione chiara, nel caso italiano, mi sembra quella che vede la conservazione di ispirazione Cattolica da un lato, a fronte di un progressismo di ispirazione laicista ed ultrasecolarizzante dall’altro (compresa una parte del mondo cattolico in preda a suggestioni post-conciliari).
    Non a caso un commento recente parla di “catto-fascistizzazione” per etichettare e qualificare “il nemico da abbattere” (Berlusconi).
    Che Della Vedova confluisca in questo ampio e variegato schieramento di sinistra tradizionale costruito sull’antifascismo anacronistico (oggi diventato l’antiberlusconismo di maniera), lo trovo persino fisiologico e più coerente con la sua cultura (magari era oggettivamente fuori posto nel cdx).
    Che lo faccia Fini – con i suoi trascorsi che ne hanno decretato l’attuale posizione – lo trovo manifestazione di un trasformismo grottesco.

  48. e che invece Berlusconi sia diventato, da il rivoluzionario liberale al cavaliere dei valori cristiani, quello non lo chiami trasformismo grottesco? e la Lega da origini celtiche e anti-clericali a partito confessionale??
    da quando e’ scomparsa la DC i politici cattolici si sono sparsi in tt l’arco costituzionale, quindi nn ha senso parlare di fronte progressista ( esclusi i radicali).
    che poi Fini lo vuoi paragonare a un Zapatero italiano non ha prp senso, anzi a mio parere e’ anche trp moderato nel rivendicare uno stato laico, che in realta’ e’ laico soltanto a parole

  49. iulbrinner scrive:

    @Flavio Ciabattoni
    Potremmo continuare così all’infinito con il solo risultato di rimanere entrambi nelle esatte posizioni di partenza.
    Rimane, però, un fatto ineliminabile, anzi due: che confondere libertarismo con liberalismo non aiuta a trovare la propria collocazione nello scenario politico generale e questo – alla prova dei fatti – è sotto gli occhi di tutti.
    E che fini – liberale o meno, libertario o meno che sia, ormai non ha più molta importanza – tutto deve fare tranne che rivendicare una collocazione di destra.
    I suoi voltafaccia avranno pure il “respiro europeo”; ma sempre voltafaccia restano.

  50. si potremmo continuare all’infinito, ma il fatto che rimane e’ quello: le trasformazioni di berlusconi e di fini sono state inversamente proporzionali, dal liberalismo al clerico-fascismo, dal clerico fascismo al liberalismo, a te lascio le conclusioni.
    Poi una domanda, quando chiami Fini voltafaccia,etc lo fai con la consapevolezza che lo sts epiteto sarebbe applicabile a berlusconi, si?
    e soprattutto Berlusconi per te e’ collocabile a destra?

  51. J1nz0 scrive:

    @iulbrinner:

    “Forse voleva scrivere del “libertarismo” moderno; si deve essere confuso, visto che il liberalismo (senza quella t in mezzo) ha ben altri padri fondatori”.

    Sì, gli stessi padri fondatori che Rothbard definisce come libertari ignorando sin dal principio la distinzione di cui lei parla…. Cioè, in sostanza, il libertarismo non è altro che la versione novecentesca del liberalismo. La “t” è stata aggiunta probabilmente per il fatto che in America i socialisti avevano iniziato a chiamarsi “liberal”. Nulla più che un espediente verbale per non dover dire ogni volta “classic liberals”.

    “Direi, invece, che è frutto di quel sano atteggiamento che intende contemperare valori diversi e contrastanti tra loro, quali libertà e solidarietà, libertà e vincolo sociale, libertà e dovere”.

    Direi, invece, che è frutto di quella totale confusione che da una parte vuole privilegiare la libertà negativo del cittadino, dall’altra vuole negarla introducendo diritti positivi in nome della solidarietà e di altri concetti religiosi. Un bel pasticcio.

    “Assolutizzare il valore della libertà “personale” a scapito di tutti gli altri valori è ciò che rende il libertarismo un’ideologia e, come tutte le ideologie, lo rende intollerante ed assolutistico nelle proprie pretese”.

    Proporre dottrine ibride, nelle quali la libertà viene sacrificata in nome di principi irrazionali spacciati per valori è l’atteggiamento con il quale ogni sorta di tiranno ha preteso di difendere il proprio regime.

    “Anche questa elementare serie di considerazioni – frutto della tradizione delle migliori filosofie politiche italiane – rende il libertarismo qualcosa di profondamente differente dal liberalismo.”

    Non a caso la tradizione filosofica italiana ha dimenticato Bruno Leoni, eleggendo come modelli di libertà gente che con il liberalismo non c’entrava una mazza, motivo per cui oggi anche Bersani o altri campioni di solidarietà (?), tutto sommato, sono liberali.
    Ma quante declinazioni ha la libertà? Una per ogni politico o pensatore che ci aggiunge o toglie qualche pezzo in nome di principi costruttivisti?

  52. iulbrinner scrive:

    @Flavio Ciabattoni

    Non so cosa sia, esattamente, il “clericofascismo”; a naso sembra un’etichetta buona per gli album di figurine.
    Berlusconi è la destra di questo Paese; una destra moderata, liberale, antistatalista, non scioccamente egualitarista, protesa verso la produzione di reddito, rispettosa delle tradizioni e della cultura dominante del popolo sovrano.
    La sua coerenza politica, rispetto a quella ondivaga ed umorale di fini, non mi sembra proprio in discussione.

  53. ok dopo questa risposta penso che sia inutile continuare….

  54. Piero Sampiero scrive:

    Sono convinto anch’io che la funzione di F&L debba consistere nella conquista culturale della società e che sia, oggi come oggi, l’unico strumento d’innovazione per la comunità nazionale (e per i giovani).
    Complimenti a Falasca per le sue felici intuizioni.

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