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Iran: prove generali (involontarie) di regime change?

– Ha sollevato parecchio clamore la notizia, diffusa ieri, che il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad aveva subito un attentato.
Col passare delle ore, l’allarme si è ridimensionato: è stato chiarito pressoché immediatamente che Ahmadinejad era incolume, poco dopo il sito iraniano che aveva pubblicato per primo la notizia l’ha cancellata, e mentre scriviamo non è più sicuro nemmeno che l’attentato ci sia effettivamente stato.

Mentre il network “Al Arabiya”, di Dubai, continua a sostenere che qualcuno abbia lanciato una granata sul convoglio del leader con l’intenzione di ucciderlo, la TV iraniana in lingua araba “Al Alam” ammette che c’è stata un’esplosione, con tanto di fumo (d’altra parte ci sono le riprese televisive a documentarla) ma la imputa ad un fuoco d’artificio tirato involontariamente nel posto sbagliato.

Fin qui la notizia e le interpretazioni che se ne sono date. Non vogliamo metterci a fare dietrologia, né allungare inutilmente il brodo, ma solo fare qualche riflessione sullo svolgimento dei fatti.

Pochi giorni fa Ahmadinejad aveva di nuovo dato fiato alle trombe sul tema “i perfidi sionisti”, dicendo che c’era un piano dei servizi segreti israeliani per assassinarlo; tuttavia, ieri non ha approfittato della tensione generata dalla notizia dell’attentato per ribadire il concetto, ma anzi, nel comizio che ha tenuto subito dopo, nella stessa città, ha evitato perfino di menzionare l’accaduto.

Questo può servire ad escludere l’ipotesi che, dietro alla vicenda, ci sia il presidente o qualcuno del suo entourage: se l’attentato, insomma, Ahmadinejad se lo fosse fatto da solo, sarebbe stato prontissimo a sfruttarne il lato mediatico per sottolineare il proprio essere continuamente sotto il tiro dei malvagi sionisti o dei crudeli americani.

Che l’esplosione sia stata davvero un incidente o che sia stata un “avvertimento” da parte di qualcuno dei numerosi nemici del leader iraniano, comunque, un risultato l’ha raggiunto: dare a chi ha letto la notizia un assaggio di come sarebbe il mondo mondo con un dittatore in meno. Un dittatore che (ne abbiamo avuto ieri la prova), quando si ritirerà dalle cure dello stato, da queste parti non mancherà a nessuno.


Autore: Marianna Mascioletti

Nata a L'Aquila nel 1983. E’ stata dirigente politica dell’Associazione Luca Coscioni e tra gli ideatori del giornale e web magazine Generazione Elle. Fa cose, vede gente, cura il sito.

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